perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 16 avril 2020

Chiara-mente confinati


Incomincio a perdere i conti, le cifre si accavallano, i numeri non mi parlano più.
Sono proprio mal ridotta se devo rimettermi a face book e ai messaggi-mail che mi invia per ricordarmi che giorno è, che data, che anniversario.
Povera Chiara, il suo compleanno ha rischiato di scivolare via in questa nebulosa da coronavirus, che inizia ad intaccarmi il cervello, e di perdersi nell'oblio.
Mi riconnetto:
30-38-49!!!
Officiellement : un mese di quelli da trenta dì che siamo confinés.
Virtuosamente ben trentotto in sintonia con mia figlia "romana"che con tempismo si rinchiudeva in casa con due giorni di anticipo sulla nazione, seguita quasi a ruota dalla sorella "parigina", che rispolverava la sua italianità da expat fin dalla nascita.
Virtualmente invece ben quarantanove da quando ho fatto rientro in Francia e mi sono semi auto reclusa.
Il mio confinamento ha qualcosa di scientifico, di preparatorio, di rituale, un po’ come quando decisi di smettere di fumare.
Dal pacchetto quotidiano, passai a sette sigarette al dì e mai prima di mezzogiorno; rigorosamente after lunch( a quei tempi vivevo negli States).
Ridussi poi a cinque, tre, una, fino a … una ogni due giorni quando andai in ospedale e partorii. 
Tornai a casa e poi fui troppo occupata e così smisi del tutto, come già aveva fatto C.V. mesi prima quando aveva cestinato il pacchetto di Marlboro e non aveva più fumato.
Ricordo con orrore la sua tanta determinazione e fermezza e nella vita ho continuato a “prepararmi”per la paura di spaventarmi da sola.

30-38-49, delle tre cifre mi piace solo il 49, numero tra quelli che potrei giocare al lotto se dessi retta alla FdJ (La française des jeux) che mi sollecita con letterine da mailing list (chissà dove avrà sottratto il mio indirizzo) allettandomi con vincite mirabolanti da Euromillion.
Vergogna!
Incitare al gioco in un momento simile…
Per poi cosa? Perdere anche quei pochi euro che casomai giocherei.
Euro e Europa dovrebbero smettere di “giocare” e diventare “Adulti” e responsabili.
Che tristezza !!!
Le altre due cifre sono poco parlanti, non le giocherei mai e mi servono a poco. Un numero di più e con il 39 avrei potuto fare un clin d’œil alla festeggiata e al suo ultimo e attuale compleanno prima degli anta.
Occasione persa! 
Non mi resta che augurarle tante belle giornate a venire. Per lei forse inizieranno presto.
Leggo infatti che in Svizzera dove vive attualmente (dopo l’umido Belgio e il solatio Brasile) il ritorno al caos è previsto a partire dal 27 aprile per parrucchieri, fisioterapisti, medici, scuole dell’infanzia, centri di giardinaggio e fai da te.
Escludendo le scuole per l’infanzia che non credo la interessino particolarmente , mi auguro che non abbia bisogno di medici o fisioterapisti.
Sicuramente non ha tempo per giardinaggio o fai da te, ma un parrucchiere magari perché no?
Buona coiffure Chiara!

mercredi 15 avril 2020

Coronavirus, salvati grazie ai gatti?

