perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


vendredi 31 octobre 2014

OCTOBER 31st again



Quattro anni !
E non dirò che sembra ieri, perché che Glob esiste mi sembrano secoli.
Se scorro le pagine, annuso il passare del tempo, chiudo capitoli e ne apro di nuovi.
La polvere cade, le ragnatele pure, proprio in tema con una sera di Halloween!
Addio al tempo delle transumanze, delle mie studentesse, della casa ancora nido, pur se di penne non ce ne svolazzavano quasi più, del "Vents des Globes".
Addio a tante cose e benvenuto ad altre…
Glob è cresciuto, continua a raccogliere le mie confidenze ma soprattutto i miei ricordi anche perché non sempre posso aprirgli il mio cuore per intero.
La vita è fatta anche di tanti non detti, soprattutto non scritti…
Verba volant sed scripta manent
E i miei racconti rimarranno ? Si guadagneranno una parte di immortalità ?
La guadagneranno per me?
Non penso che questo sia il vero scopo per il quale scrivo, anche se ogni tanto ho i miei sogni di imperitura gloria cartacea.
 Mi contento invece di queste pagine virtuali e la molla primaria direi che è lasciare tracce per ritrovarmi, un eredità di ricordi, di sapori, profumi, piccole madelaines da inzuppare nel cappuccino.
Auguri Glob! Happy b-day…keep going and helping me staying alive.

