perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 22 novembre 2021

AVVENTO

Vento di Avvento, si profila all’orizzonte.

Sul Cours Mirabeau, Aix en Provence è già animata dagli chalets natalizi, con le loro luci, i clienti curiosi, i passanti frettolosi e tra breve anche freddolosi perché l’arrivo dell’inverno è oramai imminente.

I Santoniers, maestri di statuine per il presepe hanno già aperto i loro stand sulla Esplanade Cezanne, ma non hanno ancora ricevuto la benedizione.

Domenica 28 Novembre, Monsignor Michel Desplanches, vicario generale della diocesi nonché appartenente al Felibrige (associazione per la salvaguardia e la promozione della lingua e cultura provenzali fondata nel 1854 dal poeta Frederic Mistral) celebrerà la Messa in lingua provenzale nella chiesa Saint Jean Baptiste du Faubourg di Cours Sextius (a partire dalle ore 10). Farà poi seguire la cerimonia religiosa dalla benedizione degli stand sull’Esplanade davanti all’Ufficio del Turismo di Aix en Provence.

Sarà il “la” per l’inaugurazione ufficiale del mercato dei Santoniers con le loro statuine del presepe, “les creches” – i presepi sono una presenza immancabile nelle tradizioni natalizie della Provenza.

L’Hotel de Caumont, hotel particulier a pochi passi dal Cours Mirabeau (per decenni sede del conservatorio ed ora centro d’arte) ci offre il primo regalo senza bisogno di attendere il 25 dicembre. 

Ce lo avrebbe già offerto un anno fa, ma il Virus malefico (che ribattezzerei “Rodrigo”) aveva intralciato l’operazione ….” Questa mostra non s’ha da fare” e meno male che si era dimenticato di aggiungere “né ora né mai”.

Con undici mesi di ritardo, Caumont, dal 19 novembre, ha così ufficialmente inaugurato la mostra dal titolo “Exposition Trésors de Venise– La collection Cini”, prevista per dicembre 2020. 

Per la prima volta nella storia dell’istituzione veneziana i capolavori di questa collezione lasciano Venezia e partono all’estero in occasione dei 70 anni di attività della Fondazione Cini.

Un occasione per scoprire fino al 27 marzo accanto ai grandi nomi toscani del passato come Beato Angelico, Filippo Lippi, il Pontormo o i veneti Lorenzo e Giandomenico Tiepolo o ancora Giovanni Battista Piranesi anche artisti contemporanei: il brasiliano Vic Muniz , il rumeno Adrian Ghenie e Ettore Spalletti “che negli ultimi anni sono stati ispirati dalle opere esposte nella casa museo, confermando la vitalità straordinaria delle collezioni di Vittorio Cini”.

Quasi ottanta opere tra quadri, disegni, miniature, stampe, sculture, smalti e avori per una visita al gusto italiano, al profumo di casa.

 

Più o meno trenta anni fa mi trasferivo in Provenza e poggiavo figli e valige a Aix.

Per la precisione era l’8 dicembre 1991 e la prima immagine che risorge è il mercato dei Santonier nelle luci natalizie e festose che mi dava il benvenuto unito al primo ricordo delle viuzze centrali riempite di sacchi di spazzatura. 

Mi spiegarono che dopo le 18 i sacchi dell’immondizia venivano posti in strada fuor dell’uscio in attesa dei netturbini l'indomani mattina.

Di che inorridire…e infatti inorridii e continuo a farlo.

lundi 4 octobre 2021

Fidèle de Sept heures

Fidèle de sept heures, n’a plus d’heure.

J’essaye de me rappeler quand on prenait le cappuccino ensemble, à distance.

On faisait du virtuel bien avant que cela ne devienne la quotidienneté.

J’écrivais pour ma Fidèle lectrice, qui me repayait avec sa présence sur mon Blog.

Je voyais une « petite lumière (toujours très virtuelle et imaginaire) me signaler que quelqu’un du pays des vaches, du lait, du chocolat avait fait un passage sur mon blog. Les jours de « fête » j’avais droit au petit commentaire fuyant tout doute que quelqu’un d’autre s’intéressait à SpIFfero de la blanc-rouge Suisse.

Dix bonnes années se sont écoulées depuis.

Mariage, enfantements, nouveau travail…la vie est passée de vitesse de croisière à une existence tumultueuse, sans répit, à bout de souffle.

J’espère que lui en restera un petit peu pour souffler sur ses Sept bougies. 

Ma petite Fidèle de Sept heures, toute menue est devenue une grande femme.

 

Comme disait mon Amie: «Le querce non fanno limoni »

Mes enfants sont tous exceptionnels, tels leur Mutty.

Et ma Fidèle de Sept heures mon dernier chef-d’œuvre !

