Un anno il 2021, direi, da dimenticare, per la pesantezza, veramente tanta, che ha sfibrato, sfinito (soprattutto le mie ragazze e me di riflesso). Scontato che io mi riferisca al mio microcosmo, se dovessi avere uno sguardo più generale non avrei più parole, pur se qualche nota gioiosa c’è stata a livello personale e mondiale.
Non ostante un certo vague à l’ame, cerco di sorridere a questo nuovo anno che ha di bello tra le sue cifre il 22, cifra fétiche a me particolarmente cara.
Per la piccola cronaca è il numero che ho scelto per la lotteria di Natale della mia farmacia del villaggio. Ieri mi hanno chiamato per annunciarmi che il mio numero corrispondeva a uno dei premi.
Sia pure quello di consolazione, è sempre piacevole e consolante!
Oggi 6 gennaio, dopo l’incursione della Befana sul mio blog, mi manifesto io pure per festeggiare una “befanina” dei 70’s a cui vanno tutti i miei più cari auguri.
Già quaranta più altri sei, conto gli anni (non i miei)
Come il tempo va di fretta, eri “ieri” una bimbetta
Sul finire dei Settanta, io conobbi la bambina
chiacchierina e senza peli sulla dolce sua linguina.
Lei, con noi, assisa al desco per un mitico cenare
ben insorse a grande voce su quello che, era il mangiare.
Senza tema di censura di castigo o punizione,
lei proruppe d’un sol botto senza alcuna esitazione
ed espresse quell’idea che ognun di noi pensava
e per grande educazione ugualmente, non osava.
Sbatacchiato il cucchiaio sopra il brodo e i tortellini
si alzò in piedi, ben diritta e decretò senza altri fini
che il mangiar del ristorante a dir poco era monnezza
“Che schifezza! qui tutto fa schifo” urlò lei con gran franchezza
Un silenzio assai tombale
da potere ben palpare,
calò d’un tratto nella stanza
pel sollievo d’ogni panza
liberata dal suo dire
di dover proseguire
a mangiar quel preparato
non da ristoran stellato
che a non volergli male
degno era di mensa aziendale.
Ora gli anni son passati e la bimba è un po’ cresciuta
la loquela oramai, grandemente è evoluta
quel che pensa non proclama, e l’occhietto birichino,
cela al meglio il suo pensiero, ma ne esce un pochettino.
Oggi è mamma d’un bimbetto dei più grandi capatosta
Lo ha portato a ripigliarsi qualche giorno sulla costa
Dopo il virus assassino che ha colpito e segregato,
un po’ d’aria ci voleva per poter riprender fiato.
Faccio auguri ben sentiti in questo dì di compleanno:
“La vacanza sia gioiosa e sia pure senza danno
Che Martino faccia il bravo e seduto al ristorante,
ben si guardi della mamma essere il replicante
Che si goda la sua pasta ben condita con il pesto,
giochi all’aria spensierato e che a letto corra lesto”.
Vedo il sole tra le nubi illuminar tutti i Messia,
con il vento che arriva tutto il brutto spazza via
Scacci pure questo virus che scassato ha NON POCO,
lasci in pace festeggiare ‘l genetliaco in amen loco.
Soffia Anna sorridente! spengi ogni candelina!
con il soffio sbarazzino che rimane di bambina,
non pensare a nonna Mary che deprime a Milano,
accanto al papy “moribondo” con un nuovo male arcano.
Godi al meglio le giornate che il ciel oggi t’ accorda,
ai problemi e alle rogne te ne prego fai la sorda.