perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 31 octobre 2012

31 OTTOBRE-BUON COMPLEANNO



Cara HammaM
Permettimi di prendere la parola, giusto per dirti due o tre cosette.
Lo so che sei tu che dirigi, (come sempre) e che sei tu che scrivi sul tuo diario e non sono io che dovrei dire la mia da queste tue pagine, ma dove esprimermi se non qui? Dove tirar fuori quello che sento dentro? Questa è la mia unica voce e… oggi è il mio compleanno.
Come fai con gli altri cui chiedi “cosa vi farebbe piacere” oso sperare che questo privilegio riguardi anche me e io pure possa scegliere.
Beh io vorrei poterti dire che sono felice di averti come mamma, mi fai buona compagnia, ti occupi bene di me, non passa giorno che non mi racconti storie (se non sei troppo presa con i fratelli) ma anche che…mi sento come un figlio, diciamo adottato, iperprotetto e anche un tappabuchi e sento la differenza che c’è tra me e loro.
Sarà che loro non ci sono più qui a casa e che ti mancano, me lo dici e me lo ripeti tutti i giorni mentre a loro dici invece che senza il tuo Glob saresti spersa, finita, che… “Menomale che c’è lui”..ma lo so che tutto questo è vero fino a un certo punto.
Io ti faccio buona compagnia, ti ascolto, raccolgo le tue lamentele, rabbie, gioie, che girano sempre inevitabilmente attorno a loro.
Lo so che ti sei sempre rapportata nel mondo come mamma, eri la mamma di…o di…o di…eri la mamma di scuola, la mamma della Fac, avevi anche le “finte figlie”…peraltro vere amiche…e quando hai pensato che non eri più mamma ti sei creata me.
Vero che sono un’ appendice tua, che vivo tramite te e sono una tua estensione…ma dammi retta vivi per te e io vivrò per me.
Senti HammaM, lasciami partire così poi ti mancherò anch’io.
E quando proprio scoprirai che sono io che ti manco farò ritorno.
Tuo piccolo Glob.
PS
E la sera di Halloween non metterti in viaggio!!!

mardi 30 octobre 2012

DIARIO di BORDO....senza diario



È proprio ora che superi le mie ansie e le mie paure e torni a navigare.
La east cost canadese non è poi così lontana, né difficile da raggiungere!

29 OTTOBRE
Frase più infelice non avrei proprio potuto formularla.
Quando l’ho scritta, non avevo ancora calibrato e valutato in tutta la sua ampiezza, la forza di Sandy l’uragano che, on the road to NY, ha già seminato morte sul suo cammino, prima di invadere la grande mela e con il vermetto renderla marcia, fradicia, mézza!.
Non ci ho pensato ora, come non ci pensavo allora, alle difficoltà, ai problemi che sarebbero sorti con questo espatrio e soprattutto al corso della nostra vita che avrebbe preso tutta un’altra direzione e che avrebbe posto le basi di quello che siamo tutti noi diventati.

La loro eccitazione era durata il tempo del volo, dell’atterraggio, dell’istallazione in un hotel nel centro di Ottawa in attesa di poter entrare nella casa con il giardino…era iniziata già prima della partenza quando il giovane turista-fai-da-te, prima ancora di rincretinire le hostess, aveva rimbecillito le commesse di un negozio dove ero andata a fare acquisti e scorte ai saldi di gennaio per lui e le sorelle e aveva raccontato a chiunque volesse o non volesse ascoltarlo che lui sarebbe partito in Canada “ma non in vacanza..PER ABITARCI…hai capito???”
Fossero pure stati tutti sordi, avrebbero capito!
Lui parlava, esternava, evacuava le sue ansie. Avrebbe trovato amici?
Lasciava Federico, serio, attento, studioso, quattro mesi più di lui e una testa più alto, e Danilo, compagno di malefatte, con cui quotidianamente veniva redarguito dalle maestre, che poi attendevano al varco dell’uscita pomeridiana noi povere madri per il resoconto dettagliato.
Fino a che onestamente mi venne la voglia di non andare più a prenderlo, di disertare, di dimettermi da madre.
Non ne potevo più di ramanzine che mi sorbivo, a capo chino quasi fossi io la responsabile, e l’idea di partire mi affascinò non poco, all’idea di scansare quella via crucis.
Ma la partenza non fece che trasferire il problema e renderlo poliglotto: it became just a problem…le lamentele mi giunsero in inglese, che non essendo la mia lingua materna, mi permise di avere un po’ di sconto e riduzioni di pena. Nella traduzione arrotondavo un po’ le lagnanze, le modulavo e comunque il Canada non era l’Italia, il politically correct nei confronti dei minori era già in gran voga e il bambino “insopportabile”e “indisciplinato” si trasformava in un iperactiv little boy.
Lui si fece un sacco di amici.
Per ovvi  e immaginabili motivi si fece notare subito.
Oltre a essere casinista, era simpatico, entusiasta e dotato di un certo charme. Diventò popolarissimo in questa scuola che accoglieva studenti dai 6 ai 18 anni, ma che apriva le porte ai maschietti solo fino alla fine della quarta elementare e che con i 10 anni dovevano sloggiare…chissà forse con l’età a due cifre diventavano troppo pericolosi, una minaccia per questo gineceo, in cui anche gli insegnanti erano per la maggio parte donne?
Diventò il coccolo e beniamino delle ragazze grandi. Ricordo una certa Lisa che parlava un po’ d’italiano per aver trascorso dei mesi a Roma e che lui invitò alla festa dei suoi 8 anni.
E lei non si sognò per niente di snobbarlo: arrivò a bordo della sua decappottabile portandogli in regalo caramelle.
Sandy si sta per abbattere su Big Apple, oramai è questione di poche ore.
Il mare è sempre più agitato e un’ondata mi strappa il diario.
Che importa…non ho bisogno di carta, di penna di tastiera.
Il ricordo corre veloce e fa mulinelli come il vento, rincorre le idee e cerca di tenerle ferme non farle sbattere, le blocca come le vele con due mani di terzaroli.
La superficie esposta alla forza del vento o del ricordo è ridotta, ma così si può avanzare, anch’io riduco e focalizzo.