AUGURI !!!!

samedi 18 septembre 2021

Oliva Oliva


Queste nozze tanto attese or mi mettono lo stress

Tutti attendono il poema, se fallisco son depress…

Nella saga dei Cantoni non mi serve fantasia

loro ispiran facilmente sia Cantoni che Messia.

 

Ma il buon Claudio e la Sonia, non mi danno troppi appigli

Non son tipi da gran sciambola e in testa, han pochi grilli

Sarà dunque un’impresa e una sfida senza pari

ché di spunti e di idee francamente sono avari.

 

E’ oramai trascorso un lustro da quel dì a Martinafranca

ma riecco gli invitati: nuova chiesa, nuova panca.

Per assistere alle nozze del più giovane Cantoni

sono giunti tutti in schiera, i più seri e i più burloni.

 

Mary è ancor in pole position con il cuore che le sbatte,

mentre Alberto per un giorno accantona pure l’arte,

variazioni in “do”di bianco le mettiamo in sordina

oggi il bianco è riservato, solo a Sonia, la sposina

 

Niente quadri surreali e pur’anche aste in berna

per l’entrata degli sposi lasciam stare il buon Maderna.

“Cosa dite di Wolfango?  Si potrebbe utilizzare?”

Mary scalpita e bofonchia meglio Gino sale e mare!

 

……...

 

Mesi e mesi che mi alleno e la rima è ormai stantia

“Forza dai devi comporre!”non dà tregua la Maria.

Canton family è adusa a sentirsi raccontare

sia per nozze, compleanni o viaggi oltremare.

Non accetta dunque Mary che quest’ultimo evento

sia lasciato nel silenzio…..e io dunque ci ritento.

 

Oltre un lustro è ormai passato da quel dì a Martinafranca

quando Claudio svettava lì, davanti alla mia panca

e faceva il testimone per l’Annuccia sua sorella:

Eran tempi più festosi e la vita cool e bella,

senza il virus deflagrante che tante nozze ha rovinato

o nel caso qui presente intralciato e rimandato.

Ci si mette pure il tempo che minaccia acquazzoni

inclemente come il virus, per ben rompere i …..ai Cantoni.

 

Bello lungo il cammino che conduce all’altare

“Certo un loco più vicino lo potevano trovare”.

Ma nell’anno del buon Dante, con Arrigo e lo sgomento

han pensato ch’era il caso di finire a Buonconvento.

 

 

Claudio è aduso alla Toscana che frequenta da bambino

anche se nell’entroterra a dir vero va pochino.

Ma alla costa del Tirreno con la spiaggia superbianca

preferisce il monastero con il chiostro che c’incanta.

Con gli affreschi poi del Sodoma che iniziò il Signorelli

non importa ch’io vi dica quanto loro siano belli.

Ed il nome di Oliveto cade proprio a ciliegina

in omaggio all’Oliva, la futura sua sposina.

 

Ben lontani sono i tempi in cui i giovin fidanzati

sui banchi della scuola, un bel dì s’eran trovati

frequentando poi la Civica, in maniera assai simpatica

lei gli dava un contributo a digerir la matematica.

 

Passa il tempo come un razzo, e la vita vola in fretta

dopo un po’ la Lombardia al nostro Claudio va stretta.

Trova un corso che lo ispira al di là del “manicotto”

questo master fa per lui…. e a studiar si mette sotto.

Nella terra della Queen lui incomincia a radicare

Sonia intanto, sempre italica, in piscina va a nuotare.

Quattro anni sono lunghi a giocare al pendolare

quindi Sonia si decide pure lei ad emigrare.

Studia inglese, pressa il capo, lei non molla un sol momento

ed infine ecco arriva il suo bel trasferimento.

 

Di confronti lei non teme, e neppur la concorrenza

le altre donne Claudio ignora, sol però non sa far senza

della sua rossa duchessa, di cui lui molto si vanta

ma la Deborah è innocua, la sua Duke sette e novanta.

Se con lei parte on the road, Sonia certo non scoraggia:

“Vada pure a farsi i giri, è con me che poi viaggia!”

E tra i fiori del bel loto, ad oriente nel Giappone

dopo tutto questo tempo, lui fa la sua dichiarazione

per procedere alle nozze perché ormai è giunta l’ora

di decidersi a impalmare Olivella, la sua mora.

 

E per darle un bel segnale, in attesa poi del rito

Incomincia ad infilarle un brillante, degno, al dito.

 

 

Tutti in gran preparativi, vai e vieni in Toscana 

per location, test di pranzi in cui Mary assaggia e sgrana

in allegra compagnia con il Guido e con l’Aurelia

provan primi, piatti e dolci, e non certo fan per celia.

Son sfiniti dalle prove questi tre genitori

dopo i pranzi, largo ai trucchi, agli addobbi e ai fiori.

 

In rinforzo è venuta anche Silvia la sorella.

Prende spunto, fa lo schizzo che ripone poi in cartella.

