....che non grattano più alla porta, miagolii da affamato che non risuonano nelle quiete stanze.
Posso finalmente elaborare il mio lutto e lasciare una piccola traccia su Glob senza il timore di sorprendere la sua legittima proprietaria tenuta fino ad ora all’oscuro dell’accaduto.
Oltre al dispiacere, la tristezza di non poterlo condividere con chi ha amato questo gattone stupidotto, classico prototipo del “grande, grosso e ciula”.
Ma come annunciarle la notizia la mattina del 10 gennaio quando C.V. lo ha trovato inanimato, vittima probabilmente di un arresto cardiaco?
Impossibile rattristarla ulteriormente in un momento delicato per lei.
A forza di attendere il momento propizio o almeno meno inappropriato, siamo quasi arrivati alla”messa di trigesimo” cui avrebbe avuto diritto fosse stato un “gattolico praticante”.
Ieri sera infine l’annucio paterno.
Io molto vigliaccamente non avevo il coraggio di rismuovere le mie pene.
Oggi però sono libera di pubblicare il suo epitaffio.
Caro Replay
Gatto stupidotto, poco felino nelle tue manifestazioni a parte il passo felpato.
Non eri infido, irriconoscente, malignetto, furbastro.
Niente di tutto ciò....
Eri arrivato a casa per festeggiare una diciottenne.
Dovevi essere uno dei suoi regali. E lo sei stato grazie all’impegno in collaborazione della domatrice di gatti, al secolo Nat, e del suo amico veterinario, che così si fidelizzava una cliente.
Per un anno sei vissuto in simbiosi con la diciottenne che ti teneva imprigionato in camera sua per timore di tutto, che tu uscissi in giardino, scoprissi il mondo, ti perdessi, facessi brutti incontri.
Che tu la tradissi con altre gatte non lo ha mai temuto.
Ahimè, uno dei tuoi primi incontri con il veterinario, dopo i vaccini ti è costato la tua virilità.
Che vociaccia che ti era venuta!
La diciottenne diventata diciannovenne era partita lontana per i suoi studi.
Aveva lasciato casa e famiglia ma non te.
Accompagnata dal Vati era partita con l’auto ripiena delle sue masserizie e la gabbietta con te dentro.
Due mesi di follie à Besançon fintanto che la tua deliziosa “padroncina” non si era resa conto che tenerti con lei era troppo complicato, che sicuramente l’aria della città non ti conveniva e il rischio che tu cadessi dal davanzale la perturbava.
Eri un gatto ma non le era ben chiaro.
Paura che tu non ricadessi sulle tue zampette.
Alle prime vacanze di Ognissanti hai fatto ritorno sulla nostra collina.
Un viaggio in gabbietta, in treno questa volta e in più impasticcato, ben sedato per la tranquillità della diciannovenne, che in ogni caso aveva finito per agitarsi ancor più a vederti con le pupille dilatate e roteanti.
Povero Replay!
Casa ti aveva accolto....ma sia ben chiaro, avresti vissuto come Lucciola, la gatta che già avevamo, cioè libero di uscire e fare la tua vita.
Eri diventato un bel gattone grande, grosso e c....
Charming !
Eri proprio bello, fiero, robusto.
Il boss del nostro giardino e del circondario.
Lo sei stato per un lungo tempo fintanto che non sei stato vittima di una infestazione da pulci che ti ha debilitato, provocato allergie e reso debole e pauroso, preda dei gattacci vicini.
Un anno di pazienti cure da parte di David, che ci riceveva ogni tre settimane nel suo ambulatorio.
Cortisone, antibiotici e tanta pazienza, con la nota spese che aumentava grazie alle crocchette antiallergiche che non dovevano mancare.
Momenti anche teneri e simpatici perché David di pregi ne aveva non pochi, e poi, come diceva per
rincuorarmi prima di darmi il nuovo appuntamento....” ti faccio lo sconticino”
Proprio così come lo scrivo, perché David nonostante le sue origini di coq français era diventato veterinario in Italia e con me in genere conversava nella mia lingua materna.
Caro David sempre pronto e disponibile per rassicurarmi.
A settembre, incapace di capacitarmi della tua prematura e assurda scomparsa, mi chiedevo come avrei fatto se Replay avesse avuto bisogno delle tue cure.....ma Replay non ne ha avuto bisogno.
Data la situazione non avresti potuto nulla, neppure tu, neppure se tu fossi stato ancora su questa terra.
Caro Replay che te ne sei andato in silenzio troppo presto, appena dodicenne, lasciandoci soli con Lucciola la terribile, vecchietta diabolica che si avvicina ai suoi diciannove anni di tutto rispetto e che per qualche giorno si è sforzata di essere meno cattiva del solito.....per non aggiungere pena alla pena.
Ora riposi sulla collina vicino alla vecchia quercia dove l’ex diciottenne, ex diciannovenne si allenava con esercizi ginnici.
Quando apro o chiudo la porta di casa mi guardo intorno con cura per evitare che tu balzi dentro o svicoli tra le mie gambe facendo incautamente suonare l’allarme.
Attenzione inutile, anche se il rischio sussiste con Lucciola la diabolica..
Fruscio di zampette portato dal ricordo.
Replay, sei stato un grande....con un nome che inizia con questa sillaba, non potevi essere da meno.
Addio stupido gattone.... ora veramente non mi resta che sciagattarmi a nutella, anzi a nocciolata Rigoni, rigorosamente bio....ne sento proprio il bisogno!
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
Ti avevo già detto quanto mi piace il tuo scrivere...fluido,elegante,fotografico,con una ironia ora quieta e poi buffa e poi graffiante....ad maiora,amica mia!!!!!!!#j'adore
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