Meno di pochi minuti e sarai nato.
Inutile ricordartelo; penso che tu lo sappia senza dubbi di sorta che è il
tuo compleanno.
Il tuo trentacinquesimo birthday.
Forse però non ricordi l'ora esatta.
Inutile far rinascere quei caldi giorni di quella bollente estate che ho
raccontato, dettagliato, a ogni 18 giugno di questi ultimi sei anni da quando
lascio tracce, raspaticci, ovetti su Glob.
Inutile perché questa estate 2017 non ancora iniziata da un punto di vista
equinoziale è ancor più bollente di quella del 1982, o almeno lo è per il
momento.
Mi rimanda con la memoria alla terribile estate del 2003, quella
tristemente nota come "l'été de la canicule".
L'estate era esplosa repentinamente e in anticipo sul regolare calendario
stagionale.
Maggio bollente e giugno non da meno.
Ci si aspettava che questo inizio alla grande con temperature da fornace
avesse breve vita e ci facesse magari, scontare il calore ricevuto con freddo
compensatorio e inappropriato per la stagione turistica.
Errore!
Il caldo continuò ininterrotto a imperversare fino all'autunno.
Di quell'estate ricordo il tuo compleanno festeggiato insieme a quello di
babbo a Parigi, il viaggio in Australia e l'apocalittico fine agosto a
Cecina.
Visioni indelebili!
Ci eravamo ritrovati tutti a Parigi.
Babbo, la tua sorellina ed io da Aix alla Gare de Lyon.
Tua sorella e te da Bruxelles, Lille alla Gare du Nord.
Destinazione comune il V eme
arrondissement da Alberto.
Festeggiamento di un compleanno con lo zero per il babbo e del tuo
ventunesimo, (un tempo sinonimo di maggiore età, la sera della fête de la
musique, in una Parigi fumata e bevuta e non solo per il caldo.
Era stata la prima cena da Mavrommatis ( non la brasserie, ma il ristorante
figo quello in cui qualche anno dopo inviteremo i genitori di Marie) di cui
ricordo soprattutto il piacere dell'aria condizionata e la lontananza dal
frastuono infernale degli scriteriati che impazzavano nella place deSaint Médard con "primus inter pares", l'emulo di
Vasco Rossi già in cembali alle cinque del pomeriggio mentre si riscaldava.
Ritorno per voi due grandi al nord; per noi al sud con Aix che ci
accoglieva alla discesa sul marciapiede del binario con i suoi 40 gradi.
40 gradi ancora a fine luglio mentre decollavo da Marignane per Londra,
destinazione Sydney e poi Camberra.
Bagliori di un qualche incendio sotto di me, rassegnata a questo volo senza
il babbo, che improvvisamente aveva anticipato la sua partenza lasciandomi,
interdetta, esterrefatta, irritata, pronta al rifiuto e alla fine rassegnata
all'idea che come i reali avremmo volato separati e di conseguenza, salvo un
accanirsi della sorte, il vostro destino di orfani era scongiurato.
Mi accompagnava per quasi-caso un collega di babbo che, fedele al suo
biglietto d'origine aveva lasciato Marignane insieme a me.
Mi aveva fatto usufruire del beneficio del suo charme sulla hostess e
seduta accanto a lui in classe affaire ( non so che tipo di affari si potesse
fare nelle prime file dell'aereo, simili a quelle delle retrovie) mi avevano
servito qualcosa di decente da bere.
Ci eravamo fatti compagnia nel trasferimento a Heathrow e qui ci eravamo
salutati dopo aver scoperto, con mio profondo dispiacere, che eravamo su due
voli diversi di B.A. con destinazione Sidney. A mezz'ora d intervallo entrambi,
direzione Australia ma uno via Bangkok,l'altro Singapore.
Addio speranza di un surclassamento!
Ricordo ancora i miei compagni di viaggio.
