perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 28 avril 2011

BILANCI

Se arrivo in fondo alla settimana ancora viva e inizio la prossima ancora in piedi sulle mie gambe é perché la mia tempra é buona.
Bello, bellissimo viaggiare, muoversi, visitare, incontrare, ritrovare, ritrovarsi.......... ma il tempo di recupero tra uno spostamento e l'altro con un condensato di attività varie e disparate non esiste, anzi...
L'intervallo casalingo mi ha visto attrice su tutti i fronti.
Recitare la piccola lavanderina e stiratrice, insegnante, contabile e revisionatrice di conti, bilanci e affini, in piu' delle normali attività e dirsi "Esausta" é dir poco...
In piu' le mie piantine non godono ottima salute e domani parto di nuovo, abbandonandole al loro destino...
Chissà mai cosa trovero' al mio ritorno?
Stasera anche la veranda-nursery alluvionata.
E' stata la goccia finale!
..e fosse stata una goccia! un torrente, come minimo, causa scarico bloccato.
Meglio che cerchi riposo tra le braccia di Morfeo.
Domani é un altro giorno...lo spero proprio!

mercredi 27 avril 2011

RADUNI ABC

Un po’ refrattaria ad unirmi a cori e coretti vari e desiderosa di mantenere la mia indipendenza intellettuale,vorrei quasi dissociarmi dall’armata Bossi che continua a inviare missive di ringraziamento e apprezzamento ai cugini parigini .
Mi riesce però difficile, perché non ostante il preambolo, devo riconoscere che questo ritrovo è stato riuscitissimo sotto tutti i punti di vista.
Il tempo ci ha fatto il regalo più bello e inaspettato (inaspettato, perché delle previsioni meteo non mi fido mai)……….e giorni di fila così non sono comuni.
Parigi ci ha offerto magnifiche esposizioni.
Il cugino Alberto l'opportunità di sentirci a casa al Lussemburgo con la bellissima serata al ristorante del Senato.
....e il cuginetto Andres, un tenero bimbo, ci ha omaggiato di un portachiavi a ricordo di questa bella riunione.
Ognuno ci ha messo del suo per profittare al meglio e godersi la vacanza, l’occasione e la famiglia!
In ogni caso, io, la famiglia me la sono goduta , specie la mia diretta.
Opportunità di averli tutti al completo non mi capitano spesso.
Insomma Parigi val bene un raduno ABC, se mi permettete di parafrasare l’Enrico ,perché Parigi è sempre una buona occasione per smuoversi e per muovere e , come si è visto per riunire.
E dopo la solatia Parigi che val bene un raduno, mi preparo per le Nozze che valgon bene un'umida Novara ! 
....continuo a non fidarmi delle previsioni meteo, ma in ogni caso
Sposi bagnati, Sposi fortunati!


MERCOLEDI 27

Di ritorno da Parigi, festeggiata dai soliti gatti miagolanti, che si sono presentati con almeno cinque minuti di ritardo all'appello, tanto che io, da brava madre ansiosa, già ero in fibrillazione, sono corsa al capezzale dei miei ultimi bebè, alla nursery.
Aspetto malaticcio generico, cadaverico per qualcuno.
Dei nove germogli, tre sono, senza possibilità alcuna, spacciati,non so se per troppa acqua, mancanza di sole o che...tre sono stati dirottati alle cure intensive, gli ultimi tre sembrano in condizioni accettabili..
Stamani sono andata a dare il buongiorno e la situazione pare stazionaria.
Devo attivarmi a riordinare e prepararmi per la prossima partenza venerdi.
Le nozze mi attendono!
o forse sono io che, inguaribile sentimentale, attendo(in ogni senso del termine)
le nozze ???

