Ford Figo una pubblicità che lascia come minimo
perplessi.
Pubblicità anima del commercio o commercio senz’anima, o
meglio pubblicità senza decenza né decoro?
La pubblicità di Ford, per la sua utilitaria Figo si è
manifestata e espressa in India attraverso una vignetta che è circolata sul net,
che si voleva satirica ma che non ha dato prova, né brillato per grande intelligenza o
raffinatezza.
In realtà pare che non fosse neppure una pubblicità
destinata a essere messa in circolazione, nondimeno ha suscitato vaste critiche
tanto che Ford ha emesso un comunicato per spiegare l’accaduto da cui prende le
distanze e da cui si dissocia anche la filiale italiana della casa
automobilistica americana Ford:
“Siamo profondamente rammaricati
della pubblicazione di immagini di cattivo gusto e contrarie agli standard di
professionalità e decenza del Gruppo WPP. Tali immagini non erano destinate
alla pubblicazione all’interno di campagne pubblicitarie e non avrebbero mai dovute essere state
realizzate, né
tantomeno diffuse in Rete. Quanto accaduto è il risultato di azioni individuali
eseguite al di fuori dell’opportuno controllo, e sono già state attivate,
internamente all’agenzia dove chi ha eseguito queste azioni lavora, le
opportune misure per rispondere a quanto accaduto”.
La pubblicità dunque, che la rivista americana
"Business Insider" definisce "il peggiore spot della storia di
Ford" non è mai stata ufficialmente messa in circolo, ma il grafico dei
disegni è stato tanto veloce da riuscire a diffondere le sue creazioni che mostrano
un Silvio Berlusconi al volante dell’auto di Ford, soddisfatto dalla capienza
del bagagliaio della tua utilitaria, quanto mai “utile e spaziosa”, capace di contenere
ben tre donne, del suo entourage, facilmente riconoscibili per i loro tratti e fattezze.
Berlusconi non è l’unico
autista utilizzato per questa pubblicità, c’è anche Michael Schumacher che ha messo
nel bagagliaio della Figo: Vettel,
Hamilton e Alonso, e Paris Hilton che
ha sequestrato le sorelle Kardashians, sue rivali alla TV americana.
Su un’utilitaria dal nome Figo, trovare Berlusconi mi
farebbe quasi, a stento, sorridere, quello che altera il mio mezzo sorriso, è
la rappresentazione delle tre donne nel portabagagli:
tre ragazze dalle forme prorompenti, vestite in modo succinto, legate e con
accessori sadomaso, visione che lungi dallo smuovere la mia ilarità, ha solo il
potere di irritarmi, facendo oltretutto riaffiorare alla memoria penosi
avvenimenti che vorrei poter dimenticare.
"Lasciatevi le preoccupazioni alle spalle grazie al
bagagliaio extra-large della nuova Figo" annuncia la pubblicità, mettendo
ulteriormente il dito nella piaga e sottolineando quello su cui non penso
essere la sola italiana che vorrebbe stendere sopra un velo pietoso, stufa e
scocciata di quest’idea di “italianità” che mi è rinviata.
Non più tardi di quattro mesi fa, Fidèle in trasferta di lavoro in terra infidèle, mi ha chiamato esterrefatta, raccontandomi come un nativo
locale, in un negozio, riconoscendo il suo accento le avesse chiesto
“italiana?” e alla risposta affermativa “…. ah! Berlusconi…bunga bunga!”
La patria del dolce sì che suona, ha lasciato
stereotipi vecchi, stantii come la pizza, la pasta e i mandolini, le tovaglie a
quadretti che tanto aborrivo e mi davano l’orticaria e che ora finisco perfino
per rimpiangere!
Bunga bunga? No grazie! Basta!
A tutto c'é un limite…mi faccio apolide!
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