mardi 21 octobre 2014

La famille d'abord



C’é mamma e mamma, famiglia e famiglia, e politica familiare e politica familiare….
Per anni sul patrio suolo, da moglie a carico e madre casalinga, mi sono, in un certo senso, sentita una cittadina di serie D, da demodé a socialmente ed economicamente disimpegnata …  .
Potevo ben occuparmi dei tre figli ed essere sempre al pezzo, non avere problemi di scioperi a scuola (io che non andavo a lavorare), assistere i miei “pollizzoli” malati (io che potevo starmene a casa), essere disponibile per attività extra( io che avevo tanto tempo libero), aiutare a scuola, scuola materna, come genitore responsabile (tanto con due figli scolarizzati e solo una neonata a casa avevo poco daffare) e senza peraltro affollare asili nido...
Tutte queste prerogative dovevano bastarmi, avanzarmi, confortarmi e soddisfarmi.
E io in effetti ne sono stata felicissima.
Questo ruolo vissuto così mi ha permesso scelte di disponibilità a seguire i miei figli e a seguire (ma in un altro senso) anche il padre dei tre senza battere ciglio.
Certo che sapere che la mia presenza fiscale era quantificata in uno sgravio di tasse irrisorio e che quella dei tre minori contava ugualmente per poco non è stato mai particolarmente flatteur… Sia ben chiaro non che mi considerassi sminuita, ma non ero certo valorizzata dal sapere quanto poco io valessi come detrazione tributaria e quanto misera fosse la quota di assegni familiari che CV percepiva “a causa mia”.
C’è voluta la Francia, mio ultimo paese di accoglienza per ristabilire un certo equilibrio. Qui, a differenza dell’Italia, esisteva una politica familiare attenta e veniva praticata una tassazione che teneva realmente conto del quoziente familiare. Più figli hai, più il numero di parti (non quelli della partoriente) bensì intesi come quote, aumenta. E più è alto il numero di parti di una famiglia e più la tassazione diminuisce.
Un adulto una parte, due adulti due parti.
Liberté, fraternité, égalité!!!
Evviva!Fiscalmente contavo quanto CV!
Un figlio mezza parte, due figli altra mezza e dunque una nuova parte da aggiungere.
Dal terzo figlio in avanti il calcolo varia (secondo non so ben quale criterio, perché io mi sono fermata a quota tre figli) e diventa per così dire esponenziale.
Il terzo figlio vale più dei primi due (devo ammettere che il calcolo mi pare sensato perché, benché a questo punto avessi sviluppato una certa esperienza di gestione, il lavoro quadruplica) e lui da solo vale una nuova parte.
Totale siamo diventati una famiglia da quattro parti (1+1+ ½  + ½ +1) e le nostre tasse sono diminuite drasticamente.
Avevamo insomma un’utilità fiscale legalmente riconosciuta!
Nessuno, peraltro potrà accusarmi di aver portato avanti una politica familiare espansiva per puro profitto, da immigrata che vuol beneficiare delle agevolazioni che la Francia, da tempo, offre.
Quando sono arrivata sul gallico suolo, i tre figli esistevano già, e il mio espatrio al tempo dell’ultima gravidanza non era minimamente prevedibile e in ogni caso non lo era nella terra di Obelix.
Non avevo nessunissima idea che l’esistenza del “trio”sarebbe stata un incentivo per ridurre le tasse, al pari di donazioni a enti benefici, e con risultati ben più tangibili. L’ho scoperto solo quando abbiamo presentato la nostra denuncia dei redditi, la déclaration des revenues.
Quello che non ho scoperto, ahimè, che tardivamente è che avrei potuto beneficiare delle famose Allocations Familiales, sostegno alle famiglie elargito a partire da quota due figli fino a che non sia compiuta una determinata età e che i figli siano scolarizzati. (le regole sono leggermente più complesse ma io ho, per far breve, schematizzato)
Sapevo dell’esistenza di questa forma di contributo che credevo però destinata solo ai francesi, o comunque ai residenti che lavoravano ed erano retribuiti da aziende impiantate in Francia.
Essendo noi degli expat, ovvero espatriati con contratto di distacco italiano e con i contributi previdenziali pagati dunque in Italia, non credevo certo di poter vantare dei diritti in proposito e non avendo tradizioni di Stato Assistenziale alle spalle, neppure ci ho pensato a indagare per sfruttare il sistema.
L’attualità mi fa fatto riesumare e riesaminare la politica familiare.
In Francia oggi si parla di ridurre queste prestazioni familiari, nate come sostegno alla famiglia, in generale. Non è la prima volta che si pensa di modificarle, già nel 1998 furono messe in discussione e concesse in base al reddito. Dopo 10 mesi, causa la non popolarità del provvedimento, furono ripristinate tali e quali. Poi si è parlato di tassarle (al momento queste erogazioni non rientrano nella dichiarazione dei redditi) senza peraltro farne di nulla. Ora sembra sempre più certo che non saranno più elargite indiscriminatamente a tutti i nuclei con due figli ed oltre, ma sarà operata una selezione sulla base del reddito familiare.
Dopo decenni, dai tempi della politica familiare dell’era mussoliniana, anche in Italia si torna a prendere in considerazione la famiglia e a preoccuparsene pur se con motivazioni ben diverse da quelle del ventennio colonialista.
Contemporaneamente infatti in Italia riecheggia la proposta dell’attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi che prevede un’ erogazione di 80 euro mensili ad ogni neo mamma per i tre primi anni del bambino. Condizioni particolari: reddito che non superi i 90 mila e se immigrati, in possesso di permesso di soggiorno da almeno cinque anni.
Tutto questo mi riporta al mio passato trascorso di immigrata con figli a carico.
…alle allocations delle quali avrei potuto beneficiare, e delle quali non ho goduto, dal primo giorno che ho messo piede sul gallico suolo.
Se ci ripenso, mi viene un attacco allergico. Sette anni di allocations perse!
Per un puro caso, anni e anni dopo il nostro arrivo, ci venne richiesto di presentare domanda visto che ci fu spiegato che ne avevamo diritto e ci vennero concessi un anno di arretrati (di più purtroppo ci dissero che non era possibile recuperare).
In quel momento furono molto apprezzati, senza troppo recriminare per tutto quello che avevamo perso, ma rallegrandoci di quanto ci era caduto inaspettatamente in tasca.
Le allocations continuarono ad essermi poi erogate ancora per quattro anni, fino ai raggiunti limiti di età, non miei ma dei figli.
La mia missione in seguito, da creatura generosa, è stata quella di darmi da fare per far beneficiare quanti come me ignoravano tanta grazia di Dio, per lo più altri expat d’oltr’alpe; quelli d'oltre mare ma anche di altri paesi europei con tradizioni più sociali, tutti  già informatissimi, non necessitavano del mio contributo.
Per un’amica arrivai fino ad andarmi ad informare per lei all’ufficio preposto.
Divulgai, divulgai, misi da parte quell’ atteggiamento un po’ timido e vergognoso e mi aprii alla com.
Knowledge is power, come dice sempre la cugina, e ha ben ragione!
Penso all’unica figlia rimasta in Francia. Il giorno che diventerà madre, probabilmente non le spetterà nessuna allocazione e forse non avrà neppure più diritto alle parti aggiuntive che partecipano al calcolo del quoziente familiare. Le rimarrà forse la possibilità di espatriare di nuovo….

