perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 15 octobre 2012

Un cappuccetto rosso (italian version)



Avevo pensato di leggerlo sabato sera, magari mentre sulla parete sfilavano fotografie per corredare il mio racconto…ne avevo trovate non poche per testimoniare di questa sua passione.
Ma ho pensato che la poesiola bastasse e avanzasse per lasciare una lieve fragranza di spiffero…

C’era una volta…Credo che tutto sia iniziato il giorno della sua nascita, un 11 novembre di un autunno ancora tiepido.
Benché munita di una bella chioma che proteggeva le sue meningi, già iperattive, l’infermiera del Riddle memorial Hospital, per paura di una possibile denuncia per mancanza di cure preventive, e non volendo correre nessun rischio, si premunì da ogni futuro attacco e le calcò sulla testa un berrettino rosa, per mantenere la sua materia grigia ben al caldo…
Un segno? Presagio, prodromo di una sindrome?
Marcata a vita, Miss J proseguì su questo sentiero oramai tracciato. Berretti, cuffiette, cappuccetti, fazzoletti, pezzuole, foulard, copricapi svariati e infine il suo primo cappellino, una paglietta di Firenze con un bel nastro rosso.
Il primo di una lunga serie, rinnovato, ricomprato ogni estate.
Me la vedo ancora, seduta sulla poltrona di uno scompartimento del treno, tutta composta, seduta per bene, con il suo vestitino rosso e il cappellino di paglia con il nastro assortito all’abitino, ben poggiato sulla testa.
Regale, imperiale e graziosa (a quei tempi lo era un sacco).
Un signore nel nostro stesso scompartimento le si rivolse, chiedendole come si chiamasse…”questa principessina”
Non è che l’inizio (e vi risparmio il resto…) della storia di favole di Cappuccetto rosso….Cenerentola…Alice nel paese delle meraviglie, fino a La bella addormentata nel bosco e all’arrivo del suo principe azzurro…Benedetto…benedetto…Benoit.
C’era una volta….È ora!

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