La Prima Settimana della Cucina Italiana nel mondo sta per prendere il via.
Dal 21 al 27 novembre in 105 paesi diversi si celebra la Cucina italiana nel mondo con oltre 1300 eventi legati al cibo e al vino made in Italy, con clin d'oeil alla Pizza e l'arte dei pizzaioli napoletani , in competizione per entrare nel patrimonio dell'Unesco.
Non aggiungo nulla di nuovo a quanto i comunicati della Farnesina, ripresi e riprodotti ci raccontano.
La notizia da una parte quasi mi sorprende e mi irrita, mentre mi chiedo " Ma come c'é bisogno di creare un evento simile? Chi non conosce la cucina italiana?"
E dall'altra non posso che inorgoglirmi di questo progetto frutto dell'EXPO 2015 che vuol valorizzare prodotti e Cucina di qualità.
Bando agli stereotipi che nel mio immaginario, con voli poco pindarici, mi rinviano flash di tovaglie bianco-rosso quadrettate e nella peggior ipotesi plasticate con il piccolo tocco finale di verdi tovagliolini.
La bandiera é cosi' ricreata per la mia più grande tristezza.
Se devo incontrarla a tavola preferisco ritrovarla nei colori di una Margherita, la mia prediletta tra tutte le pizze!
Bando pure a piatti spacciati per italiani e cibi tristemente rivisitati per compiacere i gusti locali e non perdere clienti dal palato assuefatto a simili nefandezze.
Di aneddoti sull'argomento ne avrei non pochi e sono veramente poco lusinghieri per l'immagine della cucina italiana veicolata nel mondo.
Passons!
Mi illumino leggendo che Massimo Bottura, dell'Osteria Francescana di Modena, tre stelle Michelin e miglior ristorante al mondo da giugno 2016, é giunto negli States per lanciare questi sette giorni di eventi.
Bravo! Bella rappresentanza!
-Mammaaaaaa ma dai!-
Mi sembra di sentire la voce di Fidèle risuonare piena di freccette di sdegno che mi si piantano nelle costole e velata di una punta di disprezzo di fronte alla mia ignoranza.
Mi aveva appena annunciato questo mitico regalo che gli allora promessi sposi si erano fatti per San Valentino.
Una cena a Modena all'Osteria Francescana.
La notizia mi aveva lasciato completamente indifferente.
Tuttalpiù deprecavo questo ennesimo aller-retour, ora che non avevano quasi più un giorno di ferie, e per giunta in periodi di nebbie, come se non fossero bastati tutti i viaggi Lucerna-Milano-Lucerna per abiti da sposa, sposo, prove, controprove, confetti, decorazioni e acquisti vari , in aggiunta ai Lucerna-Provenza e ritorno per location, cibo, assaggi, partecipazioni, organizzazione e quant'altro necessario alle future cerimonie in municipio e in chiesa.
Ma che idea di andare a cena a Modena dai francescani?
Mammaaaaaa !
Da Massimo Bottura!!!
Silenzio!
Quello di Fidèle per misurare l'impatto della precisazione-rivelazione che avrebbe dovuto far suonare i miei campanellini, mettere in funzione le mie rotelline arrugginite e lasciarmi sbalordita.
Il mio alla ricerca di un vago appiglio che mi facesse tilt.
La confessione della mia più totale ignoranza aveva prodotto un gelo di indignazione.
Mammaaaaaaa ma dai! Come puoi non conoscerlo? uno dei più grandi chef al mondo, uno dei migliori ristoranti.
Un anno fa non era ancora il primo e non lo conoscevo, ma ora da quando Fidèle lo ha onorato di una sua visita é diventato quasi di famiglia.
Il nome dello chef già di suo é super familiare.....
Se Fidèle mi legge non perderà l'occasione di un nuovo
Mammaaaaaaa ma dai! Se manco sapevi che esistesse e ora ne parli come se fin da bimbetti aveste giocato insieme con i pentolini !
