perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mardi 27 novembre 2018

Francia- Preservativi rimborsati:come preservare la salute

Prevenire piuttosto che curare
Preservare la salute piuttosto che metterla in pericolo sfidando la sorte.
"Preservativi rimborsati su ricetta medica", questo l'annuncio della ministra della Salute francese che si propone di debellare la trasmissione di AIDS e altre di malattie veicolate attraverso rapporti sessuali non protetti.
Ogni anno 6000 persone scoprono la loro sieropositività, tra queste circa un migliaio sono giovani sotto i 25 anni. " I giovani -precisa la ministro- hanno tendenza a proteggere il primo rapporto, ma non i seguenti."
Solo una marca ben precisa di preservativi, la EDEN, del laboratorio Majorelle darà diritto al rimborso, preso in buona parte a carico della Sécurité Sociale, il servizio sanitario nazionale francese.
A partire da lunedì 10 dicembre su presentazione di ricetta del medico o dell'ostetrica i francesi potranno beneficiare dell'offerta del ministero.
Scatole da 6, 12, 24 pezzi a prezzi in ogni caso contenuti, da 1euro e 30 per la confezione più piccola fino a 5 euro 20 per la più grande.
L'annuncio a pochi giorni dalla giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, come da anni oramai il 1 dicembre e dedicata ad accrescere la coscienza di questa malattia legata alla diffusione del virus HIV, che in ben oltre trent'anni ha ucciso milioni di persone.

lundi 18 juin 2018

m come mondiali

Nuovi ennesimi mondiali.
Non ne conto più quanti ne ho seguiti più o meno distrattamente, intensamente, direttamente, di riflesso nell’eco del clamore che saliva dalla strada......
Ce ne sono stati di emozionanti, di indimenticabili, folli, noiosi, mondiali da dimenticare, da ricordare...legati a neonati da cullare.
Ai mondiali del 1982 cullavo un bebè, nato allora il 18 giugno.
A questi mondiali ho cullato un nuovo bebè nato l’ 8 giugno
Da un figlio a un nipotino separati da dieci giorni di calendario e trentasei anni di distanza.
Il primo portava una stella alla squadra della sua terra di nascita.
Gli Azzurri erano campioni del mondo per la terza volta.
Il miracolo si ripeterà?
Un po’ difficile.
Non certo per l’ Italia che non è presente e dunque neppure con un miracolo potrebbe raggiungere la sua quinta stella.
E poi di cinque stelle ce ne sono anche troppe attualmente.
Parlo invece della squadra della terra di nascita del nipotino......la Svizzera.
Se mai vincesse i mondiali, non lo dimenticherò di certo.
Auguri mio ex bebè che come me hai declassato questi mondiali (rigorosamente con la m minuscola).
La M maiuscola la riservo solo a te.....Auguri Max!

vendredi 6 avril 2018

L’Odissea continua......

New York
Anna svuota a passo stanco: “tengo, tengo e questo butto?
che fatica far la scelta....quasi quasi porto tutto.
....tanto Ubi previdente per portarmi in aeroporto
questa volta ha riservato super-Uber-gran trasporto.
Parto, vado, torno, resto....oh mio Dio che confusione
non mi avevano spiegato quant’ è dur l’emigrazione!”


Milano
Si precisa a grandi passi il ritorno di Martino
Nonna Mary già fibrilla e prevede un gran cas...o.
Organizza la venuta dai contorni ingarbugliati:
i bagagli e l’alloggio son problemi delicati.
Già paventa l’invasione di valige e di borsoni
di lettini, pannolini e sia pur di seggioloni.
Il garage da svuotare per allestir l’appartamento
è un’impresa assai tosta, dato il caso del momento.
L’inquilino ancora dentro cerca invano dove andare
Nonna Mary è dibattuta: mica lo.... posso sfrattare?
Questo è un caso di coscienza che mi turba molto, assai
ma se casa non mi rendon, sono io che sto nei guai.
Il futuro della Mary tra i color da arcobaleno
privilegia quelli scuri mentre lei vuole il sereno.
Temporali e nuvoloni vede solo nel programma
“Accipicchia cari miei, quant’ è duro far la mamma”.
Organizza e bada a tutto, programmin da super donna
Son sincera, ve lo dico, ancor più duro far la nonna.



