perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 26 octobre 2011

26 OTTOBRE

26 ottobre
Una data piena di ricordi.
“Una data da dimenticare”- come dice il figlio della mia Amica-.
Una data, che a me maniaca delle ricorrenze, rimarrà incollata.
Mi rivedo in auto, seduta accanto a CV alla guida in quella corsa per arrivare in tempo per un ultimo saluto. Un saluto che già sapevo sarebbe stato un semplice monologo; il tempo di un’ultima carezza su una mano già gelida, un viatico per il suo ultimo viaggio del mattino seguente.
Tutto è stampato nella memoria, che benché difettosa, ha registrato determinati momenti e me li riproietta come flash di un film, spezzoni che saltano dall’abitacolo dell’auto alla casa lassù sul suo poggio.
Un viaggio improvvisato, pur se era oramai finito il tempo delle illusioni, delle false speranze, della procrastinazione, mentre avrei dovuto essere pronta. Ma la tecnica dello struzzo, del cieco…sono grandi tentazioni cui cedere.
La strada sfilava, i chilometri erano ingoiati nella velocità e nel buio di quella notte in cui l’unica cosa che importava era arrivare a tempo per poterle dire addio.
Il mattino dopo sarebbe stato troppo tardi. Avrei trovato una scatola chiusa.
Chiusa nell’auto dove la vita continuava a scorrere, giungeva la notizia che la mia primogenita, seduta accanto alla sorella nel sedile posteriore aveva passato l’esame finale e poteva aspirare a divenire un’Azzeccagarbugli: le spettava infine il titolo di pieno diritto, mentre la nipote che intanto ci attendeva nella casa in Toscana, tra la grande tristezza di questa partenza e il sollievo del risultato dell’esame metteva in fresco una bottiglia per brindare alla riuscita della cugina.
La vita continuava ed è continuata ieri come oggi.
E lei continuerà a vivere nei miei ricordi.

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire