Oggi 24 settembre mi son svegliata e..e sto pensando a te,
primo nipotino di una carriera di nonna da cassa-integrazione, in attesa di
essere integrata chissà dove e chissà come.
Penso a te che hai, oggi, completato il ciclo dei tuoi
primi 365 giorni su terra e che presumibilmente dovresti avere diritto alla
torta con la tua prima candelina, che con molta altrettanta probabilità non
riceverai fino a domani quando la famiglia si ricomporrà al suo completo.
Chissà se ci saranno attorno a te tanti palloncini belli
ripieni e pronti allo scoppio. Mi piacerebbe essere lì con te e gonfiartene
sette, uno per ogni lettera del tuo nome, che dipingerei tuffando un dito in un
vasetto di colori, creando solo per te un arcobaleno di desideri.
Sette! Bello
questo numero, che rappresenta le lettere del tuo nome così come quelle del mio,
armonico, in equilibrio, per te, nato all’inizio del segno della bilancia come
la tua mamma e la zia più giovane che ricordi terribilmente nelle linee del suo
volto.
Hai gli occhi del nonno, assomigli alla zia e a tuo padre che tra loro riflettono
immagini di tratti somiglianti. Da me non hai preso nulla così a occhio e croce,
né il grigio azzurro che riflette la mia iride, né il biondo cenere, oramai sempre
più cinereo dei miei capelli, né altri particolari.
Non mi é restato quindi che buttarmi sulla numerologia, in attesa, chissà, di scoprire che forse hai ereditato un po’ della mia fantasia.
Non mi é restato quindi che buttarmi sulla numerologia, in attesa, chissà, di scoprire che forse hai ereditato un po’ della mia fantasia.
Sette palloncini che sicuramente mi sarebbero costati un
bello sforzo di polmoni e magari da far scoppiare poi con un bello spillone!
Lo spillone da cappelli che il tuo bisnonno Luigi consigliava
come arma di difesa alle tue zie di primo e secondo grado. “Bimbe mettetevi un
bello spillone sul cappello (il che avrebbe obbligato già a possederne e
indossarne uno) e poi se qualcuno vi molesta, lo sfilate e...zac un bell’affondo….”
Ometto i particolari dell’affondo ma solo ad evocarlo, rivedo
l’occhio scherzoso e ironico del tuo bisnonno che purtroppo non potrai conoscere ma che spero ti sarà raccontato da
tuo padre. Guai a perdere una simile eredità, perché un bisnonno così è talmente
raro, prezioso e unico, un bene ineguagliabile che non alberga certo in tutte
le famiglie!
Lui si che te li avrebbe gonfiati i palloncini senza
sforzo alcuno.
Ricordo ancora il famoso pallone della Elah (marca di
caramelle e di budini, sfizio delle nostre crociere), un pallone enorme di un
metro circa di diametro che lui gonfiò a fiato e che per anni rimase sospeso sul
corridoio, appeso alla balaustra in cima alle scale di casa, a segno imperituro
della sua potenza.
Per gli spilloni potrei procurartene quanti ne vuoi, a
tua scelta e senza fatica dalla collezione che ho messo insieme svuotando
scatole, cassetti e canterani, tutti presumibilmente appartenenti alla
trisnonna Stenia, la cofondatrice con il trisnonno Tito della casa di Cecina
nonché madre della tua bisnonna Sara, fedele compagna e moglie del bisnonno dal
soffio potente, i genitori di questa tua nonna grafomane.
Caro nipotino, attendo con impazienza che tu cresca,
impari a leggere e mosso da curiosità degna di Ulisse (che se assomigli a tuo
padre non ti farà difetto) ti metta a navigare in rete e tu finisca nelle
maglie della mia nassa o approdi per libera scelta nel porto di attracco di
Glob, il porto dell’isola che non c’è nell’arcipelago del mio Mare Nostrum.
E intanto aspetto pure qualche foto di questa prima torta
con candelina, che mi auguro bella come quella che ti invio io, poi magari in
scambio ti invierò quelle del primo compleanno della zia J (che mi ricordo nei
minimi dettagli) del tuo babbo(che magari confondo con quella del secondo
compleanno) e della zia C (C x copia ) di cui sono costretta a sfogliare l’album
per sovvenirmene….
Auguri dalla tua nonna virtuale di cui chissà mai quando
scoprirai le virtù, virtuosità e virtuosismi.