perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 21 décembre 2019

Tradizioni Natalizie di Aix en Provence

Ancor prima dell’inizio dell’Avvento, la preparazione del Natale anima il centro di Aix en Provence.
La tradizionale Messa dei Santoniers, i creatori di statuine del presepe, dà un “primo via” all’anno liturgico in quella che in realtà è l’ultima domenica del tempo ordinario.
Domenica 24 novembre ha avuto luogo la celebrazione in lingua provenzale nella chiesa Saint Jean Baptiste du Faubourg: abiti provenzali, canti e musiche natalizie provenzali, predica in provenzale e traduzione in francese per la comprensione generale.
Processione per le strade del centro fino a raggiungere l’esplanade Cezanne (davanti all’ufficio del turismo) per l’inaugurazione e la benedizione della Foire aux santons di Aix en provence.
La fiera, mercato delle statuine del presepe, create dalle sei famiglie di santoniers di Aix è così ufficialmente aperta e fino al 31 dicembre si potranno ammirare e acquistare i classici soggetti del presepe e una marea di altri personaggi più tipicamente provenzali, come ad esempio il giocatore di bocce. 
Ogni anno nuove creazioni vengono ad arricchire l’esercito di pastori, pecorelle, panettieri, pescivendoli, lavandaie……non manca neppure un omaggio a Frederic Mistral, poeta, scrittore e difensore della lingua e cultura provenzale sempre sotto forma di statuina e al mistral vento che imperversa in questa regione, sotto forma di pastore che avanza con difficoltà tenendosi ben stretto il cappello e con la designazione speciale di “colpo di mistral”.
Un tempo questa fiera era nota con il nome di Fiera di Santa Barbara.
A tutt’oggi per santa Barbara, il 4 dicembre si semina il grano in tre coppette che poi orneranno la tavola natalizia.
Sacchettini di grano sono venduti ovunque a beneficio di opere benefiche e associazioni varie.
Venti giorni dunque prima di Natale i chicchi di grano sono posti sul cotone umido adagiato in una coppetta. Tre coppette di rigore per ornare la tavola della vigilia e la tavola del 25 dicembre, che troveranno poi posto nel presepe fino all’Epifania mentre i germogli alla fine dovrebbero essere piantati in terra.
Secondo la tradizione, se il grano è cresciuto bene e diritto è un segno positivo di un anno prospero con un buon raccolto.
Tipicamente provenzali sono i famosi (in questa zona, ma conosciuti in tutta la Francia) 13 dessert che addolciscono il palato a fine cenone della vigilia, prodotti semplici: frutta, frutta secca, candita, pompe à l’huile, una specie di focaccia all’olio dolce e profumata di fior d’arancio, calissons, i dolcetti di pasta di mandorle tipici della città che per la loro forma ricordano i ricciarelli toscani ma con tutta un’altra consistenza, torrone ecc.…fino ad una cinquantina di elementi.
Di questi dessert se ne parla nei testi sin dalla fine del ‘600.
Un tempo il numero 13, che vuol ricordare il Cristo e i 12 apostoli, non era però di rigore.
Se ne trova traccia per la prima volta nel 1925 e per quanto riguarda la composizione dei 13 dolci possiamo aggiungere che non è obbligatoria e varia di città a città e anche da famiglia a famiglia secondo le proprie tradizioni. 
Esistono però dei “must”: noci, mandorle, fichi secchi e uvetta, per esempio, i cosiddetti “4 mendicanti” che fanno allusione ai quattro ordini religiosi degli Agostiniani dei Carmelitani, Francescani e Domenicani, o i datteri, unico frutto orientale a memoria della fuga d’Egitto o in onore dei Re Magi che sono in ogni caso sontuosamente festeggiati per l’Epifania.
La seconda domenica di gennaio per le strade di Aix en Provence si vede sfilare un gran corteo di pastori, angeli, e tutti i rappresentanti dei vari mestieri nei costumi tradizionali provenzali al seguito dei Re Magi e dei loro dromedari per raggiungere la cattedrale e offrire ciascuno il suo dono al bambin Gesù oltre ai classici incenso, mirra e oro.
Questa è la cosiddetta “Marche des Rois”, la marcia dei Magi, “l’espressione popolare di una dimensione liturgica”, come sottolinea il Vicario Generale della diocesi di Aix- Arles.
Questa marcia esiste a Aix dal XVII secolo, ai tempi seguiva la celebrazione dei Vespri solenni dell’Epifania nel quartiere della cattedrale.
Oggi alla marcia che traversa ben più ampia zona della città, segue una grandissima celebrazione nella cattedrale gremita e per prendere posto non bisogna certo tardare, anzi meglio essere ben in anticipo se si vuol seguire tutta la rappresentazione della “Pastorale provençale” che racconta la nascita di Gesù, con una buona visuale.
Ma ancora una volta quello che nel mondo profano fa il successo dei Re Magi sono le tradizioni culinarie.
E per festeggiare la venuta dei Magi sulla tavola appare la Galette des Rois, una torta di pasta sfoglia, con al suo interno un ripieno di frangipane, crema frangipane a base di mandorle.
Particolarità di questo dolce è la presenza all’interno di una fava, un tempo di porcellana, oramai di plastica, a volte anche una piccola statuina. Chi la trova nella sua fetta di torta è il re o la regina della giornata e ha diritto alla corona di cartone dorato che accompagna la torta.
Nel sud della Francia accanto alla Galette à la frangipane, si trova La couronne , o Le gâteau des Rois, una brioche a forma di ciambella ricoperta di frutta candita, che come la galette nasconde al suo interno la solita fava.
A Aix , lo so per certo, ma non so se anche altrove, esiste una couronne, dunque il dolce nella versione in pasta di brioche ricoperto di frutta candita e ripiena di crema frangipane.
Una bomba micidiale ma così buona….
E meno male che l’Epifania tutte le feste le porta via, altrimenti povero fegato! 
Pur se, commerce oblige, questa speciale couronne è preparata e venduta fino a metà febbraio.
Aix en Provence val bene qualche Messa!!!

