perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 17 janvier 2018

Monti sacri e Sacri monti


Un incontro sicuramente predestinato quello tra i territori aixois e novarese.
Le due città di riferimento Aix en Provence e Novara non sono gemellate e neppure lo saranno, ma lo scambio che c’è tra di loro corre su doppi binari.
Non mi soffermo sulle varie similitudini di queste "regioni”, terre di vini, riso, e di colli valicati in una sorta di transumanza migratoria.
Per una volta non chiamo la mia Toscana alla ribalta e da dolci colli e colline, passo ad ascensioni più impegnative: mi riferisco alle forme particolari di montagne sacre che caratterizzano i loro territori.
Due, quelle sacre provenzali :la Sainte Victoire et la Sainte Baume ,in mezzo alla campagna e vicine ad Aix en Provence.
Tre, i Sacri monti del territorio novarese: quelli di Ghiffa, Orta e Varallo.
Pur senza aver visitato la Provenza, basta conoscere solo un po’l'aixois Paul Cezanne, celebre figlio di questa città provenzale, per avere davanti agli occhi una delle sue tante versioni pittoriche di questa celebre montagna.
Cezanne l’ha dipinta da tutte le angolature e i suoi concittadini si sono ben adeguati, mostrandola a loro volta da tutti gli squarci visivi possibili.
Ricordo ancora, come piccolo aneddoto a conforto di quanto appena detto, un avvenimento di oltre venticinque anni fa, quando, trasferita nella regione, facevo visite di immobili alla ricerca di un alloggio.
Un agente immobiliare, dopo avermi mostrato i differenti vani dell'abitazione, aveva incalzato magnificando il pregio incommensurabile della vista sulla Sainte Victoire.
Mi aveva trascinato in una specie di sgabuzzino, in cui, seguendo le sue istruzioni, allungandomi sulla punta dei piedi, storcendo il collo e cercando di sbirciare da un finestrino, stile feritoia, ero riuscita a intravedere una specie di picco.
Da allora ho sempre diffidato della "vista sulla Sainte Victoire" e ho piuttosto cercato delle prospettive personali da cui ammirarla, con risultati molto più soddisfacenti.
Santa vittoria di Mario contro i Cimbri e Teutoni nel 102 a.C.?
Molto pagana e poco religiosa come vittoria, non credo vi siano state visioni celesti da “in hoc signo…”con quello che segue, per validarne l’attributo.
E, in effetti, probabilmente altre possono essere le origini del nome, ben più tardivo.
Alla Sainte Baume al contrario spetta di diritto il suo nome, soprattutto l’aggettivo, in questo massiccio, infatti, si trova la grotta di Santa Maria Maddalena.
La tradizione racconta che Maria Maddalena fuggita da Betania durante le persecuzioni, sia giunta via mare a Marsiglia e da qui fino a questa montagna dove visse per trent’anni, trovando rifugio nella grotta che da lei ne ha preso il nome, e nutrendosi di radici selvatiche.
La grotta fin da tempi remoti è stata e continua a essere luogo di pellegrinaggio.
Da aggiungere che entrambi i massicci della Sainte Victoire e della Sainte Baume sono mete di passeggiate e scalate( a seconda dei versanti)molto frequentati e estremamente apprezzati, la natura in cui sono immerse fanno da raffinata cornice a un quadro meraviglioso.