lundi 25 avril 2011

NURSERY

Ho lasciato la mia veranda nursery con i miei benamati virgulti in crescita e dove germogliano pure le mie idee, che prendono forma come cellule sparse e poi agglutinate, e mi ritrovo in un nuovo nido.
Comodamente o quasi, seduta nella mia poltroncina di seconda classe del TGV con il computer sul tavolinetto che si stacca dallo schienale del sedile davanti al mio, lascio correre, puro eufemismo, il dito sulla tastiera e a volte tento virtuosismi con medio, anulare e persino il pollice ma con risultato innegabilmente catastrofico. Ho anche il mio famoso quadernino nella borsa del computer, quello che mi accompagnava ai tempi pre-tecnologici, ma che potrei sempre dover ritirare fuori se la batteria mi abbandona.
Il dito vaga e la mente pure, cullata dal movimento del treno che tenta di assopirmi mentre dovrebbe piuttosto cercare di ottenere un simile risultato con il bebè urlante, seduto dietro di noi.
Vera nursery, non c’è che dire, questa carrozza!
Mi fermo a riflettere sul termine che ho appena utilizzato per designare il vagone su cui viaggio.
Cerco i sinonimi, riflettendo a ritroso, evocando voci da altoparlanti e trovo anche vettura.
“Tutti in vettura…Vagone merci sul nono binario… Carrozze di prima classe in testa e carrozza ristorante al centro!”
Il bebè dopo avermi concesso un brevissimo interludio di vocalizzi gioiosi è ripartito in lamentazioni, e ammetto che mi deconcentra e pure mi irrita un tantino.
Riparto nella mia riflessione, ricordando come io avessi fatto sorridere qualche francese, quando parlando di treni, avevo usato il termine carrosse,traduzione diretta dal mio idioma natale.
Errore!
I francesi hanno la voiture, il wagon, ma quando viaggiano in treno, non hanno la carrosse.
Forse il termine è troppo regale per la Francia repubblicana che reduce dalla ghigliottina ha staccato dalla locomotiva tutte le carrozze, anzi non ce le ha mai attaccate, preferendo invece le volture de première classe e i wagon pour les marchandises, les animaux….e qui mi fermo per non risollevare tristi memorie e animose questioni che hanno visto la SNCF protagonista di feroci assalti per il suo passato collaborazionista.
È vero che oggi è venerdì santo e che il pensiero si sofferma sul dolore, la sofferenza, le vittime innocenti, ma è vero pure che il mio viaggio mi conduce a ritrovare i miei “bimbi”e quindi cerco di allontanare ogni pensiero doloroso.
Mi riconcentro su carrozza e su venerdì. Non questo ma il prossimo, tra una settimana dunque, France-Info me lo ricordava stamani, a Londra avranno luogo nozze principesche, non reali perché il giovane William non è ancora re, e per il momento se non ho saltato un episodio, non ancora stato designato erede al trono della nonna, scavalcando il padre.
Nozze principesche, non reali, vere in ogni caso, e sicuramente regali.
France-Info si dilungava stamani, sull’interesse accordato dalla stampa francese a queste nozze.
A quanto sembra ben maggiore di quello manifestato in altri paesi europei.
Ironia della sorte: la Francia, repubblicana e trancia-carotidi, pare avere un dilemma di identità.
Ha reciso la testa ai reali, si è voluta liberare della Monarchia e poi la ricerca come un’orfanella adottata e la ripropone sotto mentite spoglie in una presidenza quasi monarchica.
Tutte queste, considerazioni radiofoniche della mezz’ora in auto verso la stazione ferroviaria che trovavo interessanti e rilassanti.
Un mix di due speciali, il primo sulle nozze british viste di qua della manica, il secondo sulle presidenziali del prossimo anno, che io ho condensato in un’unica riflessione, lasciando da parte il carosello dei futuri presidenti in lizza e trattenendo solo l’idea di sacralità e nobiltà della figura del Monsieur le Président .
Idea legata ai predecessori dell’attuale inquilino dell’Élisée, e a quanto rilevava il giornalista non caratteristica del presidente in dirittura d’uscita, che non è stato capace di mantenere quell’alone dorato, quel distacco da personaggio regale e che non sa tenere le distanze, anzi abbatte ogni barriera a colpi d’ariete con il suo linguaggio non propriamente scelto specie se cade in altercazione .
Breve la classe non è acqua. Magari non si nasce nobili ma un ottavo di nobiltà si po’ anche acquisire con del savoir vivre.
Certo non è da tutti.
C’è chi può.
Chi non può.
Chi non vuole. 
Un po’ di regalità, a parer mio e non solo, ma di questo non ha parlato France-Info era stata portata dalla’ultima, nonché attuale, première dame de France.Il suo passaggio davanti alla Queen ha riempito pagine, fatto colare inchiostro e ridorato il blasone presidenziale stinto e sbrindellato.
Chissà se in occasione delle prossime nozze, con un nuovo passaggio a corte, sarà capace di farlo brillare di nuovo un po’.
Chissà però se la coppia franco-italica fa parte del gotha cui saran aperte le porte della corte inglese.
Onestamente, non conosco la lista degli invitati e non mi sono preoccupata di sapere se saranno presenti teste coronate e rappresentanti di stato, ho giusto visto sulla prima pagina di Free che era invitato il macellaio di non so dove e il pizzicagnolo indiano di non so dove altro,oltre una nutrita schiera di ex partners dei futuri sposi.
Non so neppure se queste persone comuni siano invitati sui – generis o facciano parte di una grande ammucchiata, insomma forse c’è posto se non per tutti(io almeno non ci sarò) almeno per tanti.
Basta che ognuno sappia trovare sa place!
La mia sicuramente non è là, e neppure davanti al video per la diretta degli sponsali.
Venerdì 29 io sarò in viaggio o già nel feudo originario della famiglia acquisita con il mio matrimonio, intenta a prepararmi per celebrare altre nozze, dalle iniziali meno straniere di quelle di K & W.
Le nostre nozze familiari sono in L e M !
Lorenzo e Marzia molto più tradizionali, non si son lasciati andare a trasgredire vecchie abitudini proverbiali, per cui se né di venere né di marte non si sposa né si parte con quel che segue…loro, fedeli alla consuetudine, hanno deciso di unirsi in matrimonio di sabato, per l’occasione il 30 aprile e come invitati hanno tutta la famiglia quasi al completo, nei rappresentanti dei cugini dell’ABC.
E se a Londra inneggeranno God save the Queen, noi risponderemo a Novara con il nostro Dio ci mantenga la Zia Ada!