mercredi 15 octobre 2014

TAPIS GRIS

Pas de tapis rouge à l'allée.
Pas de tapis rouge au retour.
Mais CV m'attendait à l’aéroport,
le visage fermé de qui a reçu un tort.
Mon sourire est une garantie
pour CV Compagnon de Vie
CV (pour l'occasion) Convoyeur  de Valise .
qui (du coup) n'a pas atterri à Venise
CV  Contestateur de Vérone
qui a perdu pied contre mon saut d'hormone.
Je suis partie, mais je reviens
un tapis rouge, il le faut, il me convient.
Un tapis gris par contre je reçois
et il faut dire que c'est bien de mon choix
Un tapis d'huitres bien glacées
pour me souhaiter son... "Bien rentrée!"

vendredi 10 octobre 2014

CAP-PICCINO

Attesa vana di Fidèle per un cappuccino. 
Mi ero detta (illusa no di certo) che, magari da single per la settimana, avrebbe ripreso vecchie consuetudini. Ma evidentemente ha cambiato gusti e non beve più capuccino.
Di aspettare Miss Pamela, non mi sfiora l'idea.
Il suo risveglio é sempre truce. 
Lei non é da colazione virtuale, magari una vera in latte e sfoglia alla California o una sveglia con coccole e rigorosamente in silenzio.
Desaparecido?
Pura science fiction!
E poi magari a lui avrei potuto offrire l'ultimo caffé tardivo della notte o l'ultima caipirinha....
ma non frequentiamo gli stessi bar.
E per finire stamani sono di fretta e non ho tempo che per un cappuccio home made e rapido, senza pane e marmellata, perché CV non fabbrica più il pane per rimanere più light e la mia (fatta da CV) marmellata d'arance amare é terminata. 
Ahimé!
Lontana ancora la stagione delle arance amare....
Scappo, corro, fuggo...
L'aereo per Venezia mi attende, Verona e Vale pure....
Ma ci sarà il tapis rouge all'aeroporto?

mercredi 8 octobre 2014

8 OTTOBRE



Di nuovo quanto tempo per capire…
Capire che oggi è l’8 ottobre.
Basta, sarebbe bastato, basterebbe… un’occhiata al calendario, ovvio!
Eppure non ce n’è stato neppur bisogno: ieri era il 7, oggi sarebbe stato l’8 ed é così infatti avvenuto.
Lo so bene che oggi è l’8 e domani sarà il 9 con tanti ricordi appesi .
Ma oggi è un banale 8.
Compleanni che mi balzellano in mente, per i quali non invio auguri, un po’ perché ne ho persa l’abitudine, un po’ perché non è il caso.
Giornata tranquilla a stivare nella valigetta il meccano, a imballare il set da tea per bambini, a preparare questa partenza per Verona per il mercatino dei giocattoli d’epoca, dove trovare l’amatore delle bambole che giacevano stivate in un armadio tra tonnellate di naftalina.
Le bambole sono già a Verona che mi attendono con due sgangherati bambolotti della mia infanzia e un trenino di latta.
Le bambole appartenevano alla mamma.
Una la ricordo bene: stava sul suo letto.
Un’altra credo di non averla mai vista. 
Di una terza ho un vago ricordo. 
La quarta, un Pierrot, mi ha sempre messo angoscia.
Prima che facciano una fine indecorosa assieme a tante cianfrusaglie, ho deciso di eliminarle io, trovando magari chi sia capace di apprezzarle.
Spero che la mamma non me ne vorrà…pure lei le aveva letargizzate.
Milioni di motivi per pensarla, ma senza focalizzare.
Poi un lampo ....se oggi è l’8 tra tre giorni è l’11, compleanno della bis-nip, ovvero la nipotina della nyp.
Ma se tra 3 giorni è il compleanno della bis-nip, allora oggi è l’8, il giorno in cui mamma ha preso il volo.
Come è possibile che mi ci sia voluto cosi’ tanto per realizzarlo?
Tutto a un tratto penso agli scontrini Visa e Amex, a tutto quello che tace a quello che mi parla… e ora capisco che mi parla il cuore!




