perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 25 avril 2012

Bella Ciao per un 25 Aprile!

Bella Ciao
Il testo non é nuovo.
Risale alla scorsa estate, scritto ascoltando il programma di un sabato mattina che mi aveva letteralmente risvegliato. Il testo di allora era decisamente una marea di parole, lungo come le mie riflessioni che accompagnavano il racconto di quanto avevo ascoltato, unito a ricerche e a nuove riflessioni.
È il mio omaggio, oggi a un 25 Aprile e come l’altro in ricordo di un medico che non ha scritto le parole di nessuna canzone partigiana o non, ma che era stato partigiano, era stato alla macchia aveva creduto per tutta la sua lunga vita nei valori di “libertà”.

Bella Ciao per un risveglio mattutino
I miei risvegli radiofonici mattutini hanno ben poco delle matinées musicali.
Sono ben poco soft…e di soffice c’è solo la schiuma del cappuccino mentre faccio colazione con France-Info che mi spara notizie a raffica ma con il pregio di ripetermele spesso, cosicché se perdo il filo o non capto tutto ho sempre la possibilità di rifarmi in tempi brevi.
La musica non fa parte del programma di questa radio.
Niente a che vedere con la frequenza di Radio Nostalgie.
Se France-info trasmette music, come minimo è segno che uno sciopero è in corso.
È vero però che ogni tanto fa qualche eccezione e include un po’ di musica in qualche special a mo’ di sfondo sonoro ma solo ed unicamente come supporto all’argomento in onda.
Sentire risuonare le note di Bella Ciao, udirne le parole dalla voce di Yves Montand mi aveva non poco sorpreso quella mattina di mezza estate dello scorso anno, senza riuscire a immaginare dove volessero andare a parare.
Bella Ciao era pure seguita in un secondo adattamento sonoro, molto più lento perfino lugubre, oserei quasi aggiungere, dell’Armata Russa.
Poi ancora musica e le note del Casatchock, nella versione francese della israeliana Rika Zaraï, (quella italiana di Dori Ghezzi, me la avevano risparmiata).
Sempre più incuriosita avevo continuato ad ascoltare  ed ero così rimasta con l’orecchio incollato alla radio per seguire il racconto che ora riprendo per ricordare questo 25 Aprile, 67° anniversario della fine della guerra.
Un racconto di canzoni partigiane tutte arrivate dall’est.
Ebbene sì, Fischia il vento e Bella Ciao, canzoni partigiane hanno una lunga e variopinta storia che origina a Oriente.
La canzone della resistenza al tempo del conflitto bellico era Fischia il vento, canto dei partigiani
Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
(Testo: Felice Cascione Musica: sul tema russo "Katiuscia Anno: 1944)
e nasceva proprio dalla Katioucha, russa .
Canto, quest’ultimo, dalle gran belle parole che narra la storia della bella Katioucha che scende al fiume di buon mattino per consegnare una lettera a un aquila che dovrà portarla al suo benamato, lontano dalla patria a combattere per la libertà.
Ed è ben a questa canzone che la “bomba dell’epoca” deve il nome di "Katioucha".
Familiarmente chiamata Katjuša nell’Armata Rossa, dal titolo della vecchia canzone popolare, e Organo di Stalin, dai soldati tedeschi,per la “musica”prodotta dai razzi alla partenza, mi raccontano alla radio, e io attenta, pur se questo lo sapevo già, seguo l’ordigno lanciarazzi(perché è ben di questo che si trattava, e non di una bomba) e penso alla sua duplice musicalità.
Fischia il vento, frusciava alla macchia con nuove parole, non certo parole d’amore.
Canto di riferimento dei partigiani rossi( anche se non tutti i partigiani erano di questo colore) e anche se con gli anni la rossa primavera, il sol dell’avvenir e la bandiera rossa avrebbero finito per diventati un po’ troppo di tendenza.
Bella ciao traeva invece le sue origini in Emilia sull’Appennino bolognese, si racconta, forse per similitudine con Felice Cascione, che fosse stata composta da un anonimo medico partigiano, ma presumibilmente non fu mai cantata durante la guerra partigiana.
La popolarità di Bella Ciao iniziò nel dopo guerra, e crebbe, crebbe, e forse più politicamente corretta, o comunque meno colorata finì per prendere il sopravvento sulle note da Armata Rossa e sfido a trovare un qualsiasi ragazzino del primo o secondo dopoguerra che non ne conoscesse le parole.
Bella Ciao ha comunque continuato a far parlare di sé, anche recentemente.
Inserita in un primo tempo tra le canzoni che a Sanremo 2011 avrebbero dovuto celebrare il 150esimo della Repubblica Italiana, senza peraltro poi farne parte, ed esclusa per polemiche.
Ma non è tanto di questo che mi parla il programma radiofonico francese, quanto piuttosto di quelle che sembrano le sue vere origini musicali.
Canto partigiano, canto popolare, voce delle mondine nelle risaie della piana del Po, aria erroneamente considerata di origine italiana…deve la sua nascita molto più a Oriente.
Proverrebbe da Odessa. Musica  Klezmer, una canzone in yiddish.
Oltre alle orientali origini di Bella Ciao, che mi erano sconosciute, scopro, sempre grazie alla mia radio le modalità del rinvenimento.
Un italiano a Parigi compra per due euro un CD dal titolo"Klezmer - Yiddish swing music".
Ascoltandolo si ritrova a cantare “Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao…”su una canzone del  CD che risponde però al titolo di “Koilen” , eseguita da Mishka Ziganoff, anno di incisione il 1919 a New York.
Com’è possibile che Koilen sia la sua Bella Ciao? Eppure la musica è la stessa!
Inizia così il suo viaggio nel mondo yiddish e nella musica klezmer per ripercorrere l’itinerario di una melodia popolare ebraica nata nell'Europa dell'Est, emigrata negli Stati Uniti agli inizi del '900 e atterrata in Italia per diventare la base dell'inno partigiano.
Viaggio interessante! Particolari interessanti!
L’italiano è toscano come me e l’acquisto l’ha fatto nel Quartiere Latino, quello, dove bazzico regolarmente io nei miei passaggi parigini.
Coincidenze? Puro caso? Banalità?
Parigi è piena di Italiani! Fin troppi! Tutti finiscono prima o poi nel quartiere in questione…
Ed io poi non compro CD a due euro. Tutt’al più per questo prezzo li vendo ai vide-grenier.
Proprio vero che il mondo è piccolo, anzi “piccino”come mi venne da dire tanti anni fa, lontana da casa, facendomi subito riconoscere a migliaia chilometri di distanza, per le mie origini.
Ma il mondo è proprio piccolo e lo diventa sempre di più.
Le distanze scompaiono, o almeno si riducono e una melodia, piccola piccola che parte da Odessa per andare a ovest, negli Stati Uniti si ritrova a fare compagnia a un’altra canzone partigiana partita anche lei dall’est, dalla Russia…
E “Dalla Russia con ardore” … direttamente o con un giro tortuoso atterrano entrambe in Italia, rimbalzano su una radio francese e tornano ad atterrare un 25 Aprile su una pagina bianca a memoria di una data che avanza verso un’età di tutto rispetto, un’età da pensionata.
67 anni!
Alla pensione, per raggiunti limiti ne avrebbe anche diritto, ma un 25 Aprile in pensione non ci può e non ci deve andare!
Cara Italia…amate sponde…nel bene e nel male c’è sempre un Monti nella tua vita!

