Giovedì 30 ho trovato nella mia casella postale internautica
il primo augurio per l’anno nuovo, spedito dalla mia Amica
di piuma e di tastiera.
Punto di partenza una citazione che ha risvegliato la mia fantasia
sempre vigile e la mia Memoria sonnecchiante, ma pronta al rimbalzo.
…”Osservate con quanta provvidenza, la natura, madre del genere
umano, ebbe cura di spargere nel mondo un pizzico di follia, infuse
nell'uomo più passione che ragione, perché fosse tutto meno triste.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi relazione con la saggezza,
la vecchiaia neppure ci sarebbe.
La vita umana non è nient'altro che un gioco della follia.
Il cuore ha sempre ragione.” (Erasmo Da Rotterdam)
Ti giro questa bella riflessione, che condivido appieno e che un po’
in parte ho già fatto mia, usandola nella mia vita, a volte con buon risultato,
altre con un po’ di rammarico.
In medio stat virtus, non va dimenticato mai, anche quando
piacerebbe osare di più.
Un felice anno nuovo a te, mia cara amica, con moltissimo affetto
vale
La mia risposta non si è fatta tardare.
Le mie rotelline hanno iniziato a eseguire cigolii, emettere sibili,
produrre spifferi e ho deposto quanto segue:
Ecco! ora comprendo perché lo scambio universitario nei paesi europei si chiama Erasmus (vedi l’Albergo Spagnolo)
Ho infine capito il perché della vera scelta del nome di questo programma!
Premesse (idiote) a parte trovo questa considerazione piena di saggezza!
Non sia presa questa mia affermazione come un controsenso, please.
Per chiudere ti rispondo con una frase di François de la Rochefoucauld (scrittore e moralista francese del XVII secolo)
Qui vit sans folie n’est pas si sage qu’il croit !
Chi vive senza follia non é così saggio come crede!
…e io che mi ero sempre creduta SAGGIA!
Saggia! Ebbene sì, per strano che possa sembrare mi sono sempre sentita così o forse questa è l’immagine di me che mi è stata rinviata, fin da bambina.
Attenta, diligente, giudiziosa, prudente, riflessiva, saggia (eviterò un aggettivo per ogni lettera dell’alfabeto …. mi par che questi siano più che sufficienti per esemplificare)
Ecco le doti messe in valore quando venivo spedita ad accompagnare la mia sorellina che era affidata alle mie cure per attraversare la strada, non perdere i soldi per le spesucce … e per chi non abbia conosciuto mia sorella desidero precisare che era intelligente, intuitiva, capacissima di sbrogliarsela a questo mondo e per giunta aveva quattro anni più di me.
…Ma lei era un’Artista, Geniale, Sognatrice, con la testa un po’ tra le nuvole, persa nel suo mondo mentre io, brava, buona, ben ancorata su terra, ma senza quel petit grain de folie, che insaporisce le pietanze!
Ricevei anche un libro, un bellissimo testo in francese, che mi marcò profondamente, ai tempi in cui, la Francia, questa destinazione non era minimamente immaginabile e che le mie conoscenze linguistiche erano veramente rudimentali.
Frequentavo ancora le scuole elementari, dove all’epoca s’insegnava solo e unicamente l’italiano e lo si imparava molto meglio di adesso, quando la mia mamma decise di darmi lezioni di francese.
Sulla sua vecchia grammatica imparai scioglilingua della cui utilità pratica già allora, benché fossi giovane e innocente, dubitavo profondamente.
La mère du maire va à la mer.
Sfido chiunque a provarmi l’interesse di sapere che “la madre del sindaco va al mare”a patto che quest’amena signora non ci vada a spese dei contribuenti e allora la notizia può rilevare di una certa attenzione.
E ugualmente le mur est dur. Anche su quest’affermazione mi sentivo in dovere di obiettare, non avendo mai mostrato intenzione di mettere un qualsiasi muro casalingo o esterno a prova di testate o di pedate.
Imparai comunque un po’ di vocabolario e non ebbi difficoltà a tradurre qualche riga interessante del libro offertomi.
Un vecchio tomo dal titolo Les femmes de la Bible, le donne della Bibbia, con delle magnifiche illustrazioni che raffiguravano ciascuna delle donne rappresentate.
Si partiva da Eva e, senza memoria di chi chiudesse il volume in questione, si passava per Rebecca.
Ogni capitolo presentava qualche breve parola di presentazione.
Quello dedicato alla mia omonima riportava una frase succinta, ma di sicuro effetto: “Quelle soit sage comme Rebecca.
Ci mancava solo quest’esortazione ad essere saggia come la biblica Rebecca, per condizionare il mio animo di bambina.
Quasi peggio di quanto accadde a Virginia, in arte Gertrude, la Monaca di Monza, cui in tenera età venivano regalate bambole in abiti religiosi e che fu fatta crescere al suono della frase” ma che bella badessa!”(sottinteso, diventerai).
Nella mia visione infantile, dall’orizzonte ben limitato, che non varcava la siepe, pensavo che Gertrude fosse più fortunata di me, lei almeno riceveva bambole, io, libri, e da piccola oltre a non amare scrivere, non amavo neppure leggere.
Ora non la penso più nella stessa maniera, tantissime cose brillano di una luce diversa.
Non è tutto oro quello che riluce e Rebecca non era poi così saggia (e magari neppure una grande cuoca).
Lei e le sue lenticchie, i suoi gemelli ...la sua astuzia!
Magari dovrei rileggermi un po’ meglio la storia, l’avessi letta con più attenzione, avrei imparato a essere meno saggia ma più pratica, dotata di buon senso e scaltra!
Morale butto a mare la saggezza e come dice Erasmus ringiovanisco
ma siamo proprio certi che smettero' di invecchiare?
Intanto prendiamoci tutti questo anno di piu' e
BUON 2011 a tutti!