perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 30 août 2012

LES OIGNONS de S......



LES OIGNONS de S...... deve essere un titolo che attira, intriga( la mente), incuriosisce.
Vedo che spesso è tra i miei testi letti o almeno tra quelli di cui è stata aperta la pagina.
Les oignons..mi piacciono sempre ma di cucinare ho poca voglia.
Poca fame, e soprattutto basta un nulla ingurgitato per stoccare chili…orrore!
Non riuscirò a entrare in nessun abito compreso quello delle prossime nozze….
Mi consolo ricordando che non ho nessun abito previsto per tale circostanza.
Stanotte è giunto il famoso temporale previsto e annunciato da giorni e mi accingo a partire nella terra degli orologi sapendo che là mi attendono freddo, gelo e pioggia e la ex Fidèle, scomparsa da secoli dalle mie pagine. Avrei voluto rivedere, per una volta il ponte ricostruito della sua ex città, ex perché lei si è trasferita in una più piccola, ma destino è che debba associarsi a pioggia..meno male è un ponte coperto!

dimanche 26 août 2012

Prigione che vieni, prigione che vai


Le prigioni non sono mai state così piene come in questo momento tra criminali veri e delinquenti reali e/o presunti tali.
Sensibile alla raccomandazione del consiglio dell’Europa che ricordava in 2006 che l’incarcerazione non può che essere il ricorso ultimo, in Francia la ministro della giustizia Christiane Taubira sostiene lo sviluppo dell’accompagnamento del delinquente “nella comunità” ovvero libero e senza confinarlo dietro le sbarre di una prigione.
Questo appello anche se avrà pur raggiunto tanti timpani non è certo caduto in tutte le orecchie germogliando idee “libertarie”, basti pensare alla pena, di due anni di carcere duro, comminata alle Pussy Riot.
Le giovani donne del gruppo rock, condannate la scorsa settimana per aver cantato una preghiera anti Putin in una cattedrale di Mosca, sono pronte a scontare la loro pena in una prigione non certo “soft” piuttosto che cedere e ritrattare anche una sola parola.
Rifiutano la domanda di grazia presidenziale, suggerita dal loro avvocato. La richiesta le obbligherebbe a scusarsi e le Pussy Riot non ci pensano neppure lontanamente “Che vada al diavolo con questa grazia”hanno, a quanto pare, risposto all’avvocato che le difende, anzi “Spetta a lui chiederci …di graziarlo” avrebbe aggiunto Nadeja Tolokonnikova, la più giovane del gruppo.
E così la prigione di “secondo livello” tra detenute per fatti comuni e per reati gravi, in uno dei tanti edifici carcerari fatiscenti dell’epoca sovietica  le attende
Più fortunata invece la sorte di Kasparov, non perché gli spetti una prigione lussuosa, ma perché per il momento l’ha scampata.
L’ex campione mondiale di scacchi, uno dei leader dell’opposizione a Putin, venuto a portare sostegno alle cantanti del gruppo rock davanti al tribunale di Mosca, era stato interpellato, insieme ad altri manifestanti, dalla polizia che non aveva esitato a picchiare i contestatori.
Garry Kasparov, accusato di partecipazione a una manifestazione non autorizzata e di aver morso un poliziotto, rischiava e rischia, per quest’ultima accusa peraltro negata dallo scacchista, fino a cinque anni di reclusione.
Assolto però frattanto dall’accusa di violazione della legge sulle manifestazioni, legge rinforzata dopo il ritorno al Cremlino, in maggio, di Vladimir Putin, e per la quale poteva incorrere in 15 giorni di carcere, Kasparov ha commentato: “Un giorno storico!Per la prima volta nelle nostre corti, la testimonianza di un poliziotto non e' stata accettata solo perché portava l'uniforme''. Le imputazioni dei poliziotti che lo accusavano di aver gridato slogan a carattere politico, non sono state infatti considerante probanti dal tribunale, la polizia non detiene la “verità assoluta” ed è qui che risiede l’eccezionalità del fatto secondo l’ex campione.
Niente prigione dunque per Kasparov, almeno per il momento e in ogni caso per l’accusa di aver partecipato a manifestazione.
Per i suoi presunti morsi, invece, non è ancora dato sapere.
Dalla Russia alla Norvegia, da contestatori politici a ideologie che danno vita a stragi e al processo di Anders Behring Breivik.
