perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 21 mars 2013

SAN BENEDETTO...il Pontifex mi era stato predetto!



Da vecchissime predizioni fino a una giovane spagnola che avrebbe prognosticato il nuovo Papa lanciando un cinguettio, rivelatosi poi un raglio - da bufala più che da asino. ..
Cosa non vien fatto pur di mettersi in mostra?
….altro che vaticini, interpretazioni delle predizioni di Nostradamus o Malachia, dell’astrologa alla moda o della pizia demodé, letto nelle stelle, nelle stalle, nei porcili, negli ovili…
È qui nella pace riguadagnata del mio ovile, la mia ben nota Bergerie,che ho avuto intuizioni, visioni, premonizioni …Ovviamente senza saperlo e rendermene conto sul momento!

Solo poscia!
Tanto per non far passar di moda la massima “ai posteri l’ardua sentenza”(e la facile conoscenza), senza attendere i posteri, e già solo a rileggermi una volta che gli accadimenti si sono realizzati, scopro che inconsciamente avevo già intuito tutto, che ogni piccolo frammento s’innestava e incatenava per darmi la risposta...alla domanda che peraltro non mi ero posta, né avevo formulata agli oracoli.

Che bello rispondersi senza neppure porre domande!
-“Cerca in te stesso”-
Sorgente di risposte.

Certo che se fossi stata direttamente interrogata, che ne so, intervistata da Radio Vati & Cani per sapere “Chi sarà il nuovo Pontifex?”…mi sarei legittimamente rivolta la domanda e avrei cercato segni per una risposta, avrei contato mattonelle, scale, scalini, addizionato date, sommato cifre, sottratto petali, moltiplicato corolle, diviso (e non imperat)  per ottenere numeri parlanti.
Ma nessuno ha avuto l’illuminazione, l’intelligenza, l’irriverenza di rivolgersi a me!

Pas la peine de déranger…inutile attingere ai miei sistemi divinatori empirici, come a nulla serve scomodare vetuste profezie, oracoli incomprensibili e ancor più inattendibili dei miei calcoli.
Quello che poteva bastare era seguire il filo dei miei pensieri.
La risposta giaceva nelle mie mani, anzi sotto le mie solite membrane materne tra le mie riflessioni, nel mio subconscio, infiocchettata e inanellata con il solito filo che annoda, snoda, infila perle di saggezza e di follia, le sgrana come i grani di un rosario, che pacatamente unisce, assembla, dando forma e costrutto a dati anodini e sconnessi nell’apparenza.

Non sarà sfuggito ai miei fedeli lettori che, presa e invasata dal mistico fuoco del con-corso(con cui ho rotto il rompibile a figli, nipoti, amiche e ai loro congiunti, disgiunti e conoscenze) sono ripiombata nell’oscuro universo dei coccodrilli dagli occhi gialli che brillano nelle tenebre.
Mi fosse mai toccata in sorte la fortuna di vincere la giornata sul set del tournage del film, tratto dall’omonimo romanzo, dovevo ben essere pronta e reattiva, per cui mi ero rituffata nella lettura del libro…

Coccodrilli che circolavano ovunque, a Parigi, tra umani, in Africa, pronti a balzare sulla preda. Vedevo solo coccodrilli e ho continuato a vederne divincolarsi nella cintura a scaglie, in alligator – farm locali, che i cartelli indicatori mi palesavano, in allevamenti lontani che riaffioravano nel ricordo attraverso le sequenze di un film, semi-horror che mi riportava in fondo alla Florida, conducendomi dritto alle Everglades, fino poi a una sosta forzata sulla una costa, ultimo lembo di terra su cui era piantato un cartello che indicando il mare annunciava la direzione per Cuba.
CUBA 90 MILES: troppo distante a nuoto !
(L’avrei raggiunta ma in aereo e solo ben 13 anni dopo.)

Caimani politici, alligatori pontifici, elezioni, dimissioni…
Questo il substrato, il decoro, lo sfondo della scena.
Che cosa può averci a che fare la mia lettura “Gli occhi gialli dei coccodrilli” colorata da un arcobaleno di ricordi con il Papa e l’elezione di uno nuovo???
Bella domanda?

Non è mia intenzione aprire una sfilata di moda che ingloba la divisa delle guardie svizzere con fibbie pitonate e pretendere di trovarci un nesso logico, un segno, un indizio, magari poi tirare in ballo il libro e intravedere uno spiraglio, attaccarmi a un appiglio: la lingua francese che rimanda al cardinale canadese o l’africa nera a un cardinale di questo continente.
“Tirato per i capelli!” sarebbe come minimo dir poco.
Il mio indizio però era di ben altra natura!

Ripartiamo dall’inizio
Con-corso  - la domanda fatidica- “…il nuovo libro di Josephine ??? ”-mi rituffo nella lettura, nel “Gli occhi gialli dei coccodrilli” ritrovo tutto, compresa la sua mise en abyme, libro nel libro: “Une si humble reine”  il cui plan strutturale (che regola le vicissitudini dell’eroina “en quête” e alla scalata dei gradi di umiltà) si basa sulle regole di San Benedetto.
Partecipo al con-corso il 4 e in contemporanea o quasi, una settimana più tardi l’11, ricorrenza del con-cordato ecco profilarsi il fulmine a ciel sereno e la nube del con-clave.
Il con-corso mi perturba, l’abdicazione ancor più e il con-clave e le sue possibili opzioni  mi mandano in fibrillazione.
Benedetto è nei miei pensieri circondato da tanti occhietti gialli, sottili, a fessura che, sornioni occhieggiano la preda, il lauto banchetto.
Il portone si richiude sull’ultima pagina del suo pontificato e io chiudo per l’ennesima volta l’ultima pagina del libro.

