Caro il mio boy
Diventa veramente sempre più difficile trovare un modo per ricordare questa data in maniera diversa e originale.
Non ripeterò i tanti soggetti legati a te e fonte di ispirazione di racconti per “celebrare” un nuovo anniversario.
Certo se ripenso ai tuoi tanti compleanni, due soprattutto sono scolpiti nella mia memoria e li rivedo in tanti fotogrammi.
Il primo a cui va il pensiero è quello del 2008. Io e te beatamente soli in reciproca compagnia.
Mi rivedo seduta in treno, scrivere sul mio quadernino. Ero vestita di blu: un tailleur, ricomposto da me con pezzi separati che si accordavano molto bene, tanto da sembrar nati insieme.
La cena da Lipp, che tu amavi molto( ho scoperto che anche il Pere Michel è un fan di questa storica brasserie). Come dessert il tuo preferito: il profiterol, per il Pere un millefeuilles se non erro, ma lui non festeggiava con noi.
L’altro è quello di 18 anni prima, il tuo b-day del 1990.
Vero b-day : in Canada a Ottawa. Tanti compagni di scuola che disertarono la festa di Edward, insulso e antipatico bimbetto per venire a festeggiare te.
Venne anche Lisa, studentessa dell’ultimo anno che in virtù di un lungo soggiorno romano parlava qualche parola di italiano e ti trovava “extremely cute”. Arrivò al volante della sua auto e ti portò un enorme sacco di candies.
Eri molto charming, devo riconoscerlo.
E quando vuoi sai esserlo ancora, quando elimini le zavorre e volteggi leggero come ai tempi del viaggio in Patagonia.
Caro boy, mio I dunno,Turista fai-da-te, desaparecido, il mio augurio di tantissima leggerezza per volare in alto e dove vuoi, volteggiare, fare giravolte e sorridere, sorridere, sorridere.
Mutty forever.