………ma come si fa a dormire quando c'é il sole e una natura meravigliosa da godere?
Domani é il1 APRILE, non dormirò e farò invece scherzi, attaccherò pesci ovunque, granchietti tenagliuti , polpetti tentacolati, anguille sfuggenti, cavallucci senza cavaliere e soprattutto ricci, ricci aculeati, ricci morbidi e ondulati, ricci della miglior specie e annata, quella in cui sono nata …io!
Domani 1 Aprile, riservo le mie attenzioni a Italia, carica delle sue centocinquanta primavere + quindici giorni.
Per la ricorrenza appena trascorsa, e sulla quale non ho concelebrato nel dì fatidico, e per l'occasione di domani congiungo le mie forze e ritiro fuori dal cassetto un'opera postuma, in tono con la celebrazione volutamente tardiva.
Ritiro fuori dalle mie pagine di Diario e lo propongo con annessi connessi e scambio epistolare :
Prima epistola
Cara Jude
Ti confido la mia induzione, deduzione produzione.
Te la consiglio come stimolante, rinvigorente e vivificante del lunedì mattina,ou à default come lettura da cabinet privé
Adoro i ritmi ternari, i ritmi, le aritmie, le mie follie.
Mi hanno preso molto più tempo di quanto pensassi (e più che tanto, non le ho neppure rifinite).
Ho iniziato per gioco e mi son lasciata prendere la mano, come da tutti i giochi.
Voleva essere un puzzle di qualche parola ed è diventato un fiume straripante.
Spero ti rimetterai da questa lettura e non ne porterai tragiche conseguenze a vita.
W l’Italia,
W il re,
W la repubblica
W la ….R..........
La notte porta consiglio.
Porta scompiglio!
grandi rivelazioni.
le soluzioni geniali che comunque al risveglio sembrano meno geniali
bref…………..cogito ergo sum.
Poco importa cosa sum, sono comunque materia pensante.
Materia pensante della più pura razza post-moderna, quella che orrifica un certo prof di storia
L’Envers du Risorgimento …opera postuma
Tarabustée par ce mot RISORGIMENTO………
L’ho analizzato, pensato, associato, rivoltato e risvoltato ancora, e poi smembrato,disarticolato,depauperato, destrutturato, decomposto, scomposto e ricomposto fino a farne ………..riso e mentine.
Tutto passa per i bisogni primari, e senza alimentazione non si va avanti.
Cosa meglio dunque del riso,come alimento?
L”alimento” di base!
Certo, detto da un’italiana, non sembra la scelta più istintiva.
Una scelta bensì ragionata, magari utilitaristica ……ad hoc per l’occasione, si potrebbe pensare.
Noi con la nostra pastasciutta, che condiamo con tutte le salse reali e metaforiche, come possiamo passare la mano e cedere lo scettro al riso?
Vuoi mettere a confronto l’incedere elegante di un campo di grano, con le spighe agitate dal vento svettanti verso il cielo, e una risaia con le piantine annegate nell’acqua?
Un mare color oro il primo, con queste onde dalla tonalità che richiama non valori monetari ma vitali e solari e allora non più mare e cielo azzurri che si fondono, ma calore e colore vegetale fusi nella solarità dell’esistenza..
Una specie di palude(senza proprio arrivare alla Stigia) il secondo:in cui si unisce al germogliare della vita(una nota positiva vogliamo concedergliela?) una situazione penosa, molto terrena. La triste condizione umana! E l’umido? le zanzare? e gli occhietti di queste povere piantine ? Se anche riescono a vedere,guardando attraverso una maschera da sub non si sa bene dove possano indirizzare il loro sguardo. Non resta loro che piangere per aumentare l’umidità.
E il loro nascere da un annegamento poi dove lo mettiamo?
Forse tu vorrai vederci la redenzione dell’acqua, che purifica, nutre e poi anche loro, le piantine, che dalla acqua riescono ad emergere, non sconfitte,ma vive. Peccato per te, ma questa visione non te la concedo, sono io che scrivo!
