25-33-44- Ieri presa dal mio venerdì santo di reminiscenze e di attualità ho fatto un’impasse “matematico”.
Se mi fossi soffermata a sommare le cifre del mio confinamento U.V.V. (24-32-43) avrei raggiunto la cifra di 99 e forse qualcosa si sarebbe risvegliato in me, sotto le solite meningi di madre pia, dura e ragniforme.
Quota 100 non era lontana ma io non ho avuto neppure bisogno di raggiungerla per ottenere il pensionamento: ieri mi è giunta sul conto corrente la mia prima mensilità.
Che emozione!
Sono ufficialmente pensionata dal 1° Marzo 2020, quando l’età per partire con la pensione completa è stata raggiunta.
E’ una sensazione strana la mia: non avendo praticamente mai lavorato fuori casa fino a tarda età, mi sono spesso sentita un’appendice sociale, senza un vero statuto mio, madre di…, moglie di… sotto il numero di sécurité sociale di C.V. fino ad un anno fa quando per una nuova legge ho avuto diritto finalmente alla carte vitale (quella che si usa quando si va dai medici o in ospedale o laboratorio) con il mio numero personale (ovvero il mio codice fiscale) per identificarmi.
Lavoratrice tardiva, pensionata allo scadere del tempo, madre a vita… ora posso fregiarmi del titolo come tanti simili della mia età e anche più giovani (scontati i più anziani); unico dettaglio l’ammontare mensile, ma questo non figura che sulla denuncia dei redditi ed è un misero dettaglio, misero in tutti sensi.
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