Spero che ognuno abbia reintegrato casa in buone condizioni , si sia rilassato senza più stress da numeri, calcoli,
performance e, libero dall’incubo di “cosa mettere nella busta?”, abbia goduto
del sonno del giusto!
Devo dire che grazie ai nostri ripetuti conteggi e contro-conteggi di
venerdì e la cura e attenzione ai dettagli, sabato tutto è filato liscio.
Con lo sguardo rivolto al sud verso i tramonti meridionali mentre il cielo
arancione sfuma verso il rosa, anche l’apertura dell’urna non ha certo generato
stress, messo adrenalina in circolo, mandato in tilt valvole cardiache.
Insomma quanto a suspense e pathos...ben poco! (meglio così!)
Mai avrebbero potuto essere i nostri 75 “e-lettori”, pari a tre volte
quelli di “manzoniana memoria” che riuscivano a farci impazzire!
75 elettori, una media di 15 votanti a testa !
Di che inorridire con il nostro misero 4 % di affluenza al seggio numero 6.
Chissà di quanto saremo sotto la media nazionale?
Pura curiosità e nient’altro.
Non voglio calcolare e contare più!!!
Per almeno 3 giorni …bando al pallottoliere!
In ogni caso un grazie ad ognuno dei miei compagni di seggio per aver
contribuito a rendere queste due giornate, meno pesanti di quanto avrebbero
potuto essere.
Grazie a Simona, che si è letta, riletta manuali, opuscoli e brochurette
varie senza dare segni di impazienza, cedimenti e sconforto.
Una segretaria ligia, capace ed efficace e soprattutto sempre di buon umore
che ha permesso di arrivare a mettere il punto fine a una tonnellata di
scartoffie, degne eredità di un impero borbonico più che napoleonico, ahimè!
Grazie a Gianni che preso dal sacro fuoco si è fatto prendere pure la mano
e ha firmato, firmato, firmato anche schede non necessarie (di che fornire
“bullettins” a tutti i seguaci di Osho!), ma forse, solo per cercare di battere
Andrea, cui spetta il primato degli autografi.
Con quanto brio, allegria e humour, Gianni si è occupato degli elettori e
della promotion della scheda
elettorale!!!
Un po’ di colore, almeno, per il tetro edificio in cui eravamo “reclusi”,
in una stanza buia, illuminata da spot inefficaci e lampade da terzo grado.
Ad Andrea va innanzi tutto il merito dello spirito civico.
Rians – Marseille, andata e ritorno, con un buon centinaio di chilometri a
tratta, quattro viaggi nel giro di poco più di trent’ore non è uno scherzo.
Grazie anche a lui che ha contribuito al buon funzionamento del voto, allo
smascheramento di elettori che non appartenevano al nostro seggio, ma che al
numero 2290077-006 erano stati, da scriteriati consiglieri, incautamente
dirottati.
Ha saputo tenere il registro e aggiornare il foglio delle statistiche con
mano decisa.
Inutile chiedere se avesse riempito la casellina, uomo/donna, grigio,
marrone, fucsia, arancione o rosa.
“Già fatto!”
Di che far concorrenza a “Pic indolor, la siringa niente male”
Grazie a lui siamo stati, però, tutti certi e tranquilli che le nostre
statistiche sarebbero risultate perfette.
E grazie ovviamente alla nostra presidente Mariangela, che tutto ha
supervisionato, coordinato, diretto.
Il suo occhio vigile ha protetto il sigillo – tampone, l’inchiostro (
conservato così bene, tanto da rischiare di essere restituito intonso) e
soprattutto la scatolina in cartone che conteneva il tutto.
Tutto è stato riconsegnato nel sacco della cancelleria, persino buste usate
e soprattutto le preziosissime matite per il voto.
Concesse in numero di sei e in tale numero restituite.
Nessun bisogno di correre alla ricerca della matita perduta.
Meno male! Qualche risparmio al Ministero, tanto preoccupato di contenere
le spese, lo avremo fatto realizzare, evitando ricerche affannose di matite indebitamente
sottratte.
Qualche risparmio supplementare forse glielo faremo fare, se non
rimborseranno i pasti, a noi fortunati che abitando a oltre 10 km dalla sede
consolare, (10 km almeno tra il cartello che indica il limite del nostro comune
di residenza e la Rue d’Alger), potevamo beneficiare del buono - pasto.
