perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 28 mai 2012

BLANC TOURBILLON ...la suite

Le blanc est encore à l'affiche!
Non pas un unique mariage cette année ! mariage qui, déjà à lui seul, était décliné en double…septembre à la mairie, octobre à l’église.
De Versailles à Pignano.
Du Château royal ou presque à la villa en Toscane!
Et maintenant un triplex ou mieux une triple cérémonie
L’ile de France cette année redouble et une Malmaison nous attend fin juin pour un oui.
Rueil à la Mairie, le Château de la Petite Malmaison pour nous accueillera à la suite.
Joséphine, Marie Antoinette des prénoms du passé liés à ceux lieux…
Les prénoms changent, les initiales restent les mêmes.

mardi 22 mai 2012

Welcome home!

Merito del canto delle "sirena" Carla?
Sarà stata la sua voce ad attirarla di nuovo?
Chissà?
Mi rallegro vedendo la finestrina svizzera scurirsi di nuovo sul mio "rivelatore geografico".
La pagina statistiques, si anima nuovamente e sventola la bandierina croce rossa al negativo.
Fidèle é tornata per il buongiorno mattutino, per fare colazione con me, corro a farmi il cappuccino per ...brindare con lei!
Happy to see you there, on my window... happy for your stayng with us last long week end!
Happy to have you  both here...to discover as well that wonderful wine!
Let's celebrate!

mardi 15 mai 2012

ADDII dall'Eliseo (versione italiana)


Le statuine del presepe non sono solo di Aix …la Canzone non è solo francese.
Le statuine del presepe non sono una specialità unicamente di Aix en Provence, ma a parte ciò, se ne parlo lo faccio pensando alla bottega Di Virgilio, che a tempo di record e con tutta la fantasia napoletana  ha realizzato la statuetta di Nicolas Sarkozy che, con la valigia in mano si accinge ad abbandonare l’Eliseo accompagnato da moglie e figlioletta.
Statuine di un presepe sui generis: benché non si tratti della Fuga in Egitto, i tre personaggi sorridenti e pieni di glamour, con le loro valigette antiquate, mi fanno pensare a immigrati.
E in fondo, in fondo,chi più, chi meno non bisogna dimenticare che lo sono…
Fa loro compagnia la statuina del nuovo presidente, che sventola una bandierina bianca rosso e blu e mostra le dita nella V di vittoria.
Tempo di saluti e di addii cantati dalla voce della gentile consorte.
Su internet circola il video di una graziosa e falsa Carla Bruni che, parodiando la Carla italo-francese si lancia in una nuova versione in italiano e in francese di « Quelqu’un m’a dit » dal titolo rispettivamente di « Ma che te devo di dopo lunedi » e « Mais comme je t’avais dit ».
Juliana (del quartetto Revenaz) ci delizia con la sua bella vocina, una prestazione notevole e una rivisitazione della canzone originale molto divertente, che lei ci offre in entrambe le lingue.

http://www.youtube.com/watch?v=M9PBwktxIiw

Des Adieux de L'Elysée!

Les Santons ne se font pas qu’à Aix…la Chanson n’est pas que française
Les santons ne sont pas seulement une spécialité  d’Aix en Provence, mais au-delà de cela, si je parle de santons et de santonniers je le fais en pensant à un atelier napolitain, celui de Di Virgilio, artisan, créateur de santons, qui en un temps record vient de sortir la figurine de Nicolas Sarkozy, valise à la main, quittant l’Élysée, accompagnée de celle de Carla e du bébé.
Figurines d’une crèche hors du commun : bien qu’il ne s’agisse pas quant même de la Fugue en Égypte, les trois personnages d’un air souriant, et plein de glamour, avec leur petite valise vieillotte me font penser à des immigrés.
Et en quelque sorte…il ne faut pas oublier qu’ils le sont…
Leur fait compagnie la figurine du nouveau président, drapeau blanc, bleu, rouge, à la main et les doigts en V, en signe de victoire.
Temps des adieux et des adieux chantés, par la voix de la gentille épouse.
Sur internet circule une jolie et fausse Carla Bruni qui en parodiant la véritable Carla italo-française se livre à une nouvelle version en italien et en français de « Quelqu’un m’a dit » au titre respectivement de « Ma che te devo di dopo lunedi » et « Mais comme je t’avais dit ».
Juliana (du quartet Revenaz) nous charme avec sa douce voix, une performance remarquable et une version de la chanson originale très amusante qu’elle chante aussi bien en français qu’en italien.


lundi 14 mai 2012

Un "Odore" che transvalica....Odore di Aperto ?

