perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 5 novembre 2012

COMUNI e PROVINCE



Ascolto con un orecchio distratto le news che la mia compagnetta radio mi dispensa.
Tra ombre e luci di corrente alternata, ritornata ma solo parzialmente a NY e l’affannosa caccia alla benzina che mi fa immaginare una città nuovamente intasata e incasinata, il timpano è percosso dall’info della prima sconfitta del PSG.
M’interesso limitatamente di calcio, stimolata solo da eventi eccezionali e il campionato nazionale, che sia in Francia o in Italia mi lascia indifferente, mi scivola addosso, ma….quando si parla di PSG drizzo le orecchie.
Non conosco particolarmente questo club, al di là dalla sua mediatizzazione grazie all’acquisto da parte del Qatar, al mega insensato acquisto di Ibrahimovic, il suo nome però mi è noto per l’antico antagonismo che lega questa squadra all’OM, l’olympique de Marseille, mia città di riferimento geografico e benché non me ne importi nulla, per senso di dovere, di riconoscenza per questa terra di accoglienza mi rallegro della sconfitta parigina.
 …e in più anche del bel cartoncino rosso per lo Zlatan fedifrago e venduto... vera ciliegina!
Che se ne farà Fidèle ora del suo abbonamento???
E poiché non va più ai match, o insomma ci va poco, non capisco perché non trovi un po’ di tempo per deliziarsi sul blog, che ultimamente conosce una popolarità fuori del comune, ma non riceve più visite al profumo di gruviera e cioccolato e soprattutto soffre dell’assenza di commenti.
Senza commenti, non ci sono né ritorno né scambio e quindi manca confronto, contradditorio e progressione.

Non mi resta che continuare a elucubrare su quest’antagonismo che mi permette di pensare per associazione di idee alle mie terre, patria dei Comuni che, quanto a rivalità, sono state maestre indiscusse.
Nella mia generazione, leggermente posteriore a quella dell’epoca comunale, l’unica opposizione che credevo di attualità, (a parte quella tra le contrade senesi, rilevante piuttosto dal campo delle lotte intestine) é quella che lega l’antica repubblica marinara alla cialtrona provincia.
La prima toccò il fondo alla Meloria, la seconda vide la nascita del partito comunista nel ’21 e diventò capoluogo di provincia nel ’25 grazie alla famiglia Ciano. Il duello tra le due lo immaginavo legato a scozzi sul Vernacoliere e nei testi irriverenti dei miei Gatti Mézzi..
…ma ora con questa nuova carta delle province e il nuovo volto che si vuol dare all’Italia il risorgere di antiche faide è certamente di attualità e quella tra la città dei quattro mori e quella della torre più che mai viva.
Come dubitarne? C’era poco da sbagliarsi quando si pensa di favorire Livorno a scapito di Pisa, forte della sua storia e tradizione.
In un paese che vive sulle rovine dell’impero romano cosa aspettarsi di diverso?
La nuova diatriba non è recentissima, anzi esiste da un momento, da tutta l’estate, ma io presa da attività matrimoniali non mi ero neppure posta la domanda anche perché che accorpassero altrove in Italia non mi sembrava strano ma che si osasse toccare alle province toscane, trasudanti di storia comunale mi pareva inimmaginabile.
E non avevo preso l’ipotesi neppure in considerazione.
Dopo tutta un’estate tra tira e molla, disegni e nuovi disegni leggo che la nuova forma della Toscana dovrebbe infine prevedere quattro blocchi, quattro enti: la città metropolitana che ingloba Firenze, Prato e Pistoia, la provincia della costa nord con Massa – Carrara – Lucca – Pisa - Livorno, Grosseto – Siena terzo polo  e Arezzo sola soletta che mantiene così la propria autonomia.
Secondo il semplice criterio del comune più popoloso i capoluoghi dovrebbero essere Firenze, Livorno, Grosseto e - ovviamente – Arezzo.
Per Firenze e Arezzo non ci dovrebbero essere dubbi.
Per le altre, secondo diverse interpretazioni del decreto ufficiale, non è chiaro e potrebbe essere lasciato spazio a nuovi criteri, altri che la popolosità per decidere a chi concedere la posizione di “vedette”.
Beata Arezzo!
“Meglio soli che male accompagnati”-devono pensarlo in tanti, rimpiangendo la propria autonomia. Ora oltre che “Roma ladrona…Roma ignorantona” ma dove la mette la nostra storia, le nostre differenze, le nostre origini?
Ed io, ora, come mi pongo?
Io che vivo nella continua mediazione?
A cavallo tra due culture, seduta su una sella montana, guardando al di qua e di là dalle Alpi e per conciliare, allargando lo sguardo sul comune mare nostrum, che ci culla?
Io che per nascita appartengo alla provincia labronica, per madre pure, ma per padre e per studi sono pisana?
Io che sento il richiamo dell’Arno per il ranocchio che vi buttai dentro visto che non si era tramutato in principe e quello dei Fossi dove furono ripescate le finte teste del mio Modi’.
Che posizione tengo?
Una domanda cui non so rispondere.
Che turberà i sonni delle mie prossime trecentosessantacinque notti!
E i miei bambini? Dove troveranno un equilibrio?
Già perturbati dagli eventi della loro fanciullezza, semi sradicati dal patrio suolo, come faranno a crescere se non sanno più se la loro madre è livornese o pisana???
Non ho scampo....tertium non datur!

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