vendredi 22 avril 2011

P come Pasqua, Parigi, Partenza

Parto tra pochissimo per una Pasqua Parigina....
TGV arrivo!
Bimbi miei carissimi eccomi!
Parigi vale sempre bene una Messa!
.....di ringraziamento per tutto!

jeudi 21 avril 2011

GIOVEDI 21

Contro ogni previsione catastrofica, Ventimiglia é scivolata liscia come l'olio d'oliva 
che trasportavo per i miei amici provenzali adepti.
Nessun controllo alle frontiere, la solita macchina dei carabinieri che sostava di là dalla
barriera di pedaggio, su suolo ancora italiano e nessun altro segno di Autorità più o meno competenti.
Secondo le mie previsioni, per le quali non ho bisogno di nessuna palla di cristallo, il viaggio è trascorso in silenzio quasi totale come quando viaggio da sola,senza peraltro il conforto dei miei musicanti prescelti, guidando fin oltre Genova, mangiucchiando schiaccia e cedendo il volante a metà strada circa.
Anche il coretto miagolante mi attendeva come previsto. I due felini si rotolavano per terra, improvvisando danze propiziatorie e imploravano coccole, compagnia e cibo.
Casa dolce casa!
Casa dolce caos!
Un bazar dappertutto, pacchi, pacchetti, vettovaglie, valigie e tutto il resto rimarrà in attesa del prossimo ritorno dopo il week end pasquale parigino che ci attende.
E i mici si prepareranno per un nuovo concerto.

mardi 19 avril 2011

MERCOLEDI

Né di Venere, né di Marte
né si sposa né si parte,
né si da  principio all'arte…..
Domani é mercoledì, potrò dunque partire.
TRANSUMO ! back home!
Ovviamente niente Gatti Mézzi.
Già de André sarebbe stato mal tollerato...i Gatti sono as-so-lu-ta-men-te proscritti, esiliati, messi al bando, al confino; manco nominarli è possibile…il solo termine mézzo, produce orticarie e quant’altro in CV, che rifiuta ogni termine che odori di Arno, e di Crusca….
Mi accontenterò di un miagolio di Minou, la gattina raccolta da mia Nypote e  orfanatrofizzata a casa qua a Cecina, in attesa dei miagolii domestici di Lucciola e Replay.
Timing serratissimo. In trentasei ore devo incastrarci una sosta a Nizza, una matiné di contabilità, lezione alle mie tre allieve, parrucchiere, preparazione bagagli e nuova partenza per una Pasqua parigina.
Speriamo solo non mi fermino a Ventimiglia, considerata immigrata, migrante, mina vagante eccetera  eccetera…

lundi 18 avril 2011

18 APRILE

Una data legata a una gita scolastica, di cui ricordo il raduno per la partenza sulla piazza della Chiesa.
Rivedo la piazza e sull'angolo la sede della banca.
 Là sostavamo noi ragazzi, in attesa del pullman..
Rivedo mia sorella che mi aveva accompagnata.
Ricordo gli sguardi di ammirazione di compagni del liceo che la occhieggiavano intensamente.
Mi rivedo passeggiare sul lungomare di Rimini e i miei piedi indossare un paio di sandalini chiusi davanti, blu, con un piccolo rombo rosso sul davanti. Graziose e delicate scarpette comprate per la Pasqua, che non m’impedirono di sferrare un calcio a una 500 di giovinastri che importunavano me e le mie amiche.
Patty Pravo cantava La bambola in quella lontana primavera, la sua musica e la sua voce riempirono le serate della nostra vacanza, di cui ho dimenticato praticamente tutto all'eccezione di questi pochissimi dettagli, vividi e colorati.
Ravenna?San Marino?? Mete del viaggio
Non saprei neppure dirlo. Forse volevamo o dovevamo raggiungere Venezia, ma l’acqua alta ce lo aveva impedito. Forse questo era accaduto l’anno precedente.
Chissà?!
Tutto ha poca, pochissima importanza.
Rivedo solo Rimini, grigia e senza sole.

