perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
dimanche 30 janvier 2011
SINDROME da APPARTAMENTO
Ho l'impressione in questo momento che il mondo ruoti intorno agli appartamenti da sgombrare, ripulire risistemare... e tutto ciò mi sembra un incubo.
Milano sicuramente é stato il top; il lavoro di un appartamento da svuotare e da smembrare non ha eguali.
Pezzi di vita da disincastrare e rincastrare.
Lì c'é stato da selezionare oggetti, oggettini, ammennicoli vari, mobili e mobiletti, verificare che potessero o no servire a qualcuno e destinare secondo le preferenze e soprattutto dopo aver ben controllato le possibilità di accoglienza dei nostri spazi, delle nostre reciproche case.
In questo momento agisco su Aix. Sono passata da un settimo piano milanese con ascensore a un terzo alto unicamente con scala spiraleggiante a Aix.
Cinquantaquattro scalini, per l'esattezza, che, quando li fai a ritmo serrato, raddoppiandoli per un’andata e ritorno, quadruplicandoli, sestuplicandoli e ottuplicandoli per trasporto attrassi vari...ti dici che se non hai un cuore in forma é la volta che ci rimani secca.
Inutili le ecografie cardiache e affini…la prova –scala ha dato il suo verdetto. Non ci sono rimasta secca. Ho collezionato un'infilata di quattrocentoottantasette gradini. Sosta. Poi ne ho aggiunti altri cinquantaquattro di una discesa. Breve sosta camminando in piano e cinquantaquattro di una risalita con vettovaglie e prodotti di pulizia vari.
Stasera sono incapace di contare le dita di una mia mano.
Jen non contenta del suo trasloco-stivamento in attesa di far il suo ingresso a Versailles, oggi si è dilettata ad aiutare Yasmine a traslocare e già che c’era a eliminare tutto lo stock di sua sorella abbandonato nella cantina di Yasmine. La cantina aveva accolto tutto il non trasportabile ai tempi del trasloco della “sorellina” .
Vedo traslochi ovunque.
Sgomberi.
Moovings.
Déménagements.
Ho bisogno anch’io di fare spazio, liberare i polmoni e la mia Anima.
jeudi 27 janvier 2011
BIANCO, ROSSO e AZZURRO
Vele al vento.
Vento in poppa.
Vedo il Nuvola Rossa avanzare e poi dare fondo in una caletta dell’isola d’Elba.
Un tuffo nel blu e poi rientro in porto.
Ormeggio sulla banchina di Porto Azzurro, a destra vicino all’attracco del Ferry.
Ormeggio sulla banchina di Porto Azzurro, a destra vicino all’attracco del Ferry.
Eravamo tutti là.
Le vele rosse del Pegaso: la barca del Professore e della Fria.
Il Nuvola Rossa con Giancarlo al timone e Matilde,timoniera in seconda e regina della Cambusa.
E noi sull’ammiraglia di questa piccola flotta del Tirreno il Sara.
Tempi lontani, estati lontanissime.
Raduni familiari o quasi.
Conoscenze antiche e quasi millenarie.
Il professore amico del liceo del mio babbo, ai tempi di Pisa; Matilde conosciuta e curata quando lei era bimbetta e babbo alla sua prima condotta a Casale.
Il professore amico del liceo del mio babbo, ai tempi di Pisa; Matilde conosciuta e curata quando lei era bimbetta e babbo alla sua prima condotta a Casale.
Il mio primo ricordo di Matilde risale a un salone della nautica a Genova.
Lei emerse da un Arpège fece mille feste a babbo e mi parlò come se mi conoscesse da sempre e dietro di lei Giancarlo e i due rampolli Laila e Ulisse.
Forse sovrappongo le immagini e quel giorno i bimbi non c’erano, ma Giancarlo lo ricordo, sereno, pacifico accanto all'Atomica moglie.
I ragazzi c’erano e ci saranno a lungo in quelle estati in cui ci incrociavamo. Laila magrolina e quieta , silenziosa dietro mamma ciclone,ben diversa da quella forza della natura che le tante difficili circostanze della vita l’hanno fatta diventare e il lentigginoso Ulisse indissociabile da retini e canne da pesca, contornato sempre da un olezzo di pesce marcio che ti prendeva e saliva su per le narici.
Matilde che nonostante l’esiguità dello spazio e dei fornelli cucinava manicaretti e suscitava l’ammirazione del Professore e sirena incantatrice lo ammaliava invitandolo a mangiare la Zuppa di Verdure.
Conservo ancora tra i biglietti augurali l'affettuoso telegramma della ciurma del Nuvola Rossa, inviatomi l’estate del 1979.
Loro erano in crociera estiva, io partivo per il viaggio di nozze.
Tanti incontri ancora, su altri terreni di altra consistenza e poi notizie, notizie, sempre attraverso Laila.
Poi una partenza già velata da un distacco in atto e il Capitano è rimasto solo al timone e in cambusa.
Da ieri il Nuvola Rossa non ha più neppure il suo Primo Nocchiero e la barra passerà definitivamente in mano di Ulisse e della nuova generazione marinaia.
Se n’è andato in silenzio, tranquillo com’era nel suo carattere.
Vedo le Vele Bianche del Nuvola Rossa uscire da Porto Azzurro.
Rivedo questo tricolore sventolare nel mare dei miei ricordi e sparire nell’orizzonte della vita.
mercredi 26 janvier 2011
P come Pazienza, Provenza.....Potenza del Pensiero
Mi ci vorrà tanta Pazienza per districarmi dal caos trasportato da San Siro qua in Provenza.
Le scatole mi occhieggiano tutte intorno, mi assediano in compagnia delle seggioline che partiranno un giorno a Parigi e che per il momento stanziano qui nella regione.
Tre seggioline basse, imbottite, azzurre che mi fanno pensare ai tre porcellini delle favole o ai tre fratellini della mia ex-realtà.
I tre son sempre fratelli, di nascita, ma a tre capi opposti di un triangolo, lontani dal centro ombelicale.
Meglio cosi' forse..c'é già abbastanza caos, anche se questo, purtroppo, é inanimato.
Nell'abitacolo dell'auto, da immigrato in transito, in cui si mescolava di tutto, dal quadro del salotto all'aspirapolvere dello sgabuzzino, seduta accanto al mio chauffeur, che mi ha dispensato dalla guida, suppongo per sua sicurezza personale, rigiravo tra le mani una vecchia patente di guida, corredata di foto.