Leggo con particolare attenzione nonché con emozione un articolo pubblicato da Repubblica in data 13 aprile sugli studi del prof Rossi.
Gli studi del professor Giacomo Rossi, veterinario toscano docente all’Università di Camerino, riguardano in origine la grave patologia del gatto affetto da coronavirus (FeCoV), il cui esito è, nella maggioranza dei casi, letale. 
Lo studio, che prosegue poi sul modo in cui i virus si legano alle cellule dell’ospite, mette in evidenza, per il Covid 19, l’importanza della Asparagina, ultimo aminoacido della proteina di membrana.
L’eliminazione di tale aminoacido taglierebbe di fatto il legame del virus con il suo specifico recettore cellulare.
Per raggiungere lo scopo dunque l’idea di utilizzare un vecchio farmaco usato nella terapia della leucemia acuta dei bambini: la L-Asparaginasi.
La terapia messa a punto, il cui brevetto è stato depositato a Washington pochissimi giorni fa, prevede l’utilizzo di tre farmaci già esistenti sul mercato: L-Asparaginasi, Clorochina e Eparina.
Il prof Rossi spera di ottenere i primi risultati della sperimentazione entro un mese. 
Questa in breve la storia riassunta in poche righe del lavoro di un’equipe di ricercatori coordinati dal professor Rossi nell’Università di Camerino, uno dei tanti studi anti-coronavirus che ci auguriamo possano dare i frutti sperati.
Troppo presto per pronunziarsi, sicuramente, e cantar vittoria ma l’emozione provata che non ha nulla di razionale è stata ugualmente molto forte.
La notizia mi è arrivata per whatsapp, tam tam della nostra giungla che ci raggiunge in ogni angolo del mondo in cui c’è connessione e per strane vie.
Il messaggio sotto forma di articolo su Repubblica me lo invia un’amica, expat come me in Francia. Lei abita più a nord, a Lyon e come me proviene dallo stesso paesello della costa toscana.
La sua emozione trapela nel commento che segue a ruota l’invio dell’articolo.
“Era un mio compagno di scuola” mi scrive “mi ha commossa” prosegue.
Leggo il titolo “Coronavirus, gli Stati Uniti scommettono sulla terapia italiana” e in diagonale rilevo le parole: “veterinario- Camerino” e immediatamente qualcosa fa tilt e penso a Giacomo.
Lui so bene chi è anche se ci siamo giusto incontrati qualche anno fa, i suoi genitori invece li conosco bene e il cuore mi si allarga all’idea che la speranza possa non solo rivestire il tricolore, ma venire da “casa”.

mardi 14 avril 2020

Giornate Pasquali

Pasqua sui generis.
Giornate pasquali trascorse tra Messe televisive, una première nella mia vita (ma c'è sempre una prima volta per tutto), nessun uovo di Pasqua da aprire, la dolcezza e il cioccolato me lo hanno portato in compenso le scorzette d'arancia di C.V. (cuoco veritiero per l'occasione) e soprattutto nessun nipotino per fare la caccia all'uovo in giardino.
Mi sono così ridotta a fare caccie  alternative.
Finiti li asparagi nel bosco che avrebbero potuto essere una preda interessante, mi sono accontentata di cacciare erbacce.
Caccia grossa, anzi grossissima: le erbacce abbondano.
Ne ho strappate così tante con cui poter riempire materassi al posto del crine.
In compenso tanta serenità.
Serenità dal lavoro manuale, dal contatto con la terra che ho fatto scivolare tra le dita, sgretolando zolle, setacciandola, liberandola da impurità.
Pasqua di risurrezione e speranza, una Pasqua impossibile da dimenticare.
Impossibile sicuramente per il contesto che marchierà l'anno a caratteri indelebili e non potremo non ricordare che era il 2020 anche quando il tempo sarà lontano (sempre che siamo ancora su terra con i piedi e con la testa).
Impossibile anche per il significato profondo di Pasqua, passaggio dalla morte alla vita.

samedi 11 avril 2020

QUOTA 99

25-33-44- Ieri presa dal mio venerdì santo di reminiscenze e di attualità ho fatto un’impasse “matematico”.
Se mi fossi soffermata a sommare le cifre del mio confinamento U.V.V. (24-32-43) avrei raggiunto la cifra di 99 e forse qualcosa si sarebbe risvegliato in me, sotto le solite meningi di madre pia, dura e ragniforme.
Quota 100 non era lontana ma io non ho avuto neppure bisogno di raggiungerla per ottenere il pensionamento: ieri mi è giunta sul conto corrente la mia prima mensilità.
Che emozione!
Sono ufficialmente pensionata dal 1° Marzo 2020, quando l’età per partire con la pensione completa è stata raggiunta.
E’ una sensazione strana la mia: non avendo praticamente mai lavorato fuori casa fino a tarda età, mi sono spesso sentita un’appendice sociale, senza un vero statuto mio, madre di…, moglie di… sotto il numero di sécurité sociale di C.V. fino ad un anno fa quando per una nuova legge ho avuto diritto finalmente alla carte vitale (quella che si usa quando si va dai medici o in ospedale o laboratorio) con il mio numero personale (ovvero il mio codice fiscale) per identificarmi.
Lavoratrice tardiva, pensionata allo scadere del tempo, madre a vita… ora posso fregiarmi del titolo come tanti simili della mia età e anche più giovani (scontati i più anziani); unico dettaglio l’ammontare mensile, ma questo non figura che sulla denuncia dei redditi ed è un misero dettaglio, misero in tutti sensi.

