Si vive di ricordi?
Si ricorda per vivere?
Si vive fintanto si ricorda?
Ricordi inanellati si snodano tra il filo dei miei pensieri con guizzi,
balzi, nodi in una matassa mal riaggomitolata.
Ricordi legati al mare, a bagni "fuori stagione" anche se di
stagione perché imprevisti, non programmati e dunque con tutto il loro valore
aggiunto.
Bagni inaspettati che mi hanno tonificata, gustosi, saporiti perché conditi
da sale della sfida, pur se magari piccole e insulse sfide con me stessa.
E allora non li dimentichi perché ti fanno sentire viva come il primo tuffo
che ho avuto il "coraggio" di fare da prua della barca lontano da
riva superando il terrore di non tornare a galla.
Le leggi della fisica mi risultavano ostiche e la spinta di un
corpo...,come la traiettoria di una palla di cannone( ma questa è un'altra
storia di un esame all'università, dell'assistente che mi dava lezioni perché
non capivo nulla e che mi sono ritrovata inaspettatamente davanti il giorno
dell'esame) .....mi vien da sorridere.
Ergo….
Si ricorda per ritrovare vecchi feeling.
Ieri un pellegrinaggio estemporaneo, casuale e causale.
Di previsto solo l’accompagnamento di un’amica su una
strada che mi riportava ad altro pur non riuscendo a ripercorrere con la mente l’intero
tragitto.
La plage du Rouet: il parcheggione in una specie di “terrain vague” un tempo uno spazio
enorme incolto e assolato, ora un posteggio quasi cittadino con sbarra
funzionante, ticket, spazi delimitati, aiuole, oasi di verde mi è apparso
irriconoscibile. La spiaggia era là, ridotta in dimensioni pure lei,
inghiottita da cemento intorno.
Stento a capire se è veramente cambiato tutto cosi tanto
oppure se la lente distorta dal tempo mi rinvia un’immagine sconosciuta.
La strada con i pini a destra e una specie di spazio per
abbandonare l’auto, oggi come ieri incastrati di veicoli, mi rassicurano e mi
confortano che il luogo è sempre lo stesso. Certo che con la vecchia Sidekick,
alias Vitara, il parcheggio era più semplice.
Carry, il porto, la salita verso Sausset e qua una sosta
su una panchina in riva al mare ma in alto, dominante e con una sbarra di
sicurezza davanti che ti fa pensare di essere sul ponte di una nave.
Ah le
bastingage!
Miriadi di infrastrutture sconosciute sulla strada di
questo pellegrinaggio e nessuna voce dispettosa di bisticcio di bimbi, tutti
cresciuti e tutti partiti.
Nessun iceberg a gelare l’acqua (anche se non ne ho la
certezza matematica con prova del nove da piede a mollo )…gli iceberg della mia
fantasia creati da un mistral reale fanno parte di lontane estati con una copine che non è più qua.
Un bagno inatteso tra scogli e ricci di mare e un amico
che esiste ancora ma molto virtuale.
Stop!
L’autostrada mi riporta al villaggetto e la mia stradina
in collina si snoda fino a casa.
Un resto di sardine in saore (ancor più buone l’indomani)
e i carciofi bretoni alla romana, vero mix culturale, offrono nuovi sapori da
digerire.
C’è il sole e …oggi è un altro giorno, e con la luna
quasi piena mi addormento cullata da ricordi.
Si vive, tout court!