perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


vendredi 28 mars 2014

Myfono



Fidèle de sept heures, non ha certo voglia di far colazione con me stamani.
Io neppure, per cui digiuniamo insieme…
Trop plein! Troppo pieno di tutto.
Bisogno di eliminare, evacuare questa marea di parole, emozioni, delusioni e le angosce di una notte densa di incubi.
Fidèle de sept heures mi appare sul video del myfono, i capelli avvolti in un asciugamano bianco, candido come la sua anima ballerina, diafana, gli occhi senza pagliuzze che brillano.
Chissà se inforcherà i suoi Ray-Ban e nasconderà nell’ombra la sua amarezza ?
Ci vorrebbe un cappuccino spumoso,....ma non credo sarebbe sufficiente!


samedi 22 mars 2014

UN BOUQUET POUR....



Sniffe et renifle
la narine s’empiffre.
Me lassant un p’tit peu
je cherche à me distraire
Je deviens magicienne
ensorceleuse des jurés.
qui perdent leur nez,
incapables de statuer
et me regardant en travers
ils m’en veulent à jamais.
Ma copine dédaigneuse
devient plus hargneuse.
Son envie de sortir de la cage
échange sa douceur en rage
Sur moi elle décharge le méfait :
l’échec est de ma faute! Elle veut s’en aller!
Cet odeur de choux putréfiés
est l’un de pires que l’on puisse renifler.
Je la comprends et non pas je la blâme
cette puanteur écorche mon âme !
Vivement la séance s’achève
le printemps fait faux bon,
mais quand même on rêve…
Dehors, en voiture, je lui offre « un bouquet »
tellement inusuel, qu’il lui donne le hoquet !
Mon basilic d’origine d’Italie
veut lui rappeler la couler de mon pays
veut lui annoncer l’arrivé de beaux jours
veut lui rappeler le contre et le pour
veut lui souhaiter un joyeux anniversaire
dans n’importe quelle chambre donnant sur la mer !!!
Joyeux anniversaire ma copine bien aimée
profite au maximum de la journée à toi consacrée !

 

