Avevo pensato di leggerlo sabato sera, magari mentre sulla parete sfilavano
fotografie per corredare il mio racconto…ne avevo trovate non poche per
testimoniare di questa sua passione.
Ma ho pensato che la poesiola bastasse e avanzasse per lasciare una lieve fragranza
di spiffero…
C’era una volta…Credo
che tutto sia iniziato il giorno della sua nascita, un 11 novembre di un
autunno ancora tiepido.
Benché munita di una bella chioma che proteggeva le sue
meningi, già iperattive, l’infermiera del
Riddle memorial Hospital, per paura di una possibile denuncia per mancanza
di cure preventive, e non volendo correre nessun rischio, si premunì da ogni
futuro attacco e le calcò sulla testa un berrettino rosa, per mantenere la sua
materia grigia ben al caldo…
Un segno? Presagio, prodromo di una sindrome?
Marcata a vita, Miss
J proseguì su questo sentiero oramai
tracciato. Berretti, cuffiette, cappuccetti, fazzoletti, pezzuole, foulard,
copricapi svariati e infine il suo primo cappellino, una paglietta di Firenze
con un bel nastro rosso.
Il primo di una lunga serie, rinnovato, ricomprato ogni
estate.
Me la vedo ancora, seduta sulla poltrona di uno
scompartimento del treno, tutta composta, seduta per bene, con il suo vestitino
rosso e il cappellino di paglia con il nastro assortito all’abitino, ben
poggiato sulla testa.
Regale, imperiale e graziosa (a quei tempi lo era un
sacco).
Un signore nel nostro stesso scompartimento le si
rivolse, chiedendole come si chiamasse…”questa principessina”
Non è che l’inizio (e vi risparmio il resto…) della storia
di favole di Cappuccetto rosso….Cenerentola…Alice
nel paese delle meraviglie, fino a La
bella addormentata nel bosco e all’arrivo del suo principe azzurro…Benedetto…benedetto…Benoit.
C’era una volta….È ora!
io pero' volevo sposare il lupo cattivo...
RépondreSupprimerper la serie...MAI CONTENTA!!!
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