Potere dei figli! che istruiscono e rendono familiari e consuete cose e persone del loro mondo, che, da madre rimasta in un pollaio senza ovetti e pulcini, inglobo per sentir meno dura la loro lontananza.
Mammaaaaaaaaaaaaaa ..............!!!
Da Modena a Forlimpopoli la distanza non é enorme.
Se avesse continuato Fidèle, sarebbe potuta arrivare nella patria del Pellegrino nazionale, il buon Artusi, cosi' amenamente rispolverato da Marco Malvaldi in "Odore di chiuso" e riproposto come detective.
In ogni caso, da me, mai dimenticato.
Artusi, lui si che lo conoscevo!
Lui e la sua Arte di mangiar bene non disgiunta da La scienza in cucina.
Ma il titolo per intero, ricomposto dalla mia destrutturazione, e cosi' come troneggia sul frontespizio nessuno lo ha mai troppo considerato.
Per tutti noi era semplicemente l'Artusi, questo trattato di cucina lardellato e farcito di aneddoti e intriso di dolce idioma per questa abitudine del risciacquo in Arno (grazie a Dio solo virtuale onde non rischiare tifo e colera), unto , bisunto e bisognoso di rilegatura che riposava nel secondo cassetto del mobile del tinello.
Era stato il manuale di mia nonna, usato dalla tata e ogni tanto rispolverato dalla mamma nei suoi estemporanei tentativi culinari, quando poggiava i pennelli e si avventurava ai fornelli.
Chi nelle italiche terre non aveva un Artusi in casa?
Io pure ho avuto diritto alla mia copia quando mi sono sposata.
Un bel volume rilegato che mi ha seguito nei miei pellegrinaggi come compagno letterario più che culinario.
Le sue ricette malgrado la sua chiarezza, mi suonavano un po' astruse o quantomeno le preferivo da degustare accanto a una tazza di té, comodamente seduta in poltrona, piuttosto che in piedi e con un mestolo in mano, nel tentativo di realizzarle!
Pellegrino Artusi altro testimonial di questa prima settimana italiana.
Pellegrino l'unificatore della cucina italiana, dava alle stampe il tomo a proprie spese nel 1891 quando nascevano i miei nonni materni, e se ne andava dopo aver curato la sua quindicesima edizione, uscita pero' postuma, nel 1911 quando nasceva il mio babbo.
La venuta al mondo dei miei vari familiari non ha sicuramente interferito con le sue avventure, ma ha certamente reso più facile per me ricordare queste date.
L'Artusi rispolverato nel primo centenario della sua morte e 150esimo dell'unità italiana per i suoi meriti federatori di lingua e di cucina, aveva continuato ad essere edito e venduto e pure tradotto in lingue straniere.
Recentissima é la traduzione in lingua francese, e svariate sono le presentazioni dell'opera in Francia e dintorni in occasione della settimana della cucina italiana.
Personalmente ne ho avuto un assaggio pochissimi giorni fa ad Aix en Provence, ad una serata organizzata dalla AIAPA in collaborazione con la Biblioteca Méjanes.
Per l'occasione avevo riesumato il buon Pellegrino, deliziandomi della sua prosa in attesa di annusare la versione gallica presentata da Marguerite Pozzoli della maison Actes Sud, una delle traduttrici di questa bibbia della cucina.
La accompagnava Domenico Biscardi cofondatore del Club Criollo (primo club italo francese di appassionati di cioccolato) che ha tracciato un rapido e piacevole excursus della cucina italica da Mastro Martino fino ad Artusi e inquadrato la sua opera nel periodo storico dell'unificazione dell'allora Regno..
A Margherita che per l'occasione adotterò' nella forma tradotta, per restare in tono con la settimana, va il merito di aver portato un cuoco italiano in Francia, con le sue ricette, talora anche francesi e da lui italianizzate come nel caso della salsa Bechamel.
Con Artusi diventa Balsamella e come precisa l'autore nell' incipit della ricetta:
"Questa salsa equivale alla béchamel dei Francesi, se non che quella é più complicata."