Una foto abbastanza giovanile, forse precedente alla data di emissione del documento, una bella foto della nonna, o meglio una foto della nonna bella giovane.
Fuoriuscita in compagnia del passaporto da un cassettino del como' é finita nella mia borsa come souvenir.
Credo che piacerà a una delle mie figlie e comunque piaceva a me e l'ho presa per paura che finisse cestinata. Piena, almeno per me, di ricordi.troppi, per finire carta tra le carte.
Ma questa é una storia, per ma fidèle lectrice sans horaire,che ora non ho il tempo di narrare....l'aspirapolvere e lo spray per il legno mi richiamano all'ordine
Le scatole mi occhieggiano tutte intorno, mi assediano in compagnia delle seggioline che partiranno un giorno a Parigi e che per il momento stanziano qui nella regione.
Tre seggioline basse, imbottite, azzurre che mi fanno pensare ai tre porcellini delle favole o ai tre fratellini della mia ex-realtà.
I tre son sempre fratelli, di nascita, ma a tre capi opposti di un triangolo, lontani dal centro ombelicale.
Meglio cosi' forse..c'é già abbastanza caos, anche se questo, purtroppo, é inanimato.
Nell'abitacolo dell'auto, da immigrato in transito, in cui si mescolava di tutto, dal quadro del salotto all'aspirapolvere dello sgabuzzino, seduta accanto al mio chauffeur, che mi ha dispensato dalla guida, suppongo per sua sicurezza personale, rigiravo tra le mani una vecchia patente di guida, corredata di foto.
Una foto abbastanza giovanile, forse precedente alla data di emissione del documento, una bella foto della nonna, o meglio una foto della nonna bella giovane.
Fuoriuscita in compagnia del passaporto da un cassettino del como' é finita nella mia borsa come souvenir.
Credo che piacerà a una delle mie figlie e comunque piaceva a me e l'ho presa per paura che finisse cestinata. Piena, almeno per me, di ricordi.troppi, per finire carta tra le carte.
Ma questa é una storia, per ma fidèle lectrice sans horaire,che ora non ho il tempo di narrare....l'aspirapolvere e lo spray per il legno mi richiamano all'ordine
mardi 25 janvier 2011
SEMPRE A NORD
Una giornata in filo ll'altra piena di sole mentre noi continuiamo l'opera di
selezione-scarto-ripensamento per poi un definitivo sacco nero o scatola,
scatoletta, scatolina, scatolone da imballaggio.
Passaggi di nipoti che allietano e aiutano l'opera di riciclaggio.
Immaginero' i tre tavolinetti, incastrabili uno nell'all'altro, nell'antro del nipote primogenito.
Alla fine si é convinto a prenderli con sé( si vede che ho venduto bene il prodotto!) e mi sono devoluta pure ad opera di imballamento dei piani in vetro, certa che gli saranno utili.
Oggi stiveremo quanto possibile nell'auto e nel garage varesino di un'amica provvidenziale(in attesa di recuperare) e poi in rotta per sud-ovest.
Rotta nei molteplici sensi.
Spero solo di ritrovare oltre al mio letto e alle piume del cuscino e della coperta,
ancora tanto sole, caldo, rallegrante, purificante.
selezione-scarto-ripensamento per poi un definitivo sacco nero o scatola,
scatoletta, scatolina, scatolone da imballaggio.
Passaggi di nipoti che allietano e aiutano l'opera di riciclaggio.
Immaginero' i tre tavolinetti, incastrabili uno nell'all'altro, nell'antro del nipote primogenito.
Alla fine si é convinto a prenderli con sé( si vede che ho venduto bene il prodotto!) e mi sono devoluta pure ad opera di imballamento dei piani in vetro, certa che gli saranno utili.
Oggi stiveremo quanto possibile nell'auto e nel garage varesino di un'amica provvidenziale(in attesa di recuperare) e poi in rotta per sud-ovest.
Rotta nei molteplici sensi.
Spero solo di ritrovare oltre al mio letto e alle piume del cuscino e della coperta,
ancora tanto sole, caldo, rallegrante, purificante.
dimanche 23 janvier 2011
L'AGO SEGNA IL NORD
L'ago indica il nord, oppure lo indicherebbe se avessi una bussola che mi guida o cosi' farebbero le stelle se le guardassi attraverso il soffitto trasparente dell'auto...e invece con una nonchalance indegna mi appisolo dopo la sosta di rifocillamento all'autogrill. Andavamo ad est e poi sono sprofondata in un sonno cullato dal ronzio del motore, della radio, dei miei pensieri. Abbiamo virato a Nord e non me ne sono accorta...e poi tutt'ad un tratto Pavia, la tangenziale, San Siro.
Siamo tornati a Milano.
Ci aspetta un lungo week end di scatole e pacchetti per svuotare un appartamento, far pulizia del surplus, recuperare ricordi.
L'appartamento sembra un campo di battaglia, il caos che vi regna é benefico perché gli da una dimensione nuova dove non cerco quello che non c'é piu'.
Ma basta poco per stancarmi.
Bastano cinque o sei scatole riempite per farmi pesare addosso una dose massiccia di lustri opachi.
Non so quanti week end ci vorranno per smaltire il peso del tempo grigio.
Siamo tornati a Milano.
Ci aspetta un lungo week end di scatole e pacchetti per svuotare un appartamento, far pulizia del surplus, recuperare ricordi.
L'appartamento sembra un campo di battaglia, il caos che vi regna é benefico perché gli da una dimensione nuova dove non cerco quello che non c'é piu'.
Ma basta poco per stancarmi.
Bastano cinque o sei scatole riempite per farmi pesare addosso una dose massiccia di lustri opachi.
Non so quanti week end ci vorranno per smaltire il peso del tempo grigio.
vendredi 21 janvier 2011
LA PLUME ET LE CRAYON
Un minuscolo omaggio a Calvino e a quella prof che me lo ha fatto conoscere e apprezzare in una maniera diversa.
Una giornata densa alla FAC
Interventi stimolanti.
Un ascolto di testi Calviniani declamati con maestria.
Un ritorno miracoloso a casa, in un paesaggio inconsueto in cui se avessi incontrato Agilulfo o la sua ombra non me ne sarei mai accorta.
