Tra false notizie di doglie e parti alla clinica della Muette, possibili arrivi del “Dauphin Enfant”che mi auguro non abbia nulla che lo faccia assomigliare a rappresentanti del mondo marino, anche se il delfino è un animale simpatico e intelligente… (ma il passo da delfino ad altri esemplari della specie acquatica potrebbe essere rapido con il rischio di uno scivolone tra anguilla, trota e salmone)…mi giungono vere notizie di nascite accertate.
Ieri 12 ottobre, glorioso giorno del Columbus day, ben festeggiato oltreoceano mentre qua in Italia c’è il rischio che parlando di Colombo ci si senta rispondere “chi l’ispettore o Peter Falk?”( l’attore buonanima che lo interpretava), è nato Marco Ranieri.
Certo se i felici genitori avessero riflettuto un po’ di più sulla data, forse avrebbero potuto chiamarlo Marco Cristoforo, ma non è detto.
Loro non appartengono alla mia fortunata generazione, quella cui si insegnava fin da piccoli a ricordare il 12 ottobre come l’anniversario della scoperta dell’America o meglio del giorno in cui il Cristoforo genovese(lo preciso a scanso di equivoci per chi lo rivendica spagnolo) pose il piede nel Nuovo Mondo.
È pur vero che il soggetto in questione da cittadino della Repubblica di Genova diventò in seguito un suddito spagnolo. Ma vuoi paragonare un Cittadino con un suddito?e poi fedele alle radici ne rivendico il suolo di nascita, secondo la validità giuridica dello “ Ius soli”
Comunque, dissertazioni storiche e giuridiche a parte, voglio ammettere che i due novelli genitori, nel loro feudo arroccato in trepidante attesa da un bel po’( come nella capitale francese),non potevano prevedere che il rampollo vedesse la luce proprio il 12 ottobre, e colti alla sprovvista abbiano preferito rendere omaggio al Santo pisano, donde il secondo nome Ranieri.
Anche qui spero che nessuno al sentir parlare di Ranieri abbia pensato all’ex monarca del principato di Monaco, rien à voir, si tratta bene del Santo del 17 giugno, in onore del quale Pisa, il 16 alla vigilia della festa, si veste di luci per la luminaria, quella che anche Fucini ricordava nei suoi sonetti.
Vorrei dilungarmi e aggiungere uno stralcio dei sonetti fuciniani, ma non avendo troppo tempo posso solo consigliarli o metterli alla fine in lien se ci riesco.
Breve ieri è nato Marco Ranieri, nipote dei miei amici storici volterrani, lui doc, lei d’importazione, quella che saluto traversando Pisa, nostro luogo di vita in comune ai tempi dell’università.
Solo lui avrà il piacere di farsi chiamare nonno, lei se n’è andata prima.
Penso con tenerezza alla perdita di questo bimbetto che non conoscerà mai la favolosa nonna paterna che avrebbe potuto avere. Oltre ai nonni materni che però conosco appena di vista, avrà in compenso questo nonno , un tipo molto speciale pieno di doti e qualità che non riserva e non mostra a tutti, un uomo intelligente, sensibile e colto sotto una scorza dura e ruvida che sono certa potrà aprirgli un orizzonte e un mondo unico.
Oggi che scrivo siamo già al 13 che non solo è il day after, ma anche il giorno del compleanno di Nessie,la storica Amica inglese della mia ultimogenita.
Vanessa, al secolo per la precisione, quella che per anni si è unita a noi nelle vacanze marine in Toscana, prima con un certo riserbo molto british, poi con entusiasmo, accanimento, passione e infine devozione.
È arrivata perfino a raggiungerci colà per festeggiamenti di capodanno volterrani ed ha finito per studiare italiano all’università e a deliziarsi con un anno di Erasmus a Padova.
Certo all’inizio delle sue trasferte toscane il suo italiano era molto basic e in più, per timidezza, non si lanciava troppo, preferendo lasciar parlare e tradurre la sua amica. Spesso abbiamo dubitato che capisse poco o nulla delle nostre conversazioni in V.O. al punto che spesso anche in sua presenza mi lasciavo andare a espressioni non eccelsamente ortodosse.
Ritornai sui miei passi e sulle mie supposizioni il giorno in cui, in auto, all’azione scorretta di un conduttore di un altro veicolo, non feci neppure a tempo a pensare un’ imprecazione che dal sedile posteriore si levò una vocina che con un accento molto Buckingham e un linguaggio molto cockney trattò il tipo di “coglione”.
Rimasi ammirata della mia capacità di insegnante, fedele al mio credo basato sulla somma e basilare importanza del conoscere le parolacce nelle lingue straniere per non farsi insultare gratuitamente, mentre magari in più,da beata ignara, pure sorridi, e capii che Nessie aveva compreso tutto quello che doveva imparare.
Il lancio era avvenuto, ora doveva solo perfezionarsi.
Oggi, la nostra Nipote inglese, come la chiamava la mia mamma, "nipote"che considerava i miei genitori, i suoi nonni italiani, è arrivata al suo primo quarto di secolo, cinque lustri, venticinque anni.
Auguri Vanessa, nella tua Guilford brumosa o solatia che sia, laddove ti diletti in export import di vini e dove sarai sicuramente dotata di tutto il materiale necessario per un bel brindisi.
Mi unisco virtualmente a te,(sai bene come brindare non mi costi nessuna fatica) in un cin-cin fatato immersa in tanti, tantissimi ricordi legati a te, alle tue lentiggini, al tuo “brush yours feet” così come tu lo capivi,mentre io non volevo parlare di piedi ma di denti, alle dryed prunes che tanto suscitavano la nostra comune ilarità e alle mitiche notti di Babilonia, come il nonno aveva ribattezzato le vostre uscite serali. Notti di follia da cui rientravate con codazzi di giovani dietro tra cui il famoso Moreno…
Tempi passati, sicuramente révolus ma tuttora intatti nella freschezza del ricordo e nel piacere di assaporarli di nuovo. Li mordicchio come fossero una tartina che accompagna la coppa di champagne o la flute,a seconda delle tue preferenze che alzo in tuo onore.
Auguri cara la mia Nessie…. God save the the Girl!
San Ranieri miracoloso (la XII)
La Luminara (la XVII)
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