Basta varcare la  frontiera di Ventimiglia e subito si sprofonda in un mare di profumi , sentori di pino, ginestre, mimose, lavanda… e giù lungo la costa fino alla Provenza di Aix, Marsiglia…
Passando nell’entroterra si può raggiungere Grasse, terra di fragranze, patria di celebri profumerie e di odori tutti speciali…
Rien à voir con l’Odore di chiuso di Marco Malvaldi,.
Niente a che vedere…ma fino a un certo punto perché “l’Odore” sa di Toscana e la Toscana e la Provenza hanno tante similitudini di colori, sapori e odori.
È un odore tutto speciale quello che si libera dalle pagine di  questo librino che ho già avuto modo di decantare.
Se ne parlo e ne riparlo, è perché oltre ad essermi piaciuto, averlo regalato e consigliato come amena lettura a familiari e amici che condividono con me il piacere dell’esercizio del leggere in italiano, ora posso consigliarlo anche a chi l’italiano non lo legge, perché da neppure una decina di giorni il libro si trova nelle librerie francesi tradotto nella versione di oltralpe.
Un giallo ambientato in Maremma, alla fine dell’Ottocento, in un’Italia da poco unificata (il libro in Italia è uscito nel 2011, l’anno del 150 anniversario dell’unificazione) con un personaggio quanto mai “gustoso” nei panni dell’ osservatore acuto e attento, niente meno che il celebre Pellegrino Artusi , autore di La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene .
Letterato gourmet, studioso di storia naturale, l’Artusi finirà per risolvere il caso, un delitto nel castello del barone di Roccapendente, con nobili decaduti in cerca di sopravvivenza di ogni tipo e sorta,il maggiordomo essenziale, di rigore, zitelle in caccia di marito, ragazze emancipate in cerca di liberazione …insomma un giallo ma di quelli più che ameni, pieno di petit clin d’oeil , un giallo di quelli che fanno ben ridere, sorridere e divertono.
L’Odore di chiuso sbarca in Francia con un titolo un po’ più banale e scontato.
Ci viene infatti proposto sotto Le Mystère de Roccapendente, dalla casa editrice Christian Bourgois (che a mio avviso ha fiutato più che bene ) e la traduzione è di Lisa Chapuis.
Personalmente non ho ancora letto la traduzione francese, e benché non sia una fan delle traduzioni, soprattutto quando posso leggere in V.O. credo che questa volta farò uno strappo alla regola perché sono curiosa di vedere come il libro renda in francese o piuttosto che odore abbia.
Ho saputo che il libro era stato tradotto e che stava per uscire per puro caso.
Sempre il caso ha voluto che mentre soggiornavo nel mio natio borgo (per niente in vacanza bensì nel ruolo di madre di futura sposa)avessi adocchiato una locandina che annunciava la presentazione dell’ultimo Malvaldi e, caso o non caso, tempo o non tempo, non potevo certo lasciarmi sfuggire l’occasione di fiutarlo dal vivo.
Di ritorno l’8 maggio, non avevo avuto tempo per occhieggiare e guardarmi in giro e neppure per una visita lampo su internet.
La mia curiosità sulla versione tradotta è rimasta inappagata.
Ma il solito caso fa sempre bene le cose, anche se di caso si può parlare fino a un certo punto, perché se uno va in libreria e ci trova un libro appena edito, di casualità non ce n’è poi così tanta.
Niente di poi così eccezionale nell’averlo trovato a Vents du Sud, una delle due librerie che frequento su Aix.
L’altra è sul Cours Mirabeau, il viale dei caffè axois, la frequento , mi è simpatica e le sono affezionata perché è la prima libreria che ho conosciuto a Aix e soprattutto perché qui ho fatto l’incontro con Katherine Pancol.
Due ore in piedi in coda per poterle parlare; una première, nella mia vita, non avevo mai fatto code per un autografo e onestamente non avevo mai avuto di queste velleità, anche se qualche autografo nel passato mi è toccato, ma senza andarne veramente a caccia.
Ai tempi in cui i ragazzi, ancora minorenni, erano scolarizzati in quel luogo per loro paradisiaco che era la loro scuolina internazionale, prima che variasse di dimensioni e di spirito, e diventasse una scuolona, mi sono per anni consacrata alla creazione del YEAR BOOK scolastico.
Inaugurato alla fine dell’anno scolastico 1998, lo avevamo creato dal nulla in quattro mamme.
Lo scopo mio primario consisteva nell’offrire a mia figlia, che avrebbe passato il BAC quell’anno (con la speranza-certezza di ottenerlo e quindi di lasciare la sua scuolina) un ricordo tangibile del suo passaggio a CIPEC, poi diventato IBS.
Lei li ottenne entrambi: ricordino prima e il BAC meno di tre settimane dopo e io per altri nove anni rimasi legata all’YEAR BOOK.
