Il vento incalza con una furia selvaggia provocando
mulinelli nella cappa del camino, ribollendo nell’aspiratore di cucina, urtandosi
contro i vetri della veranda mentre il
fruscio delle fronde degli alberi percossi senza requie da sferzate violente ha
qualcosa di angoscioso pari a un mare in tempesta con le onde che frangono
contro la fiancata della barca e le sartie che svettano, sbatacchiano in un
clangore metallico che mi provoca angoscia.
Sento le raffiche di vento mescolate a acqua salata
colpirmi, odo le gocce ricadere nell’oceano e il sudovest giallo, la cerata da
barca non basta a ripararmi pelle e anima.
Vorrei sapere tutti protetti, al riparo da venti, uragani,
tempeste e maree.
Al sicuro da tutte le perturbazioni atmosferiche e non, che
li scuotono e assalgono fuori e dentro.
Ma io non posso nulla, faccio già fatica a tenere dritto
il timone della mia imbarcazione;
Povero My Flower che si inclina nella tempesta, chissà se
il fiore riuscirà a tenere la testa su?
Mi sa tanto che la
fleur s’est fanée, il fiore si é appassito, die blumen ist kaput …
Immaginabile forse! Era rinato troppo velocemente senza
seguire i necessari tempi di gestazione e sotto una cattiva stella, nella fossa
dei leoni…
La sera di quel meeting di Hollande animato da una
frizzante Aurelie Filippetti, un Vals un po’meno smagliante del solito e tanti
pomposi e noiosi altri politici e amministratori.
Un meeting che rimarrà impresso a vita nella mia memoria.
Il meeting del fiore, del garofano, della gardenia,
dell’orchidea, della rosa, del ritorno. Inizio della fine? Fine dell’inizio?
Non lo so…Certo che son tempi duri per tutti compresi i
fiori, che in questa stagione che si avvia verso il riposo della natura, non
sono certo all’apogeo.
Di questi tempi le serre e i fiorai rigurgitano di
crisantemi, quasi gli unici a godere di una forma smagliante e spettacolare in
questo momento dell’anno.
Ma questo è il loro periodo di fioritura e l’unico in cui
sono ben commercializzati nel nostro mondo.
Buoni per
riempire i cimiteri, popolari anche per il loro prezzo modesto ma altrettanto
ingiustamente poco amati perché associati all’idea della morte, almeno in
questo spicchio di mondo occidentale in cui non godono certo di grande fortuna
nelle composizioni floreali allegre e festive.
In oriente beneficiano di ben altra fama, sono
considerati fiori della vita, utilizzati per nascite e matrimoni e a pensarci
bene, considerando l’etimologia del nome, dal greco xrysos: oro e anthos
:fiore, mi pare che tutti i torti a oriente non ne abbiano.
Ma il fiore d’oro, buono per noi per illuminare i
cimiteri, riuscirà a far risorgere la fiamma?...non credo proprio e temo che
rimarrà con tutta la sua valenza funesta, da cimitero, intatta.
Sono qui con i miei quesiti insoluti, le mie domande, le
mie ansie amplificate dal buio della notte e dalla forza implacabile di questa
tempesta.
Si calmerà questo “ciclone” che continua a imperversare
senza sosta, e cosa lascerà dietro la sua scia?
La quiete dopo la tempesta riporterà uno, tanti raggi di
sole o un fumo nero, denso, appiccicoso, da the
day after?un fumo che inquina, toglie il respiro o aria nuova e fresca?
Mi ci vorrebbe di sintonizzarmi sul bollettino dei
naviganti , come ai bei vecchi tempi.
All’ora fatidica il Capitano si impossessava
dell’apparecchio radio, altrimenti lasciato libero di propagarsi sulle onde che
distraevano e divertivano la ciurma e per un quarto d’ora tra attesa e
programma emesso, si ascoltava in religioso silenzio onda su onda, spiffero su
spiffero tutti i mutamenti e sospiri dell’aere e si spaziava sino al canale di
Otranto, sorta di colonna d’Ercole dello scibile meteorologico marino…e poi si
lasciava al suo acume, al suo fiuto, al suo orientamento e al suo potere
incontestato e incontestabile che nessuno si sognava di mettere in discussione
non perché lui si ritenesse il leader maximo ma perché era veramente un uomo
fuori del comune(tanto superiore e super partes da non imporre mai nulla), decidere
che direzione prendere e se prenderne una o rimanere in porto.