È l’artista di famiglia, lei realizza il tatuaggio

ma per Sonia, sua sorella, crea invece sin da maggio

una grafica sfiziosa ed alquanto inattesa

che potremo rimirare sul libretto della chiesa.

 

A Milano di ritorno si continuano i lavori

e il buon Claudio trascina, mamma Mary ancora fuori.

Lei consiglia su richiesta il suo maschio da abbigliare 

torna a casa sfatta e sfranta, sogna spiagge, sole e mare.

Dalla fida amica Amelia per tre giorni va a sguazzare

Si dimentica le nozze, fa bisboccia  a tutto andare.

 

C’è Martino che l’aspetta, pur se messo in quarantena

dalla nonna stia lontano, scongiuriamo l’anatema.

Sia mai che il nipotino porti a casa l’infezione

e fuori uso metta i nonni dalla gran celebrazione.

 Anche Alberto è in attesa che ritorni la sua sposa

Il ginocchio non lo regge e a casa si riposa.

Il collirio non funziona per la sua congiuntivite,

il suo amico gli consiglia di provare l’acquavite

o di bersi un buon Barolo per stuzzicare l’allegria

e cercar di far l’impasse su ogni nuova malattia.

 

 

Ecco alfin tutti riuniti qui insieme all’abbazia.

Odo tra le tante voci pure quella di Maria.

Lei esperta è  di gorgheggi dopo anni in mezzo al coro

ma stavolta non è il caso di lanciarsi in un assolo.

 

Un fermento, un turbinio, grande festa di famiglia

per gli Oliva è un gran giorno: SPOSA la, lor PRIMA FIGLIA.

Guido e Aurelia emozionati non san su che piede stare

delle danze son provetti ma è ancor presto per ballare.

 

Ed Alberto che le arti sa soltanto ammirare

lui non balla e neppur canta, ma chissà se pensa a un male,

un disturbo, un acciacco o magari un dolorino…..

No Alberto lascia stare le tue gocce e il bugiardino!

 

Oramai è cosa fatta, largo a i festeggiamenti

circondati dagli amici e uno stuolo di parenti

che muniti di green pass sono giunti al monastero

Questa volta il matrimonio celebrato è per davvero!




Stretta e’la foglia lunga la via

Viva gli Oliva, Cantoni e Abbazia

Lunga e’ la via stretta la foglia

di cantar le nozze mi son tolta la voglia

lundi 12 juillet 2021

Brexit: Bien réussi Boris

A  de Angleterre..ahi ahi ahi

     de Azzurri AVANTI TUTTA

 

B de  Brexit : Bien réussi Boris !

          OUT.


85 idées de Notes de musique | musique, note de musique, dessin musiqueAnton, Ivan, Boris et moi, Rebecca, Paula, Johanna et moi 


 

C  de C…O = mot italien de 5 lettres dont a l’intérieur une voyelle et une 

        consonne double.

 (je le précise pour les francophones qui ont un problème avec les doubles).

    Je ne peux que le prononcer (mais, hélas pas d’audio) car «  Verba volant scripta manent »

 

D de Diable Donnarumma (pas besoin de préciser les doubles)

 

E de Ecosse qui jouit avec l’Italie

 

F de Fratelli d’Italia (celui de Goffredo Mameli, bien sûr).

    Les Anglais l’auraient peut-être épelé différemment.

    F… mot de quatre lettres…..avant de passer à la suivante.

 

G de GOD SAVE THE QUEEN.

       (Dieu n’a sauvé qu’elle et a oublié ses sujets!)

 

H de Hymnes. Ils sont sacrés ! On n’y touche pas. 

……et de toute façon ce qui compte ce sont les mots, donc Viotti ou pas Viotti (qui n’est pas un footballeur), W la Marseillaise et Roger de Lisle.

 

I de INOUBLIABLE.

 pour les Italiens : la victoire espérée et non pas sure  et pour les Anglais déjà dans leur poche ( ils n’ont pas vu le trou)

 

J de ne JAMAIS NE DIRE JAMAIS… alors ! 

 

K de Kane qui se prépare déjà pour la Coupe du Monde. Le Kapitaine doit

     regarder loin à l’horizon.

 

L de Leonardo : un nome una garanzia  ! Bonucci a sorti les ailes et a fait voler

     haut le public italien. Avec un prénom pareil on ne peut pas en douter 

     (Même s’il ne vient pas de Vinci)

 

M de Mancini, ou de Mister comme on appelle en Italie  le sélectionneur des

      Azzurri. En alternative M de Manu, qui parlera ce soir. Je ne sais pas s’il aura

      la même audience

 

N de Noli me tangere, expression très méconnue parmi les footballeurs qui    …s’arrachent les t-shirts, se font croche patte etc etc

 

O de Onze sur le terrain, ce dernier Onze juillet, après un lointain 11 juillet ( 1982, besoin de préciser ?  Le prince William n’avait que 20 jours, Sir Maximilian 23- chiffre beaucoup plus chanceux-…la preuve !!!)

