MI TRACCHEGGIO
MI RITARDO
MI DECIDO
MI S-DECIDO
MI RI-DECIDO
PRENDO TEMPO
PERDO TEMPO
PARTO?
NON HO TEMPO
HO TEMPO
HO L'ETERNITA'
PARTO!
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
mardi 30 août 2011
lundi 29 août 2011
TURISTI...
Finalmente dopo tre sms e una mail di sollecito, il mio turista-fai-da te-no-alpitur si é dato una smossa ed é uscito dalla clandestinità. Incominciavo a preoccuparmi per la sorte del mio desaparecido che da una settimana, dopo un sms edificante da Muktinath(che suona ai miei orecchi come una variante di Muttina, ameno soprannonme materno) e dal tempio hindu e buddista sotto la pioggia, taceva ad oltranza.
India, Calcutta, Nepa l…
Annapurna, Everest, non so se col cannocchiale o a distanza ravvicinata e ora notizie da Delhi.
Il ritorno si avvicina.
Presto di nuovo nel caos della capitale a farsi carezzare dal ponentino.
Io invece, scalata la mia montagna di stiratura, con la valigia pronta a metà, il necessario in frigo per la farcitura del mio pane pita per domani, mi preparo alla mia discesa.
CV in un anelito di compassione mi ha lustrata l’auto, che brilla bianchissima, più nitida che mai, neppure nuova ostentava un simile candore.
CV in un anelito di compassione mi ha lustrata l’auto, che brilla bianchissima, più nitida che mai, neppure nuova ostentava un simile candore.
Domani Trans….
No oramai non transumo più, al massimo trasuderò se continua a far caldo e se continuo a sentirmi in ebollizione.
Parto,molto più semplicemente.
Mollo gli ormeggi e veleggerò a sud sempre e comunque verso il mio Mare Nostrum
IRENE dolce IRENE
Irene Sweet Irene is not so peaceful...
18 morti sulla costa est degli Stati Uniti.
Da uragano è stata declassata a tempesta tropicale e ha ormai abbandonato la Big Apple in direzione del Canada.
Gli aeroporti newyorchesi riaprono le piste e le porte e i tornei di tennis non saranno annullati
Keith, il nostro amico, in Pennsylvania dopo una dura notte trascorre la giornata a ripulire il giardino.
Lo abbiamo sentito per telefono. La corrente elettrica é tornata e una certa pace pure.
Irene sweet Irene …come chiamavo tra me e me la mamma del nostro amico, che non ho mai conosciuto ben a fondo, causa una certa barriera della lingua, ma che m’incuteva un certo terrore.
Mi appariva arcigna e contrastava molto con la tenera dolcezza di Joyce, sua nuora e mia amica;
Irene dolce Irene…mi viene da cantare pensando a Ivan Graziani.
Mi rendo conto che da un po’ faccio dei gran mix, modifico date e nomi.
Non era Irene dolce, neppure Irma la dolce, né Ειρήνη la dea, ma Agnese dolce Agnese.
Era il 1979 in cui nasceva questa canzone.
La vita era dolce, dolcissima. CV ed io ci sposavamo in quella lontana estate.
La vita era dolce, dolcissima. CV ed io ci sposavamo in quella lontana estate.
La Pennsylvania, da dove saremmo ritornati in tre, ci attendeva e Joyce e Keith ci accoglievano.
La nostra sweet baby girl, poco irenica, più simile a un uragano sarebbe nata in Pennsylvania a sud di Filadelfia….
Dolcezza, pace in cui sprofondare come in un vasetto di miele…un vasetto di ricordi.
jeudi 25 août 2011
I GIRASOLI CHE NON GIRANO.....
Dai semini di Girasole da cui avevano preso vita le piantine della mia nursery, oggi, vivono, vegetano e crescono ben quattordici esemplari.
I primi virgulti sono un ricordo ormai lontano, di un aprile ancora pieno di vita, in cui facevo progetti, immaginavo feste e spostamenti basandomi su una data di dicembre.
Li guardo con tenerezza.
Sono cresciuti bene, alcuni altissimi, altri un po’ meno. Una parte già arrivati a maturità e in via di declino, curvi sotto il peso delle corolle, altri che iniziano a perdere qualche petalo, altri ancora piccoletti e non ancora sbocciati e dulcis in fundo ho anche una coppia di gemelli siamesi, uniti su un, diciamo, lato in modo da formare una specie di otto…
Li osservo quotidianamente con occhio materno e vigile, dal dì del mio rientro.
C’è qualcosa che mi turba nel loro atteggiamento, in questo loro chinarsi affaticati come se reggessero sulle spalle tutto il peso del mondo, novelli Sisifo, senza peraltro averne le sue colpe, e inoltre, qualcosa che mi perturba ancora di più nel loro portamento.
Li guardo, li riguardo, li osservo con maggior attenzione e poi inizio a monitorarli.
Perplessità e angosce materne?
Ansie ripetute che riverso alternativamente tra esponenti del mio piccolo mondo animale e vegetale casalingo?
Dopo studi prolungati; con certezza arrivo alla conclusione che posseggo girasoli di una specie molto particolare, -forse unica-, mi sussurro sorridendo.
I quattordici sono figli del primo Girasole che è nato nel mio giardino lo scorso anno, unico sopravvissuto tra le mie semenze ad attacchi di lumache, chiocciole, rapaci volanti di vario ordine e genere e alle inclemenze del tempo,tutti fratelli e dunque della stessa stirpe con lo stesso patrimonio genetico - oso pensare-...
Dai suoi semi che con pazienza ho atteso, raccolto e seminato discendono i quattordici esemplari un po’ peculiari.
Forse nati stanchi, forse non così eliofili, fatto sta che al mattino si svegliano guardano ad oriente al levar del sole e a sera si coricano sempre nella stessa posizione, volgendo le terga all’astro dorato.
In parole povere, non si muovono, guardano sempre nella stessa direzione, insomma sono girasoli che non girano con il sole. Non sono affatto eliotrofici!
-Che razza di gira-fiori ho cresciuto dunque nel mio giardino??-
Avranno bevuto troppo?
Li avrò annaffiati con Vin rosé de Provence? Irrorati di champagne, per errore?
Saranno reduci da follie su giostre disneylandesche
Con la testa che ha troppo girato e desiderosi di riposo?
Peccato che non abbiano la parola e non sappiano dirmi, spiegarmi il perché della loro particolarità.
Perché non sono come tutti gli altri girasoli di questi sterminati campi del sud che girano, girano, girano senza mai cessare?
Forse perché avendo a che fare con me credono di appartenere a un’altra razza e emulano i cipressi del Carducci.
I cipressi che a Bòlgheri alti e schietti
van da San Guido in duplice filar,
quasi in corsa giganti giovinetti
mi balzarono incontro e mi guardar.
