Vengo anch’io ?
È giunta la sua
ora e questa volta nessuno gli ha detto “No tu no!”
Ho trovato lievi tracce
di Jannacci, piccoli indizi prima di mettere a fuoco la notizia.
Le vecchie scarp del tennis di CV, fuori della
porta, oramai solo destinate al giardino per sprofondare nella melma che
incombe, frutto della radice rimossa, del cratere riempito con nuova terra
mescolata a pioggia, giacevano oltraggiate da uno dei due felini domestici che
dopo un’indigestione ha ben pensato di liberarsi lo stomaco li dentro.
Prima volta che scarpe
sono diventate bersaglio-catino di uno dei gatti per un suo attacco da troppo
pieno.
Su FB-I un amico
ha immesso stamani il video di “ Ci vuole orecchio” che ho riascoltato con
piacere chiedendomi il perché di questo revival. Temendone la risposta, non
volendo cercare conferme.
Infine l’articolo
omaggio, sul Corriere, a questo personaggio “mitico” legato alla mia
generazione anche se ben precedente a me, che non mi é potuto passare inosservato.
Un articolo che
ho dovuto scorrere fino in fondo per trovare la parola fine, velatamente detta,
poggiata come una piuma, delicatamente evocata, insinuata, sottintesa fin dall’inizio
da un imperfetto del “c’era una volta e oramai non c’è più”
C’era, c’è stato,
ci ha divertito, fatto sorridere, stretto il cuore con il suo mondo di
perdenti, di emarginati, Vincenzina…Ora rimarranno le sue canzoni piene di ironia, di
poesia e tenerezza a ricordarcelo.
Vengo anch’io?...questa
volta si!
Un anno fa,
giorno più, giorno meno scrivevo poche parole di addio per un angelo nero che
aveva turbato i miei pensieri, posto domande, “esatto” risposte, non della
giustizia piuttosto dell’esigenza.
Letture,
pensieri, parole, canzoni che mi hanno provocato emozioni, fatto riflettere,
hanno fatto parte di me.
Lascio, come ho
lasciato ben ad altri che possono e hanno potuto meglio di me parlarne e
ricordarli, ma non potevo esentarmi dal salutare con un addio –arrivederci, che
mi sentivo di dover e volere porgere.
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