Divenne una mia creatura di pieno diritto, cui mi sono dedicata tanto e con cui mi sono altrettanto
divertita.
La sera della festa di fine anno, veniva distribuito e durante la serata conviviale che seguiva ; i ragazzi facevano circolare il proprio esemplare per collezionarci firme e saluti di compagni e insegnanti.
All’inizio la mia copia era riempita per lo più solo dalla firma del direttore e dai suoi ringraziamenti.
Ma nel 2002 approfittai di Malkovich, padre di un’alunna, per una firma più glamour.
Il John, mirabile attore, molto carinamente mi scrisse una frase di circostanza e firmò …
Mi stavo quasi allontanando quando un altro padre celebre, lì presente, accanto, si offrì di farmi a sua volta un autografo. Era un calciatore di cui mi interessava ben poco (solo fosse stato Zizou mi sarei sdilinquita)ma per non offenderlo, non dissi nulla e educatamente gli porsi la mia copia su cui appose anche un W l’Italia.
Poverino! Era stato molto gentile!
L’Italia non passò mai ai quarti di finale della Coppa dei Campioni quell’anno, ma alla Francia non andò certo meglio!
Ci sarebbero poi gli autografi del cugino Alberto, che meriterebbero un capitolo a parte, ma in effetti, quelli non sono autografi ma dediche affettuose che attestano l’esistenza dei nostri scambi interculturali e interregionali.
Come sempre il mio rotolino, matassa si è dipanato e srotolato prendendo tutto un altro chemin, che non ha niente a che vedere con l’inizio della mia storia…per cui mi ricompongo e riprendo.
Vents du Sud  al numero 7 della via maréchal Foch è invece una conoscenza più recente.
Se un’amica non mi ci avesse fatta entrare un giorno, chissà ancora quanto tempo sarebbe trascorso prima che scoprissi questo vero gioellino. Vicina al Municipio, si apre sulla piazza del mercato detto delle Erbe (non so se da qualcuno o da me che storpio spesso i nomi ) in realtà place Richelme).
Non si nota molto…ma se si entra, una volta dentro, tutto un mondo si rivela con un percorso circolare che riporta  a quell’idea  di spirale di boucle bouclée, che tanto mi piace.
Una specie di percorso magico, di percorso iniziatico nel mondo dei libri e della lettura.
È una libreria poliedrica e piena di vita che offre presentazioni  di libri , di autori e non solo…
Per tornare al vero punto di partenza dove mi sono persa, riprendo la mia frase:
Ma il solito caso fa sempre bene le cose, anche se di caso si può parlare fino a un certo punto, perché se uno va in libreria e ci trova un libro appena edito, di casualità non ce n’è poi così tanta.
Niente di poi così eccezionale nell’averlo trovato a Vents du Sud, una delle due librerie che frequento su Aix.
Proprio vero!
Solo che io ci ero andata non per dei libri, ma per vedere una mostra.
Vents du Sud ospita infatti anche esposizioni, quadri di artisti
Ecco perché inneggiavo al caso e alla particolarità …in testa avevo immagini e non parole.
De la fiche à l’affiche. Questo il titolo della mostra delle opere di Pascal Lacerenza, esposte dal 9al 24 Maggio,nella libreria.
Scopro delle opere veramente particolari, realizzate con pezzi di poster, di affiche, strappati, lacerati nella complicità del buio della notte, per vedere poi  il giorno e trovare nuova vita, nuova forma, nuovi colori e dare nuove sensazioni.
L’expo, organizzata dall’Aiapa, associazione italiana, ha fatto privilegiare, nella scelta delle opere esposte, quelle che hanno un nesso con l’Italia.
Città italiane, artisti italiani sono all’affiche.
Proprio il caso di utilizzare il termine, quanto mai appropriato!
Mostra interessante, percorso interessante, interessante l’incontro con l’autore e la presentazione che di lui ci è stata fatta .
Sono felice di aver partecipato a questo vernissage, non ostante la stanchezza e il caos che avevo lasciato intatto a casa e che mi aspettava, come dopo ogni ritorno.
Resistendo al desiderio di fermarmi oltre, partecipare al delizioso aperitivo  organizzato dall’associazione bianca rossa e verde…e  seguita da CV mi sono decisa, nonostante tutto a malincuore, a lasciare mostra, libreria e goloserie.
Ma uscendo dal lato destro della prima stanza della libreria (ero entrata percorrendo l’altro lato)e chiudendo così ancora una volta l’anello, la famosa boucle, lo sguardo mi è caduto su una scansia di libri dove ho trovato l’ultima maglia per chiudere, boucler, definitivamente il mio racconto, ritornando al punto di partenza.
Lì in bella mostra mi attendeva Marco Malvaldi e Le mystère di Roccapendente.
Ora so almeno a cosa assomiglia e dove trovarlo.
Affaire à suivre!