Tutto era bianco, d'un bianco che confuso con il buio della notte mi toglieva la vista.
Ero bianca anch'io.
Credevo che non sarei mai riuscita ad avanzare tra il vorticar della neve, che cadeva fitta implacabile.
L'ultima salita che neppur vedevo.... ma immaginavo ..e poi il pianoro, la Cappella.
...e infine Casa.
Quante C...nella Vita!
LA PLUME ET LE CRAYON...
CALVINO, L'ÉCRITURE, LE DESSIN, L'IMAGE
Quel beau titre que celui choisi pour le "Colloque International" sur Calvino à Aix en Provence.
Titre alléchant, envoutant, ensorcelant...soudainement j'ai envie de tremper ma plume dans l’encre coloré de la fantaisie, ou bien de plonger moi aussi, toute entière, dans l’encrier.
J’aurais préféré un « Cal-amaio » qui me colorerait davantage, qui, je suis sure, allumerait mieux mes idées, donnerait une touche arc-en-ciel au fil de cette bobine embrouillée, entremêlée qui tourne dans ma tête. Embrouillé et non pas brodé, mais entremêlé comme il se doit de l’être tout fil qui m’appartient.
Un « calamaio » qui m’offrirait toutes les couleurs de la palette d’un peintre, qui me plongerait dans le bleu de la mer, de l’océan, qui m’amènerait dans les abysses à la recherche du calamar géant avec ses monstrueuses ventouses qui m’ancreraient à l’écume de l’onde, à une goutte d’eau salée ou à un grain de sable….
Mais si je dois finir pour être ancrée, je peux alors m’encrer dans un encrier, pas la peine de chercher un « calamaio »à côté d’un vieux grimoire.
Je tourne la page, je quitte mon grimoire, mon « calamaio », ma plume…je retourne à une touche moins colorée. Mon doigt me suit, frappe.
Le colloque sur Calvino qui a ouvert ses portes hier à la FAC de lettres à Aix en Provence suit son chemin à Marseille à l’Institut Culturel Italien. Il reviendra demain à Aix pour laisser le dernier mot à ma Teodora/ Bradamante.
Qui mieux qu’elle pour conclure ?
Una giornata densa alla FAC
Interventi stimolanti.
Un ascolto di testi Calviniani declamati con maestria.
Un ritorno miracoloso a casa, in un paesaggio inconsueto in cui se avessi incontrato Agilulfo o la sua ombra non me ne sarei mai accorta.
Tutto era bianco, d'un bianco che confuso con il buio della notte mi toglieva la vista.
Ero bianca anch'io.
Credevo che non sarei mai riuscita ad avanzare tra il vorticar della neve, che cadeva fitta implacabile.
L'ultima salita che neppur vedevo.... ma immaginavo ..e poi il pianoro, la Cappella.
...e infine Casa.
Quante C...nella Vita!
LA PLUME ET LE CRAYON...
CALVINO, L'ÉCRITURE, LE DESSIN, L'IMAGE
Quel beau titre que celui choisi pour le "Colloque International" sur Calvino à Aix en Provence.
Titre alléchant, envoutant, ensorcelant...soudainement j'ai envie de tremper ma plume dans l’encre coloré de la fantaisie, ou bien de plonger moi aussi, toute entière, dans l’encrier.
J’aurais préféré un « Cal-amaio » qui me colorerait davantage, qui, je suis sure, allumerait mieux mes idées, donnerait une touche arc-en-ciel au fil de cette bobine embrouillée, entremêlée qui tourne dans ma tête. Embrouillé et non pas brodé, mais entremêlé comme il se doit de l’être tout fil qui m’appartient.
Un « calamaio » qui m’offrirait toutes les couleurs de la palette d’un peintre, qui me plongerait dans le bleu de la mer, de l’océan, qui m’amènerait dans les abysses à la recherche du calamar géant avec ses monstrueuses ventouses qui m’ancreraient à l’écume de l’onde, à une goutte d’eau salée ou à un grain de sable….
Mais si je dois finir pour être ancrée, je peux alors m’encrer dans un encrier, pas la peine de chercher un « calamaio »à côté d’un vieux grimoire.
Je tourne la page, je quitte mon grimoire, mon « calamaio », ma plume…je retourne à une touche moins colorée. Mon doigt me suit, frappe.
Le colloque sur Calvino qui a ouvert ses portes hier à la FAC de lettres à Aix en Provence suit son chemin à Marseille à l’Institut Culturel Italien. Il reviendra demain à Aix pour laisser le dernier mot à ma Teodora/ Bradamante.
Qui mieux qu’elle pour conclure ?
jeudi 20 janvier 2011
20 GENNAIO
Oggi torno alla FAC, seduta ad ascoltare non su un banco ma una poltroncina....
Calvino d'un tratto di penna, uno schizzo grafico...cosa mi racconteranno?cosa mi racconterà la mia prof?
Beh un'idea ce l'ho, ma come me lo racconterà?
Inforco il Grifo e vado sulla Luna!
Calvino d'un tratto di penna, uno schizzo grafico...cosa mi racconteranno?cosa mi racconterà la mia prof?
Beh un'idea ce l'ho, ma come me lo racconterà?
Inforco il Grifo e vado sulla Luna!
lundi 17 janvier 2011
LES OIGNONS DE SIMIANE... BIS GENNAIO 2011
Il Cugino Alberto é da sabato sera di nuovo qua con noi in Provenza, in visita per così dire mista, dove unisce il piacere del ritrovarci in un clima di totale distensione, a impegni più ufficiali e lavorativi.
La Provenza ha saputo fare onore alla propria reputazione ed essere all’altezza del suo reclamizzato Ciel bleu de Provence, come recitava lo slogan su una vecchissima T-shirt di mio figlio, allora bambino, regalandoci un fine settimana di pieno sole, caldo e splendente.
Ha così recuperato l’immagine pubblicitaria perduta tre anni fa, quando in occasione del precedente passaggio di Alberto ad Aix in maggio per presentare il suo libro, fu solo capace di offrire un clima tristanzuolo degno del mese dei morti e non della primavera.
Occasioni d’incontri e di momenti conviviali con amici, nonché di rispolverare il mio ricettario e di fare nuovi esperimenti ai fornelli.
La pasta che ho servito domenica ha notevolmente incontrato il gusto dei miei commensali che me ne hanno chiesto la ricetta ed io ne approfitto per divulgarla in rete.
