perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 28 janvier 2019

Gino Bartali un toscano per un Toscano

Gino Bartali " Una bici contro il fascismo", versione italiana di « Un vélo contre la barbarie nazi” uscito in Francia nella primavera 2018, é arrivato in libreria la settimana scorsa, il 24 gennaio.
In un « lungo we della Memoria » il suo autore Alberto Toscano lo ha presentato venerdì a Torino, domenica a Firenze e stasera lunedì a Milano.
Torino, Firenze, Milano, i punti di un simbolico triangolo, pur se non proprio equilatero, in una sorta di “boucle bouclée”, o in ogni caso di primo ciclo concluso. 
I termini, fuorusciti in una specie di scrittura automatica e non ricercati, si adattano perfettamente al personaggio, al suo profondo senso religioso, basti pensare solo al divino che un triangolo evoca nella sua simbologia e quanto alla “boucle” con le due vittorie storiche di Bartali al Tour de France, il cui sinonimo ufficiale è appunto la Grande Boucle, come non associarla a questo grande campione? Ciclo: scontato e banale nei suoi vari significati.

Campione sportivo che ha marcato un’epoca e ha fatto storia e Uomo dalla fede profonda che con il suo comportamento ha incrociato la Storia, lasciandovi una traccia indelebile.
Centinaia di ebrei salvati grazie al suo coraggio e alla sua opera.
Alberto Toscano ce lo racconta, in un libro che si legge come un romanzo, scorrevole e appassionante dall’inizio alla fine.
Bartali, antifascista e non solo a parole, non offrirà le sue vittorie al Duce, e il fascismo per cercar di recuperarle, almeno in parte, potrà farlo con il Giro d’Italia per il quale era stato istituito per il vincitore “il Premio del Duce”. 
Fedele al suo "Credo" e al “non sappia la tua sinistra, cosa fa la tua destra”, Bartali non si vanterà mai del suo aiuto apportato cooperando con le reti clandestine per salvare uomini, donne, bambini ebrei, mettendo a rischio la sua stessa vita.
Non solo non se ne vanterà, ma neppure lo ammetterà facilmente, anzi farà di tutto per evitare di parlarne e  di dare importanza al suo operato.
Di questo, delle sue vittorie, dei suoi exploits sportivi e non, in ogni caso compiuti sempre in sella alla sua bici, fino alla rivalità del toscano Bartali con il piemontese Coppi, portata anche sullo schermo tv sotto forma di spettacolo per la gioia dei tifosi dei due campioni, ci racconta Alberto Toscano, ricostruendo un’ambientazione storica in cui lui ci fa immergere e noi ci lasciamo trasportare dalla corrente del racconto che si snoda leggero ed avvincente malgrado il terribile tema di fondo. 

Mi fa giusto sorridere l’idea che sia il piemontese Toscano a raccontarci il campione toscano.
Un toscano e un piemontese....
Ancora una volta la boucle è bouclée !
Grazie Alberto!

lundi 14 janvier 2019

BATTISTI, un nome.... e tante storie

Battisti, un nome, anzi un cognome e un esplosione di pensieri, di ricordi, di «Mi ritorni in mente » e « Non sarà un avventura », che fuorescono da sotto le mie solite membrane di madri dure, pie e ragniformi.
Non ostante Lucio non sia stato il primo Battisti della mia vita è a lui che andava di riflesso istintivo il mio pensiero.
Certo prima di lui avevo fatto conoscenza sui banchi di scuola di un altro Battisti: l’irredentista trentino, nato nell’ultimo quarto dell’Ottocento, altra razza, grande statura e soprattutto altro genere.
Non certo quello musicale!
Eppure per il colmo dell’ironia (puramente casalinga), il musicologo familiare, appassionato della sola musica classica (e anche in questa sezione, molto selettivo), disdegnando i miei gusti musicali e la mia passione per quelle che lui definiva “canzonette”, se mi sentiva ascoltare il grande Lucio, con mezzo sdegno mi chiedeva “Chi canta?” e senza lasciarmi terminare “ Batt…” concludeva con un “Ah Cesare!” , sapendo pertinentemente che mi irritava oltremisura.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Lucio…..

Oggi mi sento spiazzata!
Clicco su internet Battisti e chi mi appare non è Lucio.
Un Cesare è di nuovo in prima linea.
Il Battisti però che emerge è ben diverso dal suo predecessore, “giustiziato” per tradimento a 40 anni o poco più e condannato all'impiccagione.
Il Cesare di attualità, quello che fa oggi copertina è vivo e vegeto.
Nato in provincia di Latina tre quarti di secolo dopo il suo omonimo ha al suo attivo crimini, condanne, e un’evasione dal carcere a seguito della quale ha vissuto una vita da "expat" iniziata ai primi degli anni ’80 e terminata con il suo recentissimo arresto in Bolivia e il rientro in Italia oggi 14 gennaio.
Francia, Mexico, Francia e Brasile i paesi di accoglienza dove ha potuto sopravvivere e vivere per quasi 40 anni.

Anche all’epoca dei fatti e dei crimini attribuitigli mi faceva un certo effetto sentir parlare di un nuovo Cesare Battisti, ma il predecessore ottocentesco mi pareva ancora capace di sovrastarlo, metterlo in minoranza, oggi mi chiedo quanti giovani sappiano fare la distinzione. 
Chi, delle nuove generazioni, conosce i due Cesare?