Ai Sacri monti italiani, il titolo spetta di diritto, non c’è dubbio.
Complessi a carattere religioso che si snodano in un percorso ben definito lungo pendici di alture e monti in luoghi isolati che ben si confanno alla meditazione.
La loro nascita, con la creazione della nuova Gerusalemme e la riproduzione in scala di edifici della passione di Cristo, dal XVI secolo, offriva ai pellegrini la possibilità di visitare i Luoghi Santi, riducendo i problemi e i rischi legati ai viaggi in Terra Santa.
Nove i “Sacri Monti di Piemonte e Lombardia”iscritti come patrimonio dell’Unesco dal 2003 con la seguente motivazione “ In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza e virtù e gradevolezza, e risultano integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi. Contengono inoltre reperti artistici molto importanti(affreschi e statue).
Di Sacri Monti del novarese si parlerà a Aix en Provence.
Venerdì 26 gennaio, in occasione di una serata alla scoperta del territorio di Novara, tra gastronomia e cultura, organizzata dalla associazione “Novaresi nel Mondo” con il supporto in loco della A.I.A.P.A (association italienne d’Aix et Pays d’Aix) il sindaco di Armeno, Pietro Fortis ci parlerà di tre sacri monti (Ghiffa, Orta , Varallo).
Un ‘ occasione per scoprire o riscoprire dei luoghi fuori del comune, veramente “fuori dal mondo”.
Alla presentazione seguirà una degustazione di vini delle colline novaresi e una cena a base di prodotti tipici di Novara preparata dallo chef Gianluigi Clementini.

vendredi 5 janvier 2018

Cara Befana.....

Ramazzando per camini
Ti sei beccata il raffreddore
Sono contriti i nipotini
Or ti tocca anche il dottore
Eravamo incimurriti
Specie io, il Principino
Molto meno mia cugina
Ma basto io a far casino.

Tutti quanti siam partiti
Senza attender, mamma mia,
La giornata che tu ami
Quella della Epifania!
Te la godi tutta sola
Nella tua bella casetta
La mattina per la calza
Giù da te nessuno aspetta.
La cugina a Cartagena
Perderà la tradizione
Ma io qui nella mia Reggia,
Versaglise, sto in azione.

Caminetto rimpiazzato
Da energetica stufetta
Sono un po’ preoccupato
Via d’accesso è un poco stretta.
Arriveranno per davvero
I regali già sognati?
Quelli per infingardia
Dal père  Noël dimenticati?

Giù da te per far la festa
Sarei pronto a ritornare
Il tuo camino è bello grande
Tutto, certo, può passare.
Non son certo a dire il vero
Che la mamma in cammino
Si rimetta anche stasera
Per compiacer ‘l tuo nipotino.

Un altro dubbio mi perturba
I tuoi gatti, mia nonnina
Sono belve assai feroci
E mi trema la manina
Quando a men di mezzo metro
Lor mi guardano in gattesco
Proprio dentro il pannolino
Sento sempre strano effetto.

E se poi vogliam finire
La catena dei dubbietti
Mica sono tanto certo
Che tu quoque ben m’accetti
Sono stato un discoletto,
A mia scusa, il mio malanno
Ma tu mi ami cara nonna
Anche se,fo’ qualche danno.
Mi vuoi bene ne son certo
Ma il riposo è necessario.
Per stavolta ho deciso
Resto a terra sul binario.

I cugini non potranno
Giù venire a dar manforte
EVi dansa a suon di salsa
Leo pesta il pianoforte.
In vacanza ben lontano
Tra triangoli e quadrati
Credo proprio che i regali
Non vi siano arrivati.
In quelle terre ben al caldo
Dove tu vorresti andare.
Cara nonna mi dispiace....
Non ti vogliono portare.
E neppure può portarti
La tua scopa ultramoderna
A mio avviso se decolla
Arriva giusto alla Verna.
Più lontan di casa tua
Nel verdeggiante casentino
Cara nonna non far scherzi
Non sfidare lo scopino!

Godi bene il tuo riposo
Lascia stare la scopetta
Questa volta vai in congedo
Un anno duro già ti aspetta....
E vedrai che tra un anno
Ben saremo un battaglione
Se veniamo tutti quanti
Poi ti prende uno “sciopone “
Non ti devi affaticare
Ne' poi fare un quarantotto
Prendi il rhum e brinda tosto
Alla Befana Duemila diciotto

........Prince T. Cuor di gattone