DOSE 4/6 persone (a seconda di cosa segue in tavola...)
1 CIPOLLA MEDIA GRATTUGIATA
16 GAMBERONI INTERI (con la testa) CRUDI
I SACCHETTO DI GRANELLA DI PISTACCHI di BRONTE
OLIO D’OLIVA(TOSCANO, inutile, forse, precisarlo)
OLIO D’OLIVA(TOSCANO, inutile, forse, precisarlo)
PASTA di GRAGNANO…meglio se FARFALLE pacco da 500grammi
Far cuocere il mezzo chilo di pasta in abbondante acqua salata…nel frattempo far imbiondire la cipolla in un tegame largo con un po’ d’olio d’oliva; aggiungere 10 gamberoni,sgusciati e privati della testa e tritati grossolanamente e gli altri 6 sempre sgusciati e senza testa ma interi.
Far rosolare e sfumare con un po’ di vino bianco. La cottura non deve essere prolungata, bastano pochi minuti.
Le teste dei gamberoni saranno intanto state utilizzate per fare un brodetto di mare.
Scolare la pasta e aggiungerla a cucchiaiate nella padella accompagnando ogni ramaiolata di pasta a una spolverata di granella di pistacchi, fino ad esaurimento di pasta e di pistacchi e contemporaneamente aggiungere per legare il tutto un po’ di brodetto di mare.
Saltare bene e aggiungere un po’ d’olio d’oliva.
Se non sono stata abbastanza chiara potete sempre chiedermi chiarimenti via blog….
Di cosa non sono capace per attirare … frequentatori delle mie pagine !!!
LES OIGNONS DE SIMIANE...Janvier 2011
Visite du Cousin Alberto et occasion de Cuisine.
Alberto et Masha sont avec nous, l’espace d’un week end prolongé et je me délecte à essayer de nouveaux plats.
Hier j’ai testé une nouvelle recette de pâtes, qui semble avoir eu pas mal de succès....
On m’en a demandé la recette.
J’ai donc décidé de la partager avec ma fidèle lectrice de sept heures et les autres ( ???).
J’ai donc décidé de la partager avec ma fidèle lectrice de sept heures et les autres ( ???).
Dose pour 6 personnes ( qui mangent les pâtes à l’italienne, les faisant suivre d’un « secondo »autrement dit : il s’agit d’une dose pour quatre personnes, en plat unique)
1 OIGNON
16 GAMBAS entiers( avant la guillotine)
I sachet de poudre de PISTACHES de Bronte
HUILE D’OLIVE de VOLTERRA
PATES : Farfalle
½ kilo de Pâtes (P majuscule signifie de vraies pâtes italiennes de préférence de Gragnano, ou à default De Cecco, Voiello), variété FARFALLE, à faire cuire dans une grosse cocotte pleine d’eau bouillante et bien salé.
Pendant que l’eau (d’abord) bouille et que les pâtes arrivent à cuissons, faire revenir dans une large poêle un oignon râpé dans un peu d’huile d’olive .
Ajouter 16 gambas crus que vous aurez décortiqués : 10 coupés en morceaux et 6 entiers.
Faire cuire qq minutes, ajouter du vin blanc et faire évaporer.
Le tout ne doit pas trop cuire.
Égouttez vos pâtes et ajoutez les, un petit peu à la fois, dans la poêle, en saupoudrant au fur et à mesure avec de la poudre de pistaches et en ajoutant aussi qq cuillers de bouillon de la mer, que vous aurez préparé en faisant bouillir les têtes des gambas.
Faire cuire qq minutes.
Faire cuire qq minutes.
A la fin ajouter un peu d’huile d’olive , bien sur de Toscane.
Si cela ne vous semble pas assez clair, vous pouvez toujours me demander des explications
Toujours bien disposée pour mon Glob!
Bon appétit!!!.
Si cela ne vous semble pas assez clair, vous pouvez toujours me demander des explications
Toujours bien disposée pour mon Glob!
Bon appétit!!!.
dimanche 16 janvier 2011
TOSCA...NO di NOME e DI FATTO.
Un po’ meno di tre anni fa’ mi accingevo a scrivere il mio primo pezzo, immaginando, chissà, di poter così lanciarmi pubblicamente.
Un articoletto compunto, educato, fatto per raccontare più o meno ufficialmente un avvenimento.
Nella fattispecie, l’incontro con lo scrittore di un libro, pubblicato circa un anno e mezzo prima e finalmente presentato in provincia al cospetto del suo autore.
Nasceva così il mio Journal de province et de Provence- Diario di provincia e di Provenza, antesignano di quello che sarebbe poi diventato il mio blog.
Nasceva così il mio Journal de province et de Provence- Diario di provincia e di Provenza, antesignano di quello che sarebbe poi diventato il mio blog.
Descrivevo questo incontro/dibattito con l'autore prima all'Alcazar a Marsiglia e poi alla sala des États de Provence a Aix. Sala, quest'ultima che a un anno esatto di distanza mi ha visto partecipare a una Conferenza, nelle vesti di oratrice, abito adatto, no doubts, per una chiacchierofila pari mio
La conferenza in questione è quella del mio primo testo on line, quello con cui si è aperto il mio blog il 31 ottobre scorso.
La boucle est, per così dire, bouclée, o almeno ... per il momento.
Io, toscana di fatto.
Lui, Toscano di nome, anzi di cognome.
Di nome fa invece Alberto.
Io, in Provenza ci vivo; lui ci è rimasto il tempo di due conferenze e di un brevissimo momento di svago, lontano dal caos cittadino e dalla frenesia di Parigi, senza però veramente beneficiare dello strapropagandato “ciel bleu de Provence” perché il clima, tipico piuttosto di un marzo per l’enorme variabilità, si è avvicinato quanto mai a quello di un mese di novembre, regalandoci cieli grigi e tristi degni solo di questo mese, mentre ovviamente, colmo dell’ironia Parigi era allietata dai caldi raggi del sole.
Alberto Toscano è stato presente a Marsiglia giovedì 15 maggio e ad Aix en Provence l’indomani per presentare il suo libro:
“France-Italie: coups de tête coups de cœur”.
Libro in cui l’autore mette a confronto i due Paesi, raccontando con estremo humour differenze e somiglianze di queste “due sorelle latine”.