Chissà, magari tra qualche giorno se tornerò a cliccare “Battisti”, la pagina mi mostrerà la chioma ricciuta di Lucio?
Tutto sarà tornato alla “normalità”…
Tra meno di un mese inizierà il Festival di Sanremo …. E domani è sempre un altro giorno.

dimanche 6 janvier 2019

Sono ancora la Befana

Prince T. l’usurpatore oramai non ha ritegno
Lui scorrazza sul mio blog e ben niente mi da in pegno.
Per quest’anno poi fa in grande e l’aiuto ha domandato
ai cugini Leo ed EVi che non l’han certo negato.
Tutti insieme si son messi  alla gran composizione.
Io l’ho detto già una volta “Per me ormai è la pensione !”
Non mi pare più sia il caso di lanciarmi a poetare
Loro sono più che in grado di potermi rimpiazzare.

Forse è ver che i nipotini a sapermi acciaccata
Han voluto aiutarmi prima della mal parata.
Starnutisco senza requie e tossisco a più non posso
Son di nuovo assai mal messa, e’ a pezzi ogni mio osso.
Ma di cedere lo scettro a dir il ver un po’ mi duole
Per quest’anno resto ancora ....La Befana ...’19

samedi 5 janvier 2019

Befana Befana delle mie brame ....


E’ tornato il principino nella reggia di Versaglia
Adagiata ha la sua calza proprio li’ sopra la paglia
nella grotta dove giace, il divino bambinello
riscaldato dalla stufa, dal suo bue e dall’asinello.
Ci ripensa il prode T., secondogenito nipote
E si chiede se piazzarla proprio la’, inver lui puote.
Sarà ben in bella vista la calzetta designata
Bella grossa, extra large da zia Connie regalata?
Col suo nome a punto croce tutto in rosso ricamato 
da temere non vi è certo ch’ alcun don sia mai usurpato.

Ma un dubbio sorge ratto nel suo intimo pensiero
“Avrò doni e dolcetti o soltanto carbon nero?
Ci sarà forse in famiglia qualche orribile spione
Che di me parla e sparla e mi taccia di birbone ?”
Per dorarsi il suo blasone e passar da santerello
Si traveste tosto tosto da gentil e buon fratello
Rufolando nei cassetti e facendo un gran casino
Tira fuori anche per Iris un minuscolo calzino.
Senza nome ne’ iniziale per poterla designare
Baby Is e’ una seconda, si può ben accontentare!
L’apparato è messo in moto per il fine settimana
E tranquillo va a dormire aspettando la Befana.
Nel suo letto ancor riflette e con “flebile vocina”
Le parole mette in fila come una preghierina
“Cara la mia bella vecchietta
Guarda ben la mia calzetta
O Befana amica mia
Riempi d’ogni leccornia....”
Sempre tuo Prince T. Cuor Di Gattone😍



Befana Befana delle mie brame
A chi tu destini dolcetti e banane
Il buon cioccolato e i salsiccini
Che tanto mi piaccion dentro i panini?
Bon bon ed ovetti di Kinder e gallina
Nocciolato Rigoni da spalmar su tartina
Blow pop e pop tarts del mio babbino
Trovare vorrei nel mio calzino.
E per ben incominciare ogni mattina
Variopinta e dolce la bella mentina!
Avrò la fortuna di gustar le bontà
Che, ahimè sfortunato, detesta maman!
Dei cinque nipoti io sono il primero
Son bravo a golf, tennis e destriero.
Parlo la lingua di mamma, papà,
della mia nanny del Maracana
L’inglese per scuola, ma e’ la lingua italiana
cui faccio ricorso per parlar a Befana
Per farti sapere che a Bermuda ti aspetta
In casa appesa la mia calzetta!
Ci siam conosciuti già da un pezzetto
Ma dopo traslochi ho già un nuovo tetto 
non vorrei mai che in questa occasione
Per sbaglio saltassi la nuova magione.
Sincerely Yours Devoted Leo


La Colombia ho lasciato senza troppo protestare
Pur se in cuore e’ stato triste dire addio al sole e al mare
Soprattutto a Yomi ad Abu, a zia Dani,Vale e Ivanna
Con la loro compagnia la vacanza è una gran manna.

Ma la casa che mi aspetta la’ in zona Merulana
E già pronta e preparata per l’arrivo tuo,  Befana.
Nel salone, il caminetto con gli addobbi è decorato
Manca solo la calzetta per mio fratello, ultimo nato.

Io son certa mi conosci, pur se non c’hanno presentato
Di me, nonni e cuginetti di sicuro han  BEN parlato.
Sono EVi in famiglia, nata inver Eva-Vittoria
(ogni tanto anche per mamma, ma poi questa è un’altra storia.....)
Son ViVi per mio cugino del castello parigino
Lui ogni tanto è cattivello, che vuoi farci è un po’ piccino.
Ma io SON BUONA e lo perdono, non mi voglio arrabbiare :
I maschietti son tremendi, li dobbiamo sopportare.
Al triangolo alloggia l’altro pure cuginetto
Lui è più  grande, lui capisce anche se un po’ discoletto....
Io ti aspetto a cuore aperto per la tua prima venuta
Che peccato lo ripeto non averti, pria conosciuta 
Super Girl EVi 
EViva la Befana!

PS
Mi dicono che porti dolcetti, magari alla mia mamma farebbero molto piacere. 
Per me no grazie, io sono SUGAR FREE😊