DATE DATE...la suite



DATE DATE ….non sempre scontate !
Un 17 passato in cavalleria, più tartara che rusticana, un 19 appeso a un chiodo, e per un santo che di mestiere faceva il falegname, mi pare che possa andar pure bene….
Due date, due commemorazioni sprofondate nell’oblio e recuperate veramente in extremis.
Quella di oggi, però no, non me la toglie nessuno. È tutta la settimana che la assaporo e mi preparo a godermela, e da ieri mi lambicco il cervello per decidermi come festeggiarla.
Cosa scrivere, come scrivere, come raccontarlo che oggi 21 marzo è il primo giorno di primavera?
Già la giornata inizia male, dopo due settimane di sole da tropici, oggi il cielo affigge una grisaglia miserevole e sputacchia pure qualche scaracchio di pioggia.
Dico io “ma si può?”
No è assolutamente ridicolo, deplacé , così …..(non so mi mancano le parole) ….così fuori posto che preferisco ignorare, mentre mi sdoccio, gratto il cuoio capelluto, mi concentro su pensieri più solari e mi dedico alle mie abluzioni degne di pulizie pasquali per prepararmi all’avvento della nuova stagione.
Mattinata al laboratorio olfattometrico per annusare sacchi ripieni di olezzi che ben poco han a che vedere con fieno, prati, margheritine, teneri pissenlit, tutt’al più, per rimanere in un campo vegetale, direi che l’odore è quello di cavolfiori stantii.
Ma prima ancora di confrontarmi con tanto scempio per le mie narici, ecco il secondo colpo della giornata.
Auguro “buona primavera” alle colleghe e Brigitte mi annuncia che sono in ritardo, che la primavera è iniziata ieri, il 20.
Soprassedendo all’idea che sia rimbecillita, accolgo con sospetto la sua spiegazione che in realtà non mi spiega per nulla perché “primavera” quest’anno “vien danzando” con il turbo reattore tanto da arrivare in anticipo.
In realtà lei si limita a spacciarmi la notizia che le ha propinato la televisione.
Ma da quando in qua primavera non inizia il 21 marzo, estate il 21 giugno, autunno il 23 settembre e inverno il 22 dicembre?
Tornata a casa scartabello su internet e un articolo sul Sole 24ore mi spiega che Brigitte non mi ha mentito e che quanto il guru Google con il suo doodle aveva annunziato, corrisponde al vero. Colpa del 2012 bisesto e magari funesto, tanto da dare un colpo al povero 21 e detronizzarlo.
Non so se lanciarmi in una spiegazione del poco che ho capito circa la primavera astronomica, la par condicio dell’equinozio anticipato eccetera, se riprodurre un pezzo dell’articolo e incorrere nella violazione dei diritti d’autore o magari accontentarmi di corredare le mie note di un link (a piè di pagina) da visionare , tanto da non appesantire oltremisura questa povera primavera.
Tertium datur!
Sgravata da questo compito, ritorno alle mie date, così come piacciono a me.
Un 21 giugno per festeggiare l’estate, la festa della musica che celebra la stessa età di Desaparecido e bien sûr il compleanno di CV, ciliegina immersa in alcool aromatico, amarena per il suo gelato preferito
Un 23 settembre per tuffarmi tra tralci, foglie di vite, vigneti, vignobles, dirmi che è tempo di vendemmie e di fichi….
(…se Fidèle torna a casa per farsi accendere le candeline e brindare, potrà farsi una scorpacciata, un indigestione come in altri tempi, con i gustosi frutti dai piccoli semini dell’albero del giardino che lei adora…)
…e ricordarmi che l’indomani è un giorno cerchiato dei colori dell’arcobaleno sul calendario familiare, un giorno molto caro e cari-oca.
22 dicembre. Sulla data non transigo!
Vero che a volte anche l’inizio di questa stagione dai toni freddi e glaciali si gioca tra il 21 e il 22, così come l’entrata del sole nel segno del capricorno.
Non starò a fare una dissertazione per giustificare il perché della mia scelta. Chi mi conosce lo sa bene il par ce que….
Qualche decennio fa il sole era entrato nel segno del capricorno alle prime ore del mattino (ben prima del tardivo sorgere del sole) e, poco dopo il tramonto, un nuovo Astro aveva vista la luce, una stella che dispensa little star ai suoi bimbi che necessitano aiuto e talora anche ai loro amici.
Ragione più che sufficiente per integrare nel calendario personale e mondiale il 22 come di’ della rinascita, della luce che progressivamente vince sul buio, sull’ombra, sulle tenebre….
Mi fermo prima che il mio sproloquio si perda in deliri.
Concludo solo con un piccola aggiunta per togliere eventuali dubbi residui.
CV e Astra nella loro complementarità, sono diametralmente opposti nei loro gusti e modi di agire, molto invernale lui, molto estiva lei, ed è dunque fuori dubbio che 21 giugno e 22 dicembre, loro date di nascita segnino per definizione l’inizio delle due stagioni!!!
Segni, premonizioni ...
Era già tutto previsto e scritto nella carta celeste!
Ed ecco concluso il ritmo delle stagioni e di nuovo arrivati alla primavera che vien danzando alla tua porta, dove bussa il 21 marzo come piace a me, perché se i solstizi fanno pendant, devono farlo pure gli equinozi.
Il cerchio deve chiudersi in perfetto equilibrio, la boucle doit se boucler simmetricamente.
Se l’equinozio d’autunno annuncia l’indomani un compleanno in famiglia e ne ricorda un altro che non possiamo più festeggiare con la diretta interessata (che oramai ha smesso di preoccuparsi di compleanni, di età che non passa più, e pesantezza della vita), quello di primavera ugualmente ne annuncia altri, quello di una vecchia amica che non frequento da tempi immemori ma incontro saltuariamente al natio borgo e quello di una collega di sniff sniff, nouvelle copine, lei pure arruolata il 21 a dilatarsi narici con odori fetidi.
Sarà per risollevarla e rimontarle il morale che le ho offerto un mini presente floreale?
Un vasettino di basilico a foglia larga (rigorosamente italico), da me seminato, corredato di segnalibro adorno di rosa canina per rianimare le sue nari.
Un duo molto primaverile per ricordarle che la vita é piena di effluvi da respirare a pieni polmoni e visto che intanto, a forza di elucubrazioni, siamo arrivati al 22 augurarle un sempre e comunque:


Joyeux Anniversaire Edith !!!
 

mercredi 19 mars 2014

DATE DATE...