samedi 12 mai 2012

12 MAGGIO

La sveglia mattutina tra luci che si davano il cambio della guardia, con una luna, mezza e iridescente mi han tolto ogni capacità cognitiva, o almeno così è parso.
Alla ricerca del sonno che non tornava, con la schiena che non mi dava tregua mi son lasciata prendere però dall’incanto del chiarore che filtrava, accompagnato da un concerto, inconsueto e mai udito prima, di usignoli.
Mi pareva d’essere con Agilulfo e la vedova Priscilla e ovviamente il canto dell’usignolo …
Il concertino sempre più forte, e nello stesso tempo dolce, allegro e invitante mi han svegliata del tutto e non ostante fosse solo l’alba mi son alzata.
Inutile aggiungere che alle 14, cotta come una pera, martin sec(che cuoce nel vino) son stramazzata nel letto, pur avendo bevuto solo vile acqua.
Solo ora dopo un sonno ristoratore e rimbecillente al tempo stesso ho realizzato che siamo al 12 maggio.
Correvo dietro a questa data: tre lustri son già trascorsi.
Gelsomino piantato in giardino qualche giorno dopo a ricordo di mia sorella arriverà ad essere quindicenne?
Ce la farà a riprendersi dopo la gelata di quest’inverno.
I segni visibili non sono certo incoraggianti, non è certo il verde melograno dai bei vermigli fior di carducciana memoria.
Una chioma di foglie secche, tutte cadute, solo rami brulli, deserti, tristi agonizzanti, da angoscia.
Son rimasta in attesa di sapere se mi avrebbe lasciato?
Lui che è qui davanti alla mia veranda, piantato per quello che avrei voluto fosse il segno dell’imperituro ricordo…
.......
Solo oggi potevo essere svegliata 
dagli usignoli che mi chiamavano,
la luna che mi sorrideva e mi invitava a guardare Gelsomino.
Tenerissimi e minuscoli virgulti parevano dischiudersi e oggi quattro belle foglioline mi dicono che la mia pianta è ancora qua, viva, e viva, evviva!
Cambiamento di stile all’Eliseo.
Il bon ton si vede dal mattino ?
Il cambiamento è ora. Le changement est maintenat.
Il cambiamento è ora: lo slogan di François Holland, che è risuonato durante tutta la campagna elettorale delle presidenziali, continuerà a fare sentire la sua eco.
Cambiamento di stile fin dal primo giorno ufficiale dell’investitura.
Sarkozy era sbarcato all’Eliseo con tutto “l’equipaggio” familiare.
Tutti in fila, il giorno dell’investitura dell’allora nuovo presidente della Repubblica francese nel lontano 2007 con l’ancora allora moglie Cecilia, il loro figlio Pierre, i due figli del precedente matrimonio del presidente, le due figlie del precedente matrimonio della first lady.
Insomma, tutti insieme appassionatamente o senza passione, i componenti dell’allora famiglia ricostituita sotto le luci dei riflettori.