Il toto-papa impazza e restiamo tutti in attesa: io dei risultati del mio con-corso che usciranno il 5 marzo, il resto del mondo dei risultati del con-clave che si apre una settimana dopo, martedì 12.
Priorità? Limiti? Fuga nel fantastico?...un po’ di fantasia non guasta mai!

Tre frasi vincenti, tra principi, biscotti, semplicità e identità recuperata.
La mia non vi figura.
Troppo ricercata con i suoi dolcetti, golosità e prelibatezze …avrei dovuto scegliere delle semplici marie:
Oro Saiwa contro Lu, j’ai perdu.
E magari non è solo colpa della quantità di zucchero! E meno male che non vi ho aggiunto la Nutella, altrimenti tutta la colpa sarebbe ricaduta sull’olio di palma.
Mi con-solo con un quarto posto di cui mi auto-con-vinco. Non salgo sul podio e nessuno dei miei supporter dovrà stupirsi se non farò incetta di autografi sul set del film, cui non sarò giustamente e ovviamente invitata.

Cerco una via di salvezza, une porte de sortie, per il mio amor proprio ma soprattutto per non vanificare tutto l’apporto e il sostegno dei miei votanti che mi hanno resa felice, dato tanto appagamento (intendiamoci bene free, gratis…gratuito) e proprio per i quali avrei sognato un terzo posto, in loro onore per ringraziarli della loro fiducia, devozione, amicizia  non disgiunta da spirito di sopportazione.
Mi con-tento invece di ringraziamenti via blog, non dico a testa bassa perché la mia corona svetta sul mio capo, una corona di amicizia che luccica e rifulge.
Io però, senza aureola e un tantino meno radiosa di quanto avrei potuto essere se avessi fatto Bingo, annuncio con una dose di fantasia supplementare un ipotetico 4° posto ufficioso, frutto della mia creatività e di una fervida immaginazione.
Insomma “quasi gol” anzi “guasi gol” per la felicità di una delle mie tifose della Torre!

Capisco di poter perturbare gli animi che si perdono nei miei vaniloqui chiedendosi una volta di più cosa mai tutto questo abbia a che fare con l’elezione del papa?
Potrei rimandare ai miei precedenti messaggi su Glob, a caccia d’indizi, una sorta di anticipata caccia all’uovo pasquale, mentre mi preparo per quella vera che organizzerò per la mia più giovane figlioccia e sorelle...

Riepiloghiamo dunque: ringraziamento via blog, annuncio del mio ufficioso 4° posto in classifica e ahimè… il diavolo che fa le pentole ma non i coperti e mi obbliga a una ERRATA CORRIGE o meglio una confessione, un MEA CULPA.
La frase prima classificata (simpatica)è squalificata, la seconda(che mi piaceva il giusto) ottiene la palma d’oro, (prima di Cannes e della domenica di Osanna a Gerusalemme), la terza (carina) sale al secondo posto e al terzo, divenuto vacante, una quarta sconosciuta che nulla ha a che vedere con la mia creazione.

Vesto il cilicio, cospargo il capo di cenere, faccio il mea culpa, confesso il mio falso storico (nel senso di storia, storiella, racconto) e come già scritto in Plagiat et fraude, l’8 marzo, qui riporto:
Che faticaccia partecipare ai concorsi !
In compenso una nuova opportunità di auto derisione che farà sicuramente un gran bene ai miei intestini.
E inoltre mi permetterà di contraddire Jorge….e la sua 
"Verba vana aut risui apta non loqui"…
Ipse dixit… E io lo nego !

Dico…ma come mi sarà venuto in mente di collegare la mia auto derisione al riso- risus contro cui combatte Jorge ne “Il nome della Rosa” ? ambientato in un’abbazia be-ne det-ti-na?
È ben del venerabile Jorge la frase latina sopra citata, di Jorge da Burgos cui il piemontese Eco assegna questo nome in onore dello scrittore argentino Jorge Luis Borges.
Tutte coincidenze come quelle seminate nel libro del con-corso, dai piccoli dettagli fino alla ripresa delle regole del santo, di cui il precedente Papa portava il nome, si legano a doppia mandata al filo, a me, i mei pensieri, le mie scelte e al Papa?
Non tiro oltre i fili che uniscono Benedetto-Joseph a Jorge-Francesco, al mio libro e a tutti gli animali del creato…non vorrei rischiare di essere irriverente perché questo non è certo il mio scopo.

Oggi è San Benedetto, con o senza rondine sotto il tetto…
Senza caimano e un nuovo Papa in Vaticano.
E questo mio “cantico” vuole una volta di più sottolineare i piccoli, grandi dettagli, le coincidenze, similitudini, uguaglianze che ricordano che la boucle est, come sempre, bouclée, nel gioco dei diritti e dei rovesci, con buona pace per la mia prof bieaimée, reine des boucles, des plans che, dopo avermi supportata, mi sopporterà una volta di più con indulgenza non plenaria, e mi assolverà per questo non-plan completamente destrutturato!


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