Mentre Annuccia non disdegna di tornar da “Mamma mia”
Mary prega notte e giorno per sfuggire a ‘sta pazzia.
Qui lo spazio è limitato, non c’è posto per sostare
Ogni camera trabocca, dove mai ti vuoi accampare?
Poco spazio per dormire, per stivare il tuo trasloco
qui non c’entra proprio nulla, ancor meno, un solo gioco
E Martino poverello come si potrà svagare?
Solo i muri  son rimasti, perché lui possa imbrattare
E crear, non si sa mai, nuova opera moderna
quella che può strabiliar l’estimator del buon Maderna..
Ma se Martin poi lanciato ricolora il Marca-relli...?
ad Alberto siam sicuri che gli cascano i capelli.
Quindi tosto un’altra idea per poter a questo ovviare:
“Prendi, Martin, il cavallino per poterti trastullare”
Annaffiato lo ha Maria con l’ausilio del  maschietto
 l’ex puledro è ormai azzoppato ed è pure con difetto.
« Se lo diamo al nipotino non c’è poi nulla di male!
 Il valore che gli resta non è più quello venale”
Il buon Alberto annichilito pensa si, a quel che vale
e ripete a nonna Mary “tu non sei sentimentale!



Per le cure del nipote c’è  qualcun che si profila
Ma la Mary è già in ansia: «  se poi questa si defila? »
Se alla fine della prova, terminata la giornata
dice « Basta! me ne vado, il pupetto mi ha sfiancata »
Se la Nanny della steppa più non regge con Martino
che si fa, dimmi figliola, che facciam del tuo bambino?
Tu riprendi il tuo lavoro dopo un anno a far la mamma
ma chi resta di servizio a cantar la ninnananna?

“Dai mammina stai tranquilla non ti devi preoccupare
sono certa che sei in gamba,  te la sai ben cavare.
Me lo hai detto tante volte al tempo della mia partenza
se l’oceano tu varchi, del mio aiuto farai senza.....
Se  invece tu restassi nella mia cara Milano
sulla mamma conteresti, sul suo aiuto e la sua mano.
Se oltretutto tu tornassi proprio qu’in quel di Segrate
troveresti senza dubbio quattro mani preparate.....
Me lo hai detto tante volte e ben bene ripetuto
Io ti ascolto cara Mamma, ed accetto il tuo aiuto.
Ora nonna sei provetta, tanti esami hai superato
coi nipoti dell’Amelia fatto hai ben l´apprendistato.
Non ho dubbi che a rincorrere i maschietti indemoniati
i tuoi riflessi siano in forma e anche super allenati.



Il futuro della Mary ancor più nero è all’orizzonte....
si preoccupa davvero e magari ne ha ben d’onde.
Pensa triste alle vacanze che svaniscono in miraggio
se la Popa é al lavoro di partir non ha il coraggio.
Tempo è questo come sempre per le cure-soda al mare
pensa invece che stavolta a Milan tocca restare.
Sfuma il luglio a Rosignano sulle spiagge ben sbiancate
i Canottieri lei li sogna nelle sue buie giornate.
Lavorare con impegno per la bella abbronzatura
allo Smorting  con Martino?.....lei la vede proprio dura....
Nonno Alberto la abbandona per l’abitual Provenza:
Max e festival l’attendon, e di questo non fa senza.
L’orizzonte è proprio nero, il futur senza speranza
non è tempo da bikini, pensa pure,  “ho un po’ di panza”...
Se l’è vista a metà marzo dopo torta e candeline
quando il relax ha cercato tra le terme e le piscine.
Folli idee, brutti pensieri, primo step di depressione
Mary pancia non ha affatto, solo un po’ di distensione ...
Per l’agosto la vacanza ha sapore dolce-amaro
Quello che progetta Alberto, lo sappiamo ben ...
“è da sparo”
Lui propone Campertogno, la’ sperduto, nella valle
se son queste le vacanze, lei rinuncia...sai che palle!
Se l’estate che l’aspetta non ha il mare contemplato
d’un sol colpo passa a ottobre questo è certo e assicurato!