vendredi 10 avril 2020

Il mio VENERDI SANTO

24-32-43 -Venerdì Santo : si annuncia una nuova giornata di sole smagliante con previsioni di caldo a fine mattinata.
Se il sole oggi “non si oscurerà”, pure io nei mei lavori in giardino finirò per “smagliarmi”( da maglia, nome comune preceduto dal prefisso -s- con valore privativo)nel senso dunque di togliermi la maglia per non sciogliermi sotto il sole già cuocente di questo inizio aprile.
Non mi sono ancora sintonizzata sulla “voce della diocesi”, cliccando sul link che quotidianamente in questa settimana santa distribuisce le riflessioni del nostro arcivescovo.
Settimana di passione molto sui generis in questi tempi di coronavirus.
Le mie prime considerazioni però fanno una piccola deviazione e vanno indietro nel tempo, non tanto ad altre settimane sante ma a dieci anni fa.
Il 10 aprile 2010 la casa natale era in grandissimo fermento per il matrimonio della Nipote.
Ho appena riletto il testo “Camice rosse” che avevo inserito nel blog in occasione del primo anniversario nel 2011.
A qualche dettaglio, i souvenir erano intatti: nell’antro del mio abitacolo motorizzato, in quello del tipografo, gli arrivi scaglionati e poi la famosa mattina…

Il nonno della futura sposa era sparito.
Lo ritrovo in camera sua vestito di tutto punto allungato sul letto “per riposarsi in attesa della lunga prova che lo attende” e magari anche “per prepararsi alla posizione futura”, non manca di sottolineare con una forma di terribile humour, la stessa che utilizza quando si siede sulla seggiolina montascale e alla bisnipote Erika attonita che chiede dove vada, lui risponde “in Paradiso”.
Il mio babbo che teme di non farcela, di non resistere alla lunga giornata ci strabilierà come al solito con uno dei suoi exploit: arzillo e pimpante fino a sera.
I soliti “effetti speciali” come li chiama la Nipote. Ci ha abituato male e noi lo crediamo immortale, ma forse in realtà lo è perché la sua presenza è sempre forte per me e i nipoti tutti.
L’arrivo della sposa nella mia macchinina bianca adorna di fiori e guidata dallo zio Max, che poi passerà dal ruolo di autista-accompagnatore a quello di regista, assistito da Connie che brandendo un bouquet di fiori a mo’ di microfono intervista gli invitati, da il vero "ciak si gira".
Cerimonia civile nel teatro di Guardistallo officiata da un’amica assessore con la marcia di Radetzky per concluderla e accompagnare l’uscita degli sposi.
L’abbraccio-bacio (in tempi in cui tutto era lecito) di Anna, la mamma dello sposo, che riconosce in me una pseudo alter suocera e il suo felice “ce l’abbiamo fatta!”
Il sigaro che oggi Nino, il babbo dello sposo, non potrebbe neppure annusare, acceso all’uscita del teatro per ripagarsi degli sforzi fatti. 
E tutta una folla di parenti e amici festosi ancora fisicamente presenti.
Ci rivedo seduti per l’aperitivo in giardino: babbo con suo fratello Carlo Alberto, per noi sempre e solo zio Carlo, allegri e pimpanti con i loro trentasette lustri scintillanti sommati insieme, la cugina Daniela con Moh e figlie, venuti da Seattle, confrontati poi ai problemi della nube che oscurerà i loro ritorni, il mio amico Roberto, con cui ho fatto il viaggio dal teatro alla villa e che cerca di sorridere, nonostante il grande vuoto che ha dentro.
Il ritorno infine a casa per noi “grandi” mentre i giovani rimangono in villa e….ma per questo si apre un altro capitolo, quello di “dietro le quinte: protagonisti, comparse e voce narrante".
Una per tutte quella di Rachele, la testimone nonché amica da generazioni della nostra famiglia, e i suoi racconti esilaranti; mi piacerebbe ricondividerli con lei!
Nuovo brindisi a distanza.
AUGURI SPOSI DECENNALI....come al solito NON vi auguro "100 di questi giorni" data la situazione contingente, ma 100 anniversari di ogni tipo e sorta più leggeri e sereni.
Una pennellata di gioia per ricordare una giornata luminosa e festosa, un sabato di dieci anni fa.
Ora torno al mio venerdì e ascolto il vescovo.
Parla di Amore….”Bien choisi Monseigneur Dufour!”