Breivik, fanatico di estrema destra, autore del doppio attentato che ha provocato la morte di 77 persone il 22 luglio 2011, è stato giudicato responsabile dei suoi atti e condannato alla pena massima: 21 anni di prigione.
Nessuna speranza di liberazione condizionata i primi dieci anni della pena e neppure la certezza di ritrovare la libertà a pena espiata.
La legge norvegese infatti prevede che la condanna possa essere prolungata di cinque in cinque anni e in maniera indefinita se il condannato è considerato ancora pericoloso.
Ma uno dei principi basilari del sistema penitenziario norvegese mira a permettere il reinserimento del colpevole.
Breivik dunque, dopo la sentenza ritrova la prigione d’ Ila non lontano Oslo, dove già si trovava, e le sue tre celle di 8 m2 una camera da letto, uno studio con computer e accesso a consultazione di enciclopedia ma non a Internet, dove potrà consacrarsi, a quanto annunciato da Breivik, alla scrittura e la terza una sala da sport.
Per lui non sono previsti incontri settimanali “per giocare e discutere” come già annunciato da altri media. Questa informazione è stata smentita dalla prigione.
Il norvegese passerà dunque i suoi prossimi anni in isolamento nel quartiere di alta sicurezza di questo ex campo di concentramento nazista che “ospita” i più grandi criminali del paese.
Prigione di lusso, si critica da una parte, 21 anni, un periodo troppo corto, si aggiunge dall’altra, o ancora: è un pazzo che andava giudicato come tale e rinchiuso in manicomio.
Ma il sistema norvegese fondamentalmente contrario alla pena di morte e alla perpetuità a vita, é ugualmente nemico del confinamento in prigione  in condizioni disumane.
Secondo Toril Moi, direttrice di un centro di ricerca femminista all’Università di Bergen e opinionista sul New York Times, i media stranieri non spiegano a sufficienza che i 21 anni di Breivik non si limitano a questa durata di pena cui si associa un esame giudiziario ogni cinque anni.
Tale dispositivo, precisa lei, dovrebbe impedire una liberazione alla fine della pena qualora la giustizia ritenga che l’omicida rappresenti un pericolo per la società.
E l’opinione della maggior parte dei norvegesi, oggi come oggi, è che Breivik non uscirà mai di prigione.
Una prigione dove il prigioniero non mancherà di buone condizioni di vita, secondo l’idea del paese che vede nella prigione un luogo di rieducazione piuttosto che di punizione, ma lungi dall’essere il luogo di reclusione più confortevole del paese.
C’è ben di meglio !
E il caso di Halden, seconda prigione di alta sicurezza di questo paese scandinavo, inaugurata nel 2010 in cui lo stato ha investito 1,3 miliardi di corone: ogni cella dispone di televisione schermo piatto, doccia individuale, begli asciugamani bianchi, mobilio personale, grandi finestra con vista sulla foresta. Tutto concorre alla riabilitazione del prigioniero che vive in un ambiente calmo dove esiste pochissima violenza, difficile anzi, per il direttore dell’istituto carcerario, ricordare a quando risalga l’ultima rissa!
Le prigioni norvegesi sembrano godere della palma d’oro delle più confortevoli al mondo con corsi di lingua, di yoga  e a disposizione biblioteca, sala di sport e spazi verdi, tanto che non è raro che piuttosto che pagare una grossa multa c’è chi preferisce essere rinchiuso a espiare la pena in carcere.
Ma attenzione!Tutto il mondo non è paese;
Su una guida turistica norvegese, si avvertono i connazionali che vogliono viaggiare, di essere quanto mai prudenti fuori del paese e tra i vari suggerimenti in occasione di una visita a Parigi c’è pure quella di ben rispettare la legge in Francia, dove le prigioni sono sovraffollate e dure.
 Paese che vai…prigione che trovi!
Di che dare idee ai turisti che desiderano invece recarsi in Norvegia, paese ben noto per i prezzi esorbitanti di alberghi e ristoranti.
Magari, in caso di mancanza di fondi, con una piccola infrazione al codice stradale ci si può guadagnare una confortevole nottata in prigione.
Chissà??? Provare per credere!