L’incontro di Marsiglia sotto forma di conferenza-dibattito organizzato dall’“Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia “si è tenuto alla biblioteca dell’Alcazar, splendido edificio in pieno centro città.
L’Alcazar nasce nel 1857 come sala di spettacoli e dopo tante vicissitudini, ritrova una nuova e degna vita nel 2004, quando il 30 marzo riapre le sue porte come Biblioteca Municipale.
Questo 15 maggio l’Alcazar, ha una volta di più riaperto le sue porte, è proprio il caso di dirlo, giacché questo giovedì, giornata di sciopero nazionale della funzione pubblica, la Biblioteca municipale, della funzione pubblica, ne ha seguito il destino, rimanendo chiusa e riaprendo solo, grazie a solerti custodi, nel tardo pomeriggio per consentire l’accesso alla sala delle conferenze e permettere l’incontro con Alberto Toscano.
Dopo una breve introduzione, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Lella ha lasciato la parola al professor Georges Ulysse, eminente docente del dipartimento di Italiano dell’Università di Provenza, che ha presentato Alberto, il suo libro e animato il dibattito.
In sala, nonostante lo sciopero un buon pubblico, attento e curioso che ha dialogato con l’autore,in un clima disteso e di interesse per la realtà italiana.
In sala era presente anche il Console Generale Italiano di Marsiglia Bernardino Mancini.
L’indomani è stata la volta di Aix en Provence e del Municipio che ha aperto le porte per la nuova conferenza, organizzata dall’A.I.A.P.A.(l'Association Italienne d'Aix e du Pais d'Aix) e dalla sua instancabile presidentessa Bernadette Russo Amoros. Luogo dell'incontro: la "salle des États des Provence", la sala del Consiglio Comunale, un salone dalle pareti completamente tappezzate da innumerevoli ritratti di celebri personalità del passato e da una foto, questa notevolmente piu' recente dell'attuale Capo dello Stato francese. Tra tutte troneggia e domina l'effige di Honoré Gabriel Riqueti, compte de Mirabeau più comunemente chiamato Mirabeau, conte, rivoluzionario, nonché scrittore, diplomatico , giornalista e politico francese, insomma una personalità non da poco per far compagnia al nostro scrittore e gettargli un occhio benevolo dall’alto.
Ancora una volta il dibattito è stato animato da Georges Ulysse, che, con la sua decennale esperienza di professore era preparatissimo in materia . “France-Italie…”sembrava lo avesse studiato nei minimi dettagli, tanto che pareva quasi conoscerne il contenuto, meglio dell’autore stesso.
Il pubblico ha seguito il dibattito con estrema attenzione e vivo interesse, intervenendo sia con piccole precisazioni,che con domande ben pertinenti, dialogando con il giornalista in un clima di amichevole scambio.
I temi trattati nei due incontri hanno spaziato dal rapporto degli uomini politici con i giornalisti, differenti a seconda che ci si trovi a Parigi o a Roma, al ruolo dello Stato potente e accentratore per tradizione storica in Francia, più debole e decentrato, per altre storiche motivazioni in Italia.
La reazione dei due popoli di fronte all’invasione della lingua inglese ha costituito un altro centro d’interesse, con gli italiani che anglicizzano tutto anche i termini che non lo richiedono e i francesi che per salvaguardare l’identità linguistica arrivano all’assurdità di coniare il termine “ordinateur” per designare il computer.
Certo però che ci sono occasioni in cui se la forma è diversa, la sostanza non cambia. I due popoli, che rispetto alle tasse alternativamente “le dichiarano”(in Francia) e “le denunciano” (in Italia), nei confronti del fisco sono animati dallo stesso sentimento: quello di frodarlo, con la differenza che mentre l’italiano se ne vanta, il francese invece, non lo racconta a nessuno e tantomeno alla moglie per paura che, in caso di divorzio, questa possa servirsene per denunciarlo alle autorità.
Si arriva così all’assurdo risultato di un divorzio che finisce per riunire, se non i due coniugi, almeno fisco francese e fisco italiano, accumunati appunto da una denuncia.
Se si parla di divorzio, non si può non parlare di matrimonio e non pensare a Carla Bruni e Consorte.
Carla appare nelle prime pagine di “France-Italie”; di lei dunque Alberto parlava già nel “lontano”2006, epoca non sospetta e non inflazionata, presentandocela come filosofa della solitudine, ma a quel tempo il Presidente non era ancora alla ricerca di compagnia.
La conclusione del libro è poi un “inno all’amore”, anzi al matrimonio, che Alberto auspica per i nostri due Paesi.
Forse il nostro Alberto ha una palla di cristallo in cui vede o sogna il futuro? Un futuro che lui si augura foriero di unione, per questi due Paesi, senza più guerre né sui campi di battaglia, né su quelli di calcio e noi ci uniamo a lui in questa speranza.
Due dibattiti interessanti e distensivi al tempo stesso, perché la vivacità intellettuale e l’humour di Alberto Toscano non possono non contagiare; due giornate quindi Illuminate, pur se il sole non ha brillato troppo.
Un incontro a Marsiglia, un incontro ad Aix
un incontro Toscano in Provenza.
samedi 15 janvier 2011
MI ARRAGATTO.....scusate MI ARRABATTO
Mi arrabatto a cercar di capire perché … quando la mia fidèle ou bien infidèle lectrice de sept heures, non si manifesta per preparativi, partenze, e affini o per motivi altri suoi, il calo delle visite sul mio blog è tangibilmente mostruoso.
Un mostruoso alla Fantozzi che mi lascia attonita e perplessa.
Voglio ben credere che dal paese delle cime bianche, delle mucche da candido latte, nonché paese del delizioso cioccolato, lei sia l’unica anche se ripetuta visitatrice… non credo però che riesca a falsificarmi i sondaggi leggendomi pure dagli States, da Singapore, dall’Italia, Francia , Slovenia, Croazia, ecc …. allo stesso tempo.
Ne deduco, dunque, che ben esistono altri frequentatori del mio blog e che ci vengono attirati dalla sua presenza, magnetica, inconsciamente attraente più di una calamita.
Insomma ma fidèle lectrice è uno dei miei lucky charms, un talismano, un amuleto, un portafortuna più forte di ogni magia e sortilegio, più potente della famosa Numero Uno, e qui preciso che non parlo della mia primogenita, un’assoluta Fuori Classe che ha dato vita al mio mostriciattoloso Glob,ma della monetina di Zio Paperone.