Sono nell’umido e ci rimangono fin quando non arriveranno le povere mondine(sempre un ruolo infelice per le donne)a estirparle.
Non vado in altri dettagli. Il quadro ha già tutti gli elementi e i colori e non sto neppure a scomodare immagini letterarie per avvalorare le mie affermazioni.
Non c’è bisogno di un’inquadratura di “Io non ho paura” o delle note di De André e della sua “Guerra di Piero” con l’immagine nobile e protettiva per il sonno eterno, già utilizzata da Guareschi in uno dei suoi racconti(più parlante dell’ombra dei cipressi di Ugo). Quindi non scomodiamoli, citiamoli e basta, tanto un po’ di revival non fa mai male ad autori che non hanno comunque bisogno di pubblicità. Anzi, mi correggo non parliamo più di pubblicità ma di “devoir de memoire”specie per gli ultimi tre.
Allora saltiamo i confronti e andiamo avanti.
Reso omaggio al grano e riconosciutane la sua superiorità in quanto pianta,non starò a sottolineare la grandezza dei prodotti derivati dalla farina elemento base per il “pane di vita” e di sopravvivenza,ingrediente necessario per la pizza,costituente della nostra pasta, di preferenza quella di Gragnano,( e bando ai mulini bianchi e alle Panzane vere fandonie!se mi permetti il gioco di parole!)e passerò a parlare del riso che, a parte quando detto finora è comunque l’alimento,come prodotto finito,più utilizzato nel mondo .
Ecco perché l’ho preso in considerazione e anche perché Machiavelli docet, sia che il fine giustifichi i mezzi o viceversa.
La sua mondialità è fuori discussione(se hai un dubbio circa a chi sia riferito l’aggettivo sua,non ti preoccupare,tanto è valida per entrambi,per cui non puoi segnarla come errore). Anche per lui non andremo a scomodare le Arti che l’hanno celebrato, pur nella sua negatività. Soggetto di “Riso amaro” pernio de “Il nome della Rosa”(vero che si trattava di un’altra varietà), star delle citazioni che ci confortano Risus abundat in ore stultorum,n’est-ce pas???Ammetto, con interesse, quanto Connie sostiene: che è pure un rimedio contro la stitichezza,sempre però quello dell’altra varietà(in virtù,credo ,di un’interazione con la peristalsi intestinale).Provare per credere,e comunque è pur vero anche il contrario per le virtù benefiche di quello del primo tipo. Lo sappiamo bene noi mamme che al primo sguardo allarmato nel pannolino del nostro bebè lo mettiamo a riso e carote. .
Mondialmente usato, anche se non sempre ben cucinato!
Per riconciliarsi stomaco e spirito comunque cosa meglio di un bel risottino,che secondo le possibilità potrà essere magari ai porcini e tartufo,oppure ai carciofi con scaglie di grana o tout court alla milanese(non Claudio,di lui parleremo dopo) con zafferano e parmigiano? E in attesa di Pasqua un bel venerdì santo della migliore tradizione col digiuno o al massimo una ciotola di riso bollito.
Possiamo concludere che nonostante i difetti,dati i pregi e non ghettizzando la mondializzazione(bisogna essere sempre aperti sul resto del mondo)possiamo ben scegliere questo benedetto(perché noi in Italia lo usiamo nei matrimoni e quindi in genere ha anche ricevuto una benedizione ecclesiastica) RISO.
Tanto poi c’era ben poco da fare,mica si poteva ribattezzare tutta l’operazione ottocentesca chiamandola “Morte al grano saraceno e altri invasori”( graminacee infestanti comprese)?
Iniziamo allora con il riso…………. e passiamo alle mentine
“Che cosa sono le mentine?” potresti forse chiedermi. Anche se sono certa che nella tua italianità ben integrata con sodo lavoro in loco, cioè con quello che all’epoca non si chiamava ancora full immersion c’è posto anche per loro, per quei graziosi zuccherini multicolori, multi gusto e non al solo sapore di menta.