Madame Pozzoli presenterà Pellegrino ai Parigini.
L'occasione si presta alla perfezione.
Non sono certa se riuscirà a convincerli a fargli posto su uno scaffale di cucina, magari pero' su un comodino accanto al letto le chance potrebbero essere maggiori per questo gustoso breviario di 790 ricette.
Una lettura sana, istruttiva e divertente per prolungare questa prima settimana della cucina tricolore cisalpina nel mondo, standosene piacevolmente allungati sul proprio canapé.
A deguster sans moderation....
Cosa che faro', ovviamente in V.O.con accanto una delle mie pizze, mondialmente note per la loro bontà, e per la qualità dei prodotti che utilizzo.
Margherita a me!
1301esimo evento, outsider, solo per pochi eletti!
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
dimanche 20 novembre 2016
lundi 14 novembre 2016
L'ode ritrovata
La sua perdita
non sarebbe stata così grave per il mondo, e quello letterario credo che
avrebbe ben trovato il modo di sopravvivere, ammesso e non concesso che si fosse
accorto della sparizione.
Sicuramente non un
arricchimento culturale, ma una piccola tradizione familiare che avrebbe
zoppicato e una mancanza per il Mio Piccolo Mondo.
Ho raccontato in
versi dalle rime baciate e pure sciagurate, sponsali di nipote, figlia
primogenita, amica di famiglia, mentre per il figlio, in calo di verve “odatoria”
mi ero limitata a un resoconto scritto…
Potevo fare l’impasse
su Fidèle, ultima figlia dopo aver scritto nell' ode precedente che mi allenavo
giusto per questi sponsali?
Ultime nozze da
celebrare.
Sia mai!
E infatti ho
scritto, riscritto, cancellato, ricancellato, scribacchiato, copiato e ho letto nella sala gremita dove buona parte dei presenti
non ha capito un acca di questa lingua che io maneggio con gran padronanza , ma
che solo una minima parte degli invitati comprendeva.
Non importava ,
per le nozze scrivo rigorosamente in lingua casalinga.
Magari avrei
dovuto pensare a sottotitoli ….ah ah!
Con il mio testo
battuto sui tasti del computer in parte da CV che aveva altro da fare, in parte
dalla figlia primogenita, che aveva altro da fare…..
-indegni! Poco collaborativi!
uffffffffffff
ma si può ?-a un’ora
dalla cerimonia -chiedere ai tapini di scrivere a macchina e imprimermi un
testo leggibile?
Avevano ragione
di mandarmi al diavolo, madre insensata e fuori di testa (lei e il suo testo)….e
infatti un po’ lo ero con le mie pretese assurde e non solo per queste …
Alla fine con
parte dell’ode stampata e il finale scritto a mano di mio pugno (più indolore
di uno ricevuto diritto da K.O) sono partita con il nostro “fotografo ufficiale”.
Il testo
inspiegabilmente scomparso dalla mia pochette dopo la lettura e mai finito su Glob ha quanto mai
deluso Fidèle.
Comprensibile!
Ma la delusione
mia ? di aver deluso una figlia e perso un testo?
Immensurabile!
Mi ero rassegnata
a riscrivere qualcosa certa che sarebbe stato un ripieguccio, mera panacea e inoltre… black
out totale!
e poi…..
Visto che non
butto mai via nulla (tranne le cose che servono in genere) e che ogni tanto faccio
pulizia, o meglio ….
di ritorno e con tanti conti ma notare, rimettendo ordine
nella cesta del computer che si era rotta e avevo dunque svuotato per ricacciare alla rinfusa in una nuova cesta mi sono armata di coraggio per vedere cosa vi avessi rimpiattato e……….
Miracolo!
Di nuovo qua al
mio desk …per salvare l’ode ritrovata sui miei documents, assistita dal bel
tempo necessario per la mia creatività e sotto il cielo di Provenza….