Cerco tracce di date, ricorrenze da festeggiare o dimenticare in questa densissima settimana di marzo.
Lunedì 17 trasmigro e travalico e la giornata corre veloce tra pulizie, chiusure di bombole e rubinetti, piumini sprimacciati e rinchiusi nell’armadio. 
Serro dietro di me la doppia porta a vetro e di legno e lo sguardo cade sulla piccola placca in peltro con inciso il cognome della famiglia.
Mi soffermo un attimo, correndo con il pensiero ai due nonni cui dobbiamo la pace di quest’ angolo di montagna con vista strepitosa.
Il Bianco splendeva di primo mattino, bagnato da una luminosità calda dorata e avviluppante. Mi è sembrato di trovarmi dinanzi a una vecchia foto scattata dal nonno probabilmente a questa stessa ora mattutina.
È con una certa nostalgia che chiudo le imposte, mentre recito il mio “addio ai monti”.
Mai accaduto prima. Inconsueta preghiera la mia, io, cui l’unica vetta di riferimento è la testa d’albero.
Eppure so di aver già percepito in mezzo al mare e in cima a una montagna la stessa sensazione di immensità, di spazio infinito e incontaminato, in cui il blu del cielo e quello dell’acqua si sono fusi, diventando un tutt’uno e io mi sono sentita minuscola come all’interno di una cattedrale gotica.
E ho capito che mare e monte potevano essere equivalenti.
Da allora il mio sguardo sulle montagne si è fatto meno malevolo e ho smesso di giurare solo sul mare nostrum, vostrum o loro.
Lunga strada dal traforo alla dolce Provenza, tutta inondata di sole e luce a non finire con l’aggiunta di un caldo assurdo e insolito per una metà marzo.
Finisco per assopirmi e risvegliarmi al suono di “bollettini di guerra”.
Il referendum in Crimea non lascia spazio a dubbi. Dall’Ucraina alla Russia.
Annessione? Ricongiungimento? Annullamento ?
L’indomani, il 18, Poutin firmerà il trattato di annessione e in questo caos che lascia interdetti, faccio l’impasse, dimentico la vecchia Crimea per la nuova, e scordo quindi completamente che il 17 si celebra l’unificazione italiana, la bandiera e l’inno.
Fardelli d’Italia….son io che son desta….
Ma dopo le trombe e le fanfare di tre anni fa, per il 150esimo, mi pare che questa ricorrenza odierna sia passata, in maniera generale, in sordina, non solo nella mia memoria storica densa di date, compleanni e affini, in cui ogni tanto si inceppa un ingranaggio.
La Crimea continua a perturbarmi mentre il rublo rotola in avanti e faccio un nuovo impasse, oggi, due giorni dopo.
19 marzo, San Giuseppe.
19 marzo, San Giuseppe frittellaio!
Come scordarlo!
Eppure l’ho dimenticato!
Lui, le sue frittelle, la festa del babbo…dei babbi…
Me lo ricorda uno whatsapp di Fidèle, che mi annuncia di aver fatto gli auguri(non visti, né letti) al suo babbo.
E la sola dei figli che ha memorizzato la data italiana, forse perché nel suo ufficio tra nevi, orologi e gruviera, la concentrazione tricolore verde, bianco, rosso è forte, o magari perché anche in Svizzera si onorano i babbi a questa stessa data.
Non in Francia, però, paese in cui il festeggiamento è rimandato a giugno, e per questa ragione Pamela, ha una scusante per aver ignorato.
Desaparecido invece non fa testo, lui ignora date e paesi, fedele al suo standard e al suo stato di “scomparso”… chissà se è festeggiato, ora è un babbo pure lui!
Ma il legittimo padre dei tre, rimane indifferente a queste celebrazioni di babbi, papà e di mamme…
lontani sono i tempi in cui ci lasciavamo festeggiare, in cui ci premuravamo che i bimbi arrivassero con il loro regalino.
Conservo ancora una bottiglia di profumo, che potrei descrivere nei minimi dettagli, dal colore del contenitore, alla fragranza dolce, (troppo per i miei gusti attuali)
Tutto ricordo, all’infuori del nome (che come spesso mi capita fugge alla mia memoria) di questo profumo, che era stato acquistato in una profumeria di Somma Lombardo e che Miss J mi aveva offerto con una rosa più di trent’anni fa.
Love time!
Ecco dal calderone è fuoruscito pure il nome…basta non pensarci.
Azzeccato! sempre Love time!



...e per le prossime date da scordare ci penserò domani.