In realtà se ricordo la data, è perché quel 18 aprile era morto, nella notte, mio nonno.
A cercar di scavare bene nellamia mente affiora il ricordo che la partenza dovette avvenire due o tre giorni dopo,ma non potrei affermarlo con certezza.
Un nuovo flash mi vede quel 18, al mattino partire per scuola.
Mia madre, inconsuetamente in piedi, lei che non si alzava mai prima delle dieci, con gli occhi rossi ma con la pretesa di essere rassicurante, mi diceva di fare piano ché il nonno stava male.
Poche ore dopo, al ritorno da scuola era già composto nella bara.
Ricordo con orrore quel catafalco e la disperazione di mia mamma.
Da allora sono dovuti trascorrere tanti, tanti anni perché ritrovassi una pace nella morte.
Per anni ho ricordato la data, parlando, telefonando, scrivendo a mia mamma,  dicendole :”è il 18 aprile”sottintendendo”lo so che pensi a nonno, ed io ci penso con te, ci penso per te”
Ora non posso più dirglielo, posso sola ricordare anche lei insieme al nonno in questo 18 aprile trascorso come quarantatré anni fa in questa stessa casa.
Firmando un assegno stamani ho ricordato che giorno fosse, ho ripensato al nonno, alla mamma, alla gita, alla vita che nonostante tutto e tutti e soprattutto nonostante noi e le nostre piccolezze, continua.

vendredi 15 avril 2011

16 AVRIL-16 APRILE

Les mots de ma vie
Un titre qui m’intrigue.
Mon oreille se fait plus attentive
C’est RTL, ce matin, qui me fait compagnie pendant que je termine mon petit- dej  tout en regardant mes courriels.
Le sujet me fascine. Mes courriels beaucoup moins. J’arrête donc de tapoter sur le clavier pour écouter l’interview à Bernard Pivot et la présentation de son dernier livre.
Je suis sure que j’ai déjà entendu parler de lui.
 Si je le dis trop fort, je suis certaine que je me fais jeter et que tout le monde va se moquer de moi. Mais il faut bien que je l' avoue que je suis une autodidacte en culture française actuelle et du quotidien.
Malgré mes vingt ans passés dans l’Hexagone ce n’est que dans ces dernières dix années que je me suis ouverte à la géométrie et reconvertie en bleu, blanc rouge…. Sauf lorsqu’on parle de foot et que l’équipe des Azzurri est sur la pelouse.
Je suis longtemps restée entre deux cultures, qui n’étaient d’ailleurs pas si différentes que cela malgré la spécificité de chacune d’elles.
Je passais par une personne assez bien intégrée, mais je demeurais une italienne en France et une semi-française en Italie.
Puis le vrai changement avec les années à la Fac, une récupération de la conscience de moi-même et surtout plus d’attention à la radio, ma fenêtre sur le monde.
C’est bien à France-info que j’ai entendu parler de cet auteur pour la première fois, sans pour autant me souvenir de son nom, car j’ai un peu de mal à garder mémoire de noms étrangers, si je les entends uniquement et que je ne les vois pas noir sur blanc.
Son nom ne m’avait pas frappé énormément, mais le titre de son bouquin, présenté ce jour à la radio avait aussitôt capté mon attention.
100 mots à sauver  m’avait donné envie de jouer et rêver avec des mots d’une langue qui n’était pas celle de mon biberon.
Captivée par le titre de ce matin je n’ai pas hésité à comprendre que c’était toujours le même auteur dont on parlait.
A l’aide de Google, j’ai trouvé confirmation de mon intuition e j’ai gravé son nom dans ma mémoire, faisant des exercices, car sans exercices répétés je ne me souviens pas de grand-chose.
Bernard Pivot gourmand de mots, c’est ainsi qu’il se caractérise.
Ce terme réveille carrément mon esprit et surtout me fait sursauter.
S’agit-il d’un signe ?
À une semaine de l’anniversaire de ma Gourmande, ce clin d’œil radiophonique apparait d’autant plus féerique, relevant du merveilleux…
Je l’imagine devant moi en train de regarder le monde avec ses yeux pleins d’étoiles étincelantes, des yeux émerveillés, pleins d’allégresse.
 Rien au monde ne pourra éteindre cette lumière qui surgit de son cœur, ses yeux sont le reflet de son âme. Une âme rayonnante, pleine de vie et d’amour pour l’existence entière, une âme lumineuse comme le prénom qu’elle porte.
Le ciel gris de Bruxelles essaye de la décolorer, de la faner, de la défraichir, mais avec un peu de Soleil, de Salsa (je ne parle pas de la mienne à base de tomate), de  Samba elle dit adieu à la Saudade qui a essayé de s’en raciner.
Je ne sais pas où elle fêtera ses trente ans ; heureusement, son anniversaire tombe un samedi, donc surement elle ne sera pas clouée au travail.
Mais n’importe où elle se trouvera j’espère qu’elle réussira à lire mes mots et mes vœux et à toucher le bonheur que je le souhaite.
TANTI AUGURI CHIARA !
Trois petits mots. De mots anodins, que je t’envoie à ma manière, entrelacés de soleil, de parfum de pins de thym, de muguet et de lavande de Provence et de souvenirs cachés dans tous les autres mots que je n’ai pas utilisés…


jeudi 14 avril 2011

Giovedi Sera

Ho transumato,senza De André, senza sosta a sant Ilario e attraversando Genova città  xché l'autostrada era tutta una coda.
Ma in compenso ero con CV.
E ora sono infine a casa!

mercredi 13 avril 2011

NORMALITA' ? RITORNO alla NORMA?

