perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 21 novembre 2015

Nous sommes tous blessés



Ma voix perdue, je croyais à jamais le 7 janvier, essaie à nouveau de moduler de sons.

Assise sur une des chaises de l’aéroport de Bogota je prenais connaissance de l’issue de l’attaque au siège de Charlie Hebdo.
« Éteignez vos portables, vos tablettes…. mettez-les en mode avion »
En quittant l’aéroport brésilien, direction Colombie, j’avais eu juste le temps de lire une info flash qui annonçait un énième attentat au journal de Charbs.
Sept heures de vol, l’atterrissage et enfin les nouvelles apprises dans l’incrédulité. L’inimaginable s’était fait réalité.
Sous le soleil et les palmiers de Carthagène, dans un cadre déplacé et irréel j’avais suivi la suite des événements: coups de feu à Paris, la prise d’otages au supermarché casher, la chasse à l’homme, aux hommes…
Mes yeux aveuglés par le soleil regardaient à l’est, la pensée adressée à ma fille dans la Ville lumière, devenue noire et sombre …
Angoissée elle, atterrée moi.
Et toujours ce sentiment d’irréalité à propos d’une actualité atrocement et cruellement réelle, dans mon petit quotidien constitué d’une réalité devenue absurde au bord d’une piscine, sous ce soleil ardant qui me dépaysait, la boule à l’estomaque, la gorge nouée, plein d’interrogations sans réponse.   
#je suis Charlie#
-suis-je-le ?-
Difficile de répondre à la question pour les multiples sens de la phrase.
Peut être que je ne le suis pas ou que je ne l’étais pas, ou peut être tout juste un peu… mais c’est sur que je le suivais.
Mes pensées restent collées, agglutinées tel un grumeau de sang, un caillot qui bouche mes artères. Je n’arrive pas à m’exprimer, je demeure sans voix.

Dix mois plus tard, les premiers coups de fusil ont explosé dans mes oreilles.
Échange de messages whatsapp. Textos rapides qui ont frappé et ouvert la porte à la recherche des infos.
-Fusillades à Paris !-
Centre-ville. Stade de France, évacuation du président Hollande. La salle du Bataclan…
Les news se suivent décousues, me laissant perplexe pendant qu’une angoisse croissante descend et s’empare de moi.
Cette fois c’est moi qui me trouve dans l’hexagone, et ma Parisienne demeure à l’écart dans la botte.
Je cherche à comprendre.
L’apocalypse ?
L’apocalypse !
Les morts et les blessés se comptent en dizaines.
Les chiffres roulent, elles tournent, elles prennent forme.
Une forme qui change, grandie, détone.
Explose.
Droit au cœur !
Plus de cent morts : le samedi on en comptera cent vingt-neuf et une semaine plus tard ils deviendront cent trente ; un des trois cent cinquante-deux blessés ne survivra pas.

Ce vendredi 13 je n’étais pas au stade, ni à la terrasse du Carillon ou du Petit Cambodge, au Bataclan non plus et j’ai quand même été blessée.
Pas de balles perdues ; je suis une blessée sans balle.
#nous sommes tous blessés#
C’est la phrase qui me hante depuis ce soir-là. Mon hashtag non posté.
Je n’ai plus de voix.
Les mots roulent dans ma tête, explosent, se cognent contre les parois sans pouvoir trouver une issue.
Il faut crever l’abcès.
Il faut que je retrouve ma voix et l’envie de poser le noir sur le blanc de la page.


Adieu Charlie.
J’arrive enfin à te rendre un petit hommage.
Mon devoir de mémoire jusqu’à présent irréalisé, prend forme.
Dix mois plus tard j’ai retrouvé ma voix, une petite voix pour répéter
Adieu Charlie.
Nous sommes tous blessés.


samedi 31 octobre 2015

5 YEARS LATER



TRICK or TREAT….
…e come avrebbe potuto essere altrimenti ? Nato in una data simile: un 31 ottobre.
Certo, un po’ per scherzo …
Un po’ per celia un po’ per non morir…al primo scontro con la dura realtà di un nido vuoto.
Sono oramai cinque anni che Glob, il mio blog ha visto la luce, il chiaro, lo scuro, i contorni della notte, le sinuosità del giorno, ha accolto racconti, ricordi, risa, pensieri, parole, poesie, pasticci, pettegolezzi e news…
Un lustro è trascorso ed ho come l’impressione che un ciclo sia concluso.
Tempo di passare ad altro?
Dare un’altra dimensione al mio blog?
Farlo uscire dalle “acque calme” del mio Mare Nostrum…?
Trick or treat?
Trucco o tratto?
Un nuovo look?
O un compromesso?
Sono incerta sulla strada da prendere.
Mi do il tempo per riflettere, lascio in sospeso e vado a chiudere la valigia in previsione di una pseudo transumanza.
Una trans di nuova generazione, di gruppo; niente a che vedere con quelle intraprese solo in compagnia dei miei CD, con i Gatti Mezzi, De André e Brassens.
Viaggio con CV e amici e quello che mi aspetta e che troverò non ha più nulla a che vedere con il passato.
…ma domani è un altro giorno …..anche per Glob.
PS
O magari tutto cambierà perché nulla cambi.
Ne riparleremo al ritorno!
Per il momento Auguri Glob! 
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lundi 28 septembre 2015

Martina Franca

Siamo in tanti qua riuniti per la gran celebrazione 
Io di certo, ben si sa, non mi perdo l'occasione!
Sono adepta di sponsali; l'esperienza ho maturato:
di nipote e ben due figli il grand'evento ho già cantato.