mardi 7 avril 2020

Ozi Agi e Agilulfo

21-29-40- (i giorni passano)….e io tengo il conto.
Poco da stupirsi, dato il mio feeling per le cifre con cui gioco con grande passione e ansia, un po’ come il famoso Cavaliere inesistente con le sue pigne che allinea, conta, con cui forma figure geometriche per mantenere coscienza di sé.
Cogito ergo sum, dubito ergo sum, calcolo ergo sum.
Grazie Agilulfo di ricordarmelo e di ricordarti a me.
Tutto ad un tratto ho voglia di ritrovarti.
Sei stato il primo trait d’union con la mia prof dai capelli rossi, un arcobaleno fiammeggiante, quella che mi fa regolarmente pensare a San Giorgio e il drago. Con te e grazie a te ho imparato a conoscerla.
Alt! fermo i miei pensieri che vedo già rotolare per una china impervia. 
Diciannove anni fa preparavo il mio dossier per l’iscrizione alla FAC: l’equipollenza della mia Maturità classica, la validazione di un diploma di lingua inglese, tanta emozione e la speranza di essere ammessa alla frequenza.
Diritto allo studio, diritto-dovere di recuperare e boucler la boucle.
E diciannove anni a settembre eccola entrare nel mio mondo con Agilufo e tante meravigliose scoperte.
Stop.
Prima di rotolare fino in fondo mi riprendo, prendo per mano il Cavaliere e ci immergiamo nella magia della lettura.
Speriamo che C.V. non mi incalzi per il pranzo e mi lasci con il ritrovato Cavaliere Valoroso più esistente che mai.

dimanche 5 avril 2020

Domenica delle Palme

19-27-38 ( nessun riferimento a capoversi di testi sacri), ma i giorni di confinamento U.V.V. ufficiale, virtuoso e virtuale.
Domenica delle Palme senza la celebrazione al mio Monastero e con una giornata luminosa come questa è un crimine doppio.
Oserei quasi definirlo un peccato mortale, doppio senso a parte...ma  confinement oblige.
Ieri ho preparato i miei rametti di ulivo, tagliando qualche ciocca al più produttivo dei due esemplari del mio giardino. Li ho messi a bagno in un secchiellino, pronti per la benedizione di oggi.

Già dispiaciuta di mancare il rituale del Monastero, quasi da cappella privata, in compagnia delle poche suorine sopravvissute, del Père, del diacono, più i soliti pochi habitués della domenica , fin da 19 giorni mi dolevo all'idea di perdere la benedizione dei miei miseri rami.
Avevo domandato al nostro Père se fosse mai disposto per una benedizione via schermo senza peraltro ricevere risposta. Ho perfino temuto mi prendesse per una pagana, adoratrice di idoli....
Ieri invece la conferma che mezz'ora prima della celebrazione della Messa in Duomo (a porte chiuse e in diretta via Facebook) ci sarebbe stata la benedizione dal campanile della suddetta cattedrale.
Stagliato contro un cielo quanto mai terso e spazzato dal vento, Mgr. Dufour, sventagliato pure lui, come le pagine del vangelo di San Matteo e con il nostro Père al seguito con secchiello e aspersorio si é rivolto a sud verso il Pilon du Roy e casa mia e ci ha benedetti: C.V. con il suo rametto e me con il mio bouquet (scorta da madre previdente).
Si é occupato poi del resto della diocesi  facendo il giro del campanile.
Certo avrei preferito una benedizione del nostro Père, gli ho anche esternato il mio desiderio.
Mi ha risposto che sarebbe stata la stessa, "promesso!"
Se lo dice lui, come dubitarne-gli ho risposto- aggiungendo che sarebbe stato un "vero virtuale"
"Autentico" ha ribattuto lui.