Mi riconobbero, e - Ben torni omai -
bisbigliaron ver me co 'l capo chino -
perché non scendi? perché non ristai ?
Fresca é la sera e a te noto il cammlino.
Loro, a essere onesta, fanno un po’ meno strada. Non invocherò la licenza poetica e correggerò:
Van dalla casa, là in fondo alla piscina
Son girasoli e stanno in fila sola
Ma al mio passaggio muovono corollina
e il lor saluto verso me s’invola
La seconda strofa però potrei copiarla di sana pianta, omettendo la storia del “cammino” che qui è sicuramente più corto e data la mia indole proporrei un invito al brindisi:
Vin d’oranges amères…ben fresco naturalmente e già che ci siamo accompagnato da qualche salatino per l’aperitivo serale, che per rimanere in tema potrebbe essere un po’ di semi tostati di girasole, perché con la produzione che mi ritrovo posso pure sottrarne un po’ alla riproduzione e alla scienza e consacrarne alle gioie del palato
I primi virgulti sono un ricordo ormai lontano, di un aprile ancora pieno di vita, in cui facevo progetti, immaginavo feste e spostamenti basandomi su una data di dicembre.
Li guardo con tenerezza.
Sono cresciuti bene, alcuni altissimi, altri un po’ meno. Una parte già arrivati a maturità e in via di declino, curvi sotto il peso delle corolle, altri che iniziano a perdere qualche petalo, altri ancora piccoletti e non ancora sbocciati e dulcis in fundo ho anche una coppia di gemelli siamesi, uniti su un, diciamo, lato in modo da formare una specie di otto…
Li osservo quotidianamente con occhio materno e vigile, dal dì del mio rientro.
C’è qualcosa che mi turba nel loro atteggiamento, in questo loro chinarsi affaticati come se reggessero sulle spalle tutto il peso del mondo, novelli Sisifo, senza peraltro averne le sue colpe, e inoltre, qualcosa che mi perturba ancora di più nel loro portamento.
Li guardo, li riguardo, li osservo con maggior attenzione e poi inizio a monitorarli.
Perplessità e angosce materne?
Ansie ripetute che riverso alternativamente tra esponenti del mio piccolo mondo animale e vegetale casalingo?
Dopo studi prolungati; con certezza arrivo alla conclusione che posseggo girasoli di una specie molto particolare, -forse unica-, mi sussurro sorridendo.
I quattordici sono figli del primo Girasole che è nato nel mio giardino lo scorso anno, unico sopravvissuto tra le mie semenze ad attacchi di lumache, chiocciole, rapaci volanti di vario ordine e genere e alle inclemenze del tempo,tutti fratelli e dunque della stessa stirpe con lo stesso patrimonio genetico - oso pensare-...
Dai suoi semi che con pazienza ho atteso, raccolto e seminato discendono i quattordici esemplari un po’ peculiari.
Forse nati stanchi, forse non così eliofili, fatto sta che al mattino si svegliano guardano ad oriente al levar del sole e a sera si coricano sempre nella stessa posizione, volgendo le terga all’astro dorato.
In parole povere, non si muovono, guardano sempre nella stessa direzione, insomma sono girasoli che non girano con il sole. Non sono affatto eliotrofici!
-Che razza di gira-fiori ho cresciuto dunque nel mio giardino??-
Avranno bevuto troppo?
Li avrò annaffiati con Vin rosé de Provence? Irrorati di champagne, per errore?
Saranno reduci da follie su giostre disneylandesche
Con la testa che ha troppo girato e desiderosi di riposo?
Peccato che non abbiano la parola e non sappiano dirmi, spiegarmi il perché della loro particolarità.
Perché non sono come tutti gli altri girasoli di questi sterminati campi del sud che girano, girano, girano senza mai cessare?
Forse perché avendo a che fare con me credono di appartenere a un’altra razza e emulano i cipressi del Carducci.
I cipressi che a Bòlgheri alti e schietti
van da San Guido in duplice filar,
quasi in corsa giganti giovinetti
mi balzarono incontro e mi guardar.
Mi riconobbero, e - Ben torni omai -
bisbigliaron ver me co 'l capo chino -
perché non scendi? perché non ristai ?
Fresca é la sera e a te noto il cammlino.
Loro, a essere onesta, fanno un po’ meno strada. Non invocherò la licenza poetica e correggerò:
Van dalla casa, là in fondo alla piscina
Son girasoli e stanno in fila sola
Ma al mio passaggio muovono corollina
e il lor saluto verso me s’invola
La seconda strofa però potrei copiarla di sana pianta, omettendo la storia del “cammino” che qui è sicuramente più corto e data la mia indole proporrei un invito al brindisi:
Fresca é la sera, sosta a ber del vino.
mardi 23 août 2011
UN 23 AGOSTO di BEN-VENUTA !
Il Sole è nel segno del Leone fino alle ore 13.18, ora in cui entra nel segno della Vergine.
La Luna è calante in Gemelli.
E' un martedì adatto ad effettuare un bel taglio ai capelli ed eseguire le varie operazioni di depilazione.
Anche la ginnastica per tonificare braccia e spalle dà buoni risultati con questa lunazione.
Questo è quanto recita l’almanacco di oggi martedì 23 agosto 2011.
Molto, molto interessante!
Molto, molto interessante!
Sono andata a curiosare non perché oggi avessi dei progetti particolari.
Nessuna incursione prevista da Jacky l’unico parrucchiere autorizzato a manomettere i miei crini e a sfoltirli.
Con il caldo torrido che fa, non vale la pena di asciugare i capelli, metterli in piega o trattarli, e poi li ho tagliati solo dieci giorni fa.
La depilazione è prevista in settimana prossima quando vado a Cecina.
Luciana sa che salvaguardo tutti i peli superflui per lei.
La visita sulla pagina web è a scopo di cultura zodiacale, per vedere cosa volteggia nel cielo e in giornata che profuma di cuspidi sapere a quale… segno votarsi.
Da giorni in attesa dell’arrivo di Elisa, la prima nipote Bossi della new generation, scruto il cielo in cerca di auspici e traggo i numeri.
Da Ferragosto sorvegliamo trilli dei telefoni fissi, messaggi di quelli cellulari…in attesa del tempo che doveva scadere il 19.
Ma il 19 è sorto e tramontato mantenendo lo statu quo.
Il fine settimana è trascorso all’insegna del silenzio stampa.
Il 21 ha suonato la mezzanotte e questo dì è rimasto tutto ad appannaggio della cugina Laura che festeggiava l’ultimo compleanno di un decennio speciale quello che conclude un anno foriero di tante novità.