Per non perdere la mano, coltivar l'ispirazione
qua in Puglia tosto tosto mi rimetto in grande azione.
Metto in versi i miei pensieri nel silenzio della stanza
Mi alleno coi Cantoni prima di cantar Costanza.

L'occasione delle nozze dell'Annuccia con l'Ubaldo 
hanno spinto oltre 'l Tevere chi già a stento guada l'Arno 
Chi ha problemi a lasciare, dolce suolo di Provenza
dando fondo, da straniero, alla sua poca pazienza.

Ma l'amico fido, Alberto, suo compagno da una vita
non può certo lasciar solo in cerimonia tanto ambita.
Non può certo abbandonare in un simile momento
in cui ansia ed emozione ben si mescola a sgomento.
Lo ha seguito per montagne, in Val Sesia e su pe'l Bianco
tra concerti d'ogni sorta senza mai .... dirsi stanco.
Tra cimenti d'ogni tipo all'Alberto lui è vicino
anche quando lo scenario è lontano dal Ticino
Non è dunque per stavolta, occasion di mancamento
pur se nozze e cerimonie son per lui un gran tormento.

E Maria madre esemplare che la figlia ha secondato
per cercare la location ...pure al mare ha rinunciato.
Addio Zante, Creta, isolette e greche sponde
settimana nelle puglie ma lontan da spiagge e onde
Per riprendersi da sforzo e potersi ben iodare
si è rifatta a fine luglio....stessa spiaggia stesso mare.
Non è il massimo, si sa, ma lei è ben affezionata
alla sabbia del Tirreno dalla soda ben sbiancata.

È arrivato il fratellino oltre manica esiliato
con un taglio molto british e un color tutto abbronzato
Preso certo non a Londra ma su questa bella riva
In vacanza tanto attesa sia da lui che dall' Oliva.

Siamo in tanti qua riuniti, giunti alla spicciolata
Dei parenti e tanti friends....di una àllegra brigata.
Arrivati son gli amici dell'ex feudo senese
e le Anna's girls, felici fino a qua son ben discese.

Son compagni di avventure che non possono mancare
che gli sposi, loro amici, voglion certo accompagnare.
Sostenere fino in fondo, 'n questa tappa della vita
in cui è chiaro ormai a tutti che è "finita la partita"
"Game (is) over "hanno scritto e peraltro ribadito
Giunta è l'ora cari sposi di cacciar la fede al dito.

Benedice San Martino della bella cattedrale
d'un barocco maestoso, la' in cima a tante scale.
Disertata è la parrocchia con il coro di Maria
"Ubi maior minor cessat" privilegio va al Messia
(qui più facile è l'accesso, dicono, per l'anziana zia)
Anna ha eletto senza dubbi la Martina (detta) Franca
e lo sposo senza scampo sta la' in basso della rampa. 

Le campane a squarcia gola nella luce vespertina
cantan gloria al buon Dio e la gioia dell'Annina
sorridente e fiduciosa stringe mano dell'Ubaldo.
Or la vita è tutta loro che sia al freddo o al caldo.


Giunta e l'ora ormai per me di finir questa canzone
Che ad esser proprio onesti m'ha creata ......emozione
I miei auguri te li ho scritti e perché rimanga traccia
Te li posto sul mio blog  .....ora è tempo che io taccia!

 Auguri Anna! Keep going.
Martina Franca 26 settembre 2015


 



vendredi 24 juillet 2015

Segnali di fumo

Il sacco da marinaio è pronto. Un costume, un jeans ed una felpa per la guazza della sera, una t-shirt allungata per dormire, schizzare sul ponte se c'è bisogno o per proteggersi dal riverbero del sole nella giornata.
Non c'è bisogno di altro.
Mi sembra di ritrovare la sacca che componevo....non dico più quanti anni fa perché mi spavento da sola. 
Non posso essere io con così tanti lustri che luccicano. 
Io sono giovane! 
Ma gli anni implacabilmente veicolano un'altra immagine.
E io la cancello, senza botox,né altri intrugli, basta la forza del mio pensiero.
In un sussulto ultimo, compongo una mini trousse di prima e fondamentale necessità.
Spazzolino, crema per il viso e protettore solare. 
Un tempo ne avrei fatto a meno.
Sono pronta.
Ho perfino IF che è tornato a brillare all'anulare destro.
Non può mancare in un'impresa del genere, anche se babbo mi ricorderebbe che gli anelli a bordo sono pericolosi.
Stento quasi a crederci.
Parto in mini crociera.
Il veliero mi attende.
Nuvola Rossa dei bei tempi che furono sono pronta!
Nuovi segnali di fumo internautici mi hanno annunciato l'exploit.
Lo whatsapp di Layla mi ha eccitata e non ho saputo resistere.
Come rinunciare
Come tappare gli orecchi a un simile richiamo da sirena?
Ulisse arrivo!

