perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 6 janvier 2022

ANNO DA DIMENTICARE.....ma non ANNA

 Un anno il 2021, direi, da dimenticare, per la pesantezza, veramente tanta, che ha sfibrato, sfinito (soprattutto le mie ragazze e me di riflesso). Scontato che io mi riferisca al mio microcosmo, se dovessi avere uno sguardo più generale non avrei più parole, pur se qualche nota gioiosa c’è stata a livello personale e mondiale.

Non ostante un certo vague à l’ame, cerco di sorridere a questo nuovo anno che ha di bello tra le sue cifre il 22, cifra fétiche a me particolarmente cara.

Per la piccola cronaca è il numero che ho scelto per la lotteria di Natale della mia farmacia del villaggio. Ieri mi hanno chiamato per annunciarmi che il mio numero corrispondeva a uno dei premi.

Sia pure quello di consolazione, è sempre piacevole e consolante!

Oggi 6 gennaio, dopo l’incursione della Befana sul mio blog, mi manifesto io pure per festeggiare una “befanina” dei 70’s a cui vanno tutti i miei più cari auguri.


Già quaranta più altri sei, conto gli anni (non i miei)

Come il tempo va di fretta, eri “ieri” una bimbetta

 

Sul finire dei Settanta, io conobbi la bambina

chiacchierina e senza peli sulla dolce sua linguina.

Lei, con noi, assisa al desco per un mitico cenare

ben insorse a grande voce su quello che, era il mangiare.

Senza tema di censura di castigo o punizione,

lei proruppe d’un sol botto senza alcuna esitazione

ed espresse quell’idea che ognun di noi pensava

e per grande educazione ugualmente, non osava.

Sbatacchiato il cucchiaio sopra il brodo e i tortellini

si alzò in piedi, ben diritta e decretò senza altri fini

che il mangiar del ristorante a dir poco era monnezza

“Che schifezza! qui tutto fa schifo” urlò lei con gran franchezza

Un silenzio assai tombale

 da potere ben palpare,

calò d’un tratto nella stanza 

pel sollievo d’ogni panza

liberata dal suo dire

di dover proseguire

a mangiar quel preparato

non da ristoran stellato

che a non volergli male

degno era di mensa aziendale.

 

Ora gli anni son passati e la bimba è un po’ cresciuta

la loquela oramai, grandemente è evoluta

quel che pensa non proclama, e l’occhietto birichino,

cela al meglio il suo pensiero, ma ne esce un pochettino.

 

Oggi è mamma d’un bimbetto dei più grandi capatosta

Lo ha portato a ripigliarsi qualche giorno sulla costa

Dopo il virus assassino che ha colpito e segregato,

un po’ d’aria ci voleva per poter riprender fiato.

Faccio auguri ben sentiti in questo dì di compleanno:

“La vacanza sia gioiosa e sia pure senza danno

Che Martino faccia il bravo e seduto al ristorante,

ben si guardi della mamma essere il replicante

Che si goda la sua pasta ben condita con il pesto,

giochi all’aria spensierato e che a letto corra lesto”.

 

Vedo il sole tra le nubi illuminar tutti i Messia,

con il vento che arriva tutto il brutto spazza via

Scacci pure questo virus che scassato ha NON POCO,

lasci in pace festeggiare ‘l genetliaco in amen loco.

 

Soffia Anna sorridente! spengi ogni candelina!

con il soffio sbarazzino che rimane di bambina,

non pensare a nonna Mary che deprime a Milano,

accanto al papy “moribondo” con un nuovo male arcano.

Godi al meglio le giornate che il ciel oggi t’ accorda,

ai problemi e alle rogne te ne prego fai la sorda.

mercredi 5 janvier 2022

Epifania....mica facile manifestarsi

Un nuovo anno è già passato senza ch’io mi sia accorta

“Accidenti che peccato!” sarà vuota la mia sporta.

La mia gerla non contiene né dolcetti né giochini

per la gioia sia dei grandi, dei ragazzi e dei piccini.

Di chi mai sarà la colpa del mio grande stordimento?

La domanda ha già risposta! Senza grande stupimento,

siamo pronti ad affermare che è del Virus scellerato 

che ci affligge oramai da un biennio disastrato.

 

La Befana poverina, col neurone che le resta

cerca invano delle idee per salvare la sua festa.

Cerca invano in soffitta, nei cassetti, in cantina

ma non trova proprio nulla manco una sorpresina.

Pensa ai quattro fratellini che vorrebbe omaggiare,

ai due bimbi di Versaglia che la stanno ad aspettare,

pensa pure a Leonard che tra il deserto e Manama

scruta tra burqa e chador per trovar la sua sottana.

 

Pur col pass ma senza visto è assai duro circolare,

non parliamo del tampone necessario poi a rientrare.

“È un complotto, lo sapevo, son due anni che lo dico:

questo virus è bieco e turpe, maschilista e bolscevico

che non vuole la Befana anche se non è zarina, 

vuole solo eliminarmi e mi boicotta la scopina.”

 

Cosa dico io ai bambini che mi attendono ogni anno?

Fate a meno di Befana solo perché questo malanno,

questo Covid virulento che l’alfabeto rende mogio

solo ad omicron è arrivato, e come Omega ha l’orologio.

Sono stanca, sfiduciata, voglio andare via in pensione

sono anni che lo dico oramai a ripetizione….

Ma l’uscita mia di scena voglio farla a modo mio,

senza che mi ci costringa questo Virus empio e rio.

 

Sono pronta a lasciare alle eredi il testimone,

già donato io l’avrei nel duemila diciannove.

I miei bimbi anche quest’anno si dovranno accontentare 

di qualcuno che al mio posto mi vorrà ben rimpiazzare

e riempir come potrà le calzette di ciascuno

(lo diceva l’anno scorso la Befana del ventuno)

Per i doni e i bonbon lascio dunque agli assistenti,

son in loco, son gagliardi e vivaci hanno le menti.

Mi riservo solamente questa nota che accompagna

mentre triste e sconsolata me ne resto in campagna

con la sola compagnia del presepe e del Bue

Mi ci trovo quasi bene

                                  La befana Duemilaventidue