Ma i pensieri foschi e neri or divengono leggeri.
Come certo ci è ben noto “men di oggi, men di ieri”
sono i giorni che separan dal ritorno di Martino....
quel che conta poi, è che arrivi, questo primo nipotino.
Se ripensa all’anno scorso, quando armata di coraggio
si  è imbarcata sull’aereo per un volo a lungo raggio
e ha sfidato sia l’ignoto che il parlare broccolino
pur di prender tra le braccia il suo tenero Martino
nonna Mary si riprende, manda al diavolo la panza
e con questa anche il caos perde pur ogni importanza.
Per l’alloggio non dispera, forse nasce un’ideona
chissamai grazie all’aiuto di un’amica sciambolona.
Per la cura del suo pupo ci sarà una soluzione
Nonna Mary rialza il capo, si rimette in azione.
Pensa a Martin da educare con l’usanza familiare
il piccino qua al caldo non ci deve proprio stare.
Forza Anna prendi le ferie prima ancor di lavorare
ho trovato un alloggetto stessa spiaggia stesso mare.



 L’orizzonte si rischiara ai color d’arcobaleno
come sempre dopo il brutto di ritorno è il sereno
Tutti in pista ad aspettare sia Anna che Martino:
l’atterraggio è già previsto l’8 maggio di mattino.
Già previsto anche l’arrivo a Linate, dello zio
“Attenzion non si festeggia se vi manco proprio io”
Palloncini, banderuole, tutto un bell’armamentario
per soffiar la candelina del suo primo anniversario
Nell’attesa della data ci alleniamo a far le prove
Festeggiamo il primo anno, come sempre un diciannove!

Auguri M-Anna
Auguri Maria
Auguri MARTIN
Gli auguri M ....portano sempre buono!




















mercredi 21 mars 2018

Il primo giorno di Primavera

Oggi 21 marzo inizia la primavera, o almeno inizia sul mio calendario personale e virtuale.
Astronomicamente e meteorologicamente invece è tutta un’altra storia.
Sono cresciuta con la certezza che quattro date ben precise scandivano il susseguirsi delle stagioni e come tutte le cose che si imparano da piccoli non si dimenticano, anzi rimangono dei veri capisaldi nel turbine nebbioso che investe i nostri neuroni mandandoli in orbita e creando buchi neri di amnesia parziale o totale.
Quant’ è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol essere lieto, sia:
di domani non c’è certezza...
Altroché di “domani”, non c’è certezza; neppure di oggi!
Infatti leggo che la primavera 2018 è iniziata il 20 marzo.
Orrore!
Come la mettiamo con le mie date e le mie certezze?
21 marzo inizia la primavera
21 giugno l’estate
23 settembre tocca all’autunno
e dulcis in fundo
22 dicembre : il mio compleanno e pure solstizio d’inverno.
Le mie certezze non hanno preso in conto l’astronomia, i moti di rivoluzione e tutto il resto che modificano regolarmente la data di inizio della stagione dei germogli vitali.
Devo rassegnarmi a fluttuazioni annuali, anzi decennali, visto che il prossimo inizio al 21 marzo non arriverà prima del 2102 e a rinunciare dunque alla “mia primavera” dato che onestamente ho qualche dubbio che io potrò assistere all’ “evento”.
Se mi allineo sugli standard di longevità della famiglia paterna d’origine forse potrei essere presente alla fluttuazione a ritroso del 2044 che ci porterà una primavera ancor più precoce il 19 marzo, ma il mio interesse per un banale 19 è inesistente e poi di qui ad allora chissà se riuscirò ancora a distinguere primavera da inverno?
Oggi per esempio, guardando dalla finestra, non ci sarei riuscita!
Inizio di mattina banale con un cielo grigio scontato che non annunciava ne’ lasciava presagire nulla.
Il mio affondo nel cappuccino mi ha fatto rischiare il soffocamento quando alzando gli occhi ho iniziato a vedere pallini bianchi volteggiare e nel giro di breve trasformarsi in grossi fiocchi che hanno ricoperto tegole, prato, piante e pure le auto in un batter d’occhio.
In neppure mezz’ora un grande nitore regnava sovrano. Tutto era imbiancato dai rami spogli della quercia, alle foglie verdi del leccio e persino i fiori gialli della forsizia stentavano a far risortire la loro solarità.
Come immaginare dinanzi a questo spettacolo che oggi era il primo giorno di PRIMAVERA?
Al massimo era ipotizzabile il primo giorno di PRIMAneveVERA.
Rifuggo da precisioni astronomiche, previsioni meteorologiche e mi ancoro alle mie vecchie certezze:
Oggi 21 marzo inizia la primavera.
Domani 22 marzo è il compleanno de ma copine, magari la Primavera avrebbe potuto slittare in avanti e festeggiare con lei
Speriamo di ricordarmelo prima del 23 per farle gli auguri......
Certezze ZERO.