Quest’anno è diventata ufficialmente “suocera” il 30 aprile con le nozze di suo figlio. Ha terminato l’anno scolastico e concluso la carriera di insegnante conquistando la meritata pensione…e ha ricevuto l’annuncio che diventerà nonna.
Dunque niente compleanno bis in questo 21 del mese.
Facevo il tifo per il 22.
La cifra mi è molto cara.
Ma anche il 22 è arrivato alla mezzanotte senza vagiti milanesi, almeno di quelli che noi attendevamo.
Così persa nell’attesa ho dimenticato un’altra 22 che ieri festeggiava il suo trentesimo.
Non me ne voglia, Veronica, dell’oblio.
Oltretutto ho confuso anche le date.
La credevo un 19, si vede che questa “data termine”, mi aveva un po’ perturbata.
Comunque benvenuta Veronica al Club delle Trentenni dell’ottanta e dintorni! Ritardi a parte sono riuscita a fare gli auguri anche a te!
Fino ad oggi mi sono trattenuta e ben guardata dal rompere di nuovo le scatole alla futura nonna che ad ogni squillo telefonico,nonostante la sua proverbiale pacatezza e compostezza, sobbalza, ma, ritemprata da un tuffo corroborante in piscina mi sono armata di un nuovo slancio.
Dopo una mattinata di ebollizione in città mi sono rinfrancata sciacquettando nella nostra vasca a cielo aperto e assolato e mentre oziavo attaccata al bordo, ho ricevuto la visita di una graziosissima farfalla.
Farfalla temeraria che saltellava a dieci centimetri dal mio naso, permettendo a me proverbialmente miope, astigmatica, ipermetrope e presbite, non strabica in compenso, di osservarla nei minimi dettagli.
Farfalla incosciente che rischiava uno spruzzo d’acqua clorata!
Maculata, le chiazze nerastre su un fondo nocciola, (terribilmente in tono con il disegno del mio ultimo pareo, dono della Maria milanese)ha danzato davanti a me picchiettando la sua proboscide per richiamare la mia attenzione.
Ecco il segno!
Il segno che attendevo!
Farfalla! incarnazione del principio di trasformazione, manifestazione della Dea nel suo aspetto di vita emergente!
Come non averlo capito prima!
Mi sono precipitata sul telefono per scoprire che la nipote Benedetta era in ospedale e che la farfalla si preparava ad uscire dal bozzolo.
Farfallina tutta bianca, vola,vola mai si stanca
Vola qua e vola là chissà mai dove andrà?
Mi sembra di udire la voce della nonna Bianca che cantava questa canzoncina alla mia primogenita.
L’avrebbe cantata anche alla sua prima bis nipotina?
Benvenuta signorina Elisa! benvenuta tra noi, oggi 23 agosto alle 15e 45 (precisa la neozia Cecilia).
Non sei una ventidue, come auspicavo, ma una ventitré, in onore a tua nonna Franca, com’è più giusto e doveroso e in più data l’ora pomeridiana rifuggi il ruggito del re della foresta e da Leone passi al vicino, femminile segno della Vergine.
Segno di terra, con i piedi dove è giusto che siano, la luna negli aerei gemelli, segno della mamma e dello zio Matteo e l’ascendente, se ho ben calcolato, nel focoso sagittario che condividi con la zia Cecilia.
Gran bel mix!
Attendo di vederti per poter dire che, premesso tutto quanto ho appena detto, e nonostante tutti questi paralleli… somigli solo a
te stessa!
Tuo nonno, purtroppo, non mi ha inviato nessuna foto per un primo assaggio …e questa volta non perché abbia dimenticato di mettere il rullino nell’apparecchio.
Grazie al cielo (e alle invenzioni), con gli apparecchi digitali questi rischi non si corrono più.
Forse però la pila era scarica e lui ha dimenticato di ricaricarla….
o forse molto più semplicemente, preso dall’emozione e dall’ intenerimento, ha voluto immortalare i tuoi primi momenti di vita solo nella contemplazione del suo sguardo.
o forse molto più semplicemente, preso dall’emozione e dall’ intenerimento, ha voluto immortalare i tuoi primi momenti di vita solo nella contemplazione del suo sguardo.
samedi 20 août 2011
20 AGOSTO
Pensierino mattutino con il quale mi sono svegliata...la quasi certezza che la, oramai, mon infidèle de sept heures ancora una volta avrebbe disertato il mio blog.
Ne ho ben avuto conferma aprendo la mia pagina luminosa.
Stamani, in ogni caso, sarebbe stato un'enorme sorpresa, il contrario.
Per tutte queste mattine l'ho attesa al nostro "appuntamento" a volte in diretta, per lo più in differita.
Speravo in un suo passaggio sentito, corredato di commento.
Attesa vana!
Già la fine delle vacanze toscane la vedevano svagata, il rientro oltralpe, vieppiù’!
Recupero. Riadattamento. Distrazione ….e la certezza che "io ci fossi" hanno reso la mia ricerca un’optional.
Meglio così!
Non desidero creare ulteriore dipendenza; già la produco per me stessa, meglio non crearla anche agli altri.
Mi fa piacere che i figli mi cerchino….ma quando non lo fanno, per lo più, significa che loro sono in gran forma…certo che c’è chi in gran forma lo è quasi sempre, o sembra comunque esserlo…
Stamani, in compenso, nel mio risveglio prematuro ho trovato un ovetto sul telefonino.
Un messaggino che mi annunciava un buon atterraggio a Madrid.
Capitale spagnola per un fine settimana, sangria, fiesta, cappuccino per addormentarsi con o senza brioche e non credo certo partecipazione alle JMJ. Di benedetti ne abbiamo già in famiglia e non credo che senta il desiderio di andare a incontrare quello tedesco.
Ne ho ben avuto conferma aprendo la mia pagina luminosa.
Stamani, in ogni caso, sarebbe stato un'enorme sorpresa, il contrario.
Per tutte queste mattine l'ho attesa al nostro "appuntamento" a volte in diretta, per lo più in differita.
Speravo in un suo passaggio sentito, corredato di commento.
Attesa vana!
Già la fine delle vacanze toscane la vedevano svagata, il rientro oltralpe, vieppiù’!
Recupero. Riadattamento. Distrazione ….e la certezza che "io ci fossi" hanno reso la mia ricerca un’optional.
Meglio così!
Non desidero creare ulteriore dipendenza; già la produco per me stessa, meglio non crearla anche agli altri.
Mi fa piacere che i figli mi cerchino….ma quando non lo fanno, per lo più, significa che loro sono in gran forma…certo che c’è chi in gran forma lo è quasi sempre, o sembra comunque esserlo…
Stamani, in compenso, nel mio risveglio prematuro ho trovato un ovetto sul telefonino.
Un messaggino che mi annunciava un buon atterraggio a Madrid.