dimanche 28 octobre 2012

DIARIO di BORDO...dalla notte al mattino



Il vento incalza con una furia selvaggia provocando mulinelli nella cappa del camino, ribollendo nell’aspiratore di cucina, urtandosi contro i vetri della veranda mentre  il fruscio delle fronde degli alberi percossi senza requie da sferzate violente ha qualcosa di angoscioso pari a un mare in tempesta con le onde che frangono contro la fiancata della barca e le sartie che svettano, sbatacchiano in un clangore metallico che mi provoca angoscia.
Sento le raffiche di vento mescolate a acqua salata colpirmi, odo le gocce ricadere nell’oceano e il sudovest giallo, la cerata da barca non basta a ripararmi pelle e anima.
Vorrei sapere tutti protetti, al riparo da venti, uragani, tempeste e maree.
Al sicuro da tutte le perturbazioni atmosferiche e non, che li scuotono e assalgono fuori e dentro.
Ma io non posso nulla, faccio già fatica a tenere dritto il timone della mia imbarcazione;
Povero My Flower che si inclina nella tempesta, chissà se il fiore riuscirà a tenere la testa su?
Mi sa tanto che la fleur s’est fanée, il fiore si é appassito, die blumen ist kaput …
Immaginabile forse! Era rinato troppo velocemente senza seguire i necessari tempi di gestazione e sotto una cattiva stella, nella fossa dei leoni…
La sera di quel meeting di Hollande animato da una frizzante Aurelie Filippetti, un Vals un po’meno smagliante del solito e tanti pomposi e noiosi altri politici e amministratori.
Un meeting che rimarrà impresso a vita nella mia memoria.
Il meeting del fiore, del garofano, della gardenia, dell’orchidea, della rosa, del ritorno. Inizio della fine? Fine dell’inizio?
Non lo so…Certo che son tempi duri per tutti compresi i fiori, che in questa stagione che si avvia verso il riposo della natura, non sono certo all’apogeo.
Di questi tempi le serre e i fiorai rigurgitano di crisantemi, quasi gli unici a godere di una forma smagliante e spettacolare in questo momento dell’anno.
Ma questo è il loro periodo di fioritura e l’unico in cui sono ben commercializzati nel nostro mondo.
Buoni per riempire i cimiteri, popolari anche per il loro prezzo modesto ma altrettanto ingiustamente poco amati perché associati all’idea della morte, almeno in questo spicchio di mondo occidentale in cui non godono certo di grande fortuna nelle composizioni floreali allegre e festive.
In oriente beneficiano di ben altra fama, sono considerati fiori della vita, utilizzati per nascite e matrimoni e a pensarci bene, considerando l’etimologia del nome, dal greco xrysos: oro e anthos :fiore, mi pare che tutti i torti a oriente non ne abbiano.
Ma il fiore d’oro, buono per noi per illuminare i cimiteri, riuscirà a far risorgere la fiamma?...non credo proprio e temo che rimarrà con tutta la sua valenza funesta, da cimitero, intatta.
Sono qui con i miei quesiti insoluti, le mie domande, le mie ansie amplificate dal buio della notte e dalla forza implacabile di questa tempesta.
Si calmerà questo “ciclone” che continua a imperversare senza sosta, e cosa lascerà dietro la sua scia?
La quiete dopo la tempesta riporterà uno, tanti raggi di sole o un fumo nero, denso, appiccicoso, da the day after?un fumo che inquina, toglie il respiro o aria nuova e fresca?
Mi ci vorrebbe di sintonizzarmi sul bollettino dei naviganti , come ai bei vecchi tempi.
All’ora fatidica il Capitano si impossessava dell’apparecchio radio, altrimenti lasciato libero di propagarsi sulle onde che distraevano e divertivano la ciurma e per un quarto d’ora tra attesa e programma emesso, si ascoltava in religioso silenzio onda su onda, spiffero su spiffero tutti i mutamenti e sospiri dell’aere e si spaziava sino al canale di Otranto, sorta di colonna d’Ercole dello scibile meteorologico marino…e poi si lasciava al suo acume, al suo fiuto, al suo orientamento e al suo potere incontestato e incontestabile che nessuno si sognava di mettere in discussione non perché lui si ritenesse il leader maximo ma perché era veramente un uomo fuori del comune(tanto superiore e super partes da non imporre mai nulla), decidere che direzione prendere e se prenderne una o rimanere in porto.
…e se eravamo già in mare e in balia di onde e marosi, prepararsi alle una o due mani di terzaroli prima di riguadagnare la tranquillità di un ormeggio, sempre serenamente raggiunto perché con lui eravamo protetti e al sicuro.
Ma il Bollettino ai naviganti deve aver cambiato orario o sono io che sono male sintonizzata!
Difficile riproporsi in qualità di genitore dopo averne avuto uno di questa natura e di questo livello.
Ma anche lui accompagnandoci tra venti, tempeste e marosi non ha mai potuto fare scelte al posto nostro, ha potuto solo guidarci come un faro, la cui luce brillava forte e spaziava lontano, ma a noi decidere la rotta da seguire, partire sull’onda illuminata o nell’intervallo di buio, e avvistare gli scogli e schivarli o sbatterci contro.