 

P de Pickford l’hypnotiseur, very british. J’ai aimé son t-shirt vert lézard (qui me rappelait ma première voiture.

 

Q de Quelle souffrance !

     De la deuxième minute du premier temps jusqu’à la soixante-septième du 

      deuxième. Après l’égalité j’étais même prête à accepter une victoire 

      des Anglais (bon…plus ou moins)

 

R de Royaume contre République. Ca ce joue «  ai Rigori » aux tirs au but

 

S de SIIIIIIIIIII, SIAMO Campioni. Nous SOMMES champions!

 

T de Thé ou Café. Quelle question ! Café Caffé Coffee avec ou sans George.

 

U de UNIQUE ! cette équipe a été véritablement Unique, Unie, Umbelievable.

 

V de Victoire ! tout court

 

W de Wembley et aussi de Wimbledon (Grande Berrettini malgré qu’il n’ait

     pas gagné)

 

X de Xénophobie à genoux.

    Et signe d’égalité

 

Y de Yoyo des tirs au but

 

Z de ZUT des Anglais qui diraient plutôt Damn !

   de ZAC du coup de ciseaux à l’italienne.


Game is Over

C’est fini….. pour le moment en tout cas. 



vendredi 18 juin 2021

Quanti appelli.....mancati

 Charles aveva maggior successo. Radio Londra era molto più efficace delle varie connessioni internet. I suoi messaggi più acoltati di quanto siano letti o uditi i miei....Questo quanto pensavo tra me e me dopo l’ennesimo whatsapp risultato arrivato e non visionato e il tentativo di chiamata rimasta sospesa nell’etere.

Poi MIRACOLO!

Il mio UNICO e meraviglioso boy si è degnato di rispondere anche se per un breve momento perché entrava in palestra per un po’ di sano esercizio destinato a controbilanciare il peso degli anni.

Oggi ultimo compleanno prima del prossimo con cambio di decennio.

Non ci posso credere! Neppure lui!

Tutto ad un tratto realizzo che è quello che accadde a me.

Avevo compiuto 39 anni e qualche giorno dopo ecco l’arrivo dell’anno nuovo con il 1 gennaio. Sia ben chiaro : anno nuovo per tutti, per il mio successivo genetliaco però sarebbero dovuti trascorrere ancora undici mesi e ventun giorni. La sola idea comunque che quello era l’anno dei miei quaranta ebbe il potere di appiattirmi psicologicamente e fisicamente.

Mi piegai per prendere un ciocco da mettere nel camino e rimasi bloccata. La schiena ingrippata, una sensazione deprimente a tutti i livelli.

Allungata sul divano mi ritrovai a pensare che era l’inizio della fine. Truci e neri pensieri mi avvolsero e mi depressero per non so quanto tempo, che continuò a trascorrere con il suo ritmo abituale ( forse solo leggermente accelerato) fino alla mia successiva data fatidica.

E furono così quaranta! Ma neppure me ne accorsi. Il dramma del passaggio si era già consumato ed era stato assorbito e consumato.

Al « mio boy » non posso che augurare che la storia si ripeta.... senza mal di schiena di preferenza.

Somatizzi oggi per arrivare in forma al prossimo « appel ».

AUGURI mio caro I DUNNO, ignora pure la cifra, è un puro dettaglio!


mercredi 5 mai 2021

5 MAGGIO PER OGNI OCCASIONE

C’è sempre un 5 maggio che mi attende oppure uno che attendo io, che mi vede pronta a salpare, le vele al vento, per uno dei miei tanti viaggi virtuali nel Mare Nostrum.

Per il 5 Maggio 2021 sarei anche stata disposta a sconfinare, oltrepassare le colonne d’Ercole, avventurarmi nell’Oceano atlantico, fino alla sua parte meridionale all’altezza dell’Angola, mantenendomi però al largo per approdare a Sant’Elena e celebrare il nostro “Ei fu”

Da più di un anno mi ci preparavo perché l’occasione era unica e non potevo perdermela.

Un bi-centenario, magari un centenario, sia pure anche un mezzo secolo non capita sempre a tiro nelle nostre vite e soprattutto al momento giusto.

Già troppi me ne erano sfuggiti e questo non potevo mancarlo.

I duecento anni dalla dipartita terrena del Grande Corso meritavano di essere ricordati “comme il faut”, “comme il fut”.

Dopo grandi pensamenti e ripensamenti ero giunta alla conclusione che forse sarebbe stato più prudente imbarcarmi su una nave, prediligendo un cargo, un po’ perché non amo le navi da crociera, e anche perché continuano a rimanere ferme nei porti.