Capitale spagnola per un fine settimana, sangria, fiesta, cappuccino per addormentarsi con o senza brioche e non credo certo partecipazione alle JMJ. Di benedetti ne abbiamo già in famiglia e non credo che senta il desiderio di andare a incontrare quello tedesco.
mardi 16 août 2011
MIRACOLO di FERRAGOSTO
Non ho prove dell’incursione blogghifera dall’India e non mi dispiace poi troppo restare nella nebulosa del dubbio.
Certo però che pensierini saltellanti rimbalzano nella mia mente soprattutto la teoria dell’effetto farfalla, di cui mi sento più che mai una grande sostenitrice..
É proprio vero che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo…ed io ne ho la prova.
Qui in terra di Provenza sospiro pensando ai miei ex-bambini sparsi nel mondo e quando non ne ho notizie sospiro vieppiù’.
Proprio quello che facevo ieri chiedendomi cosa ne fosse del mio I DUNNO, alias I WRITE-NO e ancor più I CALL-NO.
Dopo Calcutta il silenzio.
SMS ignorato il 13…ho sospirato e ne ho scritto un altro ieri mattina, il 15.
Poi per non pensare mi son lasciata andare, preda di uno dei miei attacchi grafomani.
Ho scritto Plaintes d’un 15 Aout che mi fa fatto fuoriuscire un ennesimo sospiro, raccolto da Glob, nel pomeriggio.
E tutt’a un tratto la visita indiana, molto intrigante.
Ieri sera poi un sms pieno di novità ben ventisette parole : Katmandu Previsioni di trekking in Himalaya….
Ho avuto la percezione che un vulcano si stesse come svegliando
Oggi poi, anche una mail ancor più dettagliata ben sessanta parole. Ho creduto di svenire di fronte a questo tsunami di parole, una vera eruzione vulcanica.
Prova tangibile dell’effetto farfalla. Nessun dubbio in proposito!
E per chi dubitasse, si potrebbe sempre optare per un miracolo di Ferragosto.
lundi 15 août 2011
COINCIDENZE
Pure coincidenze?
Non so, forse anche sì!
...un dubbietto però sussiste e il tarletto mi fa il solletico sotto la Dura e la Pia Madre.
Ho da poco impostato il mio testo di lagnanze, pronta quasi a ricorrere a un avvocato, dopo l'invio mattutino di un SMS al mio desaparecido indiano e…manco a farlo apposta mi si apre una finestrina a Oriente.
Una visita sul mio blog dall’India.
La seconda da quando il Turista–fai–da te-no-Alpitour è partito nella terra marajaiesca…
La seconda in assoluto da quando è nato Blog.
No so e forse non voglio sapere…
non dico altro…preferisco crogiolarmi nel dubbio piuttosto che la dura e poco pia rivelazione che ebbi quando ricevetti un commento sconosciuto che mi esaltò e poi mi deprimé quando si rivelò per quello che era….un orribile spam…
Oh Calcutta…!!! India misteriosa…SPAM e MAM !!!
Non so, forse anche sì!
...un dubbietto però sussiste e il tarletto mi fa il solletico sotto la Dura e la Pia Madre.
Ho da poco impostato il mio testo di lagnanze, pronta quasi a ricorrere a un avvocato, dopo l'invio mattutino di un SMS al mio desaparecido indiano e…manco a farlo apposta mi si apre una finestrina a Oriente.
Una visita sul mio blog dall’India.
La seconda da quando il Turista–fai–da te-no-Alpitour è partito nella terra marajaiesca…
La seconda in assoluto da quando è nato Blog.
No so e forse non voglio sapere…
non dico altro…preferisco crogiolarmi nel dubbio piuttosto che la dura e poco pia rivelazione che ebbi quando ricevetti un commento sconosciuto che mi esaltò e poi mi deprimé quando si rivelò per quello che era….un orribile spam…
Oh Calcutta…!!! India misteriosa…SPAM e MAM !!!
PLAINTES d'un 15 AOUT
Plaintes estivales, d'un 15 Aout, pendant que le soleil réchauffe l'eau de la piscine, zéphyr caresse les feuilles des arbres et des arbustes et moi je me liquéfie dans ma véranda, perdue dans mes pensées.
Je pense à mon infidèle de sept heures.
Elle est en train de terminer ses « vacances » toscanes et bientôt elle sera de retour à son poste à Lucerne.
Peut-être sera-t-elle à nouveau devant l’écran, le matin ?
Trempera-t-elle les lèvres dans son cappuccino et les yeux dans mon blog ?
Elle s’est beaucoup plainte de mon absence prolongée, au point que je me suis efforcée d’écrire ;et du coup c’est elle qui a disparu, c’est elle qui boude mon blog, c’est moi qui demeure dans l’abandon.
Ce n’est pas juste.
À la limite de « l’ inconstitutionnel »
De l’inconstitutionnel familial, basée sur le Code Incivil du DDAM-Droit des Départements d’Autres Mères.
Je vais déposer plainte judiciaire !
Je me demande où Gourmande a pu passer.
Je sais que vers la mi-juillet elle transitait par Paris et maintenant où est-elle ??
En train de danser la salsa ?
De nager au rythme de la bossa-nova ?
Se dorer au soleil sur la plage d’Ipanema ou bien de Copacabana ?
Surement en train de stocker des réserves de chaleur pour affronter le long et gris hiver de son pays de résidence, le royaume du père de Tin Tin.
J’aimerai, néanmoins, avoir de ses nouvelles et la revoir apparaitre sur mon blog…le cas contraire, je m’appellerai à la Commission Européenne ou bien à la Court Européenne des Droits des Mères.
W les vacances !!!
Je déteste la fin des vacances.
J’aime rentrer chez moi, mais lorsque je suis chez moi et que le petit vent des vacances mollit au profit du calme d’après les grands départs, je n’aime pas du tout.
Ce matin, mon Grand rayon de soleil, qui a fait un grand détour pour embrasser sa maman, reprend la route du nord
Elle et Ben avec elle, ont beaucoup de mérite…
Au défi de longues queues, elle a quitté la Toscane pour regagner Paris en passant par la Provence.
Une boucle pour ben boucler la fin des congés estivaux et boucler Ben devant ses responsabilités.
Je suis toujours en attente de sa demande !
Attention ! Si je ne la reçois pas dans le bon délai, je suis prête à m’adresser au Tribunal de Mères dérobées…et l’on verra alors !
Tourista-fai-da te-no Alpitour, soupçonné d’être toujours en Inde, ne donne plus de ses nouvelles.
Depuis Calcutta il a opté pour le silence total.
Dommage ! J’aurais aimé pouvoir les suivre, lui et Maribé dans leur pèlerinage.
Avec lui je n’essaye même pas de penser à une tentative de plainte.
Cela tomberait dans l’oubli, dans le noir le plus total.