 When I was just a little girl
I asked my mother, what will I be
Will I be pretty, will I be rich
Here's what she said to me.

....... Que sera sera.....

mardi 7 octobre 2014

SILENZIO...parla Amex



Faccio pulizia di una tonnellata di ricevute Visa e Amex che avevo gettato alla rinfusa in una borsa, al cambio di stagione.
Scopro che quel gennaio avevo acquistato non so quale lotto di tre sacchi a Castorama e, a febbraio, a Carrefour, choucroute e gamberoni, ananas e formaggi.
Mentre avevo varcato poco prima la frontiera per andare a asa e poi rivarcata per fare ritorno.
Il 12 marzo mi ero approvvigionata di capsule nespresso in rue Paradis a Marsiglia e a fine mese avevo rinnovato gli occhiali da Bouvet per 632 euro.
Pensavo di averli cambiati l’estate precedente, ma in realtà non sono sicura di nulla.
Certa solo di quest’acquisto che immagino fatto per me e che non può che corrispondere dunque che agli occhiali rossi di Mikli (non so più se in collaborazione con Starck).
Non ho più cambiato occhiali, solo acquistato un paio da sole, ma con montatura low cost di Ray ban e lenti basic solo per visione da lontano.
Pochi giorni dopo un acquisto per un bebè da Gap. Baby boy mi racconta lo scontrino.

Sicuramente non per Bebezinho ancora da nascere, da comporre, da ideare.


Chissà se i genitori lo hanno immaginato così come lui è, nei loro sogni?
Visita radiologica l’8 aprile a Gardanne, ma il 19 uno scontrino della coop mi conferma che ero di nuovo a asa.


A fine maggio una moltitudine di scontrini dell’IDLA, ortopedia Bindi (chissà mai cosa avevo comprato per babbo) , una spesa light alla Conad il 2 giugno, pomodori, mozzarella e basilico per omaggiare la res publica (?) e un mezzo-pieno di benzina il 3…no doubts di dove mi trovassi…a asa !!!
Cestino tutto, ma non i ricordi e faccio un double check consultando Glob.
Trovo conferme di tutte le mie transumanze asalinghe e trans-altrove e trovo un riferimento al 3 giugno.
Non certo al mezzo-pieno di benzina che mi aveva fatto ipotizzare una partenza. La sera del 3 eravamo a Le Gorette e pochi giorni dopo ero ancora in Toscana e scoprivo cosa si celasse dietro a “ALLELUIA alleluia questo cielo si rabbuia”.
Gli scontrini si sono fermati a questa data. Glob ha continuato con compleanni uno in fila all’altro di giovani futuri trentenni e infine “l’ultima transumanza”.
Ricordi che riaffiorano, attimi che rivivo, che attendo, pavento. Destino che non posso cambiare, modificare, solo accettare impotente. Tutto è gia avvenuto e concluso.
Voglia di andar oltre a questa via crucis dolorosa.
Uno scontrino bianco, sbiadito, decolorato, caduto per terra lascia la mia fantasia libera di creare e allora lo immagino un biglietto trans-fluttuante per un viaggio in spazi siderali dove la stella polare mi indica il nord e mi spinge ad avanzare.
Isso le vele e mollo gli ormeggi, ma tengo i piedi ancorati a terra.
Buon vento! Un soffio, una brezza, uno spiffero che mi scompiglia i capelli.