Habemus Papam !
Non so neppure se
e quanto io lo attendessi.
In un certo qual
senso il mio orologio si è fermato il 28 febbraio alle ore 20, il mio sguardo
sul portone di Castel Gandolfo, mentre i miei pensieri serali sono andati per
giorni a Benedetto XVI.
Stanca da questo
ultimo tour de force italico, credo
di aver dimenticato o almeno messo da parte ogni considerazione, elucubrazione,
attesa, di ordine ecclesiastico.
Eppure ieri dando
via al mio chemin de croix, (perché
il ritorno in treno è una vera via crucis) avevo ben in mente che, mentre io
intraprendevo il mio ritorno all’ovile…(la Bergerie
mi attendeva), il conclave si riuniva per darci un nuovo Papa…. e tra pecorelle
ci si intende.
Chiusi fuori dal
mondo i cardinali, rinchiusa in mezzo a viaggiatori io, porte e sportelli si
sono sprangati alle nostre spalle.
L’attesa del
nuovo Papa era abbastanza lontana dai miei pensieri, un po’ perché intristita dalla
partenza di Benedetto, un po’ perché non volevo pensare al futuro successore e
il toto-papa non mi entusiasmava certo.
Nessuna voglia di
uomini di potere, di figure che rinviano immagine di opulenza, di corte, di
curia…Meglio non pensarci!
E infatti presa dal turbinio che ha sconvolto
le mie giornate, sradicato alberi e mi ha fatto perdere cognizioni di spazio e
di tempo mi sono ritrovata all’annuncio dell’Habemus Papam quasi senza
accorgermene.
Terrorizzata all’idea
del volto che sarebbe potuto apparire sullo schermo TV, ho cercato prima conferme
e rassicurazioni sullo schermo del computer.
Un volto
sconosciuto e un nome misto dalla musicalità sudamericana ma con le radici
delle terre di CV e quel che non guasta un nome forte di Papa.
Un tocco d’italianità,
per le sue origini (cosa che non mi dispiace) e allo stesso tempo una ventata
di novità con questo continente mai giunto al soglio papale e un nome che mi è caro
e che invia un messaggio chiaro, forte, deciso.
Habemus Papam!
Habemus
Franciscus!
Un discorso
breve, sentito, sincero, accattivante con l’invito a una preghiera, tutti
insieme, per Benedetto.
Momento di
grazia, profondo, di grande emozione.
In diretta da
Roma, V.O. nel mio idioma.
Peccato che me la
trasmettesse TF1 dove la voce fuori campo della giornalista? presentatrice? traduttrice?
ha pensato bene di fare sfoggio della sua abilità di poliglotta lanciandosi in
una traduzione in francese delle brevi frasi del neo Papa e poi non contenta
traducendo anche il Padre Nostro, l’ave Maria…
A parte il fatto
che personalmente non vedo la necessità di tradurre le preghiere, in realtà non
ve ne era nessuna necessità, esigenza, né bisogno e potevano benissimo restare nella versione
italiana, se proprio però voleva farlo, avrebbe potuto offrire agli ascoltatori
qualcosa di più professionale, originale e decoroso.
Queste preghiere
esistono in tutte le lingue in versioni conosciute e riconosciute dai fedeli
cattolici del mondo intero, e non vi era nessun bisogno che la presentatrice ce
ne offrisse una versione rivista, corretta, sui generis e mal tradotta.
Se a lei nessuno
ha insegnato queste preghiere, nulla di grave…viviamo nella libera e laica
Francia, e soprattutto, come lo ripeto, non era necessario per la comprensione
che le orazioni fossero tradotte, Quello che era doveroso invece è che fossero
risparmiate traduzioni folcloristiche!
L’incauta ha
continuato imperterrita tra Padre nostro e Ave Maria fintanto che il latino non
ha rimesso i puntini sulle i, vendicando la sua smania di protagonismo e
chiudendole la bocca che non trovava più le parole…
Quousque tandem…abutere
patientia nostra?
Troppo
sicuramente…
Habemus Papam!
Habemus
Franciscus!
Santo Francesco!
Santo e uomo senza eguali…e un nome che abbiamo in famiglia anche se in seconda
posizione, come middle name,ma …questa
è sempre un’altra storia…
Questo Papa così
a pelle e a prima vista mi piace proprio!
L’unica cosa che
mi lascia, un attimo perplessa, è la sua appartenenza all’ordine gesuita…non
posso non pensare a babbo e a una delle sue celebri affermazioni relative agli
appartenenti alla Compagnia del Gesù… “per i Gesuiti vien prima la Compagnia, e
poi il Gesù” soleva ripetere…mi auguro che il nostro nuovo Papa releghi la
compagnia in seconda posizione.
Comunque so per
certo che il mio amico che frequenta le Curie e che si era detto pronto ad
abiurare, a seconda dei risultati, (temuti da lui come da me) ha tirato un
sospiro di sollievo e per il momento non si fa protestante…per le proteste…basto
io!
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