Sveglia dalle sette, come oramai mi capita quotidianamente, e non capisco perché.
Con l'ora legale, in realtà sarebbero le sei, un'ora dunque assolutamente inimmaginabile e improponibile per i miei risvegli, eppure sta diventando un’abitudine e questo, che mi corichi alle undici, a mezzanotte o più tardi.
CV, mio similare e dunque piuttosto dormiglione, si allinea sui miei orari.
Su quello della buonanotte é notorio da lunga data, perché se non sono al suo fianco non spenge la luce del comodino ed é ben per questo che riecheggiano in tutta la casa ululati in mia ricerca nei quali il mio nome si amplifica e accoglie almeno sei o sette B, dopo il RE iniziale dell'accordo musicale.
I risvegli fino ad ora erano sempre stati molto indipendenti, ma da quando CV non esce più di casa al mattino per consultare e consigliare, non so perché ma si sveglia prima ed io, ancor meno perché, lo precedo.
Con enorme compiacimento ascolto il silenzio, segno che il vento che da ieri pomeriggio e per tutta la notte ha imperversato, ha infine mollato. Amo il vento che gonfia le vele, ma in terra mi rende folle (comme à dire que : c'est moi qu'il gonfle!). 
Ritorno alla quiete.
Scendo in veranda a dare il buongiorno ai bebè di Girasole, come sono carini!
Sono nove; tre per vasetto.
Chi se ne occuperà in questa mia prossima transumanza accompagnata?
Li metterò a mollo nell'acquaio..
Ritorno alla vita.
Accendo il computer e apro la mia pagina.
Fidèle é presente. Si é fatta un'overdose tra ieri sera e stamani e ha incrementato le visite sul mio blog in maniera esponenziale.
Ritorno al sorriso.
Domani dopo la mia lezioncina alle mie tre allieve, partirò per Cecina e per me è senz’altro
Ritorno a casa.
Forse non posso parlare di ritorno alla norma.
Perché cos'é la regola, in fin dei conti? 
Quello  cui siamo abituati, quello che sogniamo di  avere in permanenza?
Domande troppo complesse per un risveglio.
E poi non dimentichiamo che io non sono Norma,
sono Tosca!

mardi 12 avril 2011

MATERNITA'

Mi preparo, per modo di dire, a un’ennesima transumanza, diversa dalle mie solite perché CV, oramai in mia compagnia a tempo pieno da quando si é ritirato dalle sue attività di consulente, verrà con me.
Ora, l’unica a cui dare consigli sono io!
Dovrò attraversare Genova senza De André, soste a Sant'Ilario, riconforto dei Gatti Mezzi....non so neppure se i miei viaggi d'ora in avanti potranno fregiarsi dell'appellativo di TRANSUMANZE.
Mi sento già nostalgica...
Dire che mi preparo é un vero eufemismo, perché ho tante di quelle cose di cui occuparmi ancora, prima di raccattare le tre cose necessarie da sbattere in valigia e poi .....ho l'animo distratto.
Due mattine oramai, che non vedo sul blog tracce delle zampette della mia ex micina di Ottawa, quella che in questa nuova era é ribattezzata ma fidéle de sept heures.
Me ne stupisco! 
So che é a casa e con possibilità di accesso internet.
So che mi legge facendo colazione....dunque?
E' fuggita?
Non fa più colazione?
Si é stufata di leggermi?
E io allora per chi scriverò?
Ieri era lunedì e magari, di rincorsa all'inizio della settimana.
Oggi é martedì e c'é il Mercato.
Questo però avviene a Cecina e lei abita a Lucerna, la scusa non regge.
Forse si é veramente stufata di leggermi...mi soffermo a pensare che però non era stata bene, con influenza, mal di gola, mal di testa..
L'incubo notturno si riaffaccia benché abbia fatto di tutto per liberarmene.
Un vero polpettone psicologico.
Di notte, nel sonno, giacché non posso scrivere passo all'altra mia attività, quella di regista.
Un angoscioso remake con Anthony Hopkins nel ruolo di guru e Fidèle purtroppo fedele solo a lui e alle sue parole.
Come se non bastasse, per potenziare la sua forza persuasiva il Guru era un mix dell'Hannibal e dell’Edgard Stark di "Follia"di Mc Grath.
Di che non reggere allo stress anche per la persona più cool di questo mondo, figuriamoci per una madre ansiosa e viscerale quale son io.
Ho capitolato inviando una mail di S.O.S. senza peraltro scomodare gli Abba.
Non so tuttora perché infidèle abbia disertato il blog due giorni di fila, ma, tosse e mal di gola a parte, mi rassicura che sta bene.
Posso ritornare alle mie attività e sperare di vederla ricomparire domani.
Un po' meno stressata, mi beo della vista dalla mia veranda e della mia veranda tout court, diventata ultimamente una nursery.
Ho seminato in vasetti semenze da me recuperate alla fine della scorsa stagione e i primi germogli fanno timido capolino.
Una pianta della famiglia delle convolvolacee, di cui ho dimenticato il nome, sta crescendo bene.
Seminati due settimane fa i semini hanno ben germogliato.
Chi comunque non finisce di sorprendermi sono le semenze di Girasole.
Girasole era l'unico sopravvissuto di un sacchetto di sementi che avevo tentato di far crescere all’aperto in un bel vaso di fertile terriccio.
Preda di lumache e altre voraci bestiole le neonate piantine erano state tutte decimate.
Solo Girasole era sopravvissuto, non so per quale miracolo, crescendo grande e forte e rallegrando me e il mio giardino con la sua corolla di un bel giallo caldo e luminoso. 
Data la semina tardiva era arrivato a maturità a stagione ben avanzata e ho dovuto attendere quasi l’autunno per raccoglierne i semi seccati sulla pianta.
Amorosamente raccolti, custoditi, e areati questa primavera per perpetrarne la specie.
Qualche giorno fa, approfittando di questo caldo inusuale per la stagione e decisamente estivo, mi sono decisa e ho approfittato per semina all’esterno e rafforzata in veranda.
Stamani ho scoperto che nella mia ciotola esterna i primi virgulti iniziano a farmi l’occhiolino, ma chi non cessa di affascinarmi sono quelli dei vasetti al riparo nella veranda.
Hanno rotto la crosticina del terriccio già da tre giorni e crescono, si allungano a vista d’occhio.
Mi fanno pensare al famoso dittamo della zia Bettina.
In capo a una stessa giornata si sono accresciuti di qualche millimetro. I più gagliardi hanno già la seconda serie di foglioline che a 90 ° rispetto alle prime stanno reclamando il diritto al loro spazio.
Non la smetto di meravigliarmi di fronte al miracolo della natura e della vita.
Non ho più Gianburrasca a casa con me, ma le mie piantine non sono il dittamo, crescono da sole senza aiuti esterni fittizi, fallaci e devastatori.
Quante gioie della Maternità Umana, Animale,Vegetale, Tecnologica e Creativa.... Tutte per me!

