perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 29 novembre 2012

LA NOTTE PORTA SCOMPIGLIO....





La notte porta scompiglio, ricordava la pecorella sulla federa del cuscino che avevo regalato a Pamela, quando scompigliava la sua vita universitaria e pre-lavorativa con incubi di un futuro tumultuoso e un presente che andava di pari passo.
In preda a manifestazioni divaganti di vertebre con punti vertebrali nevralgici e in mezzo a turbolenze ho cercato ristoro e riposo nel vecchio letto di Pamela. La bella federina sul cuscino ben sprimacciato ha accompagnato i miei sonni con miseri risultati.
Scompiglio anche maggiore tra i miei anelli vertebrali, mi ha fatto riguadagnare il primo piano e abbandonare la pecorella e gli scompigli.
Ma non c’è da preoccuparsi di scompigli il mondo è pieno e non rimarrò priva, ce ne sono tanti cui la notte….

….la notte ha portato scompiglio, piuttosto che consiglio e la tregua in atto da ieri tra François Fillon e Jean-François Copé si è frantumata e è durata ancor meno della fragile pace o meglio, sospensione di guerra, tra Israele e Palestina.
Ovvio che il paragone tra i due fatti non ha senso di esistere, associati unicamente dall’attualità del momento e dalla parola tregua.
Da una parte si parla di un dramma di due paesi, dall’altra di uno psicodramma, oramai vero feuilleton, specie di romanzone d’appendice, storia patetica, o con un termine più di attualità sorta di soap-opera, senza sponsor del “bianco più bianco” per togliere fango da tutta questa vicenda.
La mediatizzazione di questo caso che contrappone i due ex-candidati alla presidenza dell’UMP è assurta a livelli stratosferici e il tasso di saturazione raggiunto è vicino all’esplosione non solo per gli addetti ai lavori (stamani alla radio ascoltavo l’intervista di un deputato senza speranza che si autodefiniva con un gioco di parole député dépité) : deputati, politicanti e militanti ma anche per tutti gli altri, compresa me, povera ascoltatrice…la mia radio non parla d’altro.
Forse esagero, certo però che lo psicodramma ingombra buona parte del palcoscenico teatrale delle notizie.
Nell’undicesimo giorno dal voto dei militanti, dopo più di ventiquattro ore di attesa per i risultati dello spoglio, annunci e contro annunci di vittoria ora da parte di Copé, ora di Fillon, proteste, contestazioni, odore di bruciato, sospetto d’imbrogli, brogli, nuovi conteggi con ricorsi a commissioni (non speciali ma..) di ricorso, a mediatori semplici (Alain Juppé) e speciali (Nicola Sarkozy), siamo di nuovo al punto di partenza.
Copé si attacca alla sua vittoria e non molla: i militanti gliela hanno concessa e guai a chi gliela tocca…un nuovo voto richiede lunghi tempi (statuto UMP docet)….e poi è ora di mettersi al lavoro.
Fillon mette in dubbio la chiarezza e integrità delle elezioni e richiede un nuovo voto dei militanti e per forzare la situazione martedì annuncia la creazione di un nuovo gruppo parlamentare, indipendente e dissidente "Rassemblement-UMP" in seno all’Assemblea Nazionale.
L’ex presidente Sarkozy, “cavaliere del bianco” dopo i tanti consigli privatamente dispensati riesce a convincere i due contendenti a un incontro, avvenuto martedì pomeriggio.
Un accordo sembra infine trovato con un’intesa per un referendum da proporre ai militanti UMP.
Referendum per sapere se sono favorevoli o contrari a una nuova elezione. 
Un voto insomma per … votare!
Copé, frattanto, rimarrà presidente UMP fino al giorno del voto, Fillon rinuncerà al gruppo dissidente annunciato al mattino e ad agire legalmente per contestare le elezioni.
 Il referendum non sarà, però, una manovra dilatoria, giusto per prendere tempo, e possiederà criteri e garanzie di obbiettività, conditio sine qua non, per l’ex primo ministro.
 Dopo una notte ristoratrice, l’alba si alza velata di pioggia e un nuovo velo pietoso scende sul maggior partito dell’opposizione al Governo.
Alle ore 7:00 appare la notizia che il gruppo dissidente è stato registrato sul Journal Official, è, cioè, ufficialmente nato.
Alle 7:45 Copé annuncia che essendo venuti a cadere i presupposti dell’accordo“les conditions ne sont pas reunies”, non ci sarà più nessun referendum interno al partito, e che la "ligne rouge a été franchie" la linea rossa è stata varcata.
Insomma, per lui, la mossa di Fillon è una dichiarazione di guerra e non si può discutere fintanto che il gruppo dissidente sussiste… e se i pro-Fillon vogliono portare il caso in giustizia…che lo facciano!
Ma l’arma del “gruppo dissidente”, da Copé considerata “un ricatto”, per Fillon è la sua arma per negoziare, e non vuole rinunciarvi fintanto che non è certo della contropartita.
Un ultimatum di Copé con scadenza alle ore 15 ingiunge la dissoluzione del gruppo, mentre intanto fiumi d’inchiostro colano, voci si levano da tutte le parti, anche quelle di un gruppo di non allineati UMP, Natalie Kosciusko-Morizet in testa, che chiede a Fillon di rinunciare al suo gruppo chiedendo contemporaneamente un “comitato di saggi” per il referendum UMP.
Salviamo l’unità del partito! Ma il soldato UMP partito in guerra non sa più da che parte sparare!
L’ultimatum è scaduto. Copé ritiene il caso chiuso, le negoziazioni concluse con un nulla di fatto e si prepara a mettersi al lavoro come presidente del partito o almeno di quello che rimane del partito…ma cosa sia restato é meno facile da capire.
Un coccio rotto, i cui pezzi saranno in ogni caso difficilmente rincollabili o rincollati, comunque vadano le cose.
E anche ricostruito, che attendibilità rimarrà ai due contendenti, le cui quotazioni di popolarità stanno scendendo considerevolmente in seno al partito e nella Francia intera? I due oltre a contendersi la presidenza del partito, hanno in mente anche la presidenza del paese nel 2017. D’accordo che i francesi per fare dispetto sono quasi pronti a votare “chiunque”, ma a chi dovrebbero voler far dispetto per votare Fillon o Copé??? .
Non so proprio cosa possano a questo punto fare in casa UMP per tirarsi fuori da questo tormentone….
Io per salvarmi posso solo spengere la radio!

In casa, in auto e concentrarmi solo su una piacevole mattinata di impegni che si concluderà con un incontro scompigliante, uno scompiglio d’anima con l’Amica che oggi festeggia un nuovo B-day… beautiful day!!!
Happy birth-day Nat!

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