perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 25 avril 2011

NURSERY

Ho lasciato la mia veranda nursery con i miei benamati virgulti in crescita e dove germogliano pure le mie idee, che prendono forma come cellule sparse e poi agglutinate, e mi ritrovo in un nuovo nido.
Comodamente o quasi, seduta nella mia poltroncina di seconda classe del TGV con il computer sul tavolinetto che si stacca dallo schienale del sedile davanti al mio, lascio correre, puro eufemismo, il dito sulla tastiera e a volte tento virtuosismi con medio, anulare e persino il pollice ma con risultato innegabilmente catastrofico. Ho anche il mio famoso quadernino nella borsa del computer, quello che mi accompagnava ai tempi pre-tecnologici, ma che potrei sempre dover ritirare fuori se la batteria mi abbandona.
Il dito vaga e la mente pure, cullata dal movimento del treno che tenta di assopirmi mentre dovrebbe piuttosto cercare di ottenere un simile risultato con il bebè urlante, seduto dietro di noi.
Vera nursery, non c’è che dire, questa carrozza!
Mi fermo a riflettere sul termine che ho appena utilizzato per designare il vagone su cui viaggio.
Cerco i sinonimi, riflettendo a ritroso, evocando voci da altoparlanti e trovo anche vettura.
“Tutti in vettura…Vagone merci sul nono binario… Carrozze di prima classe in testa e carrozza ristorante al centro!”
Il bebè dopo avermi concesso un brevissimo interludio di vocalizzi gioiosi è ripartito in lamentazioni, e ammetto che mi deconcentra e pure mi irrita un tantino.
Riparto nella mia riflessione, ricordando come io avessi fatto sorridere qualche francese, quando parlando di treni, avevo usato il termine carrosse,traduzione diretta dal mio idioma natale.
Errore!
I francesi hanno la voiture, il wagon, ma quando viaggiano in treno, non hanno la carrosse.
Forse il termine è troppo regale per la Francia repubblicana che reduce dalla ghigliottina ha staccato dalla locomotiva tutte le carrozze, anzi non ce le ha mai attaccate, preferendo invece le volture de première classe e i wagon pour les marchandises, les animaux….e qui mi fermo per non risollevare tristi memorie e animose questioni che hanno visto la SNCF protagonista di feroci assalti per il suo passato collaborazionista.
È vero che oggi è venerdì santo e che il pensiero si sofferma sul dolore, la sofferenza, le vittime innocenti, ma è vero pure che il mio viaggio mi conduce a ritrovare i miei “bimbi”e quindi cerco di allontanare ogni pensiero doloroso.
Mi riconcentro su carrozza e su venerdì. Non questo ma il prossimo, tra una settimana dunque, France-Info me lo ricordava stamani, a Londra avranno luogo nozze principesche, non reali perché il giovane William non è ancora re, e per il momento se non ho saltato un episodio, non ancora stato designato erede al trono della nonna, scavalcando il padre.
Nozze principesche, non reali, vere in ogni caso, e sicuramente regali.
France-Info si dilungava stamani, sull’interesse accordato dalla stampa francese a queste nozze.
A quanto sembra ben maggiore di quello manifestato in altri paesi europei.
Ironia della sorte: la Francia, repubblicana e trancia-carotidi, pare avere un dilemma di identità.
Ha reciso la testa ai reali, si è voluta liberare della Monarchia e poi la ricerca come un’orfanella adottata e la ripropone sotto mentite spoglie in una presidenza quasi monarchica.
Tutte queste, considerazioni radiofoniche della mezz’ora in auto verso la stazione ferroviaria che trovavo interessanti e rilassanti.
Un mix di due speciali, il primo sulle nozze british viste di qua della manica, il secondo sulle presidenziali del prossimo anno, che io ho condensato in un’unica riflessione, lasciando da parte il carosello dei futuri presidenti in lizza e trattenendo solo l’idea di sacralità e nobiltà della figura del Monsieur le Président .
Idea legata ai predecessori dell’attuale inquilino dell’Élisée, e a quanto rilevava il giornalista non caratteristica del presidente in dirittura d’uscita, che non è stato capace di mantenere quell’alone dorato, quel distacco da personaggio regale e che non sa tenere le distanze, anzi abbatte ogni barriera a colpi d’ariete con il suo linguaggio non propriamente scelto specie se cade in altercazione .
Breve la classe non è acqua. Magari non si nasce nobili ma un ottavo di nobiltà si po’ anche acquisire con del savoir vivre.
Certo non è da tutti.
C’è chi può.
Chi non può.
Chi non vuole. 
Un po’ di regalità, a parer mio e non solo, ma di questo non ha parlato France-Info era stata portata dalla’ultima, nonché attuale, première dame de France.Il suo passaggio davanti alla Queen ha riempito pagine, fatto colare inchiostro e ridorato il blasone presidenziale stinto e sbrindellato.
Chissà se in occasione delle prossime nozze, con un nuovo passaggio a corte, sarà capace di farlo brillare di nuovo un po’.
Chissà però se la coppia franco-italica fa parte del gotha cui saran aperte le porte della corte inglese.
Onestamente, non conosco la lista degli invitati e non mi sono preoccupata di sapere se saranno presenti teste coronate e rappresentanti di stato, ho giusto visto sulla prima pagina di Free che era invitato il macellaio di non so dove e il pizzicagnolo indiano di non so dove altro,oltre una nutrita schiera di ex partners dei futuri sposi.
Non so neppure se queste persone comuni siano invitati sui – generis o facciano parte di una grande ammucchiata, insomma forse c’è posto se non per tutti(io almeno non ci sarò) almeno per tanti.
Basta che ognuno sappia trovare sa place!
La mia sicuramente non è là, e neppure davanti al video per la diretta degli sponsali.
Venerdì 29 io sarò in viaggio o già nel feudo originario della famiglia acquisita con il mio matrimonio, intenta a prepararmi per celebrare altre nozze, dalle iniziali meno straniere di quelle di K & W.
Le nostre nozze familiari sono in L e M !
Lorenzo e Marzia molto più tradizionali, non si son lasciati andare a trasgredire vecchie abitudini proverbiali, per cui se né di venere né di marte non si sposa né si parte con quel che segue…loro, fedeli alla consuetudine, hanno deciso di unirsi in matrimonio di sabato, per l’occasione il 30 aprile e come invitati hanno tutta la famiglia quasi al completo, nei rappresentanti dei cugini dell’ABC.
E se a Londra inneggeranno God save the Queen, noi risponderemo a Novara con il nostro Dio ci mantenga la Zia Ada!

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