François Hollande non è così che immagina la cerimonia della sua investitura, a quanto pare.
Cambiamento totale: niente famiglia, intendendo per famiglia i suoi quattro figli nati nell’unione con Segolene Royal.
I due che non si erano mai sposati, si erano lasciati, definitivamente separati nel giugno del 2007.
Le elezioni presidenziali 2007, familiarmente parlando erano state un disastro: separazione per la coppia Royal-Hollande e per quella Sarkozy.
Formalmente insieme durante la campagna, sostanzialmente disgiunti a campagna conclusa.
E già questo è un primo cambiamento, Hollande è ancora e più che mai felicemente insieme a Valerie Trierweiler.
Martedì 15 maggio comunque, a quanto annunciato da Segolene Royal, la cerimonia dell’investitura di François Hollande dovrebbe essere sobria, alla sola presenza dei rappresentanti dei corpi costituiti.
I loro quattro figli, ha precisato l’ex compagna del neo presidente eletto, non saranno presenti alla cerimonia di investitura del padre all’Eliseo; neppure desiderano essere presenti, considerano che quello non sia il loro posto.
Desiderio di cambiamento:
Noi dobbiamo fare una Repubblica irreprensibile”, ha spiegato Madame Royal alla televisione a Canal + “È François Hollande che è stato eletto presidente della Repubblica, non una famiglia, non gli amici, non i compagni”
Lei sicuramente conta di essere presente quantomeno lo spera e ci sarà ma come invitata ufficiale secondo le regole del protocollo (e non perché ex-compagna).
A questo punto, legittimo forse chiedersi se Valerie Trierweiler sarà ugualmente presente.
È vero che i figli nel corso della storia delle varie presidenze della Repubblica francese sono stati più o meno presenti o occultati per ragioni varie e diverse, di epoca, costumi, per proteggere figli e immagini…e dunque la loro presenza all’Eliseo non è per così dire obbligatoria.
In Francia non saremo alla Casa Bianca, dove si elegge, sì, un presidente, ma la famiglia fa parte della “promozione speciale”, la figura femminile però della consorte non è mai mancata.
Sicuramente la Francia libera, liberata, e moderna non si formalizzerà se al fianco del Presidente ci sarà una donna che non è moglie, legalmente sancita da un atto civile.
Ma con il protocollo, il rigoroso, severo, inflessibile protocollo, come la mettiamo?
Se non c’è “posto” per amici, per compagni….
Con la copine, la compagna, come la mettiamo?
La "copine" dove la mettiamo?
A che titolo sarà presente, se ci sarà?  
In quale posto?
In piena luce sotto i flash dei fotografi, o dall'altra parte, nella mezza ombra, magari come rappresentante della stampa accreditata?