Speriamo che dal suo week end in vacanza non mi legga, fosse mai che mi aumentasse le tariffe!
vendredi 14 janvier 2011
M SCIAGATTO...e mi STREGATTO... pure (seconda parte)
In attesa...
Non so bene di cosa...o forse invece lo so che cosa sto aspettando...
Il mio ovetto, l'ovetto della mia infanzia e soprattutto l'emozione che mi faceva provare...
In attesa...in attesa....
Com’è bella l’attesa!
Ma quanto é lunga un' attesa...???
Quanto dovrò attendere?
Mi leggeranno?
Mi cestineranno subito, dopo o anche prima?
Magari hanno un anti-virus, contro l’ultimo virus letale, più terribile del H5N1(parlando di uova, il virus dei polli mi pare appropriato), insomma un anti-IF.
Non mi cestineranno! mi leggeranno ….e poi?
Mi risponderanno?
Non mi risponderanno?
Potrei spennare una gallina, invece di spiumare la solita margherita.
Non ho galline sottomano, qualche margherita invece sì … ma tanto il metodo non è affidabile, lascerò così le mie margheritine a tappezzare il manto erboso del giardino.
Rimango in attesa paziente, ansiosa, agitata tutto il pomeriggio.
La mail è stata spedita alle 14e 23, di venerdì. 10 settembre. Saranno già partiti in week end?
Saranno in barca al Gombo?
A bere un caffè dal Salvini?
Che belluria!
Sapè' di pote' rasserenare una persona ci rende orgogliosi. Il sentimento che provi in realtà lo capisco relativamente perché non ho mai subito un distacco così profondo dalla mi' terra, ma il tuo modo di descriverlo mi è piaciuto proprio. Se si torna 'n Francia vienici a sentì', sennò se capiti in Italia vai a vedé' qui che c'è le date: www.myspace.com/igattimezzi
Fai ammodino
Francesco
Sono rimasta in una specie di limbo, in estasi.
Neppur se la gallina si fosse messa in iperproduzione, forse avrei potuto sentirmi così,oppure sì, questo era il feeling derivante dalla visione del frutto di una gallina stakanovista.
Non so bene di cosa...o forse invece lo so che cosa sto aspettando...
Il mio ovetto, l'ovetto della mia infanzia e soprattutto l'emozione che mi faceva provare...
In attesa...in attesa....
Com’è bella l’attesa!
Ma quanto é lunga un' attesa...???
Quanto dovrò attendere?
Mi leggeranno?
Mi cestineranno subito, dopo o anche prima?
Magari hanno un anti-virus, contro l’ultimo virus letale, più terribile del H5N1(parlando di uova, il virus dei polli mi pare appropriato), insomma un anti-IF.
Non mi cestineranno! mi leggeranno ….e poi?
Mi risponderanno?
Non mi risponderanno?
Potrei spennare una gallina, invece di spiumare la solita margherita.
Non ho galline sottomano, qualche margherita invece sì … ma tanto il metodo non è affidabile, lascerò così le mie margheritine a tappezzare il manto erboso del giardino.
Rimango in attesa paziente, ansiosa, agitata tutto il pomeriggio.
La mail è stata spedita alle 14e 23, di venerdì. 10 settembre. Saranno già partiti in week end?
Saranno in barca al Gombo?
A bere un caffè dal Salvini?
Oramai è tardi, vado a letto e sogno, incubo, di tutto e di più, gatti, stregatti, e tazze di tè che non si riempiono mai…si vede che l’ora della colazione incalza….
e infine, infatti mi sveglio per il mio cappuccino home-made.
Trangugio, accendo il mio computer….ma niente da fare, niente ovetto!
Riprendo le mie attività con i miei sogni e incubi diurni.
E’ quasi ora di salire in camera, prima di essere richiamata all’ordine al suono del mio soprannome dove riecheggiano dentro almeno sette B, quando mi siedo davanti al computer per occhieggiare la mia posta, cosi’ soprapensiero………..e
EUREKA!!
È proprio il caso di dirlo, perché ci ho trovato ben una risposta, la risposta, l’attesa risposta, l’anelata risposta.
Panico. Ansia.Terrore
Ci sarà un anonimo “grazie?
Una diffida dal rompere le scatole con simili messaggi?
Un “Ma come ti viene in mente alla tua età di scriverci simili mail?”
Ho preso il coraggio con un dito e ho cliccato per aprire;
Sapè' di pote' rasserenare una persona ci rende orgogliosi. Il sentimento che provi in realtà lo capisco relativamente perché non ho mai subito un distacco così profondo dalla mi' terra, ma il tuo modo di descriverlo mi è piaciuto proprio. Se si torna 'n Francia vienici a sentì', sennò se capiti in Italia vai a vedé' qui che c'è le date: www.myspace.com/igattimezzi
Fai ammodino
Francesco
Sono rimasta in una specie di limbo, in estasi.
Neppur se la gallina si fosse messa in iperproduzione, forse avrei potuto sentirmi così,oppure sì, questo era il feeling derivante dalla visione del frutto di una gallina stakanovista.
Oh che bell’ovetto, oh il mio ovetto…oh !!!!!... il suono del mio nomignolo dove le B si addossavano, esplodevano mi ha fatto scendere su terra, toccare il piano terra e guadagnare con una certa sveltezza e sollecitudine il primo piano.
Avevo dimenticato l’ora, che il mio CV non può addormentarsi senza di me….e per essere sincera devo confessare che la lettura mi aveva ispirato una nuova mail di risposta in cui mi ero lanciata incurante di tutto.
Mi tratterrò dal riprodurla per intero, non avrebbe nessun senso e la farei troppo lunga, mi limiterò giusto ad aggiungere che dopo aver ringraziato Francesco, gli ho raccontato che
…
Devo dire che ogni volta che mi avvicino al computer e apro la mia posta sono sempre animata da un misto tra curiosità e eccitazione.
Cosa mai ci troverò dentro?
Cosa mai ci troverò dentro?
Un po’ come da bimba quando andavo nel pollaio e nell’oscurità strizzavo gli occhi per vedere se sulla paglia c’era un luccichio bianco di un candido ovetto.
