perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 18 juin 2017

Sotto i cieli del mondo in cui brilla più o meno lo stesso sole


Meno di pochi minuti e sarai nato.
Inutile ricordartelo; penso che tu lo sappia senza dubbi di sorta che è il tuo compleanno.
Il tuo trentacinquesimo birthday.
Forse però non ricordi l'ora esatta.

Inutile far rinascere quei caldi giorni di quella bollente estate che ho raccontato, dettagliato, a ogni 18 giugno di questi ultimi sei anni da quando lascio tracce, raspaticci, ovetti su Glob.
Inutile perché questa estate 2017 non ancora iniziata da un punto di vista equinoziale è ancor più bollente di quella del 1982, o almeno lo è  per il momento.
Mi rimanda con la memoria alla terribile estate del 2003, quella tristemente nota come "l'été de la canicule".
L'estate era esplosa repentinamente e in anticipo sul regolare calendario stagionale.
Maggio bollente e giugno non da meno.
Ci si aspettava che questo inizio alla grande con temperature da fornace avesse breve vita e ci facesse magari, scontare il calore ricevuto con freddo compensatorio e inappropriato per la stagione turistica.
Errore!
Il caldo continuò ininterrotto a imperversare fino all'autunno.

Di quell'estate ricordo il tuo compleanno festeggiato insieme a quello di babbo a Parigi, il viaggio in Australia e l'apocalittico fine agosto  a Cecina.
Visioni indelebili!

Ci eravamo ritrovati tutti a Parigi.
Babbo, la tua sorellina ed io da Aix alla Gare de Lyon.
Tua sorella e te da Bruxelles, Lille alla Gare du Nord.
Destinazione comune il V eme arrondissement da Alberto.
Festeggiamento di un compleanno con lo zero per il babbo e del tuo ventunesimo, (un tempo sinonimo di maggiore età, la sera della fête de la musique, in una Parigi fumata e bevuta e non solo per il caldo.
Era stata la prima cena da Mavrommatis ( non la brasserie, ma il ristorante figo quello in cui qualche anno dopo inviteremo i genitori di Marie) di cui ricordo soprattutto il piacere dell'aria condizionata e la lontananza dal frastuono infernale degli scriteriati che impazzavano nella place deSaint Médard con "primus inter pares", l'emulo di Vasco Rossi già in cembali alle cinque del pomeriggio mentre si riscaldava.
Ritorno per voi due grandi al nord; per noi al sud con Aix che ci accoglieva alla discesa sul marciapiede del binario con i suoi 40 gradi.

40 gradi ancora a fine luglio mentre decollavo da Marignane per Londra,  destinazione Sydney e poi Camberra.
Bagliori di un qualche incendio sotto di me, rassegnata a questo volo senza il babbo, che improvvisamente aveva anticipato la sua partenza lasciandomi, interdetta, esterrefatta, irritata, pronta al rifiuto e alla fine rassegnata all'idea che come i reali avremmo volato separati e di conseguenza, salvo un accanirsi della sorte, il vostro destino di orfani era scongiurato.
Mi accompagnava per quasi-caso un collega di babbo che, fedele al suo biglietto d'origine aveva lasciato Marignane insieme a me.
Mi aveva fatto usufruire del beneficio del suo charme sulla hostess e seduta accanto a lui in classe affaire ( non so che tipo di affari si potesse fare nelle prime file dell'aereo, simili a quelle delle retrovie) mi avevano servito qualcosa di decente da bere.
Ci eravamo fatti compagnia nel trasferimento a Heathrow e qui ci eravamo salutati dopo aver scoperto, con mio profondo dispiacere, che eravamo su due voli diversi di B.A. con destinazione Sidney. A mezz'ora d intervallo entrambi, direzione Australia ma uno via Bangkok,l'altro Singapore.
Addio speranza di un surclassamento!
Ricordo ancora i miei compagni di viaggio.
Seduta nel mezzo, come Cristo in croce, oserei dire se non temessi di sembrare blasfema, tra i due ladroni.
Alla mia destra un debordante ansioso che ansimava al decollo, strabordando umori e invadendo i braccioli.
Alla mia sinistra uno scheletrico patibolare che pareva uscito dalle patrie galere.
Ho temuto un non risveglio causato da strangolamento notturno cagione raptus, alternativa a morte per asfissia olfattiva.
Mi risvegliai al mattino, anzi anche prima, grazie alla solerte nonché inopportuna hostess che insisteva per darmi da mangiare mezz'ora dopo il decollo a mezzanotte e mezzo mentre mi ero allungata con la mia copertina sugli occhi.
Invidiosa del mio sonno, non ho dubbi!
Per me che amo limitatamente il freddo e mi guardo bene di andarlo a cercare d'estate, Canberra e i suoi meno cinque gradi notturni, mi sembrarono per la prima volta nella mia vita un miracolo da paradiso terrestre.
Sydney, Manly, Byron bay .....ricordo il bagno nelle acque mosse di questa baia incantevole.

