Credo proprio che oggi il mio giro turistico registrerà una botta d’arresto.
Il Colosseo non mi sembra più una meta ambita e San Giovanni in Laterano ancora ma ancora meno una meta ragionevole da cercar di raggiungere.
Avevo apprezzato l’assenza di auto nella Via Merulana e il piacere di poter attraversarla con nonchalance, quando questa mattina ero andata in cerca di brioche.
Nel primo pomeriggio decine e decine di manifestanti discendevano la Merulana da Santa Maria Maggiore verso San Giovanni, in un clima quieto, sotto l’occhio della terrazza di Panella affollata di avventori che sorbivano cocktail e caffè.
Il Brancaccio occhieggiava benignamente dal lato opposto della strada, numerosi negozi ostentavano serrande abbassate, forse per riposo settimanale, forse per prevenzione mentre l’elicottero dei Carabinieri monitorava dall’alto con un rombo assordante e minaccioso.
I primi scoppi di petardi e fumi di lacrimogeni si sono innalzati in fondo alla Merulana mentre tranquillante stavamo rientrando a casa soffermandoci a guardare manifestanti che nel mezzo della strada avevano improvvisato una sketch: offrivano ai passanti un eloquente spettacolino teatrale sulla fluttuazione della borsa che balla, balza vola e…. tutti giù per terra.
Cortei tranquilli di Indignati confluivano da ogni strada, mentre un angolo della città vedeva germinare il seme del caos che in breve sarebbe culminato in attacchi, lanci di pietre, sampietrini, gimkane dei furgoni cellulari, fiamme dell’incendio alla caserma di Finanza sulla Labicana e infine il fumo nero e denso che si è levato nel cielo per il rogo di un blindato della polizia.
Dalla mia, nostra torre, vero isolotto in mezzo a tutto questo tumulto, ho percepito gli echi stridenti , visto il fumo nero e seguito su RAI 24 la baraonda in diretta tra immagini di violenza di Piazza San Giovanni in tonalità scure che si sovrapponevano ai cortei dei manifestanti pacifici e dai colori luminosi.
Accerchiati nella nostra roccaforte, abbiamo iniziato a interrogarci sulla maniera in cui saremmo potuti uscire da quest’accerchiamento per raggiungere l’aeroporto, meta necessaria per la trasferta della compagna di Turista-fai-da-te, oggi in partenza da sola e con programmi per niente vacanzieri.
La situazione è apparsa subito poco allegra, poco facile e oltremisura intricata.
Turista-fai-da-te , molto faccio-da-me,ha ipotizzato un itinerario che ci avrebbe portati direttamente nella gola del lupo, in quella che sembrava però l’unica direzione possibile.
Fedele al mio stile da ispettore a caccia di indizi e informazioni che colgo osservando il mondo che mi circonda e chiedendo ragguagli a tutti i possibili soggetti da intervistare,ho cercato di farmi prendere in considerazione da un furgone della polizia che a marcia indietro percorreva la nostra strada(a senso unico) nell’evidente tentativo di partire nel senso opposto a quello che il mio sprovveduto turista voleva intraprendere.
La pattuglia intenta a parlare con due motociclisti non mi ha degnato della minima attenzione e ha ripreso la marcia all’indietro.
Scocciata e quasi indignata per la mancanza di considerazione ho indugiato, soppesando e accarezzando l’idea di sferrare un calcio nella carrozzeria del mezzo. Poi rassegnandomi a più miti consigli, visto e considerato che gli animi erano già fin troppo sovraeccitati per correre rischi inutili, ho valutato le alternative che mi rimanevano.
Poca scelta: due banalissimi motociclisti ancora fermi sui loro mezzi, ma in attesa di ripartire.
Nessuna divisa che infondesse loro una certa autorità, autorevolezza e garanzia di risposta professionale, ma seguendo il mio intuito e fiuto degno dei migliori detective mi sono slanciata su i due malcapitati a passo di carica.
Ho ottenuto un sacco di informazioni: la conferma che l’idea di turista era da scartare senza ripensarci una mezza volta, che l’unica possibile o meglio probabile via d’uscita era quella tentata dal furgone e la riprova che l’abito non fa il monaco, che non è tutto oro quello che luccica così come il suo contrario e che i due, come avevo subodorato, sapevano bene il fatto loro in quanto agenti in borghese e per di più di un tipo ben sveglio.
Il primo blocco lo abbiamo così superato senza troppi problemi, uscendo dal primo accerchiamento.
Lo scollinamento pareva prossimo quando ci siamo imbattuti in un blocco di auto della polizia.
Nuova discesa per indagare, ma il poliziotto urbano ne sapeva ben poco.
Lo scollinamento pareva prossimo quando ci siamo imbattuti in un blocco di auto della polizia.
Nuova discesa per indagare, ma il poliziotto urbano ne sapeva ben poco.
Dipingeva scenari apocalittici e senza speranza acuiti dal fatto che lui da ben quindici minuti avrebbe dovuto smontare e invece era lì incastrato, incapace di vedere oltre, al suo non voluto e non cercato “straordinario”del sabato pomeriggio. Ma come ben previsto, la manifestazione non era in questa zona che avrebbe potuto ancora creare problemi e nel giro di breve siamo riusciti a ripartire e sorpassare nel giro di poco l’ultimo punto nevralgico, al di là dal quale la dirittura per l’aeroporto era assicurata.
Il ritorno in città circa due ore dopo ci ha lasciati molto perplessi.
Città tranquilla, forse con un po’ meno traffico di quanto ci si potrebbe attendere un sabato sera passate le ore venti, ma un senso di tranquillità e normalità che regnava ovunque.
Qualche pattuglia dei carabinieri, ma niente di più.
Qualche pattuglia dei carabinieri, ma niente di più.
La quiete dopo la tempesta?
O almeno è quanto mi è apparso attraversando Trastevere, passando davanti al Vittoriano, al Colosseo…
L’ora di cena ha svolto un’azione catartica?
Prima di rientrare abbiamo fatto una piccola deviazione verso la piazza a ferro e fuoco del pomeriggio;sulla Labicana pulizia e ripristino dei cassonetti mentre a san Giovanni stazionavano ancora pattuglie che limitavano la circolazione e noi non siamo andati ad indagare oltre.
Fuori il traffico ha ripreso il solito rumore abituale, ma gli umori non credo che siano i soliti, non il mio di certo.
Oggi presa e persa nella necessità dell’azione non mi sono molto soffermata a riflettere piu’ profondamente.
Stasera nella calma della torre ritrovata mi interrogo su queste manifestazioni, sulle loro derive e ricordi di tempi passati e più lontani ancora mi balzano in mente.
Oggi presa e persa nella necessità dell’azione non mi sono molto soffermata a riflettere piu’ profondamente.
Stasera nella calma della torre ritrovata mi interrogo su queste manifestazioni, sulle loro derive e ricordi di tempi passati e più lontani ancora mi balzano in mente.
Spazio dalla positività della presa di coscienza del manifestare contro una situazione di crisi alla crisi che riflette soprattutto però, a mio avviso, la decadenza morale in cui ci ritroviamo.
Un disfacimento morale di un mondo che si sta degradando,che ha sempre meno valori , che da soprattutto valore e valenza al fatuo , un mondo in decomposizione attaccato dalla peste.
Ci sarà un nuovo Boccaccio per scrivere un Decameron?
Superfluo basterebbe prendere l’originale e rileggerlo, qualcuno potrebbe finire per trovarlo utile e istruttivo.
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