Colazione con RTL.(Radio Te Lo Racconto)
M’intrattiene amabilmente parlando di TGV
Tradotto in lingue comprensibili: Train à Grande Vitesse, l’equivalente della TAV, Treno ad Alta Velocità; c’è voluto un po’ ma ora so a cosa corrispondono le varie lettere.
Non mi piacciono un granché, le sigle.
Evocatrici di strani pensieri e produttrici di grandi confusioni.
Qui in Francia ho l’impressione che siano un uso e costume di difficile eradicazione
Fin da piccoli s’inizia una carriera scolastica in CP., poi si passa (se promossi) in CM1….CM2…CE1…fino a CE2. Mi c’è voluto un po’ per capire e ricordare a cosa corrispondessero queste lettere: cours primaire,poi moyen poi elementare e a elencarle nell’ordine.
Vuoi mettere a confronto della semplicità italiana di: prima, seconda, terza quarta e quinta elementare ?
Ci credo che les petits francais a volte sono obbligati a ripetere l’anno, perfino il loro primo anno di scuola dell’obbligo…
Tutto troppo complicato e confuso. Perdono il tempo a cercar di orientarsi in questo marasma letterario sconclusionato e perdono di vista l’essenziale. Di là dalle Alpi dove il dolce Si suona e Carla non canta, regna un principio ordinale e i ragazzini magari non impareranno troppo, ma fin dall’inizio hanno la visione di un plan che arriva fino a cinque anzi a quinto , e sono pronti per un corso di storia sull’Unificazione Italiana, su Garibaldi, e la spedizione dei Mille partiti da Quarto.
Così hanno imparato una mezza decina di numeri ordinali per i cardinali….basterà andare in chiesa.
Ah! La logica cartesiana francese paragonata alla sconclusionataggine bianca rossa e verde !!!
La progressione scolastica conduce al collége, niente a che vedere con il nostro collegio e poi al Lycéé e in entrambi s’impara a fare i gamberi ordinali perché si parte dalla sixiéme, la sesta e si arriva alla première, la prima, che non è l’ultima ma la penultima classe del liceo che finisce invece con la Terminale.
Pronti per fare il botto ed esplodere di gioia se il BAC (baccalaureat, cioè la maturità) è ottenuto. Poi si va alla FAC, all’I.U.T. , in BTS, in PREPA…….. Ma qui siamo di nuovo in un altro ordine, non di numeri, ma di idee ed è questa ….sempre un’altra storia………
Il TGV(torniamo al soggetto radiofonico) per lungo tempo mi ha fuorviato perché lo confondevo con IGV,che, benché io non sia dislessica, interscambiavo. In realtà era IVG e non aveva nulla a che vedere con il treno, trattandosi d’interruzione volontaria di gravidanza, e da non confondere con IMG (interruzione medica) e ITG (terapeutica)…..decisamente all’opposto di una nascita, quella di cui vorrei arrivare a parlare, e avvenuta trent’anni fa
Il TGV: Evviva,! Compie trent’anni.
Grande velocità e rivoluzione nella vita dei francesi che scossi da tale avvenimento sono pronti a ricordare la prima volta che hanno utilizzato il treno supersonico, gli incontri fortuiti da lui occasionati, gli innervosimenti da superabuso di telefonini….e tanti aneddoti vari
Nel mio piccolo, pure io, immigrata d’oltralpe, ho ricordi ben netti legati al TGV.
Il primo su cui salii, più di dieci anni fa era un mezzo TGV.
A essere più precisa devo ammettere che il treno era intero, solo che la linea ad alta velocità non era ancora completa, per cui si viaggiava su un bel treno TGV, che fino a Lione correva su binari normali e da Lione a Parigi correva per davvero. Ai tempi necessitavano quattro ore e mezzo per coprire gli ottocento chilometri che separavano Marsiglia dalla Capitale e già mi sembrava pochissimo, abituata com’ero a coprire i seicento chilometri che mi separavano dalla mia città natale in riva al mare di Toscana in undici ore e mezzo e quattro cambi di treni.