lundi 12 février 2018

Petite fleur

Petite fleur” fischiettava il Capitano alla Signorina
Anch’io lo ho sentito svariate volte canticchiare sottovoce questo celebre pezzo o più semplicemente rivolgersi a lei con questo soprannome.
Ovviamente se questo entra nei miei ricordi, lei non era più la Signorina, piuttosto una signora e poi anche una signora non più giovanissima, che è rimasta petite fleur fino all’ultimo.

A fine dicembre 2016 è arrivato un fiorellino in famiglia, non porta il nome della sua bisnonna, neppure quello di un fiore, ma è solare come un girasole, profumata come un gelsomino e mi fa pensare a una melagrana, fatta di tanti chicchi sugosi e festosi.
È la prima nipotina femmina, la nipotina musicofila, amante della Salsa....in passo di danza o sulla pastasciutta.
EVi  o Evita di soprannome. Al secolo Eva Vittoria.... una vera esplosione di vita!

Oggi in casa c’è un nuovo fiorellino, un piccolo bucaneve arrivato a fine gennaio con molto anticipo sulla data prevista.
Sarebbe dovuta arrivare in una stagione più primaverile, a mezza via tra la primavera in mare e quella su terra e invece ha bruciato le tappe ed è spuntata in pieno inverno.
Sorpresa generale per la mamma e le sue gastroenteriti premonitrici, il babbo, il fratello e noi nonni che, come fulmini, abbiamo annodato le cocche del nostro fagotto, cliccato su ouigo per trovare un tgv, balzati sopra e arrivati a tempo di record.....ma, ahimè, pur sempre dopo di lei.
A 9 giorni infine l’entrata ufficiale a casa, giusto prima che il caos esplodesse e Parigi rimanesse paralizzata dalla neve, che lei non temeva.
Bucaneve, piccolo crocus, fiorellino selvaggio dai colori dell’arcobaleno come la velocissima messaggera degli dei dell’Olimpo.... non potevi che chiamarti Iris!
Come sono belle e profumate le mie petites fleurs!

