perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 24 mars 2013

FORD FIGO...a marcia indietro



Ford Figo una pubblicità che lascia come minimo perplessi.
Pubblicità anima del commercio o commercio senz’anima, o meglio pubblicità senza decenza né decoro?
La pubblicità di Ford, per la sua utilitaria Figo si è manifestata e espressa in India attraverso una vignetta che è circolata sul net, che si voleva satirica ma che non ha dato prova, né  brillato per grande intelligenza o raffinatezza.
In realtà pare che non fosse neppure una pubblicità destinata a essere messa in circolazione, nondimeno ha suscitato vaste critiche tanto che Ford ha emesso un comunicato per spiegare l’accaduto da cui prende le distanze e da cui si dissocia anche la filiale italiana della casa automobilistica americana Ford:
Siamo profondamente rammaricati della pubblicazione di immagini di cattivo gusto e contrarie agli standard di professionalità e decenza del Gruppo WPP. Tali immagini non erano destinate alla pubblicazione all’interno di campagne pubblicitarie e non avrebbero mai dovute essere state realizzate, né tantomeno diffuse in Rete. Quanto accaduto è il risultato di azioni individuali eseguite al di fuori dell’opportuno controllo, e sono già state attivate, internamente all’agenzia dove chi ha eseguito queste azioni lavora, le opportune misure per rispondere a quanto accaduto”.
La pubblicità dunque, che la rivista americana "Business Insider" definisce "il peggiore spot della storia di Ford" non è mai stata ufficialmente messa in circolo, ma il grafico dei disegni è stato tanto veloce da riuscire a diffondere le sue creazioni che mostrano un Silvio Berlusconi al volante dell’auto di Ford, soddisfatto dalla capienza del bagagliaio della tua utilitaria, quanto mai “utile e spaziosa”, capace di contenere ben tre donne, del suo entourage, facilmente riconoscibili per i loro tratti e fattezze.
Berlusconi non è l’unico autista utilizzato per questa pubblicità, c’è anche  Michael Schumacher che ha messo nel bagagliaio della Figo:  Vettel, Hamilton e Alonso, e Paris Hilton che ha sequestrato le sorelle Kardashians, sue rivali alla TV americana.
Su un’utilitaria dal nome Figo, trovare Berlusconi mi farebbe quasi, a stento, sorridere, quello che altera il mio mezzo sorriso, è la rappresentazione delle tre donne nel portabagagli: tre ragazze dalle forme prorompenti, vestite in modo succinto, legate e con accessori sadomaso, visione che lungi dallo smuovere la mia ilarità, ha solo il potere di irritarmi, facendo oltretutto riaffiorare alla memoria penosi avvenimenti che vorrei poter dimenticare.
"Lasciatevi le preoccupazioni alle spalle grazie al bagagliaio extra-large della nuova Figo" annuncia la pubblicità, mettendo ulteriormente il dito nella piaga e sottolineando quello su cui non penso essere la sola italiana che vorrebbe stendere sopra un velo pietoso, stufa e scocciata di quest’idea di “italianità” che mi è rinviata.
Non più tardi di quattro mesi fa, Fidèle in trasferta di lavoro in terra infidèle, mi ha chiamato esterrefatta, raccontandomi come un nativo locale, in un negozio, riconoscendo il suo accento le avesse chiesto “italiana?” e alla risposta affermativa “…. ah! Berlusconi…bunga bunga!”
La patria del dolce sì che suona, ha lasciato stereotipi vecchi, stantii come la pizza, la pasta e i mandolini, le tovaglie a quadretti che tanto aborrivo e mi davano l’orticaria e che ora finisco perfino per rimpiangere!
Bunga bunga? No grazie! Basta!
A tutto c'é un limite…mi faccio apolide! 

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