Da vecchissime predizioni fino a una giovane spagnola che avrebbe prognosticato
il nuovo Papa lanciando un cinguettio, rivelatosi poi un raglio - da bufala più
che da asino. ..
Cosa non vien fatto pur di mettersi in mostra?
….altro che vaticini, interpretazioni delle predizioni
di Nostradamus o Malachia, dell’astrologa alla moda o della pizia demodé, letto nelle stelle, nelle stalle, nei porcili, negli ovili…
È qui nella pace riguadagnata del mio ovile, la mia ben
nota Bergerie,che ho avuto
intuizioni, visioni, premonizioni …Ovviamente senza saperlo e rendermene conto sul
momento!
Solo poscia!
Tanto per non far passar di moda la massima “ai posteri
l’ardua sentenza”(e la facile conoscenza), senza attendere i posteri, e già solo a rileggermi una volta
che gli accadimenti si sono realizzati, scopro che inconsciamente avevo già
intuito tutto, che ogni piccolo frammento s’innestava e incatenava per darmi la
risposta...alla domanda che peraltro non mi ero posta, né avevo formulata agli
oracoli.
Che bello rispondersi senza neppure porre domande!
-“Cerca in te stesso”-
Sorgente di risposte.
Sorgente di risposte.
Certo che se fossi stata direttamente interrogata, che ne
so, intervistata da Radio Vati & Cani per sapere “Chi sarà il nuovo
Pontifex?”…mi sarei legittimamente rivolta la domanda e avrei cercato segni per
una risposta, avrei contato mattonelle, scale, scalini, addizionato date, sommato
cifre, sottratto petali, moltiplicato corolle, diviso (e non imperat) per ottenere numeri parlanti.
Ma nessuno ha avuto l’illuminazione, l’intelligenza, l’irriverenza
di rivolgersi a me!
Pas la peine de
déranger…inutile attingere ai miei sistemi divinatori empirici,
come a nulla serve scomodare vetuste profezie, oracoli incomprensibili e ancor più
inattendibili dei miei calcoli.
Quello che poteva bastare era seguire il filo dei miei
pensieri.
La risposta
giaceva nelle mie mani, anzi sotto le mie solite membrane materne tra le mie riflessioni, nel mio subconscio, infiocchettata
e inanellata con il solito filo che annoda, snoda, infila perle di saggezza e
di follia, le sgrana come i grani di un rosario, che pacatamente unisce,
assembla, dando forma e costrutto a dati anodini e sconnessi nell’apparenza.
Non sarà sfuggito ai miei
fedeli lettori che, presa e invasata dal mistico fuoco del con-corso(con
cui ho rotto il rompibile a figli, nipoti, amiche e ai loro congiunti,
disgiunti e conoscenze) sono ripiombata nell’oscuro universo dei coccodrilli
dagli occhi gialli che brillano nelle tenebre.
Mi fosse mai toccata in sorte la fortuna di vincere la
giornata sul set del tournage del
film, tratto dall’omonimo romanzo, dovevo ben essere pronta e reattiva, per cui
mi ero rituffata nella lettura del libro…
Coccodrilli che circolavano ovunque, a Parigi, tra umani,
in Africa, pronti a balzare sulla preda. Vedevo solo coccodrilli e ho
continuato a vederne divincolarsi nella cintura a scaglie, in alligator – farm
locali, che i cartelli indicatori mi palesavano, in allevamenti lontani che riaffioravano
nel ricordo attraverso le sequenze di un film, semi-horror che mi riportava in
fondo alla Florida, conducendomi dritto alle Everglades, fino poi a una sosta
forzata sulla una costa, ultimo lembo di terra su cui era piantato un cartello
che indicando il mare annunciava la direzione per Cuba.
CUBA 90 MILES: troppo distante a nuoto !
(L’avrei raggiunta ma in aereo e solo ben 13 anni dopo.)
Caimani politici, alligatori pontifici, elezioni,
dimissioni…
Questo il substrato, il decoro, lo sfondo della scena.
Che cosa può averci a che fare la mia lettura “Gli occhi
gialli dei coccodrilli” colorata da un arcobaleno di ricordi con il Papa e
l’elezione di uno nuovo???
Bella domanda?
Non è mia intenzione aprire una sfilata di moda che
ingloba la divisa delle guardie svizzere con fibbie pitonate e pretendere di
trovarci un nesso logico, un segno, un indizio, magari poi tirare in ballo il
libro e intravedere uno spiraglio, attaccarmi a un appiglio: la lingua francese
che rimanda al cardinale canadese o l’africa nera a un cardinale di questo
continente.
“Tirato per i capelli!” sarebbe come minimo dir poco.
Il mio indizio però era di ben altra natura!
Ripartiamo dall’inizio
Con-corso - la domanda fatidica- “…il nuovo libro di Josephine ??? ”-mi rituffo nella lettura, nel “Gli occhi gialli dei coccodrilli”
ritrovo tutto, compresa la sua mise en
abyme, libro nel libro: “Une si humble
reine” il cui plan strutturale (che regola le vicissitudini dell’eroina “en quête” e alla scalata dei gradi di
umiltà) si basa sulle regole di San Benedetto.
Partecipo al con-corso il 4 e in contemporanea o quasi, una
settimana più tardi l’11, ricorrenza del con-cordato
ecco profilarsi il fulmine a ciel sereno e la nube del con-clave.
Il con-corso mi perturba, l’abdicazione ancor più e il
con-clave e le sue possibili opzioni mi
mandano in fibrillazione.
