perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 24 juillet 2011

TRANSUMANZA FINALE

Ho l'impressione di aver compiuto ieri la mia ultima Transumanza.
Dopo tante discese dalla mia collina fino al mare per raggiungere babbo e la mia vecchia casa e poi a ritroso, ieri dal mare sono salita su un’altra Collina, per l’ultimo viaggio legato a Lui.
L’ho accompagnato come volevo, guidando, con i Gatti mezzi che miagolavano e fischiettavano come nei miei lunghi tragitti da sola, e questa volta l’auto era tutta rosa di bimbe. Connie e Jen alle mie spalle, ed Ester il mio copilota, al posto dove Lui sedeva nei nostri giretti.
Cerimonia semplice in famiglia e con pochi intimi.
Forse già più di quanti lui avrebbe voluto, ma sono certa che non se n’è dispiaciuto perché erano tutte persone care.
All’ingresso del paese, in basso, all’altezza della chiesa di Bibbona, in mattoni, famosa per il cambio che gli stolti paesani fecero, cambiando il piombo coi mattoni, ho sentito la presenza della cugina Daniela, lontana a Seattle, ma presente con il suo spirito vivo, anzi vivissimo.
È stata una sensazione strana, improvvisa, pensavo a tutt’altro ed è come se qualcuno mi avesse bussato sulla spalla ed ho subito capito che si trattava di lei
All’arrivo, la cappella Caramelli ci attendeva aperta, la porta spalancata ad augurarci il benvenuto, il bentornati. Gli operai si affannavano a smuovere qualcosa e nell’attesa ho dato un’occhiata dentro alla ricerca di una foto sull’altare che non c’era.
E poi cime che calavano…e ricordi che risalivano.
Turbini di emozioni.
 Emozioni che turbinavano…..
E oggi, ieri sembra già remoto
Domani, tornero’ a viaggiare avanti e indietro, ma  non sarà più TRANSUMANZA

samedi 23 juillet 2011

ULTIMO VIAGGIO

Vorrei poterlo far salire in auto con me nella mia "Bianchina"che mi ha accompagnato nelle mie tantissime Transumanze, la stessa che ha scortato la nypote al teatro per il fatidico si, farlo sedere accanto a me istallata alla guida e portarlo a gironzolare, come facevamo sempre di più in questi ultimi mesi. Su e giù per le colline dei paesetti vicini a Casale, dove traversando il paesino a passo quasi d’uomo, ultimamente eravamo stati sorprese da questo grido”Ma è il dottore!”.
Fermati nel mezzo di una discesa, bloccato il pur esiguo traffico, avevamo lasciato i ricordi di una sua ex paziente srotolare il gomitolino, di una matassa di cui però  lui non trovava il filo. Forse la ricordava ma vagamente. Ricordava però bene questa sua prima condotta a Casale, dove era giunto, giovane medico, lasciata la clinica pisana, dove non poteva permettersi di fare il questuante a vita, mantenuto a spese della famiglia, in attesa di farsi spazio in un mondo chiuso . Voleva guadagnare per essere indipendente e …costruirsi una Barca tutta sua.
Casale.Piccolo mondo di paese dove si relazionava con il prete, il veterinario, il farmacista,….é qui che aveva conosciuto Anna Maria della stirpe appunto di chi dispensava pillole, unguenti e preparati galenici e la ancor più piccola Matilde delle tipografie.
Amicizie mantenute tutta una vita.
Anna Maria con Mario sono venuti ieri mattina per un saluto, e Anna ricordava quando, invitato a pranzo a casa loro, si sedevano accanto per reclamare insieme doppia razione di dolce.
 Matilde invece lo aspettava già in una di queste isole.
Porto Azzurro dell’Elba? Capraia?
Non so.