dimanche 15 décembre 2019

YOTAM ASSAF anche OTTOLENGHI

Come fare l'impasse su questo 14 dicembre e non cedere alla tentazione di fare gli auguri a Yotam?
Ieri Le Monde gli ha dedicato un articolo dal titolo ammiccante "Yotam Ottolenghi, épices and love".
Me lo sarei letto, assaporandolo fino all'ultima riga se avessi avuto la fortuna di poter accedere alla pagina on line per intero, ma, ahimè, non faccio parte degli abbonati e diversamente da quotidiani italiani che ti offrono un minimo numero di articoli interi al mese, Le Monde, ti propone solo un assaggio.
Terribile!
Con Yotam non ci si può' limitare a un assaggino e via andare.
Non so quindi se il suddetto articolo si sia concluso con un Happy B-Day Yotam, in ogni caso gli auguri posso farglieli io.
In genere mi limito a ricordare compleanni (e a festeggiarli a modo mio da queste pagine) di familiari più o meno diretti, indiretti e traversi. Ogni tanto estendo pure a qualche amico....
Yotam, a dire il vero, non saprei bene in quale categoria inserirlo.
Conterraneo della zia Masha, anche se lui in Israele c'é nato lei c'é soltanto emigrata da universitaria, suo fratello, i suoi nipoti e nipotini pero' ci vivono ancora, e l'ultimo nato si chiama non Yotam, ma Assaf (secondo nome del celebre Ottolenghi). Già qualcosa!
Ottolenghi, la dice lunga  questo cognome, che a quanto pare é la forma italianizzata di Ettlingen, appartenente ad ebrei originari del sudovest della Germania da cui furono cacciati tra il 15 e 16 secolo. Da li' si stabilirono in Italia.
Cinque secoli mi sembrano sufficienti per aver scosso di dosso le piume da aquila e aver rivestito quelle da galletto, in ogni caso, leggo conferma che i nonni Ottolenghi vivevano in Italia.
Il nostro Yotam benché nato in Israele é dunque italiano da parte di padre, mentre da parte di madre c'é una certa tendenza a rigermanizzazione.
L'importante sono in ogni caso le sue radici rispolverate nelle estati della giovinezza quando andava a trovare i nonni, in Toscana sui colli fiorentini, sperimentando tra l'altro un'altra cucina mediterranea.
Con questo ho detto tutto.
Yotam lo ho conosciuto tardivamente, una domenica di pochissimi anni fa a pranzo da mia figlia, (quella della Reggia, la sua casa dista non molto dallo Château di Versailles).
Tra un cavolfiore arrostito in forno con aggiunta di nocciole abbiamo fatto conoscenza.
Devo dire che mi é piaciuto molto.
Non sono una fan di cavolfiori, ma il suo era a dir poco sublime.
Per non parlare poi dei broccoli con sedano e mandorle, una vera delizia
Non sono una vegetariana sfegatata, ma con la carne ho qualche problema mentre le verdure si addicono al mio palato.
Per non farci perdere le buone abitudini e sponsorizzare il "suo amico Yotam," la suddetta figlia ha pure omaggiato il padre di una delle sue bibbie culinarie.
E il suddetto padre benché diffidente si é lanciato a sperimentare con successo, devo ammettere, qualche ricetta. Io pure, regina incontestata delle leguminose fin da tempi biblici,  ho ceduto a una rivisitazione di ceci, con buona pace sospesa delle mie frattaglie.
Yotam vale bene uno scompenso viscerale!

Ma per tornare a questo 14 dicembre e alla mia abitudine di celebrare, eccomi pronta...
Mi limito a un Very Happy B-Day, Buon compleanno, Enjoy it!!!
come noi ci godiamo i suoi piatti!
PS
giusto una piccola domanda per concludere:
Ci sarebbe mica una ricetta di lenticchie che non metta a rischio la primogenitura?
Grazie
La mamma di Esaù e Giacobbe

vendredi 13 décembre 2019

SCIO-PERO

Frenetica mattina di partenze.
Navigazione rapida.
Periplo di stazioni.
Ricerca e scoperta di nuove banchine
addobbate da ornamenti di "grève".
Le altre consuete, semi-deserte
sembrano in via di pensionamento
Lotta dura:
anche l'elettricità sciopera?
é sabotata?
si allinea?
Tabelloni improvvisamente nudi
Registratori di cassa muti
Scontrini manuali per pagamenti in soli contanti.
Un megafono dell'era "glaciale", miracolosamente scovato
raduna al binario i viaggiatori spaesati e perplessi.
Il primo treno che arriva punta a Nord.
"Paris j'arrive!"
Capitale accentratrice!
Torno a casa per il saluto all'ultima partenza.
La Gare routière non é per me.
"Francia ti amo", in questo momento
 é un moto del cuore difficile da esprimere.
Buon viaggio anche te, cugino.
Buon viaggio a tutti.

Un misto...difficile da definire il feeling che siede con me.
Stanchezza, rilassatezza e vuoto.
Silenzio...rotto da un unico rumore
quello della pioggia che batte sul vetro della veranda,
dell'acqua che gorgoglia scivolando dal tetto,
senza grondaia che la incanali.

Non rimane altro che raggiungere il letto.
Buon riposo per tutti.