Sotto il cielo di Provenza questo di’ di metà
maggio,
(cui invochiamo la clemenza) terminando sta il
viaggio
iniziato a Cartagena, con l’ufficial fidanzamento
quando Ricky e la Costanza sono stati in un
momento
mascherati in topolini coi cappelli preparati
dalla Reinoso family che da Orlando li a portati
e poi insieme con champagne a Connie e Ricky
abbiam brindato
ché sull’Isla del Rosario un finto anello le ha
donato.
Iniziato è il tourbillon delle visite ai castelli
per poi fare il resoconto ai futur sposi novelli.
Setacciata è la Provenza, in lungo e largo senza
sosta
la mia proverbial pazienza di una virgola si
sposta
mentre il padre ben devoto nell’azione si cimenta
con gran slancio e con passione guarda, scruta e
poi commenta.
C’è Milano in allegria per cercar l’abbigliamento
dura caccia a pieno ritmo, con le amiche è un gran
momento.
Officina delle Fate, Spose a Monza o a Milano
velo lungo, corto o senza, una sedia cerco invano…
prove, prove senza requie con un ritmo ben serrato
ogni volta pare il buono, e alla fine “Lui” è
trovato.
Si riprende senza fallo la ricerca dei servizi,
son
richiesti per la festa cuochi, cuoche e musicisti.
E cosi se non bastasse al nostro ruol di genitori,
gli si
aggiunge pure quello di valenti assaggiatori,
per poter
selezionare chi si aggiudichi l’evento
per la cena
o per il brunch e dei vini il complemento.
“Entre
Amis” son per la sera con “Rien sans raison”
per la festa di dimanche, il food truck “Aux P’tits
Oignons”
con Bené ai suoi fornelli che un banchetto ha già
allestito
giovedì dodici maggio alla conclusion del rito,
dopo il SI in municipio che di Ricky è un po’
tardato:
“Son trilingue assai valente, ma il mio french poco
adeguato!
Ce n’est pas trop difficile de répondre
un simple OUI
Mais savoir à quel moment il n’y a
personne qui l’a traduit »
E la sposa un po’ interdetta d’ugual moneta ha
ripagato,
pure lei a
dar risposta per un po’ ha esitato.
Ma a l’eglise de St Pons non c’è da preoccuparsi
il Pere Michel poliglotta agli sposi sa adeguarsi.
Mista è la celebrazione come tour di Babilonia
tra gli amici e le famiglie ogni lingua qui
risuona.
Tutti uniti agli sposi sotto il cielo di Provenza
qui brindiamo a Richy e Connie e del meteo la
clemenza!
Mrs Meteo
ringrazia sentitamente tutte le stazioni meteorologiche dei vari continenti che la hanno supportata, depressa, angosciata,
risollevata, fatta sperare, sprofondare nella più nera depressione….e non contenta, sullo
slancio ha continuato ad interrogare gli “astri “ (e conoscerne la presenza e
disponibilità a presenziare) per il successivo evento…..il battesimo di Petit
T, suscitando ire poco contenute della madre del suddetto, che non voleva saperne nulla.
samedi 12 novembre 2016
ME-TE-O me-te-o.....
Son trascorsi ormai sei mesi da giovedì dodici maggio
iniziato con la pioggia, poi scaldato da un bel
raggio
di quel sol primaverile che spuntato a mezzodì
rallegrato ha la festa di quel primo doppio SI
Il suo arrivo un po’ tardivo, fuori il pranzo ha
impedito
ma al momento delle torte pur se non brilla anello
al dito
i due sposi hanno tagliato torte e pure il
pasticcino
allestiti con gran cura sulla table del giardino.
L’indomani una gran pioggia tutti ha fatto preoccupare
anche il meteo per il sabato non faceva ben
sperare
santi numi, pie saette, sai che orror!
disperazione!
ma la sposa previdente si noleggia un bel tendone
Gran successo ha la serata dopo il si nella chiesetta.