Tante giratine sulla rotta del porticciolo, il tramonto alle Gorette, Marinetta, fino alla spiaggia degli Zazzeri, a Bolgheri, tra la strada del vino….e Bibbona.
Bibbona , dove era giunto per sostituire un collega  che aveva lasciato la condotta ed è qui dove aveva conosciuto la Signorina.
Periodo di guerra. La mamma e buona parte della famiglia Caramelli, quella della nonna Stenia, erano sfollati nel paese d’origine del bisnonno Manasse, dove ancora si viveva  nella casa con il balconcino, la più bella del paese, la dimora del bisavolo.
C’era anche la piccola Renata più conosciuta universalmente con il soprannome di Cicci, la prima delle bisnipoti di Manasse, nipote di Aristodemo, il primogenito dei figli del grande capostipite e figlia di Enzo, uno dei tre maschi, fratellino delle mitiche Zia Renata, zia Iris e zia Rita (al secolo Adelina).   La piccola, ammalata, aveva aperto le porte al Dottore e permesso l’incontro. 
Cicci, galeotta!poi il Dottore era tornato a curare la nonna Stenia, malata di cuore e alla fine aveva fatto il grande ingresso in casa, in questa casa da cui oggi uscirà per l’ultima volta.
Oggi a Bibbona ci andremo di nuovo per quest’ultimo viaggio e purtroppo non potrà sedere al mio fianco, ma la mia Bianchina la guiderò io, cercando di immaginarmelo accanto, facendo astrazione di tutto e di tutti, senza il conforto dei miei Gatti Mézzi se CV sarà con me nell’abitacolo.
Ecco arriveremo lassù sulla Collina, dove tutti dormono al fresco della cappella o fuori nella sua ombra. Ultima dimora terrena accanto a mamma, dove riposeranno insieme cullati dalle note di Spoon River…ritrovando le parole dei poemi che lui le leggeva…
Di nuovo lui potrà sussurrarle:
“Non ci sono matrimoni in cielo, ma c’è l’Amore” trovandola questa volta consenziente.

vendredi 22 juillet 2011

21 LUGLIO

Dopo giornate febbrili trascorse sulla banchina, in grandi preparativi, il Capitano ha deciso di mollare gli ormeggi e prendere il largo.
Le isole dell'Arcipelago lo attendono, le acque ribollono.
Il vascello fantasma é risalito in superfice alle Formiche di Grosseto, ha spiegato le vele e lo ha accolto al timone.
La Signorina ha riposto il suo mazzo di carte con cui ha giocato lunghissime partite di Solitario, paziente, in attesa che tutto fosse pronto ed attende al suo ruolo di Secondo con l'energia e l'entusiasmo di un tempo.
La piccola flottiglia riprende a solcare i mari.
Il Sara,l'ammiraglia, seguita dalle vele rosse del Pegaso e il vecchio equipaggio del Nuvola Rossa.
Tutti ai rispettivi posti ...e il Gran Pavese che sventola.
C'é un tempo per tutto e ora.... il tempo di mollare gli indugi....
Porto Azzurro....Girolata..la Giraglia .....
Un porto di pace, un Faro per tante rotte...
Mentre io non so piu' da quale direzione soffi il vento........

vendredi 15 juillet 2011

14 JUILLET

Eco di fuochi d'artificio bianchi, rossi e blu....
meteore d'oltr'alpe sotto la luna dell'exagone.
Sotto il sole di toscana invece, oggi si cuoce piu' lentamente.
Si é levato il vento e tutto si sconpiglia.
Si respira meglio, si suda meno, ma per un piccolo passo avanti...dieci indietro.
Il Capitano ha la febbre e stanotte naviga in altre acque tempestose.
Una nuova notte di veglia ci attende....
Sogni.... di un porto dove attraccare al riparo ...