lundi 20 août 2012

Cronaca di un afoso pomeriggio di mezza estate


Ferragosto si avvicina a passi da gigante… più che quattro giorni al culmine dell’estate, ma già da oggi è iniziata, con questo week end, la settimana di vacanza per “eccellenza” o per “definizione”.
Quella in cui l’Italia si ferma, in una battuta d’arresto per le sacrosante vacanze. La Francia pure.
Le strade sono intasate e la bandiera rossa o nera sventola, presagio non di contagio a bordo bensì di code, flagello non meno pestilenziale e contaminante: come ti avvicini a un veicolo infetto sei preso nella trappola e trasmetti… bell’inizio di vacanze!
Vacanze, ma da cosa?mi vien fatto di domandarmi.
Con dissimulata pigrizia, non ho voglia di trascinarmi stancamente e percorrere i dodici metri che mi separano dallo scaffale dei dizionari, clicco sul tasto di sinistra del mouse e leggo quanto sciorinato alla voce sinonimi: giorni di riposo, interruzioni, sospensioni, chiusure, giorni liberi, permessi, villeggiature, ferie.
Giorni di riposo, interruzioni, sospensioni… dal lavoro, ma poi?
Si può mettere in vacanza il pensiero, la mente, il rimuginare degli affanni, delle riflessioni, delle idee?
Ci sarà pure chi riesce a mandare tutto il sistema neurovegetativo in ferie? …io, no di certo.
Pur vero che ogni tanto allento la presa, da pitt-bull, del mio elucubrare, quel tanto da illudermi che sto mettendo a riposo quella parte di madre, pia, dura e pure l’aracnoide.
Ma è un puro inganno. Non mollo mai la presa.
La calura del giorno mi allontana dal riverbero della piscina, dopo un tuffetto in questa pseudo acqua per nuotare, una pausa per asciugarmi sulla sdraio che se ha il pregio di riposare lo scheletro, in compenso attiva come non mai la mente.
Il mio intelletto è però perturbato, non riesce a trovare la calma del ragionamento costruito e del filo illogico che mi contraddistingue.
Turbato dalla panne informatica che oramai ha raggiunto quota sette, vaga come una vera anima in pena.
Senza connessione free che mi permette di telefonare senza limiti e navigare per tutti mari mi sento perduta.
Sette giorni di black-out che stanno oscurando pure il mio cervello in perdita progressiva di lucidità.
Non riesco neppure più a scrivere e lo faccio con uno sforzo senza pari, una vera fatica titanica.
Cosa c’entra lo scrivere con il navigare? Per scrivere dovrebbe bastarmi una tastiera?
Dovrebbe e potrebbe se non fosse che la mia creatività in perenne navigazione negli sconfinati oceani della mia immaginazione sente la necessità di navigare in rete alla ricerca di conferme di idee che mi balenano nella mente, di saette che emettono bagliori che cerco di afferrare come code di comete.
Idee che germogliano, mi sfuggono, che cerco di ricostruire e in questo processo, molto spesso internet mi è di una utilità senza pari, mi agevola nella ricerca e ricompone i tasselli mancanti o mal piazzati del puzzle che si dispiega nella mia mente.
Priva di tanto sostegno, potrei dunque attaccarmi al “carpe diem” fare di necessità, virtù, staccare la spina e mettermi in vacanza per assenza di materia seconda, di strumenti di supporto, ma non ci riesco.
E tutto ciò perché non è una libera scelta ma una inaccettabile costrizione. Detesto essere costretta. Devo sentirmi libera di poter decidere e non essere nella condizione di “obbligata a farlo”.
Torno a cogitare sull’idea di vacanza.
Mi chiedo se l’idea di radio è associata a quella di vacanza?
Se vacanza è sinonimo di interruzione, allora la radio è da escludere.
Mi accompagna già tutto l’anno
Ma dato il caos in cui mi sento affondare, annebbiata da questo buiore dell’intelletto, dell’interdetto e dell’internet che mi obnubila lo spirito, paralizza le meningi  finisco per accendere la radio per ritrovare un appiglio di connessione (ah! Parola “magica”) con il mondo che mi circonda e di cui oramai sono più ben poco, chissà, che magari non trovi una fonte d’ispirazione per riprendere a veleggiare, sospinta da un delicato zefiro.
La radio come sempre mi da il “la” della notizia, ma senza il supporto informatico navigante, l’accesso alla rete di informazioni, la pagina dei quotidiani, le notiziole dei vari blog…come approfondire, come ricercare, come saziare la mia curiosità???
Niente da fare! La curiosità resta a digiuno e chissà che in questa dieta forzata, cui si associa un altro tipo di dieta legato a un caldo paralizzante non mi sgombri ben bene il cervello per poi riattivarmelo meglio.
Ferragosto è passato e lontano, la morsa di caldo non molla, la panne persiste e siamo a quota 15.
Onestamente non so più neppure cosa sia intenet…un luogo dove internare la mia fantasia?

samedi 4 août 2012

Ciao Marilyn....