Per una volta comunque me la sono cavata bene senza aspersione delle lenti, che purtroppo tolgo sempre dalla mira ecclesiastica con un attimo di ritardo.

samedi 4 avril 2020

3 APRILE 2020

Ora che il “la” è dato, che ho rimesso in moto la macchina chi mi fermerà più?
Diario di confinamento
Oggi è il mio …xxx ..giorno di confinamento.
Difficile definire il numero non sapendo decidermi se fare riferimento al confinamento virtuale, a quello virtuoso oppure a quello ufficiale.
Alternativamente dunque può trattarsi del 36° del 25° o del 17°giorno.
In pratica è dal 27 febbraio, di rientro dalla Columbia che ho limitato al minimo le mie uscite, ultimo giretto a Aix , una banca, due supermercati, un medico, un incontro sociale con una coppia di amici, due messe, rifiutando "sniffo" al laboratorio  e quant’altro di ludico mi fosse proposto o di cui mi venisse voglia.
Dal 9, dopo due visite mediche troppo importanti con il chirurgo della spalla che si conteneva con il metrometro, distanziometro di nuova creazione e il dentista che porta sempre guanti e mascherina, ho cambiato virtualmente l’ora del mio orologio mettendomi all’ora legale italiana e ho vissuto da Italiana in Francia, ovvero confinata.
Nuovo giro di vite dunque, misure barriera aumentate, distanziamento dai vicini, distanza di sicurezza dalla colf, supermercati a distanza di super-sicurezza: li ho evitati, solo un giretto in farmacia.
Ho ceduto solo a un’ultima benedizione casalinga, una cena con il “nostro Père” venerdì 13 prima del confinamento ufficiale che sentivo arrivare al galoppo.
In casa non ha messo più piede nessuno, colf compresa che ha deciso di salvaguardarsi o di salvaguardarci a seconda dei punti di vista. Unica deroga al turno delle infermiere per la visita quotidiana pro-iniezione di calcio destinata a migliorare la mia capsulite.
Il 16, alla vigilia del confinement oramai imminente, ho visto la mia oculista. Dopo tante incertezze mi sono decisa a mantenere il rendez-vous.
Gli appuntamenti con lei hanno un’attesa media di sei mesi, che ultimamente avevano raggiunto gli otto.
Ho molto riflettuto sulla decisione da prendere.
 Alternativamente: se non sopravvivo al virus, “che ci vada o non ci vada avrà poca importanza”, ma se sopravvivo e non ci vado, “non riuscirò a vederla prima di un anno data la situazione, i ritardi, gli annullamenti”
Armata quindi di guanti in latex e mascherina che ho indossato con perizia chirurgica dopo aver parcheggiato l’auto ed essermi igienizzata le mani sono partita in spedizione.
Una sala d’attesa vuota mi ha fatto ben sperare (in tutti i sensi), ma ho finito per rimanere ad attendere ben più di un’ora.
Ultimo passaggio al cash dispenser, alla pompa di benzina e rapido tour al supermercato per constatare come i reparti pasta, farina, zucchero e carta igienica fossero stati svaligiati.
Passi per la sindrome da guerra, ma il mistero della carta igienica rimane insoluto e insolvibile alla mia mente, nonostante le facili e scontate battute di noi frequentatori di bidet. 
Da martedì 17 allo scoccare del mezzodì ecco il confinement officiel e la quarta iniezione. Mi chiedo se non sarebbe più opportuno rinunciare al mio quotidiano appuntamento con l’ago che è programmato per durare tre settimane con intervalli ogni due e poi ogni tre giorni dopo una prima settimana no-stop.
Una quanto mai opportuna allergia mi toglie dall’imbarazzo della scelta al quinto giorno. Effetti secondari che obbligano alla sospensione della cura decidono per me.
Una possibile fonte di contagio in meno e un’occasione in più per maledire il virus; la spalla riprende a peggiorare e a regredire nella sua mobilità senza possibilità di sollievo di Kiné o altre cure.
Ecco in casa siamo rimasti solo in due, nessun cane o gatto a confortarci nel nostro isolamento, vicini che si avvicinano a distanza di sicurezza per lasciarci la spesa che molto gentilmente fanno per noi.
Con un po’ di fortuna sopravvivremo al virus, dal divorzio però non ci salveremo.
Magari poi ce lo rifiuteranno su pretesto di “motivo non valido/ causa di forza maggiore”
Oggi 3 aprile è il mio diciassettesimo giorno di confinement officiel, venticinquesimo del virtuoso e trentaseiesimo del virtuale.
17-25-36, che faccio me li gioco al lotto?
Ahi ahi ahi!
Avevo dimenticato che è stato sospeso! Uffa!!!
Mi rimetto à l’heure de l’Hexagone e do un calcio allo stivale….la Française des jeux et le Loto sono in attività. 
Una certezza resta!