vendredi 8 juillet 2011

7 LUGLIO ...SETTE LUGLIO

7 LUGLIO, sette...
Mi piace il numero sette. Uno dei miei preferiti senza dubbio, al punto che scelsi la doppietta sette-sette, del giorno e del mese, per immortalarla sulla mia, forse meglio dire la nostra partecipazione di nozze.
Avessi potuto, ci avrei aggiunto un’altra coppia,quella dell’anno e così avremmo avuto un sette-sette (millenovecento) settanta sette…
C.V.purtroppo a tale data non esisteva ancora nella mia vita.
Ci / Vi entrò solo il’1 febbraio del settantotto così di sfuggita e poi il 2 settembre con maggior presenza, e poiché sono un’amante delle cifre dispari, dovetti attendere il luglio successivo per una data propizia, atta al convolaggio.
Stamani mentre stravolta da una notte corta e di trambusto, bevevo il mio cappuccino ripensavo a trentadue anni fa. Ero in piedi alla stessa ora per prepararmi con Marcella la nostra parrucchiera che era venuta per acconciarmi i capelli che furono raccolti in uno chignon.
Chissà forse anche quella notte, cercando di immaginare il mio futuro, avevo dormito poco e male, in questa casa dove avevo trascorso l’ultima notte da”signorina”, ma se così fu, non ne ho nessun ricordo.
Sono di nuovo nella casa della mia infanzia, sola senza CV rimasto con i gatti nella casa di Provenza, confusa, rimbecillita, a cercar di immaginare di nuovo il futuro, un futuro che mi vedrà ormai “in prima linea”.
Guardo l’orologio. Trentadue anni fa, avevo oramai sicuramente pronunciato il fatidico si, mentre mio cognato, fotografo amatore, scattava foto che non avrebbero mai visto la luce, rinchiuse nell’immaginazione di un apparecchio fotografico senza rullino in azione .
Se ho avuto la fortuna di poter rivedere delle immagini, ricordo della giornata, lo devo allo zio Francesco, il marito di zia Esther, lui, fotografo dilettante che riprese momenti chiave dell’evento.
 Ancor oggi i miei occhi hanno fissato quanto immortalò all’epoca l’obiettivo.
L’arrivo in auto blu scortata da Marchino, allora giovanissimo e magrolino.
 Il Barracuda della Costa Etrusca come amava autodefinirsi
L’entrata in chiesa, al braccio di babbo, che oggi si regge al braccio mio.
L’uscita sul marciapiede.
Niente sagrato! Le nozze furono celebrate nella Cappellina del Sacro Cuore, appendice dell’Istituto delle suore e della scuola Magistrale; dove aveva studiato la mia mamma.

Rivedo circolare davanti qualcuna delle mie Coccinelle che mi avevano regalato un libro di ricette di cucina per “allietare” o “avvelenare” il mio maritino.
Per quel giorno almeno non ci fu la preoccupazione del pranzo.
Cucinarono gli Zazzeri di Marina di Bibbona in quello che allora non era per nulla un ristorante super ricercato e alla moda come adesso.

 Dove si mangiava però divinamente bene.
 Dove i commensali rimasero più che felici e soddisfatti, mentre noi ci defilammo prima di loro.
Dove io abbandonai l’abito bianco e lungo per un comodo vestitino di maglina che è ancor vivo a tutt’oggi ed è diventato camicia da notte di mia nypote quando dorme in questa casa.
…. e poi via in auto fino a Roma, l’aeroporto …le Seychelles…..
E qui grazie al cielo avevamo la nostra macchina fotografica……

