perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 28 avril 2013

BAGUETTE MAGICA....MITICA MADELEINE....



Fragrante, croccante, profumata, saporita … delizia del palato, quando, preferibilmente tiepida, scrocca sotto i denti.
Ah mitica baguette con il suo profumo accattivante che inebria, seduce attira l’olfatto e ti attira in una spirale con la sua valenza da madeleine di proustiana memoria.
Baguette. Baguette magique? Bacchetta magica? 
Fatata forse no, ma in ogni caso la “regina” delle baguette artigianali, é quella che si può acquistare nella boulangerie “Paradis du gourmand”del 14°arrondissement di Parigi all’ombra della tour Montparnasse
L’annuale concorso per stabilire a chi attribuire il premio della “migliore baguette parigina” il “Grand prix de la baguette de la ville de Paris 2013”, arrivato alla sua 19esima edizione ha decretato che la “palma d’oro” spettava a quella di un fornaio, dalle origini tunisine, della rue Losserand, al numero 156.
Il prodotto presentato in concorso doveva rispondere a caratteristiche e criteri ben precisi: con un peso tra i 250 e i 300 grammi, una lunghezza tra i 55 e i 65 centimetri, un tenore salino che non superi i 18 grammi per chilo di farina, tanto che delle 203 baguette in gara, solo 151 hanno avuto diritto di essere assaggiate e un buon quarto, le 52 rimanenti, sono state escluse poiché non rispettavano i criteri imposti.
La baguette del “Paradis du gourmand”aveva tutte le carte più che in regola : l’aspetto, la cottura, croccante e morbida, senza troppa mollica, ben lievitata, con il profumo giusto e soprattutto il gusto.
Evidentemente con quel tocco in più da soddisfare le papille gustative della giuria che dopo un pomeriggio di degustazioni ha deciso di assegnarle il premio: 4mila euro, e un contratto per rifornire durante un intero anno la mensa dell’Eliseo…e inoltre un’ottima pubblicità gratuita, che non guasta mai!
La migliore baguette parigina lascerà infine il 18° arrondissement, dove negli ultimi tre anni ha ininterrottamente regnato sovrana per cambiare sponda, attraversare la Senna e trasferirsi nella “rive gauche”adattandosi così ai cambiamenti di corrente e di politica dei nuovi inquilini del 55 rue du Faubourg Saint Honoré.
Baguette - Dall’italiano: bacchetta, probabilmente diminutivo del latino volgare baccus, termine a sua volta di derivazione dal più classico bacŭlum (bastone).
Questa dovrebbe essere l’origine del nome.
L’origine del prodotto stesso è un po’ più varia, con due differenti versioni.
Una farebbe risalire l’origine del pane a Vienna, al filoncino viennese importato in Francia nel 1800, e che dall’inizio del ‘900 conobbe un gran successo dovuto al tempo ridotto per la sua preparazione rispetto alla classica pagnotta.
E quando una legge del 1920 proibì il lavoro dei panettieri prima delle ore 4 del mattino, la baguette fu la soluzione ottimale per permettere di sfornare un pane fresco, in tempo utile, per la prima colazione di chi non poteva permettersi nessuna grasse matinée.
L’altra versione vedrebbe la nascita di questo pane sotto il regine napoleonico al posto della solita pagnotta, peraltro di migliore conservazione, ma di più scomodo trasporto.
E così sarebbe stata creata questa forma che avrebbe permesso ai soldati di portarla sotto i pantaloni, lungo la gamba durante la marcia.
Se l’idea fa storcere il naso immaginando lo stato del pane che, circa duecento anni fa’, viaggiava in simili condizioni, non meno lo faceva arricciare, (a me sicuramente) fino a tempi non troppo lontani, quando la baguette circolava sotto il braccio.


 

Spesso sotto l’ascella, a volte directement a contatto con la pelle, nel miglior dei casi senza altra protezione che un microscopico quadratino di carta ipersottile, lucida e scivolosa.
Nel ricordo terribilmente uguale a quella che a volte circolava nelle toilette: foglietti singoli, già tagliati e non in rotoli, che date le caratteristiche e per l’utilizzo cui erano destinati, in questa seconda versione igienica erano assolutamente scomodi, semi inutili tanto quanto i precedenti che inanellavano la baguette.
I lunghi e spessi sacchetti per la protezione del pane in Francia, sono storia abbastanza recente, solo di questi ultimissimi decenni.
La baguette, quando è ben preparata, croccante, profumata e leggermente tiepida è la compagna ideale di un pic-nic parigino. In versione salata con burro, jambon de paris e cetriolini e per finire in dolcezza spalmata di Nutella, secondo la ricetta del genero “benedetto”.
In questo soggiorno parigino, ahimè, poco tempo per il turismo nella capitale o per i pic-nic nei miei giardini di predilezione, e ancor meno per un’incursione nel 14° alla ricerca del Paradis du gourmand.
Mi sono dovuta contentare di un’expo lampo a Jacquemart André, di una sosta su una panchina all’ombra per riprendere mes esprits in una delle rarissime giornate semi-estive, prima che la temperatura ridiventasse polare, e limitarmi alle rue e ruelles di Versailles, a una visitina allo Château e alle ottime baguette della boulangerie accanto casa.
Pas la peine de demander de la brioche ! Marie Interdette.