Non c’è due senza tre e domenica ci aspetta
un pic nic alla piscina tra eleganti tavolini
con il cibo preparato dai superbi camioncini.
Fa un bel caldo insperato nell’amena giornatina
ed i bimbi assai gioiosi si cimentano in piscina
sotto l’occhio delle madri padri, nonni, zie e
affini
tutti cool e rilassati sia grandi che piccini.
Via lo stress da cerimonia, di una corsa a perdi
fiato
son stravolta a un tal punto che neppur ho
immaginato
e mi allungo sul divano dove perdo conoscenza
ma la festa va avanti e di me posson far senza!
Sono qui a poetare per disgrazia e grande scorno
per cercar di rimpiazzare il mio testo del gran
giorno
che nell’eter si è dissolto in un modo molto
strano:
l’ho cercato nella borsa ma, ahimè, cercato
invano.
Ero certa si trovasse nella mia bella pochette.
( dove entra con fatica un paquet de cigarette )
Ben piegato in quattro il foglio e col mio
telefonino
l’ho tenuto accanto a me, al mio posto al tavolino
dopo che lettura ho fatta e il poema sciorinato
il foglietto laggiù dentro ho di nuovo ben
cacciato.
Pergamena da tre soldi in tutta fretta ricopiata
da una copia proprio brutta che credevo cestinata
quando invece proprio ieri nel bel fare pulizia
è spuntata all’improvviso tra l’incredulità mia.
Decifrare quanto scrissi non è stata poca impresa
tra doppion, cancellaticci e una lista della spesa
che riempiva un bel pezzetto del mio singolare
foglio
e finiva per creare un bel sacro e strano
imbroglio.
Ma la gioia è stata tanta per quest’ode ritrovata
che la mente, a tutta birra, nel conflitto si é
slanciata.
Dopo un poco di rodaggio la fiducia fa ritorno
e quell’ ode delle nozze in breve tempo io vi sforno.
Per la gioia di Fidèle assai sorpresa e pur sdegnata
che un bel dì, all’improvviso tutt’a un tratto si è
svegliata
e ha
cercato nei racconti dall’inizio a fine mese
quello che le ricordasse le sue più rosee e dolci imprese.
…….
Ma chi cerca
trova, ovviamente a patto che cerchi
e chi ha orecchi per intendere intenda e legga i miei sms subliminali...
vendredi 11 novembre 2016
Niente scuse....sono di ritorno
Sono di ritorno e se ho potuto esimermi dal manifestarmi via blog in occasione degli ultimi compleanni: l'ultimo del ventennio di Fidèle, il sesto di Glob con i suoi 7 Halloween e infine quello della Pyn nyP con la sua prima candelina, soffiata mentre io, sull'altra sponda dell'Atlantico, chiudevo le valige.....oggi non ho scuse!
Sono atterrata, rimpatriata ( se consideriamo la patria adottiva), rincasata, parzialmente ripresa non tanto dal jetlag, dato che le tre ore attuali non danneggiano troppo, quanto da un fastidioso malessere che mi ha fatto ipotizzare le più subdole malattie tropicali.
Sono stata quasi sul punto di andare a condividere le mie supposizioni diagnostiche con il nostro beneamato medico di famiglia, più per testare le mie attitudini cliniche che per chiedere rimedi che la farmacopea non offre.
Poi il buonsenso, la paura del ridicolo e di disturbarlo alla vigilia di un lungo fine settimana, sottraendogli minuti preziosi per malati veri, mi hanno dissuasa, procrastinando il consulto a giorni futuri in caso di non miglioramento.
Tanto il nostro amato doc ha già la sua paziente "privilège", pur se il paziente (aggettivo e non sostantivo) é lui con lei e la privilegiata é lei, che fin dalla sua "reggia" lo chiama per consulti oramai soprattutto pediatrici.
Un tempo si focalizzava sui suoi malanni, oggi devolve il sapere e la scienza del nostro amatissimo dottore alle cure della sua progenie.
Nulla la trattiene!