lundi 4 juillet 2011

4 LUGLIO-RETTIFICA

Facebook mi ha fatto stramazzare.
Ha messo nero su bianco e sottolineato.... quanto io sia fusa.
Layla non é nata il 4 Luglio!
Pazienza! avrà degli Auguri Anticipati....
Pazienza! l'avro' invecchiata di cinque giorni...non mi pare così drammatico...
Oramai é tardi per cancellare e riscrivere, anche se ho sbagliato la data, su lei la penso nella stessa maniera.
Vorrà giusto dire che conosco due fantasiosissime persone nate sotto il segno del Cancro a cinque giorni di distanza.
Il solo problema è
:
CON CHI L'HO CONFUSA ?
CHI ALTRI SE NON LEI E LA FEDE E' NATO IL 4 LUGLIO?
La mia casellina sotto la dura madre, l'aracnoide e la pia madre impazza, apre e chiude la porta, la sbatte, la sbatacchia, ma niente da fare...nessun ricordo viene a galla, nessun pezzetto di legno cui attaccarsi per galleggiare in questa specie di mare oleoso dell'oblio dove vele, bandiere e anche il più sottile segnavento pendono mosciamente.
Calma piatta!
Bonaccia delle più deprimenti!
Passo in rassegna questo mese di luglio: compleanni passati e compleanni a venire, sperando che si accenda un lumino...
Elena il 1° luglio. L'ho chiamata per farle gli auguri, era a Limone a respirare un po' d'aria asprigna e frizzante, stava bene con una bela voce argentina.
Yoann il 2. Mi sono improvvisamente ricordata che l'anno scorso era a Barcellona a questa data e che era il suo compleanno; Lui pure ha avuto diritto ai suoi auguri via mail.
Nessuno il 3 e questo 4 che mi fa impazzire.
Il 7 Francesca, la bimba della zia Celsa. Non la dimentico, è nata il giorno in cui io mi sono sposata…lei però qualche anno prima delle mie nozze.
L’otto, Bacco junior, quello che però nonostante il nome non beve vino, quasi gemello di Federica. Quattro giorni li separano, in assoluto.
Il 9, colei che ho festeggiato oggi,erroneamente.
Il 14, Gaetan il franco-australiano, quello che affettuosamente chiamo Gas, pensando al topolino di Cenerentola . Con la differenza che il Gas topo è cicciottello e Gaetano è magro.
Stessa data, pure il compleanno del nipote acquisito, Alessandro, sposo da quindici mesi della mia tenera nypotina (il mangiatore di Bastogne).
…e come dimenticare i duecentoventidue (bella cifra) 222  anni della presa della Bastiglia ???
Notorio che sono sensibile al numero 22!
Altra data storica il 15 .
Storica familiarmente! Data del genetliaco della zia Esther, la zia della casa di Marina, la zia  di tantissimi ricordi della mia infanzia nonché mamma di mia cugina Daniela.
Ma è anche il compleanno della mia amica Anna che vive in Canada, che non vedo da un lustro e con la quale amavo fare magie …tutto fumo e niente arrosto. Solo un Hocus Pocus delle nostre fantasie, laddove la strega, malefica ma non certo paurosa, si chiamava Giullarda.
Anche Cecilia, incontrata qua in Provenza è nata il 15 luglio, me lo ricordo in conseguenza delle due precedenti e anche della seguente Yvonne del 17.
Yvonne è un’amica olandese, mamma di Kim compagna di scuola, di violino e di marachelle della mia primogenita. E’ anche la proprietaria con Jean Luc, il marito di uno dei ristoranti preferiti di famiglia. Il “Le Formal” di Aix una delizia assoluta del palato! Con lei e, Cecilia avevamo tutte, i figli insieme alla scuola internazionale.
Chiudo il mese con Angela, ultimo compleanno di luglio (che mi par veramente precoce il solo ricordarlo), senza che peraltro il cervello si sia intanto snebbiato;..
Chi è nato il 4 luglio? Lancio un S.O.S. un avviso di ricerca.
Non sono certa di nulla, so solo che non è il mio compleanno!
PS
un recente passaggio sul facebook mi notifica che é il giorno di nascita dell "Ulisse" pisano, fratello della erroneamente festeggiata...ma sarà lui il misterioso 4th of july che mancava all'appello?
Boh! Who knows?
Io in ogni caso continuo a veleggiare nelle nebbie

