perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


vendredi 10 avril 2020

Il mio VENERDI SANTO

24-32-43 -Venerdì Santo : si annuncia una nuova giornata di sole smagliante con previsioni di caldo a fine mattinata.
Se il sole oggi “non si oscurerà”, pure io nei mei lavori in giardino finirò per “smagliarmi”( da maglia, nome comune preceduto dal prefisso -s- con valore privativo)nel senso dunque di togliermi la maglia per non sciogliermi sotto il sole già cuocente di questo inizio aprile.
Non mi sono ancora sintonizzata sulla “voce della diocesi”, cliccando sul link che quotidianamente in questa settimana santa distribuisce le riflessioni del nostro arcivescovo.
Settimana di passione molto sui generis in questi tempi di coronavirus.
Le mie prime considerazioni però fanno una piccola deviazione e vanno indietro nel tempo, non tanto ad altre settimane sante ma a dieci anni fa.
Il 10 aprile 2010 la casa natale era in grandissimo fermento per il matrimonio della Nipote.
Ho appena riletto il testo “Camice rosse” che avevo inserito nel blog in occasione del primo anniversario nel 2011.
A qualche dettaglio, i souvenir erano intatti: nell’antro del mio abitacolo motorizzato, in quello del tipografo, gli arrivi scaglionati e poi la famosa mattina…

Il nonno della futura sposa era sparito.
Lo ritrovo in camera sua vestito di tutto punto allungato sul letto “per riposarsi in attesa della lunga prova che lo attende” e magari anche “per prepararsi alla posizione futura”, non manca di sottolineare con una forma di terribile humour, la stessa che utilizza quando si siede sulla seggiolina montascale e alla bisnipote Erika attonita che chiede dove vada, lui risponde “in Paradiso”.
Il mio babbo che teme di non farcela, di non resistere alla lunga giornata ci strabilierà come al solito con uno dei suoi exploit: arzillo e pimpante fino a sera.
I soliti “effetti speciali” come li chiama la Nipote. Ci ha abituato male e noi lo crediamo immortale, ma forse in realtà lo è perché la sua presenza è sempre forte per me e i nipoti tutti.
L’arrivo della sposa nella mia macchinina bianca adorna di fiori e guidata dallo zio Max, che poi passerà dal ruolo di autista-accompagnatore a quello di regista, assistito da Connie che brandendo un bouquet di fiori a mo’ di microfono intervista gli invitati, da il vero "ciak si gira".
Cerimonia civile nel teatro di Guardistallo officiata da un’amica assessore con la marcia di Radetzky per concluderla e accompagnare l’uscita degli sposi.
L’abbraccio-bacio (in tempi in cui tutto era lecito) di Anna, la mamma dello sposo, che riconosce in me una pseudo alter suocera e il suo felice “ce l’abbiamo fatta!”
Il sigaro che oggi Nino, il babbo dello sposo, non potrebbe neppure annusare, acceso all’uscita del teatro per ripagarsi degli sforzi fatti. 
E tutta una folla di parenti e amici festosi ancora fisicamente presenti.
Ci rivedo seduti per l’aperitivo in giardino: babbo con suo fratello Carlo Alberto, per noi sempre e solo zio Carlo, allegri e pimpanti con i loro trentasette lustri scintillanti sommati insieme, la cugina Daniela con Moh e figlie, venuti da Seattle, confrontati poi ai problemi della nube che oscurerà i loro ritorni, il mio amico Roberto, con cui ho fatto il viaggio dal teatro alla villa e che cerca di sorridere, nonostante il grande vuoto che ha dentro.
Il ritorno infine a casa per noi “grandi” mentre i giovani rimangono in villa e….ma per questo si apre un altro capitolo, quello di “dietro le quinte: protagonisti, comparse e voce narrante".
Una per tutte quella di Rachele, la testimone nonché amica da generazioni della nostra famiglia, e i suoi racconti esilaranti; mi piacerebbe ricondividerli con lei!
Nuovo brindisi a distanza.
AUGURI SPOSI DECENNALI....come al solito NON vi auguro "100 di questi giorni" data la situazione contingente, ma 100 anniversari di ogni tipo e sorta più leggeri e sereni.
Una pennellata di gioia per ricordare una giornata luminosa e festosa, un sabato di dieci anni fa.
Ora torno al mio venerdì e ascolto il vescovo.
Parla di Amore….”Bien choisi Monseigneur Dufour!”

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