…………………………………………
Questa volta tra decine di mail spazzatura c’era proprio un bell’ovino fresco che per giunta non ho neppure dovuto attendere troppo…….
Com’è bella l’attesa!
Perché il mio CV non la pensa come me??
MI SCIAGATTO ....(prima parte)
Di ritorno da una delle mie Transumanze, la scorsa fine estate sono stata colta da
un raptus di follia, intendendo con l'uso di questo termine il fatto di aver agito in
maniera inconsulta, non in sintonia col mio "presunto" modo di essere, cedendo
insomma alle mie pulsioni, e facendo qualcosa mai fatto neppure nella mia adolescenza.
un raptus di follia, intendendo con l'uso di questo termine il fatto di aver agito in
maniera inconsulta, non in sintonia col mio "presunto" modo di essere, cedendo
insomma alle mie pulsioni, e facendo qualcosa mai fatto neppure nella mia adolescenza.
Ho scritto una mail a uno sconosciuto.
Sconosciuto, perché mai incontrato direttamente, ma comunque ben identificabile
su youtube .
Anzi non a uno solo ma a due perché l'indirizzo mail che avevo trovato apparteneva
a due persone e cosi' per non fare torto e non sapendo chi dei due mi avrebbe letto e
SE mi avrebbero letto, ho finito per scrivere ad entrambi una mail dal titolo....mi sciagatto....scelta determinata dal fatto che scrivevo ai due Gatti Mézzi
Ho firmato e cliccato in un misto tra l'emozione dell'osare un atto inconsulto e il piaceresu youtube .
Anzi non a uno solo ma a due perché l'indirizzo mail che avevo trovato apparteneva
a due persone e cosi' per non fare torto e non sapendo chi dei due mi avrebbe letto e
SE mi avrebbero letto, ho finito per scrivere ad entrambi una mail dal titolo....mi sciagatto....scelta determinata dal fatto che scrivevo ai due Gatti Mézzi
Toscana “in esilio”, si fa per dire!
Vivo in Provenza, ma riguadagno spesso le coste italiche del mare nostrum, a sud di Livorno quel tanto da sentirmi al limite delle due province per milioni di motivi, non ultimo un padre pisano.
Nei miei soventi tragitti in auto mi accompagnate, nel senso che mi fate compagnia e facilitate la transumanza specialmente quando torno in Francia .
Mi aiutate a dire "arrivederci" e a ricalarmi nel "bon jour."
Siete finiti nel mio lettore cd questa primavera, grazie a un’amica pisana trapiantata al nord , e sono rimasta affascinata dalle vostre canzoni, piacevole swing e testi eccellenti, parlanti, delle vere touches di colore, quadretti familiari.
In ....sono in cerca d’affetto ,mi sciagatto a nutella... mi pareva di rivedere i miei figli.
Non mi dilungo oltre per non annoiarvi, volevo solo complimentarmi con voi per il vostro lavoro di indubbia qualità poetica.
Ho rimpianto di essere a a Roma il 2 giugno, fossi stata a casa sarei venuta a Parigi ad ascoltarvi, ma troppo tardi ero già in discesa. Speravo in Rosignano, ma i tempi non hanno coinciso. Sono però riuscita a recuperare una locandina del vs concerto solvayno, o meglio è la mia primogenita che era in zona in vacanza che ha sottratto non so dove l’affiche, per farmi contenta.
Ho rimpianto di essere a a Roma il 2 giugno, fossi stata a casa sarei venuta a Parigi ad ascoltarvi, ma troppo tardi ero già in discesa. Speravo in Rosignano, ma i tempi non hanno coinciso. Sono però riuscita a recuperare una locandina del vs concerto solvayno, o meglio è la mia primogenita che era in zona in vacanza che ha sottratto non so dove l’affiche, per farmi contenta.
Complimenti !
di cedere al desiderio di esprimere il mio pensiero e di COMUNICARE.
La mail é arrivata, ho ricevuto l'accusée de réception, come si dice qua ed io sono
rimasta in attesa.
In attesa...
Non so bene di cosa...
Ma in attesa... e En attendant G-odot, mi sono andata a preparare un piatto di "Tartare del deserto"
mercredi 12 janvier 2011
QUOTA 1000
...si avvicina a passi da gigante grazie alla mia fidèle lectrice de sept heures, che ha fatto ritorno e ogni giorno (e anche più di una volta al dì) si affaccia alla finestrella alla ricerca di un segno, di un messaggio, di un nuovo "ovetto" depositato e fa crescere, crescere.... crescere il numero dei passaggi sul mio blog.
Penso"ovetto" e ripenso così come ogni volta al pollaio della mia infanzia.
Il pollaio che campeggiava sotto la pianta di alloro, in giardino, dove vivevano allegramente tre o quattro galline, dono natalizio o pasquale al "dottore".
Gli animali che venivano regalati avevano il pregio di essere vivi, segno e garanzia di qualità e così finivano in pollaio dove potevano ingrassare ulteriormente grazie alle cure della mia Tata, che si auto eleggeva protettrice delle "razzolanti".
Le galline prosperavano, invecchiavano senza che si potesse toccarle e l'unica cosa che di loro Tata utilizzava erano le uova ....quelle ci erano permesse... con mia grandissima gioia.
Ecco che entravo di scena e ogni giorno mi avvicinavo alla loro dimora in cerca di un nuovo ovetto sulla paglia.
Che trepidazione … come mi batteva il cuore..!
Il ricordo dell'emozione che provavo mi fa ancora vibrare.
Mi rivedo intenta ad aprire la porticina, fatta di rete metallica, di questa specie di stanza a cielo e pareti aperte, tutta di rete, tranne un lato che si appoggiava contro un muro.
Una stanza nel complesso non piccola, saranno stati almeno una decina di metri quadrati e con un’altezza a norma d’uomo, ( tipo mediterraneo magari e non vichingo) altro che le gabbie di oggigiorno! Anzi, altro che certi alloggi di oggigiorno … mio figlio nei suoi anni di classe PREPA a Marsiglia ha vissuto in un sottotetto, sicuramente non più ampio del nostro pollaio, con la differenza inoltre che lui prendeva più spazio di quattro pollastre.
Una volta varcata la porta di rete, mi avviavo verso il fondo, dove si trovava il muro e una nuova porticina che si apriva su uno stanzino, oggi riciclato in legnaia, e qui, il cuore iniziava a battere all’impazzata.