4 LUGLIO

Giornata di botti, mortaretti, fuochi d'artificio & affini, tutto in tricolore, stelle e strisce.
Dall'altra parte dell'oceano si festeggiano con l'INDIPENCE DAY i duecentotrentacinque anni della data fatidica.
Io apro la casellina compleanni nel mio rimasuglio di cervello e cerco i festeggiati del giorno, sperando di non dimenticare.
Trentacinque, per Federica, una delle famose "bimbe", nata per l’appunto nel bicentenario della festa dell’Indipendenza Americana.
 Sembra ieri che accompagnavo a letto lei e le sorelle, rimboccavo le coperte e raccontavo storie rocambolesche e never ending, specie di soap opera per l’infanzia che mi divertivo a sviluppare, allungare, intricare e ingarbugliare sera dopo sera. Storie che inventavo sul momento, intrighi che sviluppavo sull’ispirazione dell’istante, senza sapere mai, in anticipo come sarebbe andata a finire, certa solo che ci sarebbe stato un happy end, perché a me le storie senza lieto fine piacciono molto, ma molto poco.
Sono certa che Federica, la più fantasiosa e immaginifica delle ex-bimbe avrà preso il relais raccontando ai suoi, Lorenzo e alla piccolissima Benedetta, storie e storielle fantastiche.
E per rimanere nel campo del fantasioso, oltre alla figlia di un’amica, ho anche un’amica da ricordare e festeggiare in questa data.
Più anziana di Federica, più giovane di me, comunque una signora, ragion per cui ne ometto l’età,
Una insomma che può indossare diamanti,senza “apparire cafona”…memore di quanto affermava Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, mentre mangiando il suo sandwich ammirava la vetrina e si consolava dell’idea che i diamanti per lei, giovane ragazza, erano un sogno lontano e forse irraggiungibile.
Layla ha i diamanti e non è cafona! Ha pure un’immaginazione senza limiti che ha utilizzato per allevare, divertire e deliziare i suoi due maschietti, cresciuti nell’idea che avevano un ruolo di “palo” nella vita, per proteggere la madre.
Ogni qual volta lei andava al cash dispenser per prelevare denaro con la carta bancaria, esortava i bimbi a guardarle le spalle in caso arrivasse una macchina della volante, mentre lei faceva indisturbata il colpo…
Possedeva una gallina magica che deponeva ovetti Kinder, per la gioia dei due rampolli e l’invidia degli amichetti che gridavano "all’imbroglio" ma che nel dubbio e nella speranza di ottenerne uno pure loro erano pronti a fare atto di fede.
Cara vecchia gallina di peluche che per anni era stata nel mio pollaio casalingo prima di finire ad allietare i bimbi di Layla.
Da me non compieva simili prodezze, la mia fantasia ben viva, non aveva mai pensato di incrementare le vendite della Ferrero, cui già pagavo il tributo per la Nutella, con la quale tutti in famiglia“ci siamo sciagattati” ad eccezione di CV, cioccolataro, ma di ben altro livello.
Con l’animo streghesco ma molto meno happy end style di me, generosa e sempre pronta nel momento topico ha incrociato i miei destini.
 Prima sul mare nostrum, io a bordo del “Sara”, lei del “Nuvola rossa”.
Poi nel nord d’Italia dove è finita come me dopo le nozze, io a Cardano al Campo, lei più cittadina a Varese.
E’ venuta a scoprire il mio Canada e la mia Provenza e mi ha deliziato e confortato portandomi un tocco e un’aria di casa con i CD dei Gatti Mézzi.
Che dire d’altro, di questa donna che non è certo di “quelle che fan le finte stanche” o “che levano il grasso dal prosciutto…lei è veramente “cresciuta tra le bodde e i biacchi” e ha sempre saputo mantenere quel suo buon senso rupestre, capace di sdrammatizzare e apprezzare il sale della vita.
TANTI AUGURI!
Tanti auguri di cuore e a presto per festeggiare insieme, magari con una bella bouillabaisse, o anche con un “Cacciucco blues”

samedi 2 juillet 2011

PRIGIONI

 Oggi é una splendida giornata di sole che ho devoluto a lavori casalinghi.
La mattina mi ha vista all'opre femminili intenta,  e c’erano pure le quiete stanze che suonavan…. non dimentichiamo che l’altra metà del mio nome è Silvia e che lo devo all’amore della mia mamma per il nostro Giacomo recanatese.
Ho teso il bucato e stirato una montagnola di magliette e camice, mentre le quiete stanze( CV era al tennis, e a parte lui,assente, pure i gatti si trattenevano da miagolii stordenti e stridenti) ben silenziose, mi lasciavano assaporare la voce argentina della mia ultimogenita che mi faceva telefonicamente compagnia.
La telefonata inizialmente su toni un po’ “scazzati” ha ripreso un’andatura da crociera con veleggiata e qualche doppia bordeggiata. Momenti di grande arricchimento e compartecipazione che mi hanno procurato una benefica e duratura sensazione di piacere.
Passerò sul fatto che la mia fidèle de sept heures, mi sta facendo tante, troppe infedeltà e che vorrei quasi ormeggiarmi per farla scendere a Rikers Island, o la Cayenne, poi in un anelito di patriottismo penso allo Chateau d’If decisamente più in tono con me e il mio blog.
Ci ripenso meglio e mi dico che per ognuno c’è la sua prigione…per me il mio castello d’IF.
Lascio la mia bimba andare a ritrovare la sua amica Mirela augurando loro una bella giornata e io me ne ritorno nella mia cella a stirare e ricordare serena….


Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi? 

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

vendredi 1 juillet 2011

VENTOTTO-ZERO-SEI

Ventotto zero sei.

Cifre che trovo carine, facili da ricordare e che mi piacciono.

Chissà se avrei dovuto inserirle in una combinazione vincente?

Facili da tenere a mente non solo perché ho sempre avuto una certa facilità nel memorizzare i numeri, o perché quest’accoppiata ha fatto il giro del mondo, diventando tristemente e scabrosamente famosa, ma perché è la data, giorno e mese, di nascita della mia mamma e quest’anno anche l’occasione di un ennesimo giretto a Parigi.
Il 28 giugno è stata la mia ultima serata parigina, quella che mi aveva dato il “LA”per raggiungere la capitale. L’occasione un invito alla Maison de l’Europe per il premio:
“Prix de l’initiative Europeenne”- Les liens franco-italiens et la construction europeénne.

Nuova occasione per ascoltar ritracciare la storia dell'unificazione italiana con la collaborazione francese, per seguire ancora una volta, con piacere e interesse, il cugino Alberto parlarci del  contenuto della sua ultima fatica pubblicata “W l’Italie”….quando i francesi si appassionavano per  l’Unità.

Questa sera, ovviamente il libro è stato solo parzialmente presentato, non era questo lo scopo principale della serata e comunque non sono certo le presentazioni di quest’ opera
che mi sono mancate.

In pool position o quasi quando ci fu la “première”all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi nello scorso ottobre 2010; evitai, per educazione, la prima fila, ma requisii metà della seconda ad usum familiae.

Replica a metà gennaio in occasione della presentazione a Aix en Provence, alla libreria Vent du Sud sotto l’egida di Bernadette e dell’AIAPA e dulcis in fundo, dato che non c’è due senza tre, a Roma al Centre Culturel Saint Louis de France un 11 febbraio, storica data della Conciliazione, in cui pure CV (il mio solito Compagno di Vita) si è conciliato con la Capitale e vi ha rimesso, dopo secoli, il piede.

Avremmo potuto presenziare anche in altre città, ma sarebbe stato difficile sceglierne una a scapito di un’altra. Così alla fine abbiamo optato per le due capitali e ovviamente per la nostra “capitale” provenzale, limitandoci infine solo a queste.

Questo 28 giugno serata di un caldo apocalittico, in cui ho rischiato di sciogliermi come un ghiacciolo al sole, pur stando seduta all’ombra ho avuto l’occasione di scoprire Catherine Lalumière, già deputato europeo, attualmente presidente della Maison de l’Europe, una signora non giovanissima, brillante, vivace, convinta europeista, che mi ha fatto pensare a mia madre e alla sua amica quando con l’entusiasmo e la fiducia di anni pur difficili, ma ben diversi da oggi, discutevano animatamente, guardando all’Europa come unica speranza per il futuro di VC ( non il mio CV, che allora non esisteva ancora nella mia realtà) questa volta mi riferisco al Vecchio Continente.

Avrei voluto buttare giù qualche nota l’indomani, durante il viaggio di ritorno a Aix, poi le poco piacevoli condizioni di viaggio non me ne hanno dato la possibilità…indi il ritorno a casa ha finito per distrarmi e assorbirmi completamente.

Stamani però internet e radio con i nuovi sviluppi dell’affare DSK , mi hanno fatto fare la connessione con le cifre fatidiche e mi sono detta che non poteva che essere un segno...positivo probabilmente per l’ex capo del FMI e per incitarmi a ricordare questa giornata piacevole e di memoria familiare.

Ventotto-zero-sei….la suite de l’histoire de famille. Pour nous des numéros de chance: la date de naissance de ma maman…
Dans toute histoire, il y a toujours plusieurs points de vue....