Che magnifico viaggio! me lo pregustavo già, tutto curato nei minimi particolari, dalla navigazione passata a sbucciare patate per pagarmi il passaggio, con conseguente possibile mal di mare da debellare (di cui sono vittima ogni tanto quando mi trovo al chiuso e c’è troppo rollio), all’abbigliamento per la celebrazione, coronato dal “petit chapeau”, il bicorno in feltro nero ornato da coccarda, nonostante io non abbia una tête à chapeau.

Breve tutto studiato, tutto curato, e il 5, infine, la celebrazione in commemorazione di quest’uomo geniale, rivoluzionario, e visionario,.

Vero figlio della Rivoluzione, pur se già ventenne quando la Bastiglia fu presa. A lui il merito del Codice civile, della semplificazione della burocrazia, dell’unificazione di pesi e misure, dello snellimento e dépoussiérage di un vecchio mondo stantio….peccato che l’impresa non giunse al termine! Incompiuta ahimè “elle fut”!

Avremmo potuto fare a meno di Garibaldi della sua spedizione dei Mille, del 5 maggio dallo scoglio di Quarto (oggi al suo 161esimo anniversario) della sosta a Talamone, ove sicuramente fu imbarcato insieme ai vecchi archibugi anche il bisavolo Carlo (quello che fece fuori il patrimonio di famiglia per sovvenzionare il Generale nei suoi progetti e imprese) e dello sbarco a Marsala.

L’unificazione sarebbe già avvenuta altrimenti senza bisogno di Giuseppe, di Camillo e di Vittorio Emanuele.

 

Piccola digressione sul viaggio del 5 maggio 2010, commemorativo del suo 150esimo , cui dovetti rinunciare causa eruzione dell’Eyjafjoll con conseguente nube che causò problemi nel traffico aereo fino al 9 maggio.

Pur vero che io avrei viaggiato per mare e non per cielo, ma come avrei potuto usare il sestante?

Per sicurezza rinunciai al viaggio che molto soggettivamente avevo rivisto e corretto, partenza da Quarto si, sosta a Talamone pure, ma qui anche fine del viaggio. 

Marsala solo da aggiungere all’uovo per fare lo zabaione e bere il resto della bottiglia per dimenticare il nizzardo che ci aveva rovinati (parlo della famiglia materna).

Parentesi, sul 5 maggio genovese, chiusa, ritorno al 5 maggio odierno con il bicentenario.

 

Bref…..tutto pronto per il grande tributo che sarebbe culminato con le ceneri disperse in mare.

Un’azione doverosa, una liberazione, all’altezza quasi delle operazioni del FLNJ.

Tonnellate di “Ei fu” sottratte a librerie pubbliche e private, a  biblioteche, persino l’originale costudito alla biblioteca Braidense, oscurati siti, blog, pagine web, tutto preparato per un grande falò, le cui ceneri sarebbero state destinate a dissolversi nei gorghi dell’oceano.

Il poema di Manzoni ha di buono l’aver insegnato a milioni di studenti la data di morte di Napoleone, misera ricompensa comunque per averli torturati con l’imposizione di questo testo aborrito che ha turbato i loro sonni obbligandoli a impararlo spesso a memoria.

Manzoni amo ricordarlo per esser andato a sciacquare i panni in Arno. Altrimenti NO COMMENT.

Oserei solo aggiungere che è stato uno dei più grandi incubi degli studenti italiani, forse il sommo incubo.

Altro che “ardua sentenza ai posteri”……

Sentenza di ghigliottina per lui!


Per molto, molto più di un anno ho immaginato, sognato, atteso questa data, questa celebrazione, questa liberazione.

Non avevo fatto i conti però con Rodrigo, il Virus malefico con i suoi sgherri spike che oltre ai tanti “questo matrimonio non s’ha da fare” ha minato animi e materia grigia di poveri mortali che non ha infettato nel fisico, ma di cui ha distrutto la fantasia con overdose di virtuale.

Al momento dell’imbarco non me la sono più sentita, ho perso tutto il mio entusiasmo e neppure l’idea di approdare su un isola COVID FREE ha avuto il potere di motivarmi.

EI FU ha vinto ancora!


Se mi riprendo potrei approfittare del 18 luglio, e dei duecento anni di nascita del poema. 

Lago di Como con o senza braccio attendimi! o altrimenti lo affogo in Arno.



PS

Per non vanificare la mia opera in ogni caso colgo l'occasione per auguri a chi in questo 5 maggio ne approfitta per spengere le sue candeline.

In ordine di nascita penso a Barbara Ann, non quella dei Beach Boys, ma che probabilmente deve il suo nome alla loro canzone, entrata nell'orecchio materno che risponde al nome (con il resto del corpo) di Ann.

A Celine, che non so se debba il suo nome alla canzone di Hugues Aufray.

A Pier Francesco cui nessuno, a quando mi consta, ha dedicato una canzone al suo nome.....