12 Aprile

Pochi lettori, pochissimi e per giunta nessuno di quelli che attendevo sul blog.
Ma.....ancora la presenza misteriosa da Sing-a-pour...
Fantomatica presenza!
Misterioso visitatore!
Sing -pour -moi !!!

lundi 11 avril 2011

11 Aprile

Un anno fa 11 aprile, i neo sposi continuavano i festeggiamenti circondati da un gruppo di sostenitori nella villa di Ulignano.
C'é chi aveva beneficiato du grand luxe e aveva dormito, se aveva chiuso occhio, nella camera che era appartenuta a Claudia Cardinale......
Sempre la stessa domenica il tempo era cambiato con un movimento di torsione e repentino e a Volterra si era passati da un caldo estivo a una gelida giornata invernale, con  qualche fiocco di neve persino che volteggiava.
Sempre un anno fa Sabrina compiva trent'anni............
e oggi dunque
BUON TRENTUNESIMO, cara Sabri!
Tanti Auguri con tanto sole e tepore!

dimanche 10 avril 2011

CAMICE ROSSE

Un anno fa, sabato 10 Aprile, grande fermento nella casa di Cecina.
Eravamo arrivati tutti per festeggiare la Nypote.
Io dall'inizio della settimana per motivi logistici e alla spicciolata tutti gli altri alla vigilia del giono fatidico.
CV sfidando scioperi, ritardi e perdite di coincidenze ferroviarie.
Jen in aereo da Parigi...
Max e Maribé in auto da Roma
E Connie, l'ultima, a notte fonda in auto da Lucerna.
Ricordo confuso di quei giorni.....un pomeriggio dal tipografo, una specie di nube confusa e dalla luce soffusa gli altri giorni, e un sabato radioso, bello e caldo, come oggi, di cui rivedo ogni attimo dal momento in cui abbiamo varcato la soglia di casa e chiuso a quintupla mandata il portone, secondo i dettami della  Nonna, la mia mamma cioé, il teatro,la cerimonia, la villa....tutto e tutti
Poi un aprile di ansia contenuta, repressa, esplosa.....che mi porto' a scrivere :

