perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 31 octobre 2010

En attendant la conf...

Chissà a quando la lettura………..ma io devo immortalare l’attimo.
Ho appena spento sotto il fuoco del mio pentolino di ceci.
La cottura è terminata ed io ti ho pensato così come l’ho fatto ieri sera quando li ho messi in ammollo.
Oramai anche tu fai parte del rituale: ceci, ammollo e ricordi d’infanzia.
Sei inscindibile dai miei ceci, non dai miei ricordi d’infanzia perché tu non c’eri nella mia prima età, anche se venivi da quelle terre.
Devo avertelo già detto che mi piace scriverti perché con te mi esprimo bene, sei una specie di Amico immaginario cui scrivere, con la sola differenza che in realtà tu esisteresti (e il condizionale è d’obbligo)e soprattutto perché mi immagino che tu stia ad ascoltarmi.
Dall’anno scorso, dopo un non facile 2007 mi sono messa a raccontare e a commentare il quotidiano. A volte questi “racconti “trovano una vita cartacea, in un quadernino che mi segue in TGV quando vado a Parigi dai figli, o sul freddo pagliericcio di un disco duro, che ha però il pregio di poterci lavorare meglio sopra; a volte rimangono nella mia mente in attesa, una sorta di gestazione.
Onnipotenza della maternità ! in tutte le sue forme.
Stasera invece di scrivere, parlo.
Una tavola rotonda nel mese dell’Europa: degli stranieri, in realtà siamo tutte straniere perché donne, unite dal tema Europa e Provenza.
Le altre abbordano soggetti culturali : i pittori polacchi in Provenza, i tedeschi rispetto alla salvaguardia dei siti di Cezanne, una russa appassionata di speleologia che ha repertoriato le grotte del sud della Francia parlerà delle grotte in Provenza appunto e per finire il piacere della tavola provenzale.
Non credere che quest’ultima sia io e che parli di come si mangia bene a casa mia.
Mi hanno trovato, tramite un’amica che ha pensato a me e alle mie pagine di “journal”perché non avevano italiani o italiane disponibili. Incredibile!qui ci sono più italiani che francesi, ma tant’è! Forse però ce n’è pochi DOC.
“La Provenza e me”, sottotitolo, l’integrazione passa attraverso la lingua o il palato, dove attingendo ai miei ricordi parlo di Provenza, di Toscana e dell’importanza di conoscere il cosiddetto linguaggio fiorito e colorito.
Parlerò in francese e ci sarà da farsi due risate, ma io me le sono già fatte preparando il pezzo, un remake del mio primo racconto.
Questa mail mi è proprio piaciuta (puro autocompiacimento) e me la terrò come prefazione, e visto che non potrai essere nell’auditorium,ti ci trascinerò virtualmente.
La mia ultimogenita mi ha notificato che i ceci non vanno messi in ammollo ma trattati con un altro metodo che poi a pensarci bene è similare, solo che prevede la sbollentatura a secco e poi la cottura con acqua nuova dopo averli fatti freddare nella prima acqua di cottura.
Tutto ciò per evitare la formazione di gas. Avrà sicuramente ragione lei, ma come faccio,io, senza il mio rituale dell’ammollo?

Préface à la conférence - 14 Mai 2009

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