Ci siamo! La data anniversario di quel lontano 5 agosto 1962 in cui la vita di Marilyn Monroe si spense è oramai  arrivata, lasciandocela intatta nel ricordo nello splendore dei suoi 36 anni.
Mezzo secolo da quella calda giornata in cui la bella Marilyn, ritrovata morta nella sua casa di Los Angeles in circostanze che rimangono tuttora misteriose, lasciò attonito il mondo intero.
Il tempo è passato senza togliere il velo del mistero della sua fine, senza togliere quell’aurea di fascino di questa leggendaria creatura.
2012 è stato l’anno di Marilyn Monroe con revival, foto, film, libri, per ricordarla, ravvivare il mito, un mito che sfida spazio e tempo e ce la restituisce immutata nella sua ingenuità, nella sua prorompente e sexy vitalità che ammicca da locandine e cartelloni.

Occasione per scoprire anche una Marilyn  poetessa, amante della letteratura e della scrittura, quella di “Fragments”, una sua raccolta di poesie, pagine di diario, lettere, pubblicato nel 2010 da Feltrinelli, con la prefazione di Antonio Tabucchi, che ha ispirato il film di Liz Garbus, “Love, Marilyn”, in anteprima mondiale al prossimo Festival di Toronto a settembre.
Ma c’è chi ha avuto l’idea di ripercorrere i passi di Marilyn offrendo un tour che ripercorre sentieri battuti dalla diva.
La guida per l’occasione è Elisa Jordan, un’esperta di Marilyn di cui ne è ammiratrice da quando era una bambina di cinque anni, che offre il tour per 60 dollari.
La partenza si fa al museo Hollywood dove collezionisti di oggetti legati a Marilyn espongono i loro cimeli fino a settembre.
Tuffo subito nella sua fanciullezza: davanti alla scuola dove le compagne si prendevano gioco di lei, il Teatro Egiziano, cinema storico su Hollywood Boulevard che le piaceva particolarmente per le scimmie in gabbia e uno dei vari orfanatrofi dove aveva trascorso parte dell’infanzia.
Qui la guida racconta che quando Norma Jeane ( questo il vero nome di Marilyn) aveva visto per la prima volta la placca con la scritta “orfanatrofio”si era disperata e piangendo gridava “Non sono un’orfana, ho una mamma non lasciatemi qui”.
Marilyn é cresciuta a Los Angeles, città che all’epoca si sta costruendo intorno al cinema e dove arrivano in molti per lavorare nell’industria della “settima arte”, sottolinea la guida, insistendo sul legame che univa intimamente la città alla diva e viceversa.
Durante il tour è compresa una sosta davanti a quello che era il parrucchiere che per primo aveva trasformato la chioma di Marilyn dal castano al biondo platino: “Gli uomini preferiscono le bionde”non avrebbe mai potuto giralo diversamente!!!.
Un tuffo nel quotidiano della diva che necessita un po’ di immaginazione, perché del salone di un tempo non è rimasto più nulla e l’attuale negozio vende cianfrusaglie-souvenir, pura paccottiglia.
Il tour di Ms Jordan si conclude davanti al portone ricoperto d’edera della casa di Marilyn nel quartiere di Brentwood, dove l’attrice trovò, quel lontano 5 agosto, la morte per una dose massiva di barbiturici.

50 anni da quel giorno, un salto nel passato, un vero tuffo, una full immersion
Un percorso a ritroso nel tempo per ritrovare tracce di passi e scia di profumo.
Un profumo reale e virtuale che impregna la nostra memoria e che aleggia con il suo ricordo.
N°5, un numero fatale, quello della fragranza Chanel di Marilyn con le due famose gocce che l’attrice dichiarava di “indossare” per andare a letto.

Credo che non rimanga più che uscire in punta di piedi e chiudere la porta della sua camera dove la lasciamo che riposi in pace ….Bella addormentata !
…perché il mito ... non muore mai!