I successivi tuffi nel mio Mare nostrum piatto, calmo senza un filo di vento furono i soli momenti di requie e sollievo al caldo umido che imperversava a fine agosto a casa.
Persino mamma sempre infreddolita nonostante temperature normalissime - villa Sara era nota come la casa delle palme, (non solo in giardino) per le temperature africane anche in inverno( non si contano le caldaie fuse per il superlavoro)- mi accolse al mio arrivo, in sala, una delle stanze più fresche, con i suoi quattro metri e mezzo di soffitto e l'esposizione ad est, ottimale per il pomeriggio, seduta davanti a un quanto mai rudimentale ventilatore dell'inizio del secolo che in ogni caso aveva il pregio di smuovere un po' l'aria.
Una delle rare volte in cui io la abbia sentita lamentarsi del caldo.
Io invece me ne lamentavo eccome la sera, ma tra me e me.
Inutile inveire contro il meteo con CV che non avrebbe potuto che rilevare che in quell'orrido posto, umido, non potevo aspettarmi di meglio.
Non aveva torto ma solo e in virtù dell'eccezionalità climatica di quell’estate.
Prendevo una doccia fredda, camminando adagio percorrevo i tre metri dal bagno alla mia camera.
Mi stendevo nel letto, coperta della mia sola pelle, le finestre inutilmente spalancate ma neppure un alito di vento e tre minuti più tardi il sudore colava lungo la nuca.
Non ricordo come finì l'estate della canicola ma fini.
E io sopravvissi.
Zero, ventuno, trentacinque.....la nascita, la maggior età , la dantesca metà del cammino....tutti anni marcati da temperature infernali .....
Chissà che clima hai laggiù sotto il tuo cielo di stelle "ordine e progresso"?
"L'amore come principio e l'ordine come base; il progresso come scopo"
Del positivismo di Comte cosa resterà ?
Trasferirsi in Canada, unica possibilità di progresso?
Ritorno a semi origini.....
.....al tuo compleanno degli otto anni, in giardino sul deck con i tuoi nuovi compagni di Elmwood, un caldo, ma non torrido pomeriggio di giugno.....
….ma questa è un’altra Storia….
Come sempre mi lascio prendere la mano dai ricordi e sconfino.
Lasciamo da parte il primo compleanno canadese, il mio 35esimo con in regalo lo smeraldo colombiano….se mi metto a raccontare non sono più in sala parto, tu sei già nato e siamo già tornati a casa, hai la febbre per il caldo, il pediatra non arriva e il salvifico nonno Gigi sceso dal treno decreta che hai preso un colpo di caldo…….
Andiamo avanti!!!!!
TANTI AUGURI MAXOU!!!
Buon Compleanno dalla tua Mutty.it