Lo scontrino benché recante nome cognome e indirizzo di ognuno di noi,
potrebbe rischiare di essere invalidato perché scontrino e non fattura.
Ci rimarrà la soddisfazione di un pasto light, sushi , ri-condiviso alla
sera nell’improvvisato buffet sul tavolo del seggio vicino dove per tutta la
giornata sono sfilati salumi, mortadelle, felino di prima qualità, annaffiato
da vini tra cui un Brunello di Montalcino
Biondi –Santi??? –ho chiesto, prima di portare il bicchiere alle labbra,
visto che mi era sfuggito il nome sull’etichetta. Alla mia domanda due degli
scrutatori mi hanno guardato interdetti, dichiarandosi uno Biondi e uno Santi.
Mi è rimasto il dubbio se fossero veramente i loro cognomi o mi prendessero in
giro. Non posso pensare che cultori della gastronomia, come i nostri vicini di
seggio, potessero ignorare il nome del celebre Brunello per eccellenza.
E per finire in gloria anche lo spumante!
Che organizzazione!
Un grazie dunque ai vicini, palma d’oro per la migliore realizzazione di
pic nic elettorali di qualità, che molto carinamente ci hanno offerto le loro
squisitezze.
Grazie anche agli impiegati del consolato che ci hanno aiutato e supportato,
a volta intensificando i nostri dubbi e perplessità, facendoli lievitare a
dismisura, a volte smontandoli fino a farli scoppiare come palloncini, e che
con noi hanno condiviso la chiusura finale.
Grazie a tutti quelli che hanno mi sopportato con le mie rivendicazioni di
natura varia e le mie “questioni di principio”.
Per una volta ho quasi, però, la sensazione, di essere stata meno “pitt-bull
e madre – dirigista - rompi balle del solito.
Spero di essermi contenuta e aver lasciato spazio, lasciando da parte il
mio bisogno di tenere tutto sotto controllo e fare secondo la mia logica o
illogica forma mentis.
Grazie infine a chi ha permesso che recuperassi il mio diritto, maltolto in
virtù di una fraintesa opzione, che avrei, soi-disant,
esercitato, diventando così un’ optante, cioè una specie particolare di
cittadino, che oltre a pronunziarsi in occasione delle elezioni municipali
dello stato straniero in cui vive, avrebbe deciso di volersi esprimere anche
per i candidati europei dello stato in cui risiede.
Questo bollino di “optante” che mi faceva sentire tanto “mutante”, e che
tanto mi ha irritato, mi è stato infine tolto.
Io non ho mai optato
Lo avessi fatto, avrei accettato la “scomunica”o meglio la messa al bando dalle
liste elettorali del mio paese di nascita.
Io avevo solo chiesto, all’inizio degli anni ’90, di poter approfittare del
diritto di esprimermi sulla vita del comune in cui abito, cosa che regolarmente
faccio da ben 20 anni, e per almeno 15 ho anche tranquillamente votato per i
candidati italiani alle europee.
Tutto questo fino a 5 anni fa quando mi sono scoperta affetta da questa
forma “geneticamente modificata”che mi escludeva arbitrariamente e mi privava
delle mie prerogative.
Ora sono stata reintegrata nei miei diritti di elettrice italiana, conditio tra l’altro sine-qua-non per accedere al seggio come
scrutatrice.
Ho ottenuto persino la modifica del certificato elettorale emesso in base a
vecchi dati anagrafici, e ricevutone in extremis uno nuovo esatto, con adeguato cambio
di circoscrizione.
Ci mancava solo che dopo aver ottenuto il mio diritto al voto, la mia
scheda fosse invalidata per un vizio di forma.
Tra cinque anni se l’Europa esisterà ancora, potrò decidere per i
rappresentanti di quale Stato vorrò votare….
La scelta sarà solo mia: questione di principio!
....e la boucle è come sempre bouclée.
PS
Tutto è rientrato nei ranghi, o almeno così credevo….
Ascolto i risultati degli spogli elettorali in Francia e mi metto le mani
nei capelli, da europeista convinta, sono senza parole.
Sarebbe stato forse meglio che fossi stata una vera optante che aveva optato!