Prendi un TGV …incontrerai il presidente Holland

…e finalmente le vacanze! Giovedì 2 agosto alla vigilia del fine settimana più trafficato, intasato, incolonnato, il week end più nero sulle strade di Francia il presidente francese si è messo in cammino e ha infine pris la route des vacances
Ma nessuna preoccupazione che il viaggio diventi un incubo, primo: perché il presidente ha ben scelto il buon giorno per partire, secondo: perché ha scelto il buon mezzo di trasporto.
Mercoledì 1 agosto, inizio del mese, non sarebbe stata una buona opzione: c’è ancora chi affitta e parte per l’intero mese (magari insieme ad altri per ridurre le spese)o comunque inizia per definizione le vacanze dal 1° dì del mese per cui, sicuramente, un giorno da evitare. Il week end si annuncia torrido, bollente e intasato su strade, stazioni, aeroporti e dunque meglio soprassedere.
Tra le due alternative il giovedì 2: una buona data, un giorno tranquillo, che probabilmente non evoca pensieri, tristi e lontani, al presidente francese che, dimentico o ignaro di un mesto anniversario ferroviario, tutto italiano, organizza il suo viaggio dalla Gare de Lyon.
Quale mezzo di trasporto migliore del treno? Di un bel TGV, un treno ad alta velocità per raggiungere il sud della Francia?
L’auto blu? meglio escluderla: troppo vistosa. Poi tra costo dei pedaggi, della benzina, dell’autista: economicamente non interessante. E se non fossero bastate queste considerazioni di economia domestico-statale per dissuadere il presidente, bastava pensare alla durata del viaggio: 8 ore e 44 minuti in tempi normali per coprire gli 878 chilometri, come annuncia ufficialmente Google Map.
L’aereo? Non so se un presidente possa volare sugli aerei di linea o debba obbligatoriamente utilizzare l’aereo presidenziale, certo il volo avrebbe reso il viaggio più corto.
Credo che senza bisogno di cercare dei low cost, anche con la compagnia di bandiera avrebbe potuto trovare buoni prezzi, poi, se non mi sbaglio, so di aver letto che esistono condizioni speciali per viaggi in aereo e treno degli ex presidenti e, a maggior ragione, oso pensare che ne esistano per quelli in carica.
Se poi un presidente può sedersi in una carrozza di un TGV pubblicamente frequentato, non vedo perché non lo possa anche su un volo Air France, dunque senza far uscire dall’hangar l’aereo presidenziale, avrebbe potuto usufruire di un buon volo di linea a spese contenute e soprattutto rapido risparmiando un bel po’ ditempo.
Ma ancora una volta il presidente “normale”ha compiuto una scelta per differenziarsi e ben prendere le distanze dal suo predecessore, il che è nel suo diritto anche a costo però di provocare l’effetto contrario, perché a forza di tanta presunta normalità ci sta facendo fare un overdose di “normale”, che sarà pur senza lustrini, ma finisce per propinarci la solita salsa mediatica dell’autocelebrazione e della pubblicità.
Libero di farlo e di viaggiare come più gli aggrada, mescolandosi con i comuni cittadini, se gli fa piacere, però, per onestà intellettuale, magari evitare affermazioni che sostengono che il treno sia il mezzo più rapido per raggiungere Hyères…senza parlare poi dei costi perché la presenza di un presidente a bordo di un treno , richiede per una vecchia legge, la presenza di gendarmi a ogni ponte, il che oltre a complicare il lavoro della SNCF richiede un dispiego di forze non trascurabile e che hanno sicuramente un costo.
Comunque a parte tutte queste considerazioni se il presidente ha voluto fare un po’ di pubblicità alla SNCF, niente da eccepire, io pure sono una grande sostenitrice e frequentatrice di treni e utilizzo indifferentemente la linea sub-locale che in 15 minuti mi porta dalla stazioncina del mio villaggio in centro a Aix en Provence o dalla Gare di AIX TGV a Paris Gare de Lyon in 2H55minuti e continuo a sognare che un giorno l’alta velocità mi porti pure in Italia…non so però sotto quale quinquennio e se, come e quando arriverà, sarò ancora in grado di salire su un treno.