mardi 6 février 2018

Petites pattes

....che non grattano più alla porta, miagolii da affamato che non risuonano nelle quiete stanze.
Posso finalmente elaborare il mio lutto e lasciare una piccola traccia su Glob senza il timore di sorprendere la sua legittima proprietaria tenuta fino ad ora all’oscuro dell’accaduto.
Oltre al dispiacere, la tristezza di non poterlo condividere con chi ha amato questo  gattone stupidotto, classico prototipo del “grande, grosso e ciula”.
Ma come annunciarle la notizia la mattina del 10 gennaio quando C.V. lo ha trovato inanimato, vittima probabilmente di un arresto cardiaco?
Impossibile rattristarla ulteriormente in un momento delicato per lei.
A forza di attendere il momento propizio o almeno meno inappropriato, siamo quasi arrivati alla”messa di trigesimo” cui avrebbe avuto diritto fosse stato un “gattolico praticante”.
Ieri sera infine l’annucio paterno.
Io molto vigliaccamente non avevo il coraggio di rismuovere le mie pene.
Oggi però sono libera di pubblicare il suo epitaffio.
Caro Replay
Gatto stupidotto, poco felino nelle tue manifestazioni a parte il passo felpato.
Non eri infido, irriconoscente, malignetto, furbastro.
Niente di tutto ciò....
Eri arrivato a casa per festeggiare una diciottenne.
Dovevi essere uno dei suoi regali. E lo sei stato grazie all’impegno in collaborazione della domatrice di gatti, al secolo Nat, e del suo amico veterinario, che così si fidelizzava una cliente.
Per un anno sei vissuto in simbiosi con la diciottenne che ti teneva imprigionato in camera sua per timore di tutto, che tu uscissi in giardino, scoprissi il mondo, ti perdessi, facessi brutti incontri.
Che tu la tradissi con altre gatte non lo ha mai temuto.
Ahimè, uno dei tuoi primi incontri con il veterinario, dopo i vaccini ti è costato la tua virilità.
Che vociaccia che ti era venuta!
La diciottenne diventata diciannovenne era partita lontana per i suoi studi.
Aveva lasciato casa e famiglia ma non te.
Accompagnata dal Vati era partita con l’auto ripiena delle sue masserizie e la gabbietta con te dentro.
Due mesi di follie à Besançon fintanto che la tua deliziosa “padroncina” non si era resa conto che tenerti con lei era troppo complicato, che sicuramente l’aria della città non ti conveniva e il rischio che tu cadessi dal davanzale la perturbava.
Eri un gatto ma non le era ben chiaro.
Paura che tu non ricadessi sulle tue zampette.
Alle prime vacanze di Ognissanti hai fatto ritorno sulla nostra collina.
Un viaggio in gabbietta, in treno questa volta e in più impasticcato, ben sedato per la tranquillità della diciannovenne, che in ogni caso aveva finito per agitarsi ancor più a vederti con le pupille dilatate e roteanti.
Povero Replay!
Casa ti aveva accolto....ma sia ben chiaro, avresti vissuto come Lucciola, la gatta che già avevamo, cioè libero di uscire e fare la tua vita.
Eri diventato un bel gattone grande, grosso e c....
Charming !
Eri proprio bello, fiero, robusto.
Il boss del nostro giardino e del circondario.
Lo sei stato per un lungo tempo fintanto che non sei stato vittima di una infestazione da pulci che ti ha debilitato, provocato allergie e reso debole e pauroso, preda dei gattacci vicini.
Un anno di pazienti cure da parte di David, che ci riceveva ogni tre settimane nel suo ambulatorio.
Cortisone, antibiotici e tanta pazienza, con la nota spese che aumentava grazie alle crocchette antiallergiche che non dovevano mancare.
Momenti anche teneri e simpatici perché David di pregi ne aveva non pochi, e poi, come diceva per
rincuorarmi prima di darmi il nuovo appuntamento....” ti faccio lo sconticino”
Proprio così come lo scrivo, perché David nonostante le sue origini di coq français era diventato veterinario in Italia e con me in genere conversava nella mia lingua materna.
Caro David sempre pronto e disponibile per rassicurarmi.
A settembre, incapace di capacitarmi della tua prematura e assurda scomparsa, mi chiedevo come avrei fatto se Replay avesse avuto bisogno delle tue cure.....ma Replay non ne ha avuto bisogno.
Data la situazione non avresti potuto nulla, neppure tu, neppure se tu fossi stato ancora su questa terra.
Caro Replay che te ne sei andato in silenzio troppo presto, appena dodicenne, lasciandoci soli con Lucciola la terribile, vecchietta diabolica che si avvicina ai suoi diciannove anni di tutto rispetto e che per qualche giorno si è sforzata di essere meno cattiva del solito.....per non aggiungere pena alla pena.
Ora riposi sulla collina vicino alla vecchia quercia dove l’ex diciottenne, ex diciannovenne si allenava  con esercizi ginnici.
Quando apro o chiudo la porta di casa mi guardo intorno con cura per evitare che tu balzi dentro o svicoli tra le mie gambe facendo incautamente suonare l’allarme.
Attenzione inutile, anche se il rischio sussiste con Lucciola la diabolica..
Fruscio di zampette portato dal ricordo.
Replay, sei stato un grande....con un nome che inizia con questa sillaba, non potevi essere da meno.
Addio stupido gattone.... ora veramente non mi resta che sciagattarmi a nutella, anzi a nocciolata Rigoni, rigorosamente bio....ne sento proprio il bisogno!