La nostra Pamela è un ciclone, una Furia, una Erinni o Eumenide (si consiglia un tour sulla Treccani per assaporare tutto il significato del termine utilizzato a scopo solo glorificante), giunonica di nome e di fatto ( c.s.), una creatura meravigliosa nata oramai xxxx anni fa in una land da cui ci si può' attendere di tutto, come da lei.
Benvenuta tra le genitrici, meravigliosa figlia in questo tuo primo compleanno da Mamma.
Sono atterrata, rimpatriata ( se consideriamo la patria adottiva), rincasata, parzialmente ripresa non tanto dal jetlag, dato che le tre ore attuali non danneggiano troppo, quanto da un fastidioso malessere che mi ha fatto ipotizzare le più subdole malattie tropicali.
Sono stata quasi sul punto di andare a condividere le mie supposizioni diagnostiche con il nostro beneamato medico di famiglia, più per testare le mie attitudini cliniche che per chiedere rimedi che la farmacopea non offre.
Poi il buonsenso, la paura del ridicolo e di disturbarlo alla vigilia di un lungo fine settimana, sottraendogli minuti preziosi per malati veri, mi hanno dissuasa, procrastinando il consulto a giorni futuri in caso di non miglioramento.
Tanto il nostro amato doc ha già la sua paziente "privilège", pur se il paziente (aggettivo e non sostantivo) é lui con lei e la privilegiata é lei, che fin dalla sua "reggia" lo chiama per consulti oramai soprattutto pediatrici.
Un tempo si focalizzava sui suoi malanni, oggi devolve il sapere e la scienza del nostro amatissimo dottore alle cure della sua progenie.
Nulla la trattiene!
La nostra Pamela è un ciclone, una Furia, una Erinni o Eumenide (si consiglia un tour sulla Treccani per assaporare tutto il significato del termine utilizzato a scopo solo glorificante), giunonica di nome e di fatto ( c.s.), una creatura meravigliosa nata oramai xxxx anni fa in una land da cui ci si può' attendere di tutto, come da lei.
Benvenuta tra le genitrici, meravigliosa figlia in questo tuo primo compleanno da Mamma.
Piccioncino per Pirulina
Perduta e sperduta nel lontano Brasile, dal clima tristemente e inaspettatamente poco accogliente, non ho avuto né forza né coraggio di sfiorare i tasti del mio IPad per depositare un augurio a Fidèle, che a mio umile e sensato avviso neppure si é sognata di cercar ovetti nel mio pollaio.
Tutta presa e intenta a covare il suo uovo e a traslocare non credo abbia prestato la benché minima attenzione al mio impasse.
Prevenendo la mia defaillance e da madre previdente mi son pero' manifestata tramite i servizi postali con una bella bustona dotata di cretinate ultra-light e carta augurale.
Tanta era la paura che arrivasse troppo presto, prima del loro trasloco nella nuova abitazione (e con nessuno a riceverla) che ho operato un sistema calcolato non si sa bene sulla velocità di quale piccione e che ha finito per far arrivare il collo in ritardo, ovvero dopo il fatidico 4....
Devo ammettere che in realtà io e i piccioni non ce la diciamo troppo.
Oltre ad imperversare sul tetto della casa avita insozzando davanzali, marciapiedi e giardino mi rompono le scatole anche in altre sedi.
Sospetto la presenza di cellule speciali addestrate in Siria e inviate nel mondo per attaccare e cogliere il bersaglio.
Alla vigilia della mia partenza mentre davanti al distributore automatico mi accingevo ad inserire la carta per sottrarre alle avide banche un po' di contante per il viaggio, sono stata colpita e affondata dalla proiezione di un ignobile pennuto adagiato sul cornicione.
Il perfido dotato di mira sapiente con un sol colpo ha centrato sopracciglio destro e montatura degli occhiali e senza scomporsi ha continuato a tubare.