mercredi 10 avril 2013

C'ERA UNA VOLTA....un 10 Aprile



C’erano una volta un principe e una principessa…
….Prince BB Bastiglia-Bastogne e Princeps Fata Libellula…lui alto, biondo, di regale aspetto e Principe da tempi immemorabili e comunque ben da prima dell’insulso prince Lu, che avrebbe vinto il primo posto del concorso Pancol se non fosse stato sancito che la frase sui principi circolava da tempo e la presunta autrice non aveva dato prova di originalità.
…lei diafana, bionda, dal delicato tocco magico e regale che come ti sfiorava ti sdilinquiva e ti fluidificava, ma se era in giornataccia poteva anche trasformarsi in ranocchia e trasformare l’incauto in zanzara…
……
Si incontrarono in boschi incantati una notte stellata di mezza estate…acchiapparono la star e .....
per farla breve si unirono in nozze tre anni più tardi su un palcoscenico in una splendida giornata solatia come oggi indi si ritirarono nella reggia tra le nebbie di A-vallone.

Princeps vegliò a che il suo Prince BB, non mancasse mai del suo prodotto preferito, Bastogne un prodotto di qualità che la principessa non gli lesinava e di cui era sempre fornita grazie alle scorte provvidenziali, provenienti dal regale feudo della Duchessa Zya e appositamente condotte in carrozza per la gioia del diletto prince della di lei nyp.
La Zya riforniva, la princeps offriva, offriva sempre di più e il Prince mangiava…fino al dì in cui i biscotti non gli uscirono dagli occhi e incominciò a disdegnarli, ma per non mortificare la dolce metà e non far irritare la Duchessa Zya preferì tacere nascondendoli in un deposito segreto o somministrandoli al principino Totoro…troppo giovane, con tragiche conseguenze per le sue frattaglie.
Anche il principino, un bel giorno, non ne poté più e preso dallo sconforto e non avendo nessuno cui rivogare il prodotto, non volendo smascherare il buon prince BB e confessare alla madre il segreto si gettò dagli spalti del castello.
Atterrò su una tenda approntata per i tornei e si ritrovò con gli intestini più sottosopra che mai.
Ritentò e fu più fortunato o sfortunato, a seconda dei punti di vista.
Nonostante nessuna tenda a proteggerlo se la cavò e si ritrovò alle cure intensive e ingessato.
Qui la Princeps, pensando di fargli cosa gradita arrivava ogni giorno con panierini ricolmi del “prodotto”che sottraeva, segretamente, all’amato sposo, temendo di fargli cosa non grata…

….non si puo' concludere che  con un ….
…e vissero tutti infelici e scontenti…..

Perché ....il principino, non vedeva vie d’uscita ed era pronto per la neuro…
La princeps era afflitta dalle smorfie di Totoro di cui non capiva il perché e in più si sentiva colpevole di sottrarre, clandestinamente, il pregiato prodotto al marito
Il principe si sentiva doppiamente colpevole verso il principino che aveva spinto all’insano gesto, verso la moglie cui mentiva e anche verso la Duchessa zya che, in ristrettezze economiche,si era sparsa la voce che desse lezioni di “buone maniere” per arrotondare la pensione e garantire le scorte di dolciumi.

Oppure  terminare con un
Larga la foglia, stretta e la via, dite la vostra e confessate alla zya…
Il principe seguendo le orme di Cahuzac, ammise la propria colpa:
 di aver nascosto il malloppo sotto gli spalti e provocato cosi’ un’invasione di formiche nonché di averne somministrato parte al principino con tutte le conseguenze sopra descritte.
La princeps decise di confessare alla Zya, che ben felice di non dover dar più lezione di buone maniere per comprare biscotti, ma avendo trovato una fonte di introito si riciclò in Surviving teacher, insegnando a candidi studenti le più irripetibili frasi in lingue straniere, non tanto perché facessero sfoggio di turpiloqui ma perché sapessero quando smettere di sorridere come degli imbecilli…
Il principino tacque e non disse nulla, e chiuse bene la bocca per tema che gli ci introducessero un nuovo prodotto questa volta per curare le sue interiora.
 
Stretta è la foglia, larga è la via… piena di auguri per voi dalla
 Zya

Sempre a caccia del pittoresco e del riso in tutte le sue salse...
Auguri nypoti!!!