jeudi 15 juin 2017

Petali di rosa

D'abitudine il babbo ricordava questo anniversario inviandole un mazzo di fiori.
A volte nel vortice dei venti e della passione trascinato in regata ha pure dimenticato la data, il giorno e l'evento.
Per non incorrere in crisi diplomatiche sono stata capace di rimpiazzarlo, ordinando in sua vece un mazzo di gladioli al fioraio di fiducia che prontamente li consegnava accompagnati da un bigliettino magistralmente contraffatto.
Da ragazzina mi piacevano molto i gladioli e contraffare scritture e firme.
A tutt'oggi continuo nei falsi grafici ma non credo che la mia scelta floreale cadrebbe sui gladioli sulla cui esistenza mi pongo domande giungendo perfino a chiedermi se usino ancora.
Non mi pare di vederli sui banchi del mercato, poggiati per terra, ammollo nei secchi e riparati da un crudele solleone capace di incenerirli.
 Oggi la mia scelta andrebbe alle peonie.
Negli ultimi anni il babbo però aveva preso nuove abitudini.
Veleggiava in giardino, sceglieva una rosa che coglieva per lei e gliela portava in camera.
 Aveva tutta la mattinata per scegliere.
Notorio che mamma non metteva il piede fuori dal letto prima di ore indecentemente tardive.
Il peggio è che non dormiva neppure molto.
Nottambula, adorava approfittare della notte, coricarsi non prima delle una del mattino e spegnere la luce tra le tre e le quattro dopo essersi preparata al sonno con buone letture.
Al mattino la colazione a base di caffè lungo, polvere di Ecco dissolta in acqua e accompagnato da due fette biscottate spalmate di marmellata di more la estirpavano dal mondo forse dei sogni e sicuramente dei sonni.
" Signora la colazione!"
Mi sembra di riudire la voce della tata che arrivava con il suo bel vassoietto in camera.
Alzava di qualche millimetro la tapparella stendeva un asciugamano sul letto in modo che gocce volanti non schizzassero le lenzuola, fuoriuscendo dalla tazza tremolante e in bilico sul petto di mamma ancora allungata e mezzo insonnolita.
" Chiudi le finestre Nella, lasciami dormire ancora un po'"e risprofondava sotto le coperte dopo aver trangugiato caffè e tartine.
Non ho mai capito come facesse e come potesse fare colazione in simili condizioni.
Abitudine che mi ha sempre orripilato. Persino un semplice caffè a letto come facevano il nonno e mia sorella mi apparivano forme di depravazione e non sono mai riuscita a permettere alla tata di svegliarmi con la tazzina di nero fumante.
Solo malata accettavo il te in camera, ma lo bevevo seduta alla scrivania.
Stamani sono scesa in giardino, alle prime luci del giorno e ne ho fatto il giro alla ricerca di una rosa.
Ne ho trovate di spampanante e avvizzite, di semi-cadavere accanto a qualche bocciolo ancora così chiuso, piccolo e stretto da essere scambiato per una foglia.
Ho rinunciato al taglio floreale da mettere davanti ad una loro foto.
Vecchi come la repubblica italiana settantuno anni fa avevano pronunciato il loro reciproco si.
Né gladioli, né rose che tanto non potrebbero più annusare, solo petali che volteggiano nell'aere trasportati da uno scirocco caldo e dispettoso che segna questo 15 giugno.

Petali di ricordi, soffici e leggeri che si rincorrano in minuscoli tourbillon.
"Être dans le vent est une ambition de feuille morte", mi sovvengo di tante foglie di carta appese e dondolanti dai rami degli alberi del giardino del Lussemburgo con questa frase scritta sopra.....e
....les feuilles mortes se ramassent à la pelle. Les souvenirs et les regrets aussi...le note et la voce di Montand fanno eco e si uniscono ai pensieri.
Pensieri e parole che come spesso si aggrovigliano, mi fuorviano, mi perdono
Dling dling.....il suono di un messaggino WhatsApp mi riporta alla realtà in tutta la sua consistenza:
" la baby pesa 7,5 kg"
Mi scuoto dai ricordi evanescenti e mi ritrovo grazie a rotolini e coscette di una nipotina.
Un profumo di rosa mi accompagna.
Potrei finire con i versi di Emily Dickinson ma mi ripeterei.
So di averli già trascritti in un altro testo.
Mi rallegro di ricordare.