vendredi 3 août 2012

Tempo di vacanze....seguito

Tempo di vacanze anche per il governo del primo ministro Jean-Marc Ayrault e del presidente François Hollande.
Dopo un denso periodo di lavoro dal 17 maggio in poi, al seguito di una lunga e faticosa campagna presidenziale, un primo governo, una nuova campagna elettorale e un secondo governo, finalmente le meritate vacanze estive per i 39 ministri e il capo dello stato francesi.
I quaranta sono tutti in vacanza(con qualche eccezione) per tre settimane e il ritorno, per tutta l’equipe, il 22 agosto per riprendere i lavori con il consiglio dei ministri post vacanze...le conseil des ministres de rentrée.
Tre settimane di riposo da trascorrere al mare, ai monti, in campagna, nelle isole, in città, in famiglia, ma di preferenza sul suolo francese, anzi W laFrance è di rigore.
Questo è il consiglio, il suggerimento, la richiesta che Messieurs Hollande e Ayrault hanno fatto ai ministri, che, salvo piccole eccezioni, sembrano assecondare la domanda, fatta da una parte perché possano essere mobilitati in caso di avvenimenti che richiedano con urgenza la loro presenza, dall’altra per rompere una volta di più con le tradizioni precedenti del quinquennio Sarkozy, quello segnato e marcato dell’era “bling-bling”dello sfarzo, dello sfoggio, del luccichio.
Dell’era precedente rimarrà in compenso la destinazione del presidente della Repubblica.
François Hollande trascorrerà infatti le vacanze al Forte di Bregançon, ma quello non l’aveva di certo creato l’ex presidente Sarkozy, che benché lo frequentasse ma saltuariamente, gli preferiva la villa della moglie al Cap Negre.
Il forte di Bregançon, dotato di una lunga e ricca storia, accolse per una sola notte e quasi per caso il Generale De Gaulle che ne apprezzò il passato memorabile, ma per nulla incantato da zanzare e dal letto, giurò di non rimettervi piede e pur tuttavia lo fece restaurare e lo fece diventare patrimonio del ministero degli affari culturali.
Il Forte divenne così residenza estiva dei presidenti francesi e tutti, chi più, chi meno, chi poco, chi tanto, vi hanno soggiornato.
Ora è pronto ad accogliere la coppia presidenziale: François Hollande e la compagna Valerie. La premiere dame per rendere più confortevole la residenza ha ordinato una nuova serie di cuscini.
Lo racconta il giornale satirico le Canard Enchainé, che fornisce un esilarante resoconto di un povero trasportatore spagnolo, sperso nelle strade del Var alla ricerca del “forte perduto”con il suo carico di ben14 cartoni provenienti da Kettal prestigiosa marca di design di Barcellona.
Con il contenuto di tante scatole, sicuramente c’è da stare comodamente seduti per ammirare mare, alba, tramonto…e la coppia potrà deliziarsi magari con un po’ di champagne(tanto è made in France) e mano nella mano Valerie non dovrà resistere alla tentazione di inviare uno dei suoi messaggini…
In vacanza anche Twitter, o almeno si spera per lasciar cinguettaresolo... l’allodola, e l’usignolo!

jeudi 2 août 2012

Tempo di vacanze.

Nonostante un cielo limpido e un sole splendente, ascolto con attenzione e una certa preoccupazione le informazioni-meteo….le vacanze presidenziali sono iniziate e il presidente si stabilirà nel sud della Francia.
Di che rassicurare i pompieri?
L’incauto fumatore potrà gettare la cicca senza rischi, sicuro che una fine pioggerellina spengerà l’ultima scintilla? 
E il povero vacanziero che, a sua volta, ha scelto la costa mediterranea, rimpiangerà di aver lasciato Parigi? 
E io che ci vivo qua perché sono una eliotropica e il mio spirito senza raggi si richiude come nutrirò la mia anima?
La pioggia è sempre all’appuntamento accanto al presidente francese, dal giorno della sua investitura in cui risalì gli Champs Elyées su una decappottabile in un doppio bain… de foule, in cui l’acqua per il bagno non fece difetto e ha continuato ad accompagnarlo nei suoi spostamenti con variazioni sul tema, accordi di tuoni, fulmini e saette.
In occasione dell’incontro tra the Queen e le Président, “il tempo”è stato l’argomento clou, e come aveva ricordato François Hollande al mattino nel suo incontro con la comunità francese a Londra «Je viens à Londres avec un temps tout britannique qui est celui que nous connaissons en France depuis mon élection.»…proprio vero, un tempo infame a Parigi da quando il nuovo presidente è stato eletto.
Ma il Sole del Mediterraneo sarà più forte dello stile british del nuovo presidente? Me lo auguro!
In ogni caso le vacanze non durano a vita e il lavoro lo richiamerà all’ordine e a Parigi al più tardi tra una ventina di giorni e allora prepariamoci a nuovi tipi di piogge!