perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


vendredi 19 mai 2017

2017 odissea dello S...


Cara Amica
Che hai sfidato le forze della natura, e soprattutto ti sei superata, solcando cieli per finire in una terra barbara dove non si parla neppure il milanese….( cosa non fa fare l’Amore materno?), che hai lasciato il conforto del tuo piccolo grande mondo, pieno di amiche, sicurezze, fiere di cui sei una dei capisaldi, G-8 rigorosamente a base di cappuccino, volontariato in ospedale, messe in pieghe dal cinese, programmi RAI,e tutti quei “nipotini”, ai quali per anni hai offerto le cure e l’amore della “nonna di riserva”, non credo che né figli né nipoti si meritino, ma tu il tuo nipotino te lo sei davvero guadagnato.
Condivido con te questo momento di gioia e di inizio di una nuova vita.
Dopo semestri di panchina, con  qualche discesa in campo ogni tanto, oggi 19 maggio sei infine diventata titolare a buon diritto.

È una giornata speciale che ho voglia di sottolineare a modo mio, come so fare, scherzando e ironizzando per lasciarne traccia e perché te la sei veramente guadagnata  ……..



A cinque mesi di distanza,
segue a Claudio, Costanza,
nel lontano 87,
quando ancor tutte le vette
rimanevano reali e non sogni virtuali
dei due prodi scalatori nonché "proud" genitori.

E la storia si ripete per le buone tradizioni
che mantengono per noi, le ex new generazioni.
Se Costanza ante Natale la nostra EVi ci scodella
per il Claudio non c'è tempo, ma provvede la sorella.

A trent'anni di distanza
c'è di nuovo una panza
in cui dentro sta Martino, tanto atteso nipotino
di Maria nonna provata per la figlia allontanata
e di Alberto tutto in spese per full immersion dell'inglese.

Lor si devon preparare
all'oceano attraversare.
Grande, enorme parapiglia per raggiungere la figlia
che a New York ha trasmigrato per congiungersi all'amato
prima e gran priorità della sua maternità.

Mentre Alberto in overdose guarda film a gogò 
sia ben chiaro in mother tongue, " Ma quant’ è duro, ohibò!"
la Maria a tutti nota, per sua gran praticità 
compra stock di valige, riempie, pigia e tutto sta.

Con l'aiuto del suo Maschio smuove scatole incastrate
cerca invano le richieste ma chissà dove stivate....
Il suo sogno a dire il vero è il garage da svuotare;
ma “tra il dire e anche il fare” c'è di mezzo proprio il mare

Lascia casa, lascia il coro, le sue amiche del G-8
l'oltreoceano poco le gusta e non lo dice sotto sotto. 
Il suo alloggio le conviene ma per far la minestrina
cerca invan tra il pentolame la sua giusta pentolina.

Tutto è caro, e non le piace cosa trova al negozietto 
Seven dollars per il butter? "Ma scherziamo? Sarà un etto!"
Un po' fa freddo un po' fa caldo e non manca l'acquazzone
ma ci son mali peggiori nella loro spedizione.

C'è da fare ancora i conti con l'Alberto e i suoi scassi
....ne sappiamo qualche cosa ....noi di lui e di materassi.
Dei suoi sonni tormentati a Parigi o in Provenza
a dura prova spesso ha messo la mia proberbial pazienza.

A New York per sua disgrazia, non può portar la tavoletta
ragion per cui la prima notte è una terribile disdetta.
A nulla è valso il materasso che l'Annuccia gli ha portato
e con gran disequilibrio il suo giaciglio ha raddoppiato.

Come un Prince sul pisello veglia pur sul doppio strato
e Maria al piano basso in angolino ha confinato.
Smonta ante, cerca al Brico e si ingegna a più non posso
"Porca vacca che stanchezza! chi la toglierà di dosso?

Fiducioso è il suo amico che ha già  profetizzato
"Qualche giorno a rigirarsi e poi vedrai ha dimenticato"
 "Più del dolore poté il digiuno" lui ripesca come motto
Vera è la sua predizione ....al terzo dì è un uomo cotto!

Qualche notte di ristoro mentre intanto arriva Vanda
a unirsi ai nostri amici "in cotal sperduta landa".
Lei è la mamma di Ubaldo, al suo primo nipotino,
senza indugio né incertezze, tosto posta si è in cammino.

Arrivato è infine il giorno del controllo stabilito
mentre Alberto va da Christie e non muove manco un dito
La paletta giace inerte, "Che abbia niente da comprare???"
-ho i miei dubbi-  alla sua Popa, lui è intento a divagare.

Ma Martino è ancor tranquillo, affatto pronto alla sortita
a quanto pare ha poca fretta d'iniziar la nuova vita.
E così all'indomani il ricovero è aggiornato
a mercoledì 18 maggio, tutto quanto rinviato.

Lunga è molto la giornata in cui il parto viene indotto
ma Martino non ha voglia di beccarsi un sol diciotto!
Non è un voto di rispetto, lascia un po' a desiderare
poi si sa che al "calcio in culo" a tutti viene da pensare.