jeudi 2 avril 2020

APRILE 2

Si può avere tante cose da dire, forse troppe e finire per rimanere silenziosi perché tutti parlano, perché non si sa da che parte iniziare, perché i pensieri corrono in tutte le direzioni e si finisce per perdere il filo, perché cerchi il "la" che non trovi e quando le note formano finalmente una loro sonorità leggi che qualcuno ha appena scritto una delle tante cose su cui rimugini da tempo e allora ti sgonfi come il palloncino dopo giorni che é a casa e galleggia sul pavimento, come il soufflé che appariva splendido finché non lo hai estratto dal forno.
Meglio continuare a tacere?
Già ma allora alle tante vittime di questo perfido virus dovrò aggiungere pure il mio Glob?
Non sarebbe magari cosi' grave e sicuramente in pochi se ne accorgerebbero, ma a lui ho affidato immagini, pensieri, deliri, articoli di questo ultimo decennio e non continuare sarebbe rinunciare a una parte di me.

Allora fedele a certi rituali cerco con disperazione un'occasione per dare nuovo libero sfogo ai miei pensieri, a concretizzarli su una pagina di questo blog invece di affidarli a mail o whatsapp destinati ad amiche, depositarie dello sfogo del momento.

Cerco delle date emblematiche e ho già perso non poche occasioni, tra le più salienti in ordine cronologico:
Il 29 febbraio (non capita spesso)
Il primo giorno del mese, simbolico giorno di ripresa dopo il rientro dalla Colombia e la fine dei bucati
Il 9, primo giorno di confinamento virtuoso
Il 17 quello di confinamento ufficiale.
Il 21 primo giorno di primavera.
Il compleanno della mia Copine 22.
Il 27 notifica elettronica del mio pensionamento
Il 29 prima Messa della mia vita per televisione.
Un mese densissimo tutto scandito a colpi di cifre in crescita esponenziale sul fronte dei contagi.
Nuovo inizio di mese; ma si può dare il via un primo aprile ?
Decido per il no, dopo aver quasi optato per questo inizio di secondo semestre di questo anno diabolico bisesto.
Mi decido finalmente per il 2 del 2° trimestre del 2020...
non voglio mancare un nuovo compleanno.


Cara Margaux
sono certa che ti ricorderai di questo compleanno fino alla fine dei tuoi giorni.
Non capita spesso di avere 15 anni (ovviamente non può capitare più di una volta nella vita) e di trascorrerlo confinata in casa con tutta la famiglia come milioni di altre persone nel tuo paese, in quelli limitrofi e anche dilà dal mare.
15 anni senza festeggiamento con gli amici (se non forse a scoppio ritardatissimo e comunque neppure prevedibile) !!!!
Spero che tu abbia fatto un brindisi on line come dicevamo stamani al telefono, che tu abbia preparato inviti creativi per un whatsapp di gruppo (come quando da bambina preparavi gli inviti da distribuire a scuola), ti sia ben vestita,  pettinata e truccata per dare solennità a questo incontro virtuale e molto poco virtuoso.
15 anni non tornano, a te di farne una giornata speciale, con quel che hai a disposizione!
Potrai fissarlo nel tuo diario come "quel fantastico giovedì di un folle anno bisestile"che rimarrà incollato nella memoria, cosi' come il giorno della tua nascita lo fu per me.
Ero in Italia, non era un giovedì ma un sabato e con il mio C.V. ( se non sei una adepta delle mie letture ti preciso che la sigla significa Compagno di Vita, di Viaggio o di Vettovaglie a seconda delle opzioni, e in nessun caso sta per Corona Virus, pur se posso riconoscergli ogni tanto delle qualità virali) percorrevano una strada del novarese, in un pomeriggio di sole primaverile.
La radio annunciava la morte di Papa Giovanni Paolo 2° e tuo papà la tua nascita.
Come dimenticare una data simile? Grazie a te so quando é morto il Papa e se ho dubbi circa quanti anni tu compia la data della sua morte può dirmelo senza tema di errori.
Grazie a te non ho più dubbi.
Auguri Margaux!
Non ti diro' "Cento di questi giorni!!i" che non mi pare il caso.
Ricordo che me lo disse mia sorella in occasione di un mio compleanno ai tempi del liceo in cui mi ero beccata un triste 4 in un compito di matematica.
Ti auguro in compenso tanti compleanni festosi a venire e tanti allegri NON COMPLEANNI !