Non ricordo cosa ci avesse spinto, CV (unica sigla che mi accordo per designare il mio, per l’occasione, Compagno di Vagone) e me a tentare l’esperienza Metropolitana. Mi ricordo bene però che era stata un’impresa prenotare dei posti sul treno, e che gli unici liberi, ottenuti con molta fatica, erano ubicati nella carrozza fumatori. Una carrozza fumatori su almeno quindici vagoni, nella quale nessuno dei viaggiatori seduti, fumava ma dove in compenso venivano a fumare almeno la metà dei viaggiatori degli altri quattordici vetture, che così non appestavano i loro scompartimenti, s’inalavano la dose rassicurante di nicotina e….ammorbavano la nostra aria.
CV smise rapidamente di farmi compagnia e trascorse in pratica l’intero viaggio nella carrozza –ristoro, ed io, seduta a guardia dei bagagli e nel tentativo disperato di leggere un libro, ma solo con un occhio perché il sinistro (quello buono) era fuori uso per lacrimazione non-stop.
Oramai il pericolo da asfissia è storia lontana: neppure più un vagone per fumare e anzi, pure vietato fumare sul marciapiede del binario. I fumatori irriducibili cercano comunque di approfittare delle brevi soste e incuranti del divieto fanno cadere cenere e mozziconi sulle rotaie.
Da dieci anni poi la linea dell’asse nord-sud è tutta ad alta velocità e oramai si arriva a Parigi dalla stazione di Aix en Provence in due ore e cinquantacinque minuti, se non ci sono ritardi.
Con gli anni sono diventata una frequentatrice abbastanza assidua.
Esposizioni parigine, voglia di Evasione, voglia della Capitale o una molto più banale Nostalgia dei figli, che a turno hanno abitato all’ombra della tour Eiffel, (si fa per dire e per localizzare genericamente) mi hanno spinta a bazzicarlo e saltarci su con disinvoltura, comprando biglietti a buon prezzo su internet. Viaggiando, all’inizio in compagnia di un quadernino su cui partorivo a matita i miei pensieri e poi del mio computer, non vedevo trascorrere il tempo e in un soffio mi ritrovavo in gare deLlyon…potenza della scrittura liberatoria in tutti i sensi, vrai délivrance.
Caro TGV già trent’anni che sei tra noi, hai l’età all’incirca della mia primogenita, non dico che potresti essere figlio mio, altrimenti i miei legittimi insorgono contro queste mie manie e smanie di maternità, anche perché tu sei tecnologico ed io tecnologica lo sono ben poco.
La tua sigla oramai, devo ammetterlo, mi è divenuta familiare e senza titubanze posso declinarne,a chi me lo domanda, il significato : Train à Grossesse Virtuelle Treno per Gravidanza Virtuale ( preciso la traduzione, non si sa mai),in virtù di tutti i testi ivi partoriti.
Una bella sigletta, nel suo genere, molto più carina di TAV che mi fa pensare a Tavernello, pseudo vino e a Tavor triste ansiolitico, entrambi buoni, forse, a far dimenticare stress e angosce …per chi non sa ricorrere alla benefica leggerezza della scrittura.
TAV…non m’ispira proprio punto, forse è perché non ci ho mai viaggiato sopra per andare a trovare i miei figli, sparsi e dispersi in giro, altrimenti magari saremmo diventati amici e lo avrei ribattezzato con un nomignolo più carino.
TAV TAV o come direbbe la Miss O. TAV ? VAT ?
Già meglio…VAT VAT
VATTELAPESCA!
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
mi ricordo quando l'ho preso per la prima volta l'ultra nuovo (a quei tempi) TGV per Parigi! Io che mi aspettavo di sentire il treno andare alla velocita della luce e lo feci pure credere a Vanessa! hahahaha
RépondreSupprimerA ciascuno il suo.....di ricordi!
RépondreSupprimerChissà qualé quello di Nessie?
Che strano, come sempre rileggersi.
RépondreSupprimerE, come spesso, sorprendersi...
Avevo dimenticato questo testo che piano piano é risorto nella memoria, provocato dai festeggiamenti radiofonici del treno-godi-veloce.
Mi ci é voluto un po' per capire la battuta della chiesa e dei numeri...segno che come battuta era pietosa, alternativamente non sono ancora sveglia oppure ho il cervello é che diventato marmellata!