Comme quoi : il y a Justice, justice et injustice !
dimanche 14 août 2011
14 AGOSTO
Stanotte deve avere piovuto, piovigginato, schizzettato.
Il tetto in vetro della veranda reca inequivocabili tracce d’acqua, tante chiazzette di liquido trasparente che non può esservi giunto che per caduta celeste.
Dubito, infatti, che qualcuno nottetempo si sia divertito a salire su una scala e con un tubo per innaffiare abbia maculato il tetto cristallino.
Dubito, infatti, che qualcuno nottetempo si sia divertito a salire su una scala e con un tubo per innaffiare abbia maculato il tetto cristallino.
Il cielo non brilla più di un azzurro intenso e non poche nuvolette chiazzano anche lui.
Riflesso del mio cielo personale? Del mio stato d’animo?
Come sempre, ritengo che tante domande possano rimanere in attesa di risposta dei posteri.
A loro l’ardua sentenza!
Loro ignoreranno, probabilmente. Io, in questo momento, preferisco tralasciare.
Alla ricerca di un restauro d’umore non ho voglia di crogiolarmi o zappettare in tutto ciò che mi ha fatto addormentare ieri sera con pensieri di rappresaglie.
Trattengo solo il lato ameno della serata: l’arrivo (solo passaggio fulmineo in realtà)di Jen e Ben a casa, sfidanti code e rallentamenti che hanno fatto loro compagnia per tutti o quasi i seicento chilometri del mio sentiero transumantico.
Il forno a legna che ben intrattenuto e curato da CV ha cotto meravigliose pizze e torta di ceci, altrimenti detta cecina (con l’accento sulla i), farinata, socca , cade…quest’ultime due variazioni di qua d’alpe.
Il soffio sulle candeline di una torta tardiva per festeggiare il compleanno di Leonardo (7 agosto) e suo padre Elio (il 9) qua da noi in visita per qualche giorno con Yng la mamma e Caterina la sorellina.
Arrivano dal lontano Oriente e appartengono anche loro a un ramo espatriato della tribù Bossi.
Son giunti da Pechino per il loro tour estivo in Italia e vicinanze, al seguito di Elio il cugino secondogenito, nato cioè dopo CV che ha, tra tanti primati(non tutti qualitativamente pregiati) quello del primo nipote dei capostipiti nonni, Aldo e Clelia.
Data la distanza, loro partecipano raramente al raduno dei cugini, anche se è ben al primo raduno dell’A.B.C. a Novara che ho fatto conoscenza di Yng e prole. Elio mi era invece già apparso secoli prima in occasione dei festeggiamenti del novantesimo compleanno di nonna Clelia.
Comunque il loro tragitto non è proprio” la via dell’orto”e a ritroso sulla via del Marco veneziano, di strada ne hanno molta da fare.
Pensando al navigatore, associo il nome al mio amico Marco. Oggi senza tema di essere presa per “stordita”(termine più carino di quello usato ieri da lui) posso fargli gli auguri di BUON COMPLEANNO.
Ieri, benché a un’ora non propriamente antelucana, ho avuto l’impressione di averlo svegliato. Mi ha liquidato velocemente passandomi la moglie, offesissimo, che gli avessi reso omaggio in anticipo.
In realtà con tutti questi giorni di festa, domeniche e ferragosto accavallati, ho creduto che ieri fosse il quattordici, giorno del suo genetliaco e dunque il dì propizio per rivolgermi a lui.
Onesta confusione! Non meritava troppe reprimenda, a patto che non me ne volesse invece, per le visite cicloniche della mie progenie femminile, attentatrice della sua fornitissima cantina…
Buon Compleanno Marchino! Che per decenni hai condiviso con me lo spazio visivo di un tratto alto di Via Volta.
Mio dirimpettaio, figlio del dirimpettaio della mia mamma, nipote della signora Giulia, dirimpettaia di mia nonna Stenia.
Le case in cui abbiamo vissuto da bimbi, ragazzi (lui anche da giovane sposo), quasi di fronte una all’altra, risalgono entrambe agli anni venti.
Costruite allora in periferia, ora in pieno centro a volo di passerotto stanco dalla chiesa e di volatile un po’ più gagliardo dalla stazione ferroviaria, (quattro minuti a piedi, ricordano le mie corsette mattutine per andare all’università).
Io poi sono partita al Nord e l’ultima uscita di casa per arrivare alla chiesina delle suore l’ho fatta sull’auto blu sottratta al padre e guidata da Marco, di azzurro vestito, mio autista per l’occasione.
Nord…Stati uniti…anche qua mi giungevano le news dal paesello.
Mi scriveva Luca, il fratello minore.
Vero re dello spazio visivo dalle finestre, controllava il passaggio e i crimini perpetrati.
Informava giovani suonatori di campanello circa la mia assenza da casa e soprattutto identificava l’incauto che una notte andò a fracassare l’auto del padre contro la mia giardinetta 4x4, nuova fiammante.
Mi scriveva la signora Ginevra, la mamma.
Mi aggiornava sugli sviluppi degli amori del primogenito con Angela, che arrivava fin sotto casa, ma non saliva ancora.
Poi un mattino di fine luglio di un bel po’ d’anni dopo gli scalini li salì definitivamente, per raggiungere dal portone laterale, l’appartamentino che era stato preparato per i due novelli sposi.
Correva l’estate 1988 e fu quello per me un periodo d’oro.
Le vacanze estive che dal 1983 al 1989 furono trascorse da giugno a ottobre in Toscana, e dalla data delle loro nozze mi recarono il privilegio di un bel cappuccino fumante ogni mattina.
Angela possedeva una splendida macchina espresso-bar che deliziò i miei risvegli estivi.
Per quelli invernali ci pensava la mia Gaggia, dono di un Natale dei primi anni ottanta.
Mi seguì anche in Canada, morì non ricordo più dove, e cedé il passo a Saeco, altre Gaggia, Krupp e infine abdicò di fronte allo charme altamente seduttore di George.
Vera macchina da Pronto Soccorso Mattutino!
Devant aux Urgences, on ne peut que succomber!
Grande dramma quando traslocarono lontani, circa a quattrocento metri di distanza, all’inizio del viale che porta al mare… troppa strada per un cappuccino di primo risveglio !
Fu così che mi sono riconvertita cliente del bar accanto a casa…ma questa è un’altra storia e questi sono altri tempi.
Divagazioni, souvenir, per ricordare altri compleanni estivi, altri momenti, altre compartecipazioni.
Oggi giorno esatto, non oso più telefonare, ma gli auguri te li mando, via Glob.
Tanti auguri Marchino a te, a Angela già da quindici giorni anagraficamente progressa e ai vostri ventitré anni di vita in comune.