E fuori data perché il suo compleanno é stato ieri, e comunque é ben in tema in quanto vittima di Rodrigo (insieme a Sonia-Lucia) anche a Claudio.

A tutti loro i miei più cari auguri.

lundi 22 mars 2021

UNA NUOVA PRIMAVERA

Quante primavere: di tanti colori, profumi e suoni. 

Fiori e germogli si mescolano a città e paesi.

Primavera! Il pensiero corre lontano: la primavera di Praga, la primavera araba, gli Uffizi con la Primavera "per eccellenza". Primavere rosa, rosso vermiglio, multicolori, primavere danzanti, primavere graffianti, primavere cupe. 

Il giardino si è risvegliato e animato con il giallo della forsizia, della maonia, della ginestrella, con il bianco del pruno selvatico e del viburno. Eserciti di margheritine hanno invaso il prato davanti a casa; milioni di piccole corolle che si schiudono al mattino e si ripiegano al tramonto. Nelle retrovie ciocche di violette ammiccano per segnalare la loro presenza. I primi germogli fanno capolino sui rami della vecchia quercia, spoglia, ma ancora per poco. Dai toni di un rosa pallido si passerà a un verdolino tenero fino a che il verde più intenso si imporrà con la maestosità della sua chioma. I raggi del sole di prima mattina illuminano i rami alti del ciliegio rigonfi di gemme affamate di vita: è primavera!

Oggi 21 marzo è arrivata.

Inutile dirmi che l'equinozio si è prodotto ieri sabato 20 marzo alle 9:37 e che quindi da ieri siamo in primavera; per me la primavera arriva sempre e comunque il 21 marzo, come mi aveva insegnato la mia maestra alle elementari, tanti decenni fa, anche se forse quest'anno sarei pronta a fare un'eccezione.

Ammiro l'esplosione della natura con una sensazione di déjà vu, anzi con la certezza di ritrovare tappe conosciute di un cammino noto.

i rami della vecchia quercia sono una costante rassicurante di anni di frequentazione, come vecchi amici che si danno appuntamento: "arrivederci alla prossima primavera!” e da lontano si sorridono quando si scorgono.

Le gemme del ciliegio illuminate da un raggio solare hanno una valenza diversa. Anche loro le conosco da sempre, ma è solo dallo scorso anno che le ho scoperte sotto questa luce del raggio proiettore, apprezzabile solo presto al mattino.

La prospettiva cambia con il passare dei minuti; giochi di luce e giochi d'ombra grazie al sole che filtra tra gli aghi degli alti pini, si insinua tra i rami finché si innalza, li sormonta e invade della sua luminosità senza più distinzione, dilaga, incendia e tutta la natura sale sul palcoscenico.

Tutta la natura è diventata prima donna, secondo ruolo e comparsa di un film che ho visionato una mattina dopo l'altra più di un anno fa, per giorni e giorni.

Il giardino e la collina che lo domina sono diventati il mio regno, il mio mondo incantato, lontano da virus e brutture dell'universo. Una grande riscoperta con una percezione diversa, con l'importanza per ogni piccola cosa per ogni dettaglio.

Contemplazione, attenzione, studio e poi azione per dare vita, per sentirsi in vita: la nuova terrazza ripulita, diserbata a mano, con la terra setacciata sgretolandola tra le dita; il nuovo orto in altezza con il muretto in pietra a contornarlo, le semine e le piantine a dimora; i vasi svuotati e riempiti con tutto quanto trovavo intorno, rinato dopo l'inverno, in attesa di poter fare acquisti floreali. Nuovi spazi ideati e creati e la casetta in cima all'albero per accogliere i nipotini il giorno che avrebbero fatto ritorno a correre nel prato. Il nonno ha come sempre superato se stesso con le sue doti creative e manuali, arrivando pure a creare una scaletta necessaria ai più piccoli per salirvi. Sorrido ricordando che io mi arrampicavo sul mio albero casalingo, un alloro dalle forme contorte che parevano nate apposta per accogliere me e mia sorella come in una poltrona.

La vita da vita, porta vita, "Sempre bella è la vita, ricordatelo" è uno degli ultimi messaggi sms della mia Amica che sapeva che la sua invece stava sfuggendo a passi veloci. Mi era giunto nell’agosto di anni fa.

La piena estate e l’agosto dello scorso anno ha portato invece i due gemellini, più vita di così!

Gemelli sotto il segno del leone e ascendente ariete a quanto pare. Due esserini minuscoli e così diversi: brunetta abbronzata e cicciottella lei, biondino, con gli occhi e la pelle chiara e magrolino lui ed entrambi uniti da un fluido e un sorriso radioso.

Grazie a loro ho superato l’autunno, iniziato il 22 settembre (unica data su cui sono più soft e cool insomma più condiscendente ad accettare che vari anche se di getto direi che l’equinozio è il 23) quando ancora li cullavo nelle mie braccia, dormivo poco e mi beavo perfino delle loro annaffiature naturali al cambio del pannolino.