Benedetto è nei
miei pensieri circondato da tanti occhietti gialli, sottili, a fessura che,
sornioni occhieggiano la preda, il lauto banchetto.
Il portone si richiude sull’ultima pagina del suo
pontificato e io chiudo per l’ennesima volta l’ultima pagina del libro.
Il toto-papa impazza e restiamo tutti in attesa: io dei
risultati del mio con-corso che usciranno il 5 marzo, il resto del mondo dei
risultati del con-clave che si apre una settimana dopo, martedì 12.
Priorità? Limiti? Fuga nel fantastico?...un po’ di
fantasia non guasta mai!
Tre frasi vincenti, tra principi, biscotti, semplicità e
identità recuperata.
La mia non vi figura.
Troppo ricercata con i suoi dolcetti, golosità e
prelibatezze …avrei dovuto scegliere delle semplici marie:
Oro Saiwa contro Lu,
j’ai perdu.
E magari non è solo colpa della quantità di zucchero! E meno
male che non vi ho aggiunto la Nutella, altrimenti tutta la colpa sarebbe
ricaduta sull’olio di palma.
Mi con-solo con un quarto posto di cui mi auto-con-vinco.
Non salgo sul podio e nessuno dei miei supporter dovrà stupirsi se non farò
incetta di autografi sul set del film, cui non sarò giustamente e ovviamente invitata.
Cerco una via di salvezza, une porte de sortie, per il mio amor proprio ma soprattutto per non
vanificare tutto l’apporto e il sostegno dei miei votanti che mi hanno resa
felice, dato tanto appagamento (intendiamoci bene free, gratis…gratuito) e proprio per i quali avrei sognato un terzo
posto, in loro onore per ringraziarli della loro fiducia, devozione, amicizia non disgiunta da spirito di sopportazione.
Mi con-tento invece di ringraziamenti via blog, non dico
a testa bassa perché la mia corona svetta sul mio capo, una corona di amicizia
che luccica e rifulge.
Io però, senza aureola e un tantino meno radiosa di
quanto avrei potuto essere se avessi fatto Bingo, annuncio con una dose di
fantasia supplementare un ipotetico 4° posto ufficioso, frutto della mia
creatività e di una fervida immaginazione.
Insomma “quasi gol” anzi “guasi gol” per la felicità di
una delle mie tifose della Torre!
Capisco di poter perturbare gli animi che si perdono nei
miei vaniloqui chiedendosi una volta di più cosa mai tutto questo abbia a che
fare con l’elezione del papa?
Potrei rimandare ai miei precedenti messaggi su Glob, a
caccia d’indizi, una sorta di anticipata caccia all’uovo pasquale, mentre mi
preparo per quella vera che organizzerò per la mia più giovane figlioccia e
sorelle...
Riepiloghiamo dunque: ringraziamento via blog, annuncio del mio
ufficioso 4° posto in classifica e ahimè… il diavolo che fa le pentole ma non i
coperti e mi obbliga a una ERRATA CORRIGE o meglio una confessione, un MEA
CULPA.
La frase prima classificata (simpatica)è squalificata, la
seconda(che mi piaceva il giusto) ottiene la palma d’oro, (prima di Cannes e
della domenica di Osanna a Gerusalemme), la terza (carina) sale al secondo
posto e al terzo, divenuto vacante, una quarta sconosciuta che nulla ha a che
vedere con la mia creazione.
Vesto il cilicio, cospargo il capo di cenere, faccio il mea culpa, confesso il mio falso storico (nel senso di storia, storiella, racconto) e come già scritto in Plagiat et fraude, l’8 marzo, qui riporto:
Che faticaccia partecipare ai concorsi !Vesto il cilicio, cospargo il capo di cenere, faccio il mea culpa, confesso il mio falso storico (nel senso di storia, storiella, racconto) e come già scritto in Plagiat et fraude, l’8 marzo, qui riporto:
In compenso una nuova opportunità di auto derisione che farà sicuramente un gran bene ai miei intestini.
E inoltre mi permetterà di contraddire Jorge….e la sua
"Verba vana aut risui apta non loqui"…
Ipse dixit… E io lo nego !
Dico…ma come mi sarà venuto in mente di collegare la mia auto derisione al riso- risus contro cui combatte Jorge ne “Il nome della Rosa” ? ambientato in un’abbazia be-ne det-ti-na?
È ben del venerabile Jorge la frase latina sopra citata, di Jorge da Burgos cui il piemontese Eco assegna questo nome in onore dello scrittore argentino Jorge Luis Borges.
Tutte coincidenze come quelle seminate nel libro del con-corso, dai piccoli dettagli fino alla ripresa delle regole del santo, di cui il precedente Papa portava il nome, si legano a doppia mandata al filo, a me, i mei pensieri, le mie scelte e al Papa?
Non tiro oltre i fili che uniscono Benedetto-Joseph a Jorge-Francesco, al mio libro e a tutti gli animali del creato…non vorrei rischiare di essere irriverente perché questo non è certo il mio scopo.
Oggi è San Benedetto, con o senza rondine sotto il tetto…
Senza caimano e un nuovo Papa in Vaticano.
E questo mio “cantico” vuole una volta di più sottolineare i piccoli, grandi dettagli, le coincidenze, similitudini, uguaglianze che ricordano che la boucle est, come sempre, bouclée, nel gioco dei diritti e dei rovesci, con buona pace per la mia prof bieaimée, reine des boucles, des plans che, dopo avermi supportata, mi sopporterà una volta di più con indulgenza non plenaria, e mi assolverà per questo non-plan completamente destrutturato!
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