Spingevo la porticina in legno, memore di Alice del coniglio e dello specchio e scrutavo nel buiore sopra la paglia per vedere se un chiarore si manifestasse o seppure il giallume della lettiera regnasse sovrano.
Trepidazione, ansia, attesa.
La porta si socchiudeva e ….
Di nuovo la riaccostavo piena di delusione, camminando a ritroso
oppure rimanevo in estasi ad ammirare la piccola sfera rosata, me ne impossessavo col timore di frantumarla e me ne tornavo vittoriosa in cucina, dove munita di matita imprimevo la data del giorno sul guscio.
Il pollaio non esiste più da lunga data, e neppure la mia Tata.
Fu smantellato decenni orsono dopo la morte dell’ultima gallina che contraddicendo il detto “Gallina vecchia fa buon brodo”, benché anziana, non finì mai in pentola ma passò per raggiunti limiti di sopravvivenza ad altra dimensione. Non è il caso di dire che passò a miglior vita, perché meglio di così sfido qualunque gallina a trovare … di meglio!
Lo sgabuzzino è diventato ricovero per la legna ed ha perduto tutto quel che di magico possedeva. Utile sì, ma incapace di accendere una minima scintilla, di smuovermi dentro il più minuscolo brivido, privo di quella carica di patos, svanita oramai nell’ultima frittata.
Quel lontano brivido l’ho risentito aprendo la mia casella di posta virtuale, quando ho visto lampeggiare una mail di qualche amico, da tempi immemori, silenzioso o la risposta inimmaginabile e oserei dire inattesa e inattendibile, improbabile di qualche “celebrità” che mi aveva invece risposto ….Gatti Mézzi docent, ma questa è ancora an other story….
Un nuovo guizzo,tremolio, trasalimento me lo ha creato Glob, ogni volta che aprendo il blog scoprivo che qualcuno aveva socchiuso l’uscio, aperto una finestrella e soprattutto lasciato un’orma, una traccia, un’impronta.
Oramai la vetta è quasi raggiunta, domani mattina sono certa che la cima, all’inizio tanto lontana e alta, sarà toccata e la vedrò allora con il giusto distanziamento come una collinetta….Vanitas vanitatum, omnia vanitas ….Sic transit gloria mundi !!!
Penso"ovetto" e ripenso così come ogni volta al pollaio della mia infanzia.
Il pollaio che campeggiava sotto la pianta di alloro, in giardino, dove vivevano allegramente tre o quattro galline, dono natalizio o pasquale al "dottore".
Gli animali che venivano regalati avevano il pregio di essere vivi, segno e garanzia di qualità e così finivano in pollaio dove potevano ingrassare ulteriormente grazie alle cure della mia Tata, che si auto eleggeva protettrice delle "razzolanti".
Le galline prosperavano, invecchiavano senza che si potesse toccarle e l'unica cosa che di loro Tata utilizzava erano le uova ....quelle ci erano permesse... con mia grandissima gioia.
Ecco che entravo di scena e ogni giorno mi avvicinavo alla loro dimora in cerca di un nuovo ovetto sulla paglia.
Che trepidazione … come mi batteva il cuore..!
Il ricordo dell'emozione che provavo mi fa ancora vibrare.
Mi rivedo intenta ad aprire la porticina, fatta di rete metallica, di questa specie di stanza a cielo e pareti aperte, tutta di rete, tranne un lato che si appoggiava contro un muro.
Una stanza nel complesso non piccola, saranno stati almeno una decina di metri quadrati e con un’altezza a norma d’uomo, ( tipo mediterraneo magari e non vichingo) altro che le gabbie di oggigiorno! Anzi, altro che certi alloggi di oggigiorno … mio figlio nei suoi anni di classe PREPA a Marsiglia ha vissuto in un sottotetto, sicuramente non più ampio del nostro pollaio, con la differenza inoltre che lui prendeva più spazio di quattro pollastre.
Una volta varcata la porta di rete, mi avviavo verso il fondo, dove si trovava il muro e una nuova porticina che si apriva su uno stanzino, oggi riciclato in legnaia, e qui, il cuore iniziava a battere all’impazzata.
Spingevo la porticina in legno, memore di Alice del coniglio e dello specchio e scrutavo nel buiore sopra la paglia per vedere se un chiarore si manifestasse o seppure il giallume della lettiera regnasse sovrano.
Trepidazione, ansia, attesa.
La porta si socchiudeva e ….
Di nuovo la riaccostavo piena di delusione, camminando a ritroso
oppure rimanevo in estasi ad ammirare la piccola sfera rosata, me ne impossessavo col timore di frantumarla e me ne tornavo vittoriosa in cucina, dove munita di matita imprimevo la data del giorno sul guscio.
Il pollaio non esiste più da lunga data, e neppure la mia Tata.
Fu smantellato decenni orsono dopo la morte dell’ultima gallina che contraddicendo il detto “Gallina vecchia fa buon brodo”, benché anziana, non finì mai in pentola ma passò per raggiunti limiti di sopravvivenza ad altra dimensione. Non è il caso di dire che passò a miglior vita, perché meglio di così sfido qualunque gallina a trovare … di meglio!
Lo sgabuzzino è diventato ricovero per la legna ed ha perduto tutto quel che di magico possedeva. Utile sì, ma incapace di accendere una minima scintilla, di smuovermi dentro il più minuscolo brivido, privo di quella carica di patos, svanita oramai nell’ultima frittata.
Quel lontano brivido l’ho risentito aprendo la mia casella di posta virtuale, quando ho visto lampeggiare una mail di qualche amico, da tempi immemori, silenzioso o la risposta inimmaginabile e oserei dire inattesa e inattendibile, improbabile di qualche “celebrità” che mi aveva invece risposto ….Gatti Mézzi docent, ma questa è ancora an other story….
Un nuovo guizzo,tremolio, trasalimento me lo ha creato Glob, ogni volta che aprendo il blog scoprivo che qualcuno aveva socchiuso l’uscio, aperto una finestrella e soprattutto lasciato un’orma, una traccia, un’impronta.
Oramai la vetta è quasi raggiunta, domani mattina sono certa che la cima, all’inizio tanto lontana e alta, sarà toccata e la vedrò allora con il giusto distanziamento come una collinetta….Vanitas vanitatum, omnia vanitas ….Sic transit gloria mundi !!!
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