L’inverno che è poi la mia stagione, entrambi ci festeggiamo il 22 dicembre, (poco importa se il solstizio ha tendenza ad anticipare) ha iniziato a vedermi stanca, stanca della solitudine, della mancanza di vita. Stavo radicando anch’io tra le piante del mio giardino e con la sgradevole sensazione di rinsecchirmi, di sentire la linfa sfuggire. Non ho osato staccare un rametto per verificare che la mia sensazione corrispondesse a realtà.

Le giornate hanno iniziato ad allungare e i vaccini a fare la loro comparsa con uno spiraglio che si apriva pur se lontano.
C.V. tra i primi beneficiari della campagna vaccinale aperta al pubblico non ha cambiato in nulla il suo stile di vita parco di contatti, ma dopo la seconda dose di Comirnaty è diventato meno rigido, tanto da non opporre nessun veto alla venuta dei nipotini versagliesi con la loro mamma, sia pure dopo rigoroso test molecolare, ovviamente negativo.

Una botta di vita di cui non ho preso coscienza immediatamente, ma solo l’indomani della loro partenza dopo una settimana di permanenza con noi.

Ho invitato la mia copine marsigliese che non vedevo da un anno a una passeggiata con pic-nic in collina.

La vita riprendeva il suo corso!

L’indomani mal di testa, dolori muscolari e febbre mi hanno convinta che il Virus per eccellenza aveva finito per venire a rompermi. Ben due test negativi uno rapido e uno molecolare sono stati necessari per cercar di persuadermi che doveva trattarsi di un altro virus o di un batterio entrambi desiderosi di vivere e replicarsi, mostrare che esistevano a loro volta.

Dopo due settimane dalla guarigione sabato 20 marzo ho beneficiato della prima dose del vaccino, in una caserma dei pompieri un po’ decentrata dove tutto dall’inizio alla fine si è svolto con una precisione e una organizzazione rimarchevoli.

L’equinozio di primavera aveva da poco fatto la sua entrata ufficiale ed io rimontavo la manica per offrire il mio braccio alla siringa.

Ho atteso l’indomani per celebrare la primavera, il 21 come sempre, ma per una volta oserei dire che la concomitanza degli eventi potevano farmi fare un’eccezione e riconoscere il 20 come data sostitutiva.
Era arrivata di nuovo la primavera, con la conferma della data della seconda dose a metà aprile, la previsione di una immunità che mi permetteva di proiettarmi nonna in presenza e non più nonna virtuale.


Domani é sempre un'altro giorno ....e dato che ho tardato a pubblicare, il domani 22 é in effetti oggi e la mia Copine avrà diritto agli auguri su questa pagina....faremo un nuovo pic-nic insieme, spero il prima possibile, con tanto di tortina per festeggiare la sua nuova Primavera.




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lundi 1 février 2021

Spemuta arance carote zenzero

A caccia di vitamine naturali per combattere l’inverno con i suoi malanni e cercare di contrastare il malefico virus con dosi adeguate di vitamina C e D, zinco e selenio mi sono data a studio di ricette salutiste e vai….

…frutta e verdure a gogo!

Intanto per ben iniziare la mattina preparo ricche spremute.

La vecchia centrifuga dopo un rimontaggio ingegneristicamente errato per distrazione, pressapochismo o incuria ha finito per rendere l’anima di un fisico oramai malconcio.

Una provvidenziale occasione di compleanno ha portato un sostituto pressa agrumi elettrico.

Di buono ha che può spremere lo zenzero e la carota, di noioso invece che richiede un bel po’ di tempo per essere smontato, per la pulizia del filtro e il conseguente assemblaggio dei pezzi lavati e ben asciugati.

La conseguenza è che per evitare la corvée quotidiana preparo delle dosi più consistenti di spremuta che ripongo in frigo in una bottiglia di vetro con tappo meccanico ermetico.

Una bottiglia come quella che quando ero piccola si usava per fare l’acqua frizzante con le bustine di idrolitina. 

Detto per inciso l’acqua frizzante prodotta con le bustine non mi piaceva per nulla, le trovavo un gusto salato e ancor più terribile quando perdeva il gas, ma il procedimento mi affascinava notevolmente.

Riesumata la bottiglia la riempio con il succo estratto da due belle carote pelate e tagliate in lunghezza per favorire la spremitura, un bel pezzetto di zenzero pure lui pelato e almeno sette belle arance sugose.

Magari anche se non sono belle le arance la spremuta funziona uguale, l’importante è che siano belle sugose.

Il mix ottenuto lo passo in un colino a trama abbastanza fine per evitare che nel succo rimanga troppa polpa, ovvio però che dipende poi dai gusti di ognuno.

In questa maniera ho una provvista sufficiente per almeno tre o quattro colazioni e riduco così lo sforzo pulizia di almeno un terzo.