jeudi 1 février 2018

Silenzio ... si gira

Sensibile alla lingua, ai suoi mutamenti, alla sua evoluzione, sono in ogni caso refrattaria all’abuso che si fa dei termini stranieri, usati e riusati pure a sproposito e a maggior ragione quanto tutto ciò avviene in uno spazio che esula dal privato.
Frutto dei miei lunghi soggiorni all’estero è la contaminazione linguistica dovuta all’uso scomposto e indeterminato delle varie lingue. La conseguenza è che a volte anche dalla mia bocca esce un melting-pot come è accaduto ai miei figli.
Non è per snobismo, giusto l’utilizzo della lingua che avevo a portata di mano che prende il sopravvento.
È poi inequivocabile che certi termini stranieri siano di maggior effetto e immediati.
Stop-it!
Chiedo venia.
Illustrativa la risposta di mia figlia, a quattro anni, alla domanda materna quotidiana
“ Che cosa hai mangiato oggi a scuola?”
Instead of un budino j’ai mangé una compote di pomme »
Niente male. Tre lingue per una misera frase di undici parole.
In compenso io ero rassicurata, qualcosa aveva ingurgitato.
Di parole straniere o espressioni, nel mirino ne ho non poche e potessi eliminarle con un clic, premerei senza indugio sul grilletto.
 Stepchild adoption tra le tante è una che mi ha procurato un furioso attacco d’orticaria.
L’adozione del figlio del compagno/a(in caso di unioni civili) o coniuge (in caso di matrimonio) sembra essere stato prima di tutto un problema di forma.
Problema non facilmente risolvibile.
Scartata la più immediata “adozione del figliastro”: la connotazione negativa del suffisso “astro” non ha lasciato spazio a dubbi e prima di mettere al lavoro le menti del gruppo Incipit dell’Accademia della crusca per trovare un’alternativa al termine reietto, il problema è stato ovviato facendo ricorso alla lingua straniera: all’inglese of course.
E se a qualcuno poco domestico con la lingua inglese venisse in mente di tradurre of course, con l’assonante “di corsa”, giammai mi sentirei in dovere di estrarre dal mio astuccio la matita rossa e blu e sottolineare lo sbaglio.
Of course/naturalmente, avrebbe commesso un errore ma infinitamente minore di chi ha voluto propinare all’orecchio italico la stepchild adoption.
Sfido chiunque a negare che l’Italia governativa faccia ricorso a termini stranieri di lingua inglese al trotto, al galoppo, e disgraziatamente senza saper tenere le redini in mano.
Stepchild adoption, una formula esotica? fumosa?
Poco importa se coniata per esprimere lo stesso concetto ma con parole straniere la cui interpretazione sfugge ma non turba o per imbrogliare le piste.
Pensare che utilizzare il termine straniero sia più « politically correct » mi lascia molto perplessa.
A ben riflettere allora mi dico che se la scelta voleva essere un addolcimento della parola probabilmente i nostri esterofili hanno commesso un errore di fondo.
Stepchild è in tutto e per tutto l’equivalente di figliastro.
Solo per chi conosce male l’inglese la prima evocazione è lo step per ginnastica aerobica, lo scalino o il passo.
Siamo chiari step sta a stepchild come pane sta a panegirico.
Ovvero nessun legame semantico tra i due termini.
Forse, se si voleva ovviare alla connotazione negativa di figliastro ricorrendo ad altra lingua perché non scegliere l’equivalente francese?
Avremmo ottenuto una formula assolutamente positiva.
L’adoption du beau-fils” o “de la belle-fille” o più genericamente “l'adoption des beaux-enfants”.
Certo che poi magari anche questa formula mal tradotta avrebbe potuto dare luogo a spiacevoli equivoci....per chi magari ignora che i figliastri in Francia si chiamano cosi  e non sono certo catalogati con criteri di avvenenza.