Mi ci vorrà un cappello?
Babbo lo metteva sempre. 
Buono per la calma piatta, ma se c'è vento?
Una pezzolina come la signora Fria e via sulle ali di Pegaso.
Non sto più in me dall'eccitazione.
Invio nuovi segnali.
Arrivo!
Spinta dal mistral farò anche più in fretta....ma la mia amica che sogna di poter avanzare alla voga sta già impallidendo.
Lei vuole la patana più indegna, una tavola d'olio, una di quelle lastre lustre dove vedi galleggiare la nafta!
Eolo richiudi l'otre!
Ma le brezze si levano, gli spifferi scompigliano ed una nuova folata mi porta un ennesimo messaggio di fumo.
Rettifica..... Il vascello non risponde più al nome di Nuvola Rossa.
Niente a che vedere con i messaggi di fumo....
Pampana piuttosto.
Pampana?
Che razza di nome per una barca?
Non posso.
Declino l'invito (peraltro mai ricevuto).
E ci credo bene....come invitare su un battello da simile inappropriato nome?
Come porre il piede sul ponte o sulla tuga senza rischiare di farsi avviluppare da vitigni virtuali che ti legano come liane?
La mia mini Odissea abortisce sul nascere e forse è meglio così.
La mia amica aveva dimenticato il mio soprannome Procellaria. 
Mi divertivo solo di bolina stretta.
Meglio che me ne rimanga a casa.
Torno a sdraiarmi accanto alla piscina, orrida pozza d'acqua dolce e a sognare il mio mare nostrum.


lundi 13 juillet 2015

SORDI -NA

Una famigliola ci precede sul sentiero che conduce alla chiesetta del mio monastero.
All'occhio di falco di "Erode" non sono sfuggite le gambette di due bambini.
Paventando già la perturbazione della funzione religiosa pensa con nostalgia alla strage degli innocenti.
Schivando le fronde dei lecci, del fico carico di frutti immangiabili, di ginestre sfiorite arriviamo a varcare la soglia e ci sediamo nell'ultima fila tra la porta e la finestra spalancata.
I due bambini sono seduti in file separate, uno nella prima, l'altra nella seconda, davanti ai genitori, in terza fila.
I due si guardano intorno, volgono lo sguardo da martire, incerti sul come procedere .
Le monache inginocchiate attendono il "la" per rialzarsi.
Regna un silenzio irreale e totale.
In nomine Patris".....
la messa non é in latino, ma neppure in italiano e per salvarne l'universalità ripristino vecchi messali virtuali.
Sono ancora in fase "contemplativa" e adocchio una bimbettina, che avrà a fatica due anni incastrata tra le sedie dei suoi genitori, seduti accanto agli altri genitori già avvistati.
L'occhio incendiario di "Erode" é pronto a rodere, erodere, corrodere i tre incauti fanciulli che ancora tacciono.
Per poco.....
La piccolina non so cosa borbotti. Messa a tacere dalla madre, che la spedisce fuori sul sagrato campestre si mette a contare sassolini, formiche e fili d'erba ...
Pax nobiscum???
Macché!
E il coro inizia, si innalza in un crescendo e per tutta la durata delle letture, vangelo, omelia non ci da requie.
Non capisco nulla e fatico a seguire.
Mi perdo nel brusio e nella predica monotona di un prete ospite in visita che ha il privilegio del sermone.
Credo, Consacrazione, Eucarestia ....
" Seigneur je ne suis pas digne de te recevoir, mais dis seulement une parole et....."
...lei sarà zittita!
E il miracolo avviene....
…per tutta la durata della Comunione, la cicala malefica infine tace.
Rimane in sordina, in lontananza il frinire di altre compagne, ma quella che per tutto il periodo della celebrazione ha impazzato prende un attimo di riposo e da pace alle mie povere orecchie ipersollecitate.
I tre “angioletti”, in fila con i genitori si avvicinano ai sacerdoti per comunicare o a seconda dell’età per una semplice benedizione.
Finalmente anche i due più grandi possono raggiungere sul sagrato la piccolina che è di nuovo uscita, sempre silenziosi, senza proferir parola, mentre la cicala riprende il suo concertino.
Nonostante il fragore non riesce a coprire le due stecche del flauto del fraticello e delle suorine, che non sfuggono all’orecchio di Alberto, che come sordo e malato d’orecchi, da prova di miracolato….
Ite Missa est…..
Andiamo.
Ripercorriamo a ritroso il sentiero e penso con nostalgia alla mia fionda di bambina.
La consiglierò a Erode o meglio a Sansone, per una prossima domenica, in caso la Cicala Golia sia ancora presente...