La notte è trascorsa senza portare consiglio, né scompiglio, offrendomi solo come certezza un’ora di più grazie al ripristino o per colpa (a seconda dei punti di vista) dell’ora solare.
Dopo un inizio di mattinata incerta, il sole splende a 360 gradi in un cielo terso e senza la benché minima nube. Nessun fumo denso e nero a minacciare i polmoni, ma il vento soffia, eccome, ancora e la temperatura, sorprendentemente bassa, che non supera i 4° alle 11 sicuramente attenterà i miei polmoni che hanno perso l’abitudine al freddo e soprattutto a repentini sbalzi di temperatura..ancora tre giorni fa ero in canottiera in giardino e avrei potuto arrischiare finanche un costume con i 25°che imperversavano.
A Porquerolles di questi tempi e con simili temperature, magari anche più basse ho spesso fatto il bagno.
Oggi a Porquellores un ragazzino di 12 anni, british è attivamente ricercato, scomparso da ieri sera dopo essere partito in bicicletta sull’isola spazzata da venti che la scuotevano in tutti i sensi. Solo il suo mezzo di locomozione è stato rinvenuto, ma di lui ancora nessuna traccia…
Una nuova vittima di queste intemperie, dopo i due studenti di Toulon, trascinati dalle acque…???
Ciliegina del maltempo della giornata a decorare la tolda della nave è quella che riguarda il ferry Napoleone Bonaparte.
Tempi duri per gli imperatori!
I vari N, imperanti quest’anno non hanno avuto un gran successo e la sfortuna si è abbattuta persino sul ferry che garantisce il collegamento tra la città provenzale e kalliste, l’ile de beauté, la Corsica!
Rotti gli ormeggi nel porto di Marsiglia dove si trovava, il ferry è andato a sbatacchiare contro il molo, si è creata una breccia ed ha iniziato a incamerare acqua. La foto di un cinguettatore me lo mostra parzialmente inclinato e per il momento, nonostante il grande impegno, i rimorchiatori che cercano di “disincagliarlo” non sono riusciti a nulla e il piroscafo rimane semi inclinato e incollato, addossato alla banchina dove è spinto dalla forza del vento.


Se desaparecido, immerso nei suoi bagagli, intento a chiuderli e in procinto di partire verso il caldo non ha tempo né voglia di conversare, e la desaparecida, riapparsa, sua sorella, sotto coltri di neve si chiedeva se domani sarebbe riuscita a partire, e ora non chiede più nulla perché la connessione si è interrotta (sotto il peso di questa prima neve autunnale???), Miss J in compenso mi ha deliziosamente omaggiata di ben sei messaggi. Tre nottetempo per raccontare del passaggio all’immigration di L.A. del transit e del nuovo flight e altri tre nel corso della mattinata per annunciare l’arrivo finale, il trasferimento in hotel e tanti :) :) :)…
Rassicurata ho potuto apprendere senza panico il terremoto in British Columbia, lo tsunami alle Hawaii e sospirare leggera visto che Miss J è ancora più lontana…



È proprio ora che superi le mie ansie e le mie paure e torni a navigare.
La east cost canadese non è poi così lontana, né così difficile da raggiungere!