samedi 21 avril 2012

SILENZIO...ma LE STELLE...STANNO A GUARDARE...


Stelle che sapevano….era scritto nelle STELLE
Avrei dovuto saperlo io, figlia delle stelle, della stella, bisnipote, nipote e zia di una Ester stella per eccellenza.
Le stelle brillano ancora (vera licenza poetica per essere in tema) quando percorro con calma stamani la stampa italiana con la mia radio francese in sottofondo che si sforza di tacere non pronunziando nessun nome di candidato e trovo una quantità di articoli sulle elezioni del giorno, dico del giorno perché, benché in Francia si voti domani, i dipartimenti d’oltremare e i residenti all’estero iniziano già oggi a votare.
Il quotidiano italiano per eccellenza, mi atterrò io pure al silenzio e mi asterrò dal fare nomi, ha issato un vero gran pavese e sotto il titolo che raggruppa gli articoli “La gara ad arruolare Ugo, la vincono i Miserabili”(cliccare sopra per credere) dispiega un tapis rouge, per l’occasione anche bleu,e blanc di servizi su candidati, campagna e ultimi giorni di …Pompei, con i sondaggi (avrò il diritto di utilizzare la terribile parola senza incorrere in pene e persecuzioni?)sondaggi che oramai parlano chiaro, lo dice anche l’ex leader del ’68 e come non bastasse lo dicono pure le stelle.
Ascolto attraverso un video la voce di astri e stelle parlarmi di destini.
Il video doppiato di un’astrologa francese  Valerie Darmandy di cui posso fare il nome perché non è candidata di nessun partito, se non erro, che mostrando trigoni opposizioni, sestili conferma quanto già annunciato mesi fa. Nell’autunno scorso Valerie lo aveva già previsto, le stelle già parlavano chiaro e già si delineava la fisionomia del  vincitore.
Secondo l’esperta francese popolarità e immagine erano i barometri previsti delle elezioni presidenziali, quelli che facevano e fanno pluie et beau temps, sole e pioggia…e popolarità e immagine sono parole chiave più che chiare.
Popolarità e immagine, barometri delle elezioni presidenziali?
Popolarità e immagine in discesa per qualcuno, immagine riflessa che riflette poco per altri…dunque la Francia non avrà presidente?

Per curiosità sono andata a spulciare siti di astrologia-astri e stelle che davano alternativamente vittoria e sconfitta ai due candidati, ancora ieri in testa alle previsioni di voto,(qualcuno avrà pur visto giusto nelle stelle!) e pagine di giornali.
Su una ho trovato le previsioni di Monsieur Olivier,  che certo del suo vaticinio, dava la palma d’oro allo stesso candidato vincente secondo Madame Darmandy .
E arrivava anche a prevedere una presenza femminile come 1°ministro.
Chissà che non sia vero? Madame Royal avrebbe trovato allora il modo di essere sulla scena non come Première Dame, ma Première Ministre.
Ma io non sono un’astrologa e mi intendo poco anche di fantascienza.
Dopo essere stata assordata e rimbecillita da sondaggi, attenderò, ligia alle regole, le ore 20 di domani sera per sentirmi dire quello che già dicono le stelle!
PS
Ho dimenticato che dovrò(mi auguro) attendere ben oltre…
Domani sera sono invitata a cena alle 20h e spero che nella casa dei miei ospiti il televisore non funzioni, perché se ancora ancora posso ascoltare i risultati alla radio, mi rifiuto di vederli per televisione.
Di immagini ne ho sorbite fin troppo…ma se caso mai l’ordigno fosse in funzione sarei anche pronta a agire energicamente per …fargli vedere le stelle!