Le lingue straniere possono essere un grosso handicap, quando non si conoscono.
E ancor più quando nonostante l’ignoranza si pretende di farne buon uso.
Vorrei giusto  aggiungere che alla lista si può associare anche quei termini che sono volati nell'aria, sono ricaduti nelle orecchie ignare e incaute, sono state fagocitati e mal digeriti e quando  risputati, nel  dubbio (ammesso che si dubiti), sono state anglicizzati nella pronuncia.
Una parola straniera “cool” è indiscutibilmente british!
E allora il nostro tirocinio, apprendistato o praticantato, a seconda delle occasioni diventa più facilmente « stage ».
Sullo stage alla francese, poiché con il significato menzionato la parola esce dal Larousse, non avrei nulla da eccepire; non è il caso di « steig » ( con la g dolce di gelato)che invece invade l’etere.
Confesso che non mi privo del piacere di riprendere chi ha usato a sproposito il termine, spiegando che « steig » cosi come pronunciato é ben british, ma significa ahimè « palcoscenico, scena »
Meglio spengere le luci, stendere un velo pietoso e uscire di scena il prima possibile.








mercredi 17 janvier 2018

Monti sacri e Sacri monti


Un incontro sicuramente predestinato quello tra i territori aixois e novarese.
Le due città di riferimento Aix en Provence e Novara non sono gemellate e neppure lo saranno, ma lo scambio che c’è tra di loro corre su doppi binari.
Non mi soffermo sulle varie similitudini di queste "regioni”, terre di vini, riso, e di colli valicati in una sorta di transumanza migratoria.
Per una volta non chiamo la mia Toscana alla ribalta e da dolci colli e colline, passo ad ascensioni più impegnative: mi riferisco alle forme particolari di montagne sacre che caratterizzano i loro territori.
Due, quelle sacre provenzali :la Sainte Victoire et la Sainte Baume ,in mezzo alla campagna e vicine ad Aix en Provence.
Tre, i Sacri monti del territorio novarese: quelli di Ghiffa, Orta e Varallo.
Pur senza aver visitato la Provenza, basta conoscere solo un po’l'aixois Paul Cezanne, celebre figlio di questa città provenzale, per avere davanti agli occhi una delle sue tante versioni pittoriche di questa celebre montagna.
Cezanne l’ha dipinta da tutte le angolature e i suoi concittadini si sono ben adeguati, mostrandola a loro volta da tutti gli squarci visivi possibili.
Ricordo ancora, come piccolo aneddoto a conforto di quanto appena detto, un avvenimento di oltre venticinque anni fa, quando, trasferita nella regione, facevo visite di immobili alla ricerca di un alloggio.
Un agente immobiliare, dopo avermi mostrato i differenti vani dell'abitazione, aveva incalzato magnificando il pregio incommensurabile della vista sulla Sainte Victoire.
Mi aveva trascinato in una specie di sgabuzzino, in cui, seguendo le sue istruzioni, allungandomi sulla punta dei piedi, storcendo il collo e cercando di sbirciare da un finestrino, stile feritoia, ero riuscita a intravedere una specie di picco.
Da allora ho sempre diffidato della "vista sulla Sainte Victoire" e ho piuttosto cercato delle prospettive personali da cui ammirarla, con risultati molto più soddisfacenti.
Santa vittoria di Mario contro i Cimbri e Teutoni nel 102 a.C.?
Molto pagana e poco religiosa come vittoria, non credo vi siano state visioni celesti da “in hoc signo…”con quello che segue, per validarne l’attributo.
E, in effetti, probabilmente altre possono essere le origini del nome, ben più tardivo.
Alla Sainte Baume al contrario spetta di diritto il suo nome, soprattutto l’aggettivo, in questo massiccio, infatti, si trova la grotta di Santa Maria Maddalena.
La tradizione racconta che Maria Maddalena fuggita da Betania durante le persecuzioni, sia giunta via mare a Marsiglia e da qui fino a questa montagna dove visse per trent’anni, trovando rifugio nella grotta che da lei ne ha preso il nome, e nutrendosi di radici selvatiche.
La grotta fin da tempi remoti è stata e continua a essere luogo di pellegrinaggio.
Da aggiungere che entrambi i massicci della Sainte Victoire e della Sainte Baume sono mete di passeggiate e scalate( a seconda dei versanti)molto frequentati e estremamente apprezzati, la natura in cui sono immerse fanno da raffinata cornice a un quadro meraviglioso.