Seduta nel mezzo, come Cristo in croce, oserei dire se non temessi di
sembrare blasfema, tra i due ladroni.
Alla mia destra un debordante ansioso che ansimava al decollo, strabordando
umori e invadendo i braccioli.
Alla mia sinistra uno scheletrico patibolare che pareva uscito dalle patrie
galere.
Ho temuto un non risveglio causato da strangolamento notturno cagione
raptus, alternativa a morte per asfissia olfattiva.
Mi risvegliai al mattino, anzi anche prima, grazie alla solerte nonché
inopportuna hostess che insisteva per darmi da mangiare mezz'ora dopo il
decollo a mezzanotte e mezzo mentre mi ero allungata con la mia copertina sugli
occhi.
Invidiosa del mio sonno, non ho dubbi!
Per me che amo limitatamente il freddo e mi guardo bene di andarlo a
cercare d'estate, Canberra e i suoi meno cinque gradi notturni, mi sembrarono
per la prima volta nella mia vita un miracolo da paradiso terrestre.
Sydney, Manly, Byron bay .....ricordo il bagno nelle acque mosse di questa
baia incantevole.
I successivi tuffi nel mio Mare nostrum piatto, calmo senza un filo di vento
furono i soli momenti di requie e sollievo al caldo umido che imperversava a
fine agosto a casa.
Persino mamma sempre infreddolita nonostante temperature normalissime -
villa Sara era nota come la casa delle palme, (non solo in giardino) per le
temperature africane anche in inverno( non si contano le caldaie fuse per il
superlavoro)- mi accolse al mio arrivo, in sala, una delle stanze più fresche,
con i suoi quattro metri e mezzo di soffitto e l'esposizione ad est, ottimale
per il pomeriggio, seduta davanti a un quanto mai rudimentale ventilatore
dell'inizio del secolo che in ogni caso aveva il pregio di smuovere un po'
l'aria.
Una delle rare volte in cui io la abbia sentita lamentarsi del caldo.
Io invece me ne lamentavo eccome la sera, ma tra me e me.
Inutile inveire contro il meteo con CV che non avrebbe potuto che rilevare
che in quell'orrido posto, umido, non potevo aspettarmi di meglio.
Non aveva torto ma solo e in virtù dell'eccezionalità climatica di quell’estate.
Prendevo una doccia fredda, camminando adagio percorrevo i tre metri dal
bagno alla mia camera.
Mi stendevo nel letto, coperta della mia sola pelle, le finestre
inutilmente spalancate ma neppure un alito di vento e tre minuti più tardi il
sudore colava lungo la nuca.
Non ricordo come finì l'estate della canicola ma fini.
E io sopravvissi.
Zero, ventuno, trentacinque.....la nascita, la maggior età , la dantesca
metà del cammino....tutti anni marcati da temperature infernali .....
Chissà che clima hai laggiù sotto il tuo cielo di stelle "ordine e
progresso"?
"L'amore come principio e l'ordine come base; il progresso come
scopo"
Del positivismo di Comte cosa resterà ?
Trasferirsi in Canada, unica possibilità di progresso?
Ritorno a semi origini.....
.....al tuo compleanno degli otto anni, in giardino sul deck con i tuoi
nuovi compagni di Elmwood, un caldo, ma non torrido pomeriggio di giugno.....
….ma questa è un’altra Storia….
Come sempre mi lascio prendere la mano dai ricordi e sconfino.
Lasciamo da parte il primo compleanno canadese, il mio 35esimo con in
regalo lo smeraldo colombiano….se mi metto a raccontare non sono più in sala
parto, tu sei già nato e siamo già tornati a casa, hai la febbre per il caldo,
il pediatra non arriva e il salvifico nonno Gigi sceso dal treno decreta che
hai preso un colpo di caldo…….
Andiamo avanti!!!!!
TANTI AUGURI MAXOU!!!
Buon Compleanno dalla tua Mutty.it
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