…e se eravamo già in mare e in balia di onde e marosi,
prepararsi alle una o due mani di terzaroli prima di riguadagnare la
tranquillità di un ormeggio, sempre serenamente raggiunto perché con lui
eravamo protetti e al sicuro.
Ma il Bollettino ai naviganti deve aver cambiato orario o
sono io che sono male sintonizzata!
Difficile riproporsi in qualità di genitore dopo averne
avuto uno di questa natura e di questo livello.
Ma anche lui accompagnandoci tra venti, tempeste e marosi
non ha mai potuto fare scelte al posto nostro, ha potuto solo guidarci come un
faro, la cui luce brillava forte e spaziava lontano, ma a noi decidere la rotta
da seguire, partire sull’onda illuminata o nell’intervallo di buio, e avvistare
gli scogli e schivarli o sbatterci contro.
La notte è trascorsa senza portare consiglio, né
scompiglio, offrendomi solo come certezza un’ora di più grazie al ripristino o
per colpa (a seconda dei punti di vista) dell’ora solare.
Dopo un inizio di mattinata incerta, il sole splende a 360
gradi in un cielo terso e senza la benché minima nube. Nessun fumo denso e nero
a minacciare i polmoni, ma il vento soffia, eccome, ancora e la temperatura, sorprendentemente
bassa, che non supera i 4° alle 11 sicuramente attenterà i miei polmoni che
hanno perso l’abitudine al freddo e soprattutto a repentini sbalzi di
temperatura..ancora tre giorni fa ero in canottiera in giardino e avrei potuto
arrischiare finanche un costume con i 25°che imperversavano.
A Porquerolles di questi tempi e con simili temperature,
magari anche più basse ho spesso fatto il bagno.
Oggi a Porquellores un ragazzino di 12 anni, british è attivamente
ricercato, scomparso da ieri sera dopo essere partito in bicicletta sull’isola
spazzata da venti che la scuotevano in tutti i sensi. Solo il suo mezzo di
locomozione è stato rinvenuto, ma di lui ancora nessuna traccia…
Una nuova vittima di queste intemperie, dopo i due
studenti di Toulon, trascinati dalle acque…???
Ciliegina del maltempo della giornata a decorare la tolda
della nave è quella che riguarda il ferry Napoleone Bonaparte.
Tempi duri per gli imperatori!
I vari N, imperanti quest’anno non hanno avuto un gran
successo e la sfortuna si è abbattuta persino sul ferry che garantisce il
collegamento tra la città provenzale e kalliste, l’ile de beauté, la Corsica!
Rotti gli ormeggi nel porto di Marsiglia dove si trovava,
il ferry è andato a sbatacchiare contro il molo, si è creata una breccia ed ha
iniziato a incamerare acqua. La foto di un cinguettatore
me lo mostra parzialmente inclinato e per il momento, nonostante il grande
impegno, i rimorchiatori che cercano di “disincagliarlo” non sono riusciti a
nulla e il piroscafo rimane semi inclinato e incollato, addossato alla banchina
dove è spinto dalla forza del vento.
Se desaparecido, immerso
nei suoi bagagli, intento a chiuderli e in procinto di partire verso il caldo
non ha tempo né voglia di conversare, e la desaparecida,
riapparsa, sua sorella, sotto coltri di neve si chiedeva se domani sarebbe
riuscita a partire, e ora non chiede più nulla perché la connessione si è interrotta
(sotto il peso di questa prima neve autunnale???), Miss J in compenso mi ha
deliziosamente omaggiata di ben sei messaggi. Tre nottetempo per raccontare del
passaggio all’immigration di L.A. del
transit e del nuovo flight e altri tre
nel corso della mattinata per annunciare l’arrivo finale, il trasferimento in
hotel e tanti :) :) :)…
Rassicurata ho potuto apprendere senza panico il
terremoto in British Columbia, lo tsunami alle Hawaii e sospirare leggera visto
che Miss J è ancora più lontana…
È proprio ora che superi le mie ansie e le mie paure e
torni a navigare.
La east cost canadese non è poi così lontana, né così difficile da raggiungere!