Sicuramente alla “cave”avete di che brindare a tutte le vostre ricorrenze…le mie ragazze, oramai sono partite o in partenza…..
jeudi 11 août 2011
SAN LORENZO- X AGOSTO
Il 10 agosto é ormai passato, la notte trascorsa, ed io ho avuto il mio bel cercare stelle cadenti nel cielo, senza peraltro vederne neppure mezza, che dico, neanche una particella.
Eppure nottata ideale, cielo sgombro, buona luminosità e la pace della campagna per scrutare il firmamento.
Un altro 10 agosto che mi ha dato buca!
Cerco nella memoria ricordi di questa data.
Il primo in assoluto rimonta al Pascoli
San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
....
La recitava mia sorella, o almeno declamava questa prima strofa, e a essere precisi le prime due righe e mezzo. Il resto doveva piacerle meno.
Amava le poesie. le erano sempre piaciute. Ammutolì la sua maestra,nel senso che la rese muta, il primo giorno di scuola, parandosi davanti e dicendole, incurante di gerarchie e condizionamenti, ma pur rimanendo educata:
"Signora Maestra, vuoi che ti canti una poesia?"
Ahimè, non ricordo quale fosse l'ode che avrebbe voluto sciorinare, e che forse declamò, e purtroppo non c’è più nessuno che mi possa delucidare, né la maestra, già non giovanissima all’epoca, né chi mi aveva raccontato l’aneddoto e neppure lei.
Questo è il dramma della memoria storica…che manca!
Ricordo però che continuo' ad ammutolire insegnanti, anche al liceo, in classe di francese, dove ben poco si distinse per una facilità nel parlare la lingua di Molière, ma stupì per la sua conoscenza dei poeti maledetti e delle loro opere.
Anima d’artista …rien à ajouter!!!
San Lorenzo mi fa inequivocabilmente pensare al nonno Renzo, in compagnia del quale non ho mai spaziato nella volta celeste in tale notte, perché lui e la nonna Bianca erano regolarmente a Courmayeur e noi sicuramente altrove, ma il pensiero correva comunque verso lui e il suo onomastico.
10 agosto e le stelle cadenti, e un’ode composta da uno dei miei figli, non ricordo la poesiola, né chi di loro, la ideò.
Se frequentassero il mio blog potrebbero commentare e rivendicare la maternità dello scritto, ma, temo che il mistero resterà insoluto, perché l’unica lettrice più costante, di fatto, e di nome, non è stata sicuramente l’autrice. E’ una storia di tanto tempo fa e lei era troppo piccola.
10 agosto della mia gioventù, sulla spiaggia in compagnia, all’umido della notte a crogiolarsi in amori non corrisposti.
10 agosto in barca, all’umido della notte, da sola a chiedermi se mai avrei trovato l’anima gemella.
Ho trovato un “gemello”(al limite del segno zodiacale adiacente) non un 10 agosto, ma un 1°febbraio, notte di non so quale santo….diametralmente opposto a me, lui del primo giorno d’estate, io del primo d’inverno. Non so quanto siamo anime gemelle, ma ci capiamo, anche se talora fingiamo l’incomprensione.
Poi un 10 agosto, sempre in barca, in attesa di un viaggio negli Stati Uniti, previsto nove giorni più tardi. Viaggio in compagnia, tra cui il “mio” gemello che non mi apparteneva affatto e che si era fatto convincere dalla declamatrice di poesie ad aggiungersi alla mini-carovana che sarebbe partita overseas.
Notte di San Lorenzo, seduta sul ponte, all’umido della notte, a chiedere un segno al cielo in previsione di quella partenza. Sicuramente fu una notte di stelle cadenti a centinaia….che mi riempirono gli occhi.
Ripensare all’umido mi blocca le articolazioni, ma pensare ai milioni di stelle mi scalda il cuore.
Eppure nottata ideale, cielo sgombro, buona luminosità e la pace della campagna per scrutare il firmamento.
Un altro 10 agosto che mi ha dato buca!
Cerco nella memoria ricordi di questa data.
Il primo in assoluto rimonta al Pascoli
San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
....
La recitava mia sorella, o almeno declamava questa prima strofa, e a essere precisi le prime due righe e mezzo. Il resto doveva piacerle meno.
Amava le poesie. le erano sempre piaciute. Ammutolì la sua maestra,nel senso che la rese muta, il primo giorno di scuola, parandosi davanti e dicendole, incurante di gerarchie e condizionamenti, ma pur rimanendo educata:
"Signora Maestra, vuoi che ti canti una poesia?"
Ahimè, non ricordo quale fosse l'ode che avrebbe voluto sciorinare, e che forse declamò, e purtroppo non c’è più nessuno che mi possa delucidare, né la maestra, già non giovanissima all’epoca, né chi mi aveva raccontato l’aneddoto e neppure lei.
Questo è il dramma della memoria storica…che manca!
Ricordo però che continuo' ad ammutolire insegnanti, anche al liceo, in classe di francese, dove ben poco si distinse per una facilità nel parlare la lingua di Molière, ma stupì per la sua conoscenza dei poeti maledetti e delle loro opere.
Anima d’artista …rien à ajouter!!!
San Lorenzo mi fa inequivocabilmente pensare al nonno Renzo, in compagnia del quale non ho mai spaziato nella volta celeste in tale notte, perché lui e la nonna Bianca erano regolarmente a Courmayeur e noi sicuramente altrove, ma il pensiero correva comunque verso lui e il suo onomastico.
10 agosto e le stelle cadenti, e un’ode composta da uno dei miei figli, non ricordo la poesiola, né chi di loro, la ideò.
Se frequentassero il mio blog potrebbero commentare e rivendicare la maternità dello scritto, ma, temo che il mistero resterà insoluto, perché l’unica lettrice più costante, di fatto, e di nome, non è stata sicuramente l’autrice. E’ una storia di tanto tempo fa e lei era troppo piccola.
10 agosto della mia gioventù, sulla spiaggia in compagnia, all’umido della notte a crogiolarsi in amori non corrisposti.
10 agosto in barca, all’umido della notte, da sola a chiedermi se mai avrei trovato l’anima gemella.
Ho trovato un “gemello”(al limite del segno zodiacale adiacente) non un 10 agosto, ma un 1°febbraio, notte di non so quale santo….diametralmente opposto a me, lui del primo giorno d’estate, io del primo d’inverno. Non so quanto siamo anime gemelle, ma ci capiamo, anche se talora fingiamo l’incomprensione.
Poi un 10 agosto, sempre in barca, in attesa di un viaggio negli Stati Uniti, previsto nove giorni più tardi. Viaggio in compagnia, tra cui il “mio” gemello che non mi apparteneva affatto e che si era fatto convincere dalla declamatrice di poesie ad aggiungersi alla mini-carovana che sarebbe partita overseas.
