perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


vendredi 2 novembre 2012

RITORNO ALLA NORMALE??? IL DOPO-SANDY



2 Novembre - Ricorrenza dei Defunti
Una ventata di tempesta ha soffiato dall’Europa al Nord America, spazzando, distruggendo, rivoluzionando.
Non dappertutto si chiamava Sandy. Dalle mie parti era un forte Mistral senza secondo nome né cognome, preceduto da piogge torrenziali, ma, nel suo piccolo, abbastanza distruttivo.
Impressione che le condizioni atmosferiche esprimano in maniera tangibile il caos che ci sta rivoluzionando come popoli, come singoli.
Dal periscopio del mio microcosmo riassorbo le notizie, che arrivano e ricadono come gocce una dopo l’altra.
Ho come l’impressione di trovarmi a camminare sul litorale delle mie terre, dopo una mareggiata con la costa deformata e la spiaggia che rigurgita di detriti.
Posso nettamente distinguere i colori dall’ azzurro del cielo, al grigio del mare che, perse le sinuosità delle onde, non si è però ancora sedimentato, al sabbia dell’arenile con il bianco dei legni levigati  dal mare, misto al nero del catrame risputato in un accesso di tosse.
E nella quiete dopo la tempesta, il mare ridivenuto calmo lascia tornare a galla navi, cadaveri, emozioni.
A Portquerolles dei sub, per caso, hanno ritrovato il cadavere del ragazzino franco-inglese scomparso la sera della tempesta sabato scorso.
Ricercato in lungo e largo per tutta l’isola.
Bilancio della caccia una bicicletta e una scarpa. 
Ieri infine il funesto ritrovamento peraltro immaginabile, o almeno prevedibile era la sorte del bimbo, un po’ meno certo invece che il mare lo avrebbe restituito.
Il Napoléon Bonaparte in attesa di essere riparato non si vestirà a festa per trasporti natalizi e se tutto va bene rispunterà a primavera… in mare o in terra.
E dall’altra parte dell’oceano, nella grande mela rosa dal verme, la vita riprende.
Non seguo che per grandi titoli: la gru spezzata, il totale delle vittime di questa “femmina “ scatenata che ha ben superato il centinaio, cifra quasi raggiunta nei soli U.S., i miliardi di dollari di danni che oscilleranno tra i 30 e i 50… 20 miliardi in più o in meno sembrano noccioline. Peanuts of course!
Non voglio farmi contaminare con visioni apocalittiche, Sandy ha già fatto abbastanza vittime…vero che una in più o in meno passerebbe inosservata, ma nonostante una enorme stanchezza non sono ancora pronta per farmi ricordare in questo 2 novembre.
Boicotto la tele, ascolto come abitualmente la radio, occhieggio notizie legate all’attualità ma a connotazione piuttosto positiva come il concerto al Rockefeller Center che si terrà infine all’interno degli studi NBC rock, seguo il blog di Katherine Pancol che mi da notizie in diretta con il suo abituale modo di descrivere e che mette in evidenza lo spirito di solidarietà, il non vittimismo, la capacità di reagire.
United we stand!
Pareva il motto del dopo Sandy.
Stop alla campagna presidenziale. Stop ai sondaggi. Obama ridiventa presidente e Romney tutto a un tratto “disoccupato” tace… vorrebbe, non vorrebbe e poi vuole ma finisce per tenere un discorso alle vittime senza parlare di campagna.
Ma le elezioni si avvicinano a passi da gigante e quale sarà su loro l’impatto dell’uragano?
Questa la domanda che affollava blog di giornalisti, ispirava i caricaturisti con vignette che dichiaravano “chi diceva che questa campagna mancava di soffio?”e via di seguito…
Ma l’ingranaggio si rimette in movimento, la grande ruota torna a girare e bling bling… dling dling i sondaggi iniziano a cadere di nuovo.
Mediamente alla pari, sondaggi più che positivi della gestione della crisi da parte di Obama e giovedì 1 novembre la campagna riprende a gran  velocità.
Wisconsin….Ohio, Nevada
Romney ci fa sapere che con Obama gli Stati Uniti scivoleranno nel destino dell’Europa…Spagna, Italia, Grecia…
Dubito che il candidato repubblicano faccia riferimento alla storia, la cultura, la civilizzazione di questi paesi.
 Sicuramente abbiamo i nostri problemi e come negarlo, e anche le nostre colpe, ma Mr Romney farebbe bene a risalire alle origini e rispolverarsi la crisi dei subprimes…
Obama replica che Mitt Romney non è “l'uomo del cambiamento”.  "Noi sappiamo cosa vuol dire cambiamento. Potete non essere d'accordo su tutte le decisioni o non essere soddisfatti della velocità del cambiamento. Ma sapete quello che voglio fare per cambiare l'economia, la politica, la società", ha affermato.
Obama non ha tutti i suoi torti, ma questa parola inizia a darmi l’orticaria “Le changement est maintenant” il cambiamento è ora! Quanto l’ho sentita e risentita questa frase.
Qua il cambiamento continua e non si capisce dove si stia andando.
Le esternazioni di Jean Marc Ayrault e il dilettantismo di questo governo imperversano, si continua a disquisire sulle 35 ore… INTOUCHABLES…le 39 restaurabili ??? Forse potrei giocarmeli al lotto questi due numeri..
Ma su quale ruota??? Quella della tortura?
La tempesta ha sconvolto tutto e tutti tranne la coiffure di Ayrault che sembra sempre uscito dal parrucchiere un istante prima, benché pensata, questa frase non è mia ma di un caricaturista francese.
Cambiamenti…cambiamenti… ancora tutto che cambia perché niente cambi, anzi peggiori, mi pare!

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