Rimane poi la pulizia della bottiglia e questa è un’altra storia.

Nelle bottiglie di questo tipo con il collo piccolo è impossibile far penetrare uno scovolino per grattare e togliere i residui dalle pareti ma un’alternativa super efficace è l’utilizzazione dei pallini da caccia come usava un tempo.

Ora si trovano in commercio delle perline in acciaio utilizzabili ad oltranza (facilmente reperibili anche sul gigante delle vendite online).

Basta inserire con un imbuto un po’ di palline nella bottiglia aggiungere un po’ d’acqua scuotere bene.

Svuotare il contenuto della bottiglia in un colino in modo da raccogliere le piccole biglie, che potranno essere così facilmente sciacquate sotto l’acqua corrente, tamponate con un asciughino e riposte sino a nuovo uso.

Super efficaci anche per decanter per togliere il fondo del vino.

Risultato sicuro e con poco sforzo.

mercredi 6 janvier 2021

Befana 2021

Cari tutti i miei bambini che lontani vi trovate
 cercar voi è un’impresa e di quelle travagliate. 
Ora all’ovest ora all’est da Bermuda a Manama
in tenuta da tennista, da golfista o in pigiama, 
non è facile scovare sir Leonard il primo nato 
per portargli i bei dolcetti che per lui ho preparato. 

Cerco invano il principino della reggia di Versaglia, 
cerco Iris la sorella nella rosa sua vestaglia. 
Son spariti tutti e due dalla stanza sotto il tetto 
sono andati via di lì, dove son non m’hanno detto. 
Sono certa son vicini, si son poco allontanati.
Dove sono i calzettini che di certo han preparati?
 
E gli svizzeri romani che partiti in carovana 
han lasciato la bell’Urbe e non certo per Manama.
Sono al nord tra le nebbie, tra i dissesti sanitari, 
tra la gente frettolosa dai sorrisi molto rari. 
Penso ai quattro piccolini in quel posto assai strano
 che risponde al triste nome di città di Milano. 

 Tutti posti assai bizzarri dove non mi piace andare:
 le mie origini son tosche ed è lì che voglio stare. 
Poi quest’anno con il virus, sconfinar mi è proibito
 anche il vigile notturno mi ha guardata e scosso il dito
 e con fare ammonitore mi ha ingiunto senza fallo 
“Questa sera tu non voli e rimani allo stallo”.

 Cari bimbi per quest’anno vi dovrete accontentare
 di qualcuno che al mio posto mi vorrà ben rimpiazzare
 e riempir come potrà le calzette di ciascuno
 molto triste vi saluta......
.......................... la Befana Duemila ventuno

mardi 5 janvier 2021

AMEN and AWOMAN (atto terzo)

Il mio caffè mattutino in compagnia di Gramellini mi va di traverso e rischia di farmi soffocare…dalle risate. Il caso del deputato democratico Emanuel Cleaver, che alla riapertura del Congresso degli Stati Uniti, chiude la sua preghiera pubblica invece che con il tradizionale AMEN, con “amen and awoman” è assurdamente ridicolo o troppo esilarante a seconda dell’interpretazione che vogliamo dare all’accaduto. Gioco di parole per un provocatorio politically correct a sostegno della “par condicio” tra i due sessi? Sia che il deputato parta dal presupposto che AMEN, derivi dall’inglese A-MEN e per fare pendant gli accosta A-WOMAN oppure che giochi unicamente con il suono prodotto e per questo unisca a un plurare Men un singolare Woman (pur riconoscendogli la sua vera origine aramaica, e conscio che “l’uomo” non ha nulla a che vedere con il significato della parola) le reazioni sono comunque di una risata. Gialla per la grossolana ignoranza. Grassa per la battuta buffa in sé e per la situazione in cui è usata… A mio parere fuori posto! In ogni caso gli Americani sono regolarmente capaci di sorprendermi e di stupirmi. Che Emanuel Cleaver, sia poco “clever” come suppone Gramellini e che come pastore (poco importa se metodista) lasci a desiderare o che non sia comunque lo “smart” che il suddetto pastore pensa forse di essere con la sua “uscita progressista” la morale della storia mi pare sempre la stessa. Il Congresso mi sembra diventato più che mai un palcoscenico. SHABADABADA’…. ….chissà forse il pastore voleva solo farci sorridere e aveva il desiderio di proiettarci l’ultimo atto della trilogia di Claude Lelouch che dopo “Un uomo una donna” del 1966, “Un uomo una donna oggi” del 1986, ha prodotto “I migliori anni della nostra vita” (presentato al festival di Cannes nel maggio 2019). “I migliori anni della nostra vita” nel 2019. Certo! quando ancora non sapevamo cosa stesse per riservarci il futuro prossimo con il 2020 che ce ne ha fatte vedere di tutti i colori………… SHABADABADA’….