Addio camicie rosse. Addio!
Vi ho seguito con ansia ed emozione.
No, non da ex Garibaldina, tardiva
Biondina,capricciosa garibaldina, non sono termini per me.
Bionda lo sono ancora grazie all’abile arte di Michel che copre il mio grigiume, ma il termine biondina più che un colore evoca un’età oramai passata.
Come passata è l’età dei capricci, anche se ogni tanto vorrei pestare e puntare i piedi come una ragazzetta.
Garibaldina, nel senso primario non posso anagraficamente esserlo.
Sono figlia della Repubblica io.
Non della repubblica romana, piuttoso di quella del referendum del 2 giugno. 
Garibaldina in senso figurato neppure.
Non ho mai agito “in maniera temeraria e audace”come precisa il mio Zingarelli alla voce”alla garibaldina”.
Avevo un bisavolo garibaldino questo sì. 
Ne parlava spesso mia madre, di questo fantomatico zio Carlo, in realtà fratello di suo nonno, credo, che aveva seguito Giuseppe nelle sue spedizioni, con lui combattuto e che lo aveva pure sovvenzionato ( questi erano gli sponsor dell’epoca), finendo il patrimonio di famiglia, seguendolo fedelmente fino al giorno in cui aveva fatto ritorno a casa e scendendo dalla locomotiva alla stazioncina della Maremma aveva pronunciato come de profundis e compendio di un’esistenza, un lapidario ”è morto il Generale!”
Purtroppo in casa non è rimasto neppure un lembo della sua camicia rossa .
Sarebbe stato un bel souvenir da incorniciare.
Molto più prosaicamente magari qualcuno dei giovani bis-bis bis nipoti avrebbe avuto l’idea di metterlo all’asta su e.bay per rifarci di tutto quello che lo zio Carlo aveva dilapidato.
Quest’anno le quotazioni avrebbero potuto essere buone.
Con tutti i preparativi per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia son certa che sarebbe stato un successo economico assicurato.
Sono però pure certa degli anatemi di mia madre che mai avrebbe tollerato una simile eresia, mercanteggiamento per lei sicuramente paragonabile a un peccato di simonia.
Ma ahimè, o per fortuna, nessuna camicia rossa nelle cianfrusaglie della soffitta e comunque, in ogni caso il mio saluto non era indirizzato a queste camice rosse di quartiana o marsaliana memoria. 
Questi aggettivi non appaiono nel mio benamato Zingarelli, e se non fosse abbastanza chiaro e immaginabile, specifico che tali termini esistono solo nelle onde che dallo scoglio ligure di Quarto si lasciano trasportare da Zefiro fino a Marsala in Sicilia.
Ciò nonostante ribadisco che non è di queste camicie rosse che intendevo parlare
 Il mio commiato lo prendo da nuove e giovani camicie rosse e soprattutto viventi e attuali.
 Camicie rosse, novelle, orientali di cui ho ansiosamente seguito le sorti durante tutto il mese di aprile, man mano che le prime notizie della loro mobilitazione trovavano un’eco nei notiziari
Già in azione dal 12 marzo, protestavano quotidianamente contro il governo chiedendo le dimissioni del primo ministro Abhisit  Vejjajiva e il 6 aprile tornavano a far parlare di sé sfidando il divieto di sfilare nella capitale.
 Fino ad ora notiziole, brevi, limitate, rilasciate con una specie di contagocce,in dose quasi omeopatica
Il 7, sarà che viaggiando in auto per diverse ore ho modo di ascoltare ripetute radio news, sono colpita da nuove Mille camice rosse,che data la posizione geografica diventano poi Mille e Una camicia e si gonfiano e dilatano fino a cinquemila che fanno irruzione nel cortile del parlamento. 
Queste perle d’oriente sono lasciate cadere nelle mie orecchie senza troppe precisazioni tra un notiziario di Radio Trafic sull’autostrada A8 in direzione della frontiera italiana e un bollettino di Isoradio, l’ex onda verde, viaggiare informati, una volta sull’autostrada dei fiori, in altre parole passato il casello di Ventimiglia.
Mi agito, mi preoccupo, vorrei più precisioni, dettagli, sapere come stanno veramente le cose.
Ma è finita ! 
Di rosso resta solo il sole che tramonta mentre io entro alla fine nel natio borgo selvaggio,che di selvaggio non ha più nulla,di borgo neppure. Resta solo il natio, perché è ben qui che sono venuta al mondo.
Neanche il tempo di riprendermi che la mia “nypotina”mi trascina fuori per tutte quelle incombenze per le quali mi attendeva con ansia.
Terminiamo il pomeriggio e iniziamo pure la serata in tipografia, ricomponendo il cartoncino con il menu, posizionando la foto, ritoccando, cambiando, scegliendo nuovi caratteri stampa e facendo grandi pause, imposte dal tipografo che da solo per l'appunto, in negozio , ci lascia a svariate riprese nel retrobottega mentre lui fa la spola con il bancone dove serve occasionali clienti. 
In uno di questi intervalli, dopo esserci guardate ripetutamente intorno,occhieggiato scaffali,album,biglietti,bigliettini,carte ascoltando distrattamente musichette,tutt’a un tratto siamo colpite dal caos di un’intervista in diretta. 
Bangkok, irruzione in parlamento …..fuggi fuggi generale da uscite di sicurezza … ministri evacuati a bordo di elicotteri. 