mercredi 9 mai 2012

9 MAGGIO-UN FRANCOBOLLO PER L'EUROPA !!!

9 Maggio-Europa! Chi le fa la festa?...una festa in sordina
Oggi 9 Maggio si celebra la giornata dell’Europa a ricordo di quella che è passata nella storia come Dichiarazione Schuman, la presentazione cioè del piano di cooperazione economica fatta da Robert Schuman nel lontano 1950.
Siamo oramai al 62 esimo anniversario di questa ricorrenza, che cade in un periodo quanto mai travagliato e bollente per la comunità Europea, per l’euro e il destino di questa povera Europa.
Tante le domande sul futuro di questa Europa economica, con l’euro traballante, la crisi che incalza, crisi a tanti livelli che non risparmia paesi.
Quale futuro per l’Europa?
Con i rapporti franco tedeschi che faranno scintille se Angela Merkel si ostinerà, come annunciato a non voler rinegoziare il patto budgetario che François Hollande, come da programma, vorrà cercar di cambiare, la Spagna con un tasso di disoccupazione alle stelle, al 24,44% e l’inflazione che prende il volo, l’Italia del “Grillo saggio(?)”che ricorda: «Questo è un Paese ormai fallito. Che non può neanche dichiarare fallimento perché se cadesse verrebbe meno quell’idea di facciata dell’Europa, quando l’Europa in realtà non è mai esistita veramente»….e la Grecia alla ricerca di un governo impossibile (e introvabile)
Introvabile come i francobolli che stamani cercavo all’ufficio postale del mio villaggetto di Provenza.
Francobolli per inviare dei biglietti in Europa.
Di buste, normalissime, ne avevo una decina.
Normalissime perché in Francia non esiste il “busto metro, il fuori formato e l’affrancatura si paga solo in base al peso; fino a 20g il prezzo standard normale, oltre i 20g c’è bisogno di un supplemento.
Del busto metro, me ne ero assolutamente dimenticata.
 Pura e vera realtà italiana che mi è stata ricordata dall’ufficio postale del mio natio borgo selvaggio (più che mai selvaggio, il borgo e il paese tutto)quando volendo impostare altri biglietti (come quelli di oggi)già regolarmente muniti del doveroso francobollo precedentemente acquistato, mi sono sentita dire che la busta quadrata, FUORI FORMATO, necessitava un’affrancatura più che doppia.
Trattandosi di ben 51 buste, mi tratterrò dal riferire la mia reazione e quello che non ho detto all’impiegata, che non aveva peraltro nessuna colpa, ma che ho peraltro pensato…Ovvio che questa è come sempre an other story…ll’inglese è di rigore trattandosi di biglietti della figlia primogenita, la Statunitense!!)
Cercavo dunque francobolli normalissimi per l’Europa, ma niente da fare.
L’impiegato ha cercato dappertutto, tra le sue scorte, tra quelle della collega, nell’armadio in fondo alla stanza chiuso a chiave, specie di Fort Knox dove evidentemente giacciono le scorte segrete…ricerca infruttuosa.
Neppure un francobollo da incollare sulle mie buste.
Mi sono dovuta rassegnare a farmi stampare delle monotone e quanto mai banali etichette preaffrancate, con mia grande delusione e fastidio dell’impiegato.
Povera Europa neanche un francobollo per inviarle un cartoncino di …Auguri!
Proprio una festa dell’Europa…in sordina!

P.S.
Le partecipazioni del prossimo figlio, giuro che le invio con il picci-one !

dimanche 6 mai 2012

H come…Hollande. H come Hope .... H di…Habemus Presidentem ?