Né inorgoglito per il centro, né disturbato dalla mia imprecazione che ha seguito un lungo momento di silenzio interdetto e ancor meno dal mio battito di mani (che ogni tanto sorte qualche effetto sui piccioni toscani), ha seguitato imperterrito tal l' "asin bigio rosicando un cardo";...
Maledetto!
Lui e tutta la sua stirpe!
Ripulitami sommariamente con un provvidenziale fazzoletto dimenticato nella tasca della giacca che avevo indosso e probabilmente datato di almeno una stagione, mi sono affrettata ad allontanarmi a mani vuote, vista turbata e orgoglio ferito.
Ho depositato la mia busta dall'amica Yvonne perché me la spedisse alla data ipotizzata dai miei calcoli avionici e sono ritornata alla banca per un prelievo allo sportello interno.
Meglio non sfidare di nuovo la sorte.
L'infame era ancora là!
Se a Fidèle e a me piacessero carne e volatili potrei tentar di trovar consolazione in una vendetta servita calda piuttosto che tiepida dentro un vassoio contenente un bel pigeonnot farci au foie gras.
Ma i piccioni non fanno per noi neppure arrosto.
Festeggeremo altrimenti e in decalage questo compleanno prima che l'ovetto si schiuda.
Anche se in ritardo, Happy B-Day dal mio Glob.
Tutta presa e intenta a covare il suo uovo e a traslocare non credo abbia prestato la benché minima attenzione al mio impasse.
Prevenendo la mia defaillance e da madre previdente mi son pero' manifestata tramite i servizi postali con una bella bustona dotata di cretinate ultra-light e carta augurale.
Tanta era la paura che arrivasse troppo presto, prima del loro trasloco nella nuova abitazione (e con nessuno a riceverla) che ho operato un sistema calcolato non si sa bene sulla velocità di quale piccione e che ha finito per far arrivare il collo in ritardo, ovvero dopo il fatidico 4....
Devo ammettere che in realtà io e i piccioni non ce la diciamo troppo.
Oltre ad imperversare sul tetto della casa avita insozzando davanzali, marciapiedi e giardino mi rompono le scatole anche in altre sedi.
Sospetto la presenza di cellule speciali addestrate in Siria e inviate nel mondo per attaccare e cogliere il bersaglio.
Alla vigilia della mia partenza mentre davanti al distributore automatico mi accingevo ad inserire la carta per sottrarre alle avide banche un po' di contante per il viaggio, sono stata colpita e affondata dalla proiezione di un ignobile pennuto adagiato sul cornicione.
Il perfido dotato di mira sapiente con un sol colpo ha centrato sopracciglio destro e montatura degli occhiali e senza scomporsi ha continuato a tubare.
Né inorgoglito per il centro, né disturbato dalla mia imprecazione che ha seguito un lungo momento di silenzio interdetto e ancor meno dal mio battito di mani (che ogni tanto sorte qualche effetto sui piccioni toscani), ha seguitato imperterrito tal l' "asin bigio rosicando un cardo";...
Maledetto!
Lui e tutta la sua stirpe!
Ripulitami sommariamente con un provvidenziale fazzoletto dimenticato nella tasca della giacca che avevo indosso e probabilmente datato di almeno una stagione, mi sono affrettata ad allontanarmi a mani vuote, vista turbata e orgoglio ferito.
Ho depositato la mia busta dall'amica Yvonne perché me la spedisse alla data ipotizzata dai miei calcoli avionici e sono ritornata alla banca per un prelievo allo sportello interno.
Meglio non sfidare di nuovo la sorte.
L'infame era ancora là!
Se a Fidèle e a me piacessero carne e volatili potrei tentar di trovar consolazione in una vendetta servita calda piuttosto che tiepida dentro un vassoio contenente un bel pigeonnot farci au foie gras.
Ma i piccioni non fanno per noi neppure arrosto.
Festeggeremo altrimenti e in decalage questo compleanno prima che l'ovetto si schiuda.
Anche se in ritardo, Happy B-Day dal mio Glob.
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