Notte di San Lorenzo, seduta sul ponte, all’umido della notte, a chiedere un segno al cielo in previsione di quella partenza. Sicuramente fu una notte di stelle cadenti a centinaia….che mi riempirono gli occhi.
Ripensare all’umido mi blocca le articolazioni, ma pensare ai milioni di stelle mi scalda il cuore.
mercredi 10 août 2011
RETOUR à la vie
"On dirait une poupée !" Me suis-je exclamée, en laissant parler mes pensées, devant à une petite nouveau-née qui, sereine, reposait dans les bras de son papa .
Debout devant la vitrine d’une boutique de fringues, le papa, blond, grand, beau, souriant berçait sa petite d’un air calme, apaisé, celui d’un homme épanoui. La maman, à l’intérieur, cherchait de quoi s’habiller, se réconforter après neuf mois de débordement abdominal.
J’ai sorti ma phrase le regardant dans les yeux, tout en pensant que je pouvais prendre une telle liberté de m’adresser à un inconnu qui n’allait pas me comprendre, car il n’avait pas la tète d’un Français, ni son attitude à vrai dire.
À ma surprise, il m’a remercié d’un parfait français sans accent (du moins à mon oreille), me précisant que la petite n’était pas encore en mesure de le faire toute seule et que donc il le faisait à sa place.
Échange de sourires.
Lui, il est resté dans la même position continuant à la dodiner, moi j’ai continué ma marche, traversant la ville en souriant.
Lui, il est resté dans la même position continuant à la dodiner, moi j’ai continué ma marche, traversant la ville en souriant.
Les mots qui défilaient dans ma tète à la recherche d’une page là où se poser, condition très difficile à réaliser en marchant en plein centre-ville ont commencé à me bousculer, à me détraquer pour me réveiller, me faire prendre connaissance que j’étais en train de sourire et que je ne souriais pas qu’au beau bébé, à son charmant père, mais que j’étais en train de sourire à la Vie par le biais de deux petits pieds et deux petites mains.
Il était vrai ! J’ai dû reconnaitre que j’étais en train de sourire à nouveau.
La vie continue… continuons de la vivre…
J’espère en beaucoup d’animation autour de moi.
L'animation que mon père aurait aimée et qu'il prônait, qu'il a prêchée jusqu'à la fin.
Peut être des petits pieds et des petites mains……..
mardi 9 août 2011
OH CA.....
Sono arrivata alla duemilasettecentosettantaquattresima visita sul mio blog in nove mesi e nove giorni di vita di Glob. Calcolando all'ingrosso, cosi' a mente, direi che ho una media di una decina di visite al giorno e non penso di sbagliarmi di troppo.
Certo qui mi fermo e non indago oltre sulla qualità delle visite, né faccio un'analisi di mercato...non mi pare il caso.
Anche se, con i mercati allo sbando e cosi' fluttuanti, magari la mia media quotidiana é di tutto rispetto!
Curiosando, scopro che anche oggi é riapparso il/la visitatore/visitatrice di Sing-a-pore.
Era un po' che non si manifestava, oppure son io che non vi ho prestato troppa attenzione, ma rieccolo/a, seguito da una grandissima prima internazionale......... una visita dall'India.
India! Paese di maharaja... di spezie...diamanti e altre pietre preziose....profumi lontani.
Mi lascio prendere dall'immaginazione e galoppo a oriente.
Chi sarà finito per sbaglio o coscientemente sulla mia pagina aperta?
Un 'idea mi balena alla mente...possibile che si tratti di un turista che in un momento di ozio indiano, il dolce farniente con il turbante, non sapendo come far passare cinque minuti sia venuto a leggermi?
Devo aver letto troppi romanzi di immaginazione e fantascienza...comunque mi piacerebbe pensare che I DUNNO, beato nelle sue vacanze a oriente abbia avuto voglia di avvicinarsi alla sua mamma.
Sforzo minimo e tempo ridottissimo!
Fantascienza della piu' spudorata...visto fino a stamani il silenzio piu' totale dalla sua linea.
Oggi pero' mi é infine giunto un sms rassicurante dal suo telefono cellulare e manco a farlo apposta da Calcutta.
Oh c... cavolo! Roba da non crederci.
Oh Calcutta!
Proprio il caso di dirlo!
Certo qui mi fermo e non indago oltre sulla qualità delle visite, né faccio un'analisi di mercato...non mi pare il caso.
Anche se, con i mercati allo sbando e cosi' fluttuanti, magari la mia media quotidiana é di tutto rispetto!
Curiosando, scopro che anche oggi é riapparso il/la visitatore/visitatrice di Sing-a-pore.
Era un po' che non si manifestava, oppure son io che non vi ho prestato troppa attenzione, ma rieccolo/a, seguito da una grandissima prima internazionale......... una visita dall'India.
India! Paese di maharaja... di spezie...diamanti e altre pietre preziose....profumi lontani.
Mi lascio prendere dall'immaginazione e galoppo a oriente.
Chi sarà finito per sbaglio o coscientemente sulla mia pagina aperta?
Un 'idea mi balena alla mente...possibile che si tratti di un turista che in un momento di ozio indiano, il dolce farniente con il turbante, non sapendo come far passare cinque minuti sia venuto a leggermi?
Devo aver letto troppi romanzi di immaginazione e fantascienza...comunque mi piacerebbe pensare che I DUNNO, beato nelle sue vacanze a oriente abbia avuto voglia di avvicinarsi alla sua mamma.
Sforzo minimo e tempo ridottissimo!
Fantascienza della piu' spudorata...visto fino a stamani il silenzio piu' totale dalla sua linea.
Oggi pero' mi é infine giunto un sms rassicurante dal suo telefono cellulare e manco a farlo apposta da Calcutta.
Oh c... cavolo! Roba da non crederci.
Oh Calcutta!
Proprio il caso di dirlo!
9 AGOSTO....Amica mia ti riconosco!
Oggi la mia ultra ventunenne, anzi per essere più precisa, tri-ventunenne, Amica - che spero non me ne vorrà e che non mi darà fuoco per questa precisazione indelicata-, festeggia il suo ennesimo compleanno.
La immagino nelle sue terre umbre, dove ha fatto definitivamente ritorno lo scorso anno, lasciata la Genova della sua età, per così dire “media”, riferita piuttosto a “nel mezzo del cammino…(per il lungo tempo ivi trascorso) che al mezzo del “ in medio stat virtus”…benché lei sia ed sia sempre stata una donna di grande, anzi grandissima virtù, di qualità extra, anche extra strong per resistere a tutto compresa la mia amicizia, a volte anche piagnucolosa e lamentosa.