Ai Sacri monti italiani, il titolo spetta di diritto, non c’è dubbio.
Complessi a carattere religioso che si snodano in un percorso ben definito lungo pendici di alture e monti in luoghi isolati che ben si confanno alla meditazione.
La loro nascita, con la creazione della nuova Gerusalemme e la riproduzione in scala di edifici della passione di Cristo, dal XVI secolo, offriva ai pellegrini la possibilità di visitare i Luoghi Santi, riducendo i problemi e i rischi legati ai viaggi in Terra Santa.
Nove i “Sacri Monti di Piemonte e Lombardia”iscritti come patrimonio dell’Unesco dal 2003 con la seguente motivazione “ In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza e virtù e gradevolezza, e risultano integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi. Contengono inoltre reperti artistici molto importanti(affreschi e statue).
Di Sacri Monti del novarese si parlerà a Aix en Provence.
Venerdì 26 gennaio, in occasione di una serata alla scoperta del territorio di Novara, tra gastronomia e cultura, organizzata dalla associazione “Novaresi nel Mondo” con il supporto in loco della A.I.A.P.A (association italienne d’Aix et Pays d’Aix) il sindaco di Armeno, Pietro Fortis ci parlerà di tre sacri monti (Ghiffa, Orta , Varallo).
Un ‘ occasione per scoprire o riscoprire dei luoghi fuori del comune, veramente “fuori dal mondo”.
Alla presentazione seguirà una degustazione di vini delle colline novaresi e una cena a base di prodotti tipici di Novara preparata dallo chef Gianluigi Clementini.

vendredi 5 janvier 2018

Cara Befana.....

Ramazzando per camini
Ti sei beccata il raffreddore
Sono contriti i nipotini
Or ti tocca anche il dottore
Eravamo incimurriti
Specie io, il Principino
Molto meno mia cugina
Ma basto io a far casino.

Tutti quanti siam partiti
Senza attender, mamma mia,
La giornata che tu ami
Quella della Epifania!
Te la godi tutta sola
Nella tua bella casetta
La mattina per la calza
Giù da te nessuno aspetta.
La cugina a Cartagena
Perderà la tradizione
Ma io qui nella mia Reggia,
Versaglise, sto in azione.

Caminetto rimpiazzato
Da energetica stufetta
Sono un po’ preoccupato
Via d’accesso è un poco stretta.
Arriveranno per davvero
I regali già sognati?
Quelli per infingardia
Dal père  Noël dimenticati?

Giù da te per far la festa
Sarei pronto a ritornare
Il tuo camino è bello grande
Tutto, certo, può passare.
Non son certo a dire il vero
Che la mamma in cammino
Si rimetta anche stasera
Per compiacer ‘l tuo nipotino.

Un altro dubbio mi perturba
I tuoi gatti, mia nonnina
Sono belve assai feroci
E mi trema la manina
Quando a men di mezzo metro
Lor mi guardano in gattesco
Proprio dentro il pannolino
Sento sempre strano effetto.

E se poi vogliam finire
La catena dei dubbietti
Mica sono tanto certo
Che tu quoque ben m’accetti
Sono stato un discoletto,
A mia scusa, il mio malanno
Ma tu mi ami cara nonna
Anche se,fo’ qualche danno.
Mi vuoi bene ne son certo
Ma il riposo è necessario.
Per stavolta ho deciso
Resto a terra sul binario.

I cugini non potranno
Giù venire a dar manforte
EVi dansa a suon di salsa
Leo pesta il pianoforte.
In vacanza ben lontano
Tra triangoli e quadrati
Credo proprio che i regali
Non vi siano arrivati.
In quelle terre ben al caldo
Dove tu vorresti andare.
Cara nonna mi dispiace....
Non ti vogliono portare.
E neppure può portarti
La tua scopa ultramoderna
A mio avviso se decolla
Arriva giusto alla Verna.
Più lontan di casa tua
Nel verdeggiante casentino
Cara nonna non far scherzi
Non sfidare lo scopino!

Godi bene il tuo riposo
Lascia stare la scopetta
Questa volta vai in congedo
Un anno duro già ti aspetta....
E vedrai che tra un anno
Ben saremo un battaglione
Se veniamo tutti quanti
Poi ti prende uno “sciopone “
Non ti devi affaticare
Ne' poi fare un quarantotto
Prendi il rhum e brinda tosto
Alla Befana Duemila diciotto

........Prince T. Cuor di gattone