- Son Martino, e pure augusto, primo erede in dotazione
quasi quasi mi concedo la cesarea operazione.
Son Martino il primo nato della stirpe dei Messia
meglio non far fare sforzi alla cara mamma mia.

E così tarabaralla tra le finte e tante prove
siamo giunti anche per lui allo sperato diciannove.
A cinque mesi di distanza dopo la Eva -Vittoria
Ecco infine qui Martino ....ed inizia nuova storia.


Prima che il Piave mormori, richiudo questa piccola pagina dei nostri destini incrociati aperta il 4 maggio 1987, con la boucle che si è bouclé oggi 19 maggio 2017.
Solo una pagina della nostra lunga storia insieme con i nostri meravigliosi cinque figli, .
Welcome aboard dear friend…..



mardi 9 mai 2017

...SOLO LEZIONI



………….Siamo al giorno dopo.
Dopo l’8 maggio…
Dopo.
Dopo il day after, quello cioè che ha fatto seguito al D-day, Domenica 7 giorno di elezioni.
Il mio dubbio amletico non ha più ragione di esistere.
Non dubito più e ho preso serenamente la decisione di tacere su questa maratona del voto presidenziale.
Del prima, durante e dopo.
L’overdose ha vinto la mia logorrea e voglia di comunicare a tutti il mio risentire.
Mi riservo solo una piccola infrazione.
Minuscola deroga sul dopo.
Un dopo di tre minuti.
I tre minuti del neo eletto presidente mentre attraversa l’esplanade del Louvre al suono della musica di Beethoven.
Tre minuti magici, emozionanti, unici.
Indimenticabili!
L’inno alla Gioia ha preso una valenza amplificata, un significato quasi  dimenticato nella banalità di una Europa in crisi.
Un’Europa che pareva risorgere dal torpore, specie di coma pre-mortem.
L’emozione provata è stata così grande e forte, al limite della commozione, per una che come me, con il Sogno dell’Europa c’è cresciuta.
Europa, compagna della mia generazione, alla cui compagnia non saprei rinunciare.
Auguri Amica ritrovata!
Nella celebrazione di questa vittoria elettorale il 7, nella celebrazione della vittoria sulle forze naziste l’8, ho quasi l’impressione che la celebrazione di oggi 9 maggio, con i 67 anni della dichiarazione Schuman, festa dell’Europa, passi inosservata.
Per questo ho deciso di recuperare i magici tre minuti e di lasciarne traccia nelle mie pagine, nella memoria, sono certa, rimarranno senza sforzi. 
Europa la Vittoria é tua!

lundi 8 mai 2017

E-LEZIONI



Non sono alla mia prima elezione presidenziale ( che, per un motivo puramente personale, spero non sarà neppure la mia ultima); ne ho vissute con semidisinteresse, allegro distanziamento, curiosità, attenzione, coinvolgimento, disgusto e infine enorme stanchezza.
Ho a lungo esitato, tra la voglia di dire la mia su questa campagna iniziata con primarie di primaria e secondaria importanza, colpi di scena a ripetizione dove indiscusso a far grancassa era il reato di peculato,  tradimenti politici e politici a sorpresa, oppure tacere.
Impressione di parlare inutilmente, per esprimere pensieri, ragionamenti, conclusioni che altri avevano già esternato.
E “à quoi bon?”
Neppure per chiarirmi le idee confuse in ragione del voto.
Il diritto di voto mi compete solo parzialmente. Sono una straniera che ha diritto, in quanto europea, di esprimere le proprie idee alle elezioni comunali.
Presidenziali e legislative fanno tranquillamente a meno della mia opinione.
Forse è proprio per questo che a lungo mi sono dibattuta.
In genere il bisogno di dire la mia è tanto più forte, quanto meno  mi è richiesto di esprimermi.
Ho continuato a esitare in attesa del primo turno, del secondo e dei risultati finali ed ho continuato a tacere.

Accantonando la radio, mia fedele compagna, mi sono stordita davanti alla tv per lo più pagina grigia a casa nostra, visto che non siamo adepti del grande schermo( basta già quello medio dell’ipad o piccolo del telefonino per rincretinire) dalle ore 20:00 del 7 maggio fino a stasera.
Ho raccolto sondaggi  ipsos e di matrice casalinga stile fai da te, accolto proiezioni di risultati, sempre più esatti e attendibili, quasi di un rigore e precisione da treno svizzero
Ascoltato discorsi di vincitori e vinti.
Commenti, supposizioni e ipotesi.
 Analizzato secondo la mia sensibilità e il mio umore e continuato a dibattermi nel dubbio amletico del “mi esprimo io pure” oppure “ taccio”.
Tertium non datur.
Da grande “possibilista” fedele al mio spirito di IF, mi dico che chissà magari domani….domani è un altro giorno, ma per il momento TACCIO, ne ho sentite già fin troppe.
Basta per oggi con Elezioni, Lezioni, E-Lezioni .