Questi erano però tempi lontani, direi remoti di amori infelici, non corrisposti e con i quali forse non ci sarebbe mai potuta essere quella corrispondenza che il mio animo grafomane, allora ignaro dei miei veri desideri, ricercava.
Forse neppur oggi conosco i miei veri desideri, so per certo però ciò che non mi piace e almeno due cose le so, che amo le mie amiche e co-mu-ni-ca-re.
Con lei ci siamo conosciute un 28 aprile di tanti anni fa, in gita scolastica a Porto Venere e le Cinque Terre.
Lei era un’intrufolata, non apparteneva al mio liceo, un liceino di provincia a conduzione semi-familiare nel quale si viveva in maniera cool e open.
Si era aggiunta al gruppo su incoraggiamento della segretaria di scuola e perché sorella maggiore di uno studente della mia classe. C’è da dire che erano ben altri tempi, molto meno fiscali di adesso e freschi freschi del ’68, basti pensare che fumare era lecito e noi si fumava non solo a scuola ma anche in classe durante le lezioni e i compiti.
Si era aggiunta al gruppo su incoraggiamento della segretaria di scuola e perché sorella maggiore di uno studente della mia classe. C’è da dire che erano ben altri tempi, molto meno fiscali di adesso e freschi freschi del ’68, basti pensare che fumare era lecito e noi si fumava non solo a scuola ma anche in classe durante le lezioni e i compiti.
Un giorno che l’ho raccontato alla mia ultimogenita, ho rischiato di farla svenire….stentava a credermi, poi mi ha guardato con occhi diversi e con maggior rispetto.
“Ai miei tempi” esistevano dunque cose cool, molto cool!!!.
Ebbene sì, si fumava a scuola nell’intervallo, nei corridoi, in classe mentre il prof spiegava, durante i compiti alla ricerca dell’ispirazione e della soluzione, si affumicava i poveri non-fumatori che non avevano diritto alla parola, figuriamoci se osavano protestare per l’affumicamento!
…diventavano aringhe nel silenzio più totale.
…diventavano aringhe nel silenzio più totale.
E ovviamente si fumava in pullman in gita scolastica.
Quel 28 aprile 1971, senza bisogno di ricorrere agli archivi dei quotidiani, posso affermare nella più totale certezza che fu un giorno di sciopero dei tabaccai.
Dramma peggiore non poteva compiersi, ne consumarsi!
Dramma peggiore non poteva compiersi, ne consumarsi!
Ci ritrovammo, noi poveri incauti, privi di materia prima a dividere e condividere quei miseri rimasugli di sigarette che avevamo
…e noi, fu così che fraternizzammo….anzi sorellizzammo!.
…e noi, fu così che fraternizzammo….anzi sorellizzammo!.
Quest’anno avremmo potuto festeggiare il nostro quarantennio, ma devo confessare che me ne sono dimenticata, anche lei però perché non mi ha dato segni.
Sicuramente lei si scuserà, trincerandosi dietro all’arteriosclerosi galoppante (dovuta all’età???) e al fatto che la regina delle date son io e non lei. Mi sa che siamo in due a galoppare in una specie di nirvana nebuloso…
In quei giorni ero a Cecina per cambio badante. Ero arrivata ben una settimana prima e benché avessi sostato a Sant’Ilario, non l’avevo, stranamente, chiamata.
Chissà perché? Un anticipo dei cambiamenti dei tempi, non so, non cerco scuse.
Ho dimenticato il nostro quarantesimo che avevo sognato di festeggiare almeno con una mega telefonata…ora non mi resta che rifarmi con questi auguri compleanneschi, per dimostrare che ho ancora un po’ di meningi in funzione e sbrigarmi a spedire sulla mia pagina del blog, prima che sia troppo tardi.
Tanti Auguri Dora cara dagli occhi di tigre…tantissimi Auguri affumicati, tabac free..... delle tue MS delle mie Muratti…
Anche i Gatti fumano Muratti…
Muratti ambassador naturalmente…
Come recitava lo slogan su Radio MonteCarlo, annunciando già come fin dalla notte dei tempi io fossi una predestinata dei... Felini di ogni ordine e specie.
dimanche 7 août 2011
7 AGOSTO
Rientro casalingo.
Con una certa apprensione,come sempre, ogni volta che faccio ritorno in una Casa non abitata, lasciata da sola in balia del suo destino.
Ovviamente deve trattarsi di una casa con la C maiuscola e non può dunque essere il caso che della casa di Provenza o di quella di Toscana.
Ansia della Madre apprensiva, iperprotettiva che si fa prendere dalla fibrillazione man mano che gli ultimi chilometri sono ingoiati dall’auto.
La salita dal villaggio, le curve e poi il rettilineo finale, la Cappella, la foresta, il cancello che mi si para davanti.
Milioni di domande, tacitate dall’angoscia che le reprime.
Il telecomando agisce e funziona, il cancello si apre.
Agli occhi la visione di code dei due felini che si agitano e, miagolanti come non mai, ci accolgono, lamentandosi per la lunga assenza.
Micini, micetti miei che piacere trovarvi qui a ricevermi, in questa casa oramai semi deserta, senza più le voci dei figli….meno male ci siete voi a miagolare e a darmi il Bentornata pur se con una nota di rimprovero.
Qui almeno esistete voi…non oso pensare a quando tornerò in Toscana…dovro’ registrarmi le vostre voci e far passare il nastro come apro la porta o in mancanza di meglio, riconfortarmi con i Gatti Mezzi…
Chissà pero' se funzionerà……….???
Con una certa apprensione,come sempre, ogni volta che faccio ritorno in una Casa non abitata, lasciata da sola in balia del suo destino.
Ovviamente deve trattarsi di una casa con la C maiuscola e non può dunque essere il caso che della casa di Provenza o di quella di Toscana.
Ansia della Madre apprensiva, iperprotettiva che si fa prendere dalla fibrillazione man mano che gli ultimi chilometri sono ingoiati dall’auto.
La salita dal villaggio, le curve e poi il rettilineo finale, la Cappella, la foresta, il cancello che mi si para davanti.
Milioni di domande, tacitate dall’angoscia che le reprime.
Il telecomando agisce e funziona, il cancello si apre.
Agli occhi la visione di code dei due felini che si agitano e, miagolanti come non mai, ci accolgono, lamentandosi per la lunga assenza.
Micini, micetti miei che piacere trovarvi qui a ricevermi, in questa casa oramai semi deserta, senza più le voci dei figli….meno male ci siete voi a miagolare e a darmi il Bentornata pur se con una nota di rimprovero.
Qui almeno esistete voi…non oso pensare a quando tornerò in Toscana…dovro’ registrarmi le vostre voci e far passare il nastro come apro la porta o in mancanza di meglio, riconfortarmi con i Gatti Mezzi…
Chissà pero' se funzionerà……….???
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