H come Hollande…H come Hope…
H di Hope , l’espoir, la speranza di un cambiamento.
Era la scritta sulla T-shirt di un simpatizzante socialista a un meeting di François Hollande.
La speranza dei socialisti, speranza, che sempre più, sembra diventare realtà, dopo l’incontro scontro Hollande –Sarkozy di mercoledì 2 maggio.
Incontro televisivo durato quasi tre ore nel quale Hollande ha preso a un certo momento la parola per rispondere alla domanda di Laurence Ferrari ( una dei due conduttori della trasmissione)e precisare il tipo di presidente che lui sarà (o meglio non sarà):
 “Un presidente che non vuole essere presidente di tutto… Capo di tutto e in definitive responsabile di nulla
E dopo questo preambolo François Hollande si é lanciato nelle sua “tirade” una tirata ininterrotta, di fronte a un Sarkozy in educato e rispettoso silenzio oppure senza parole, “tirade”, durata ben più di tre minuti, fatta di ben 15 “Io, Presidente” un chiarissimo progetto di presidenza agli antipodi della presidenza Sarkozy.
Presidenza…in cui non sarà il capo della maggioranza, non riceverà i parlamentari di questa, all’Eliseo, non tratterà il suo Primo ministro da collaboratore, non parteciperà a raccolte di fondi per il suo partito, farà funzionare la giustizia in maniera indipendente, non avrà la pretesa di nominare presidenti delle stazioni pubbliche (televisive), farà in modo che il suo comportamento sia sempre esemplare.
E così di seguito…e per ben 15 volte ha reiterato il suo anacoluto, Moi, président de la Republique, una repubblica nel cui governo ci saranno altrettante donne che uomini , per concludere…una repubblica in cui le  “Moi, Président”non cercherà di occuparsi di tutto ma di essere vicino ai francesi.
Un Moi, président , programmatico ma che faceva pensare a un discorso di investitura.
Il Moi, Président circola oramai su internet in tante versioni, parodie, in rap, You tube lo serve in tutte le salse, segno evidente che ha colpito e marcato gli animi.
H di “In Hoc signo vinces?”
Un ennesimo segno celeste? dopo quanto già previsto dalle stelle?
Oramai mancano poche ore all’apertura dei seggi, al voto di domenica 6 maggio e qualche ora di più allo spoglio delle schede.
H di Hope , H di Hollande ?
 S di Sarkozy , S di Speranza?
La speranza che fino alla fine il presidente uscente mantiene.
Fino nell’ultimo meeting di venerdì 4 si è mostrato fiducioso , cercando di convincere il suo auditorio che “tutto è possibile”, che i risultati finali saranno serratissimi.
Questa elezione sarà veramente marcata dalla S di Sorpresa?
Terminerà veramente con un risultato talmente serrato e una vittoria a dispetto di tutto e di tutti?
…. tanto da diventare la più grossa sorpresa della V Repubblica?
Eppure la Speme ultima dea sembra aver fuggito i S…ondaggi!


Moi, président de la République, je ne serai pas le chef de la majorité, je ne recevrai pas les parlementaires de la majorité à l’Elysée.
Moi, président de la République, je ne traiterai pas mon Premier ministre de collaborateur.
Moi, président de la République, je ne participerai pas à des collectes de fond pour mon propre parti dans un hôtel parisien.
Moi, président de la République, je ferai fonctionner la justice de manière indépendante, je ne nommerai pas les membres du parquet alors que l’avis du Conseil Supérieur de la Magistrature n’a pas été dans ce sens.
Moi, président de la République, je n’aurai pas la prétention de nommer les présidents des chaînes publiques, je laisserai ça à des instances indépendantes.
Moi, président de la République, je ferai en sorte que mon comportement soit à chaque instant exemplaire.
Moi, président de la République, j’aurai aussi à cœur de ne pas avoir de statut pénal du chef de l’Etat, je le ferai réformer de façon à ce que si des actes antérieures à ma prise de fonction venaient à être contestés je puisse dans certaines conditions me rendre à la convocation de tel ou tel magistrat ou m’expliquer devant un certain nombre d’instances.
Moi, président de la République, je constituerai un gouvernement qui sera paritaire, autant de femmes que d’hommes.
Moi, président de la République, il y aura un code de déontologie pour les ministres qui ne pourraient pas rentrer dans un conflit d’intérêt.
Moi, président de la République, les ministres ne pourraient pas cumuler leurs fonctions avec un mandat local parce que je considère qu’ils devraient se consacrer pleinement à leurs tâches.
Moi, président de la République, je ferai un acte de décentralisation parce que je pense que les collectivités locales ont besoin d’un nouveau souffle, de nouvelles compétences, de nouvelles libertés.
Moi, président de la République, je ferai en sorte que les partenaires sociaux puissent être considérés aussi bien les organisations professionnelles que les syndicats et que nous puissions avoir régulièrement des discussions pour savoir ce qui relève de la loi, ce qui relève de la négociation.
Moi, président de la République, j’engagerai de grands débats, on a évoqué celui de l’énergie. Et il est légitime qu’il puisse y avoir sur ces thèmes là de grands débats.
Moi, président de la République, j’introduirai la représentation proportionnelle pour les élections législatives pour celles de 2017 car je pense qu’il est bon que l’ensemble des sensibilités politiques soient représentées.
Moi, président de la République, j’essaierai d’avoir de la hauteur de vue pour fixer les grandes orientations, les grandes impulsions mais en même temps je ne m’occuperai pas de tout et j’aurai toujours le souci de la proximité avec les Français »