Seguono interviste d’italiani presenti nella capitale tailandese. Sembra che non ci sia da preoccuparsi troppo. Segue una giornata di tregua, una nuova manifestazione
Cerco di rasserenarmi, rimanere tranquilla, le notizie non sono affatto allarmistiche.
Sabato 10 stacco la spina dalla radio, tv e quant’altro: oggi siamo di festa e fino a lunedì sono disconnessa dal mondo. 
Brindiamo a questa ragazza meravigliosa e alla sua nuova vita con Alessandro e intanto a Bangkok, scontri violenti tra camicie rosse e forze dell’ordine: quindici morti, saliranno almeno a diciannove, innumerevoli i feriti.
Mi ero illusa!
 Il ritorno nel mondo, lunedì è traumatico. Addio natio paese! Autostrada dei fiori, A8, vi percorro a ritroso e torno a casa e ogni mattina di questo mese d’aprile per prima cosa scenderò ad accendere il mio computer, ancor prima della macchina del caffè.
Cercherò con timore le notizie da Bangkok, tutto quanto parli di camicie rosse: barricate nelle strade di Bangkok, che bloccano centro e luoghi strategici, costringono chiusure di hotel di lusso e di centri commerciali, e i loro capi che sfuggono alla polizia scalando il muro di un albergo.
Non oso quasi lasciare lo schermo e alterno il mio lavoro sul computer con incursioni sulla pagina di Free, dove clicco ansiosamente sulle news dal mondo.
L’ultimo clic è quello della buona notte. Sono ossessionata, vedo rosso dappertutto, anche la nuvola del vulcano finisce per passare quasi inosservata e quando infine mi accorgo della sua esistenza è rossa anche lei.  Questo benedetto primo ministro non vuole cedere.
Ma con un nome così, possibile che non gli venga voglia di prendere il largo?
Abhisit ABSIT………… “Absit iniuria verbis”diceva Tito Livio,”Sia lontana l'ostilità dalla (mia) parola
Ora senza scomodare lo storico Romano e senza ostilità nella mia parola,ci basterebbe solo che il primo ministro absit,cioè se ne stesse  lontano. Le barricate si rinforzano, nuovi scontri e nuovi morti, uno poi quattro e 75 feriti tra cui stranieri.
 Un sms mi annuncia infine l’atterraggio in Malesia.
Respiro  profondo di sollievo. Continuo per un certo senso di solidarietà e soprattutto di fedeltà a occhieggiare le notizie da Bangkok, ma lo spirito è molto più disteso, l’animo distaccato.
 Sono di nuovo sull’autostrada, le consuete radio, Ventimiglia, l’autostrada dei fiori. Questa volta non attraverso Genova,devio prima verso nord. Musica, informazioni sul traffico, le solite sull’autostrada del Brennero e sul raccordo anulare di cui non me ne interessa assolutamente nulla, viste le centinaia di chilometri che ci separano. Qualcuno parla di Tailandia, di camicie rosse, presto un orecchio mezzo distratto. Mi riprendo, mi ricompongo e per una forma a metà di superstizione a metà di simpatia,nel significato etimologico greco sun + pasco = soffrire insieme,quanto mai realistico, pur nella diversità delle motivazioni, mi obbligo a un maggiore interesse.
 Sono tranquilla oramai. E’ vero che domani la mia adorata nypotina e il suo da diciotto giorni marito, transiteranno per l’ultima volta nell’aeroporto di Bangkok, ma all’aeroporto non ci sono le camicie rosse (o almeno è quanto credo e spero). Posso quasi tirare il sospiro di sollievo finale. Domani (mi dispiace per loro) il viaggio di nozze arriverà a conclusione, ma anche la mia ansia potrà mettersi a riposo.
A debita distanza da Bangkok ...in realtà ci sarebbe ancora,il decollo, il volo,l’atterraggio … la Nube …
Addio camicie rosse. Addio! Le nostre strade si separano. Era tempo oramai che ognuno riprendesse i suoi sentieri. Sono previste le nuove elezioni per novembre, ma non siete ancora soddisfatte, esigete lo scioglimento del parlamento e non ritenete che spetti a Abhisit  la decisione di proporre la data per un nuovo scrutinio,ma siete disposte ad accettare di partecipare a un processo di riconciliazione.   Buona idea! Riconciliamoci tutti! 
Non sono proprio certa che Abhisit e le sue camicie rosse si riconcilieranno
Io però da parte mia mi riconcilio con le mie camicie rosse, con il bisavolo Garibaldino che aveva fatto fuori il patrimonio di famiglia, e che aveva seguito il suo Generale con l’entusiasmo e la generosità di chi metteva in prima linea tutto quello che possedeva, vita compresa (la sua), per un ideale
5 maggio 2010, centocinquantesimo anniversario di quella lontana spedizione, addio camicia rossa del prozio Carlo, anzi mi correggo a te spetta un arrivederci. Mi dispiace non averti tra i miei cimeli, ma se trovo del panno di lana, rosso, me ne faccio fare una dalla sarta,poi la lascio fuori al sole e alle intemperie e quando il mio falso storico sarà pronto la indosserò per sfilare alle prossime celebrazioni, quelle del 2011

W il re
W la repubblica
W la  R……,biondina garibaldina ………………..trullalà  
5 maggio 2010

Oggi posso solo aggiungere:

FELICE ANNIVERSARIO!!! e tantissimi altri
 Zya