Una delle mie tante “madeleine”, più profumata,più saporita di quella di Marcel,solo ed esclusivamente perché mia.
Me le rivedo sul bancone della farmacia chiuse di uno dei tanti magici barattoli in vetro. Miraggio. Attesa. Ricompensa.
Il colore che attira. La taglia:piccola per lo più,ma con qualche eccezione in formato extra large.Il sapore che si libera nel palato mentre la mentina fonde sulla lingua, sotto la lingua. Un gusto delicato di frutta che mi incuriosisce, il sapore di un frutto al quale non riesco mai a dare il nome giusto. Ah le mentine della mia infanzia, come è bello ritrovarvi. Siete dei personaggi famosi
Perfino face-book vi dedica un angolo, con………………x tutti quelli che da piccoli si mangiavano le mentine di zucchero colorate
Non che face-book sia una referenza,almeno per me lo è ben poco. Non so se sia un bene,se sia un male,comunque è un dato di fatto che li si parli di voi.
Mentine a base soprattutto di disaccaride saccarosio.
Ecco l’altro elemento fondamentale:lo zucchero. Preciso subito a scanso di equivoci che non si tratta di Adelmo Fornaciari ,quello che di questo nome affibbiatogli da ragazzino,ha fatto un nome d’ arte perché lui non è proprio la mia cup of tea,come direbbero i connazionali di Orazio che poco piaceva ai francesi ma anche agli amici della povera Eleonora,ragion per cui ho smesso di zuccherare il tè,perché Zucchero non mi piace ma la Pimentel Fonseca invece si.
Siamo sempre nel campo alimentare,e come detto e qui ribadito la base di tutto è il nutrimento.
E se il riso è il piatto più mangiato,lo zucchero è l’alimento primario,prova ne è che nelle flebo ci schiaffano dentro glucosio.
Premesso ciò e appurato che le mentine sono zucchero con aggiunta di aromi artificiali tra cui la menta da cui traggono il nome,il gioco è fatto. In un mondo poi ancora troppo maschilista non avremo difficoltà a trasformarla in mento
NE consegue che Il risorgimento si basa dunque su riso e zucchero due pilastri della famiglia dei carbo-idrati ed è così anche spiegato il perché dei carbonari in tutta questa storia,mentre l’idra a dire il vero c’entra poco perché Ercole l’aveva già eliminata nella sua seconda fatica. Ma troppo stanco per tutti i suoi sforzi,il Forzuto aveva dato forfait e non aveva compiuto così l’undicesima fatica “ fare l’Italia” e infatti non la dobbiamo a lui.
Onestamente se è certo che non la dobbiamo a lui, non è ben chiaro a chi la dobbiamo.
Questa domanda però esula dal nostro soggetto e non volendo rischiare un fuori tema, la lascerò in sospeso. Fosse mai che pregiudicasse il risultato e che la mia illuminata ex-prof mi tacciasse di italiana priva di metodo e bollasse la mia dissertation ,con il marchio infame del hors sujet
L’arcano è dunque svelato e il Risorgimento brilla infine di tutta la sua luce. Non più un capitolo storico da decriptare,si manifesta infine come logica conseguenza di un processo inarrestabile di un popolo affamato.
Un popolo abituato al panem et circenses,diventato le 3 F (che non sono la F word ripetuta tre volte),bensì feste,farina e forca della Napoli borbonica,un popolo per il quale con molta coscienza politica :Italia ……… Franza o Spagna basta che si magna.
La boucle sembra bouclée,ma chère Amie e sarei anche pronta a mettere il punto finale appoggiandomi su questa riconfortante citazione,forte della mia dimostrazione e soprattutto di questa conclusione poliglotta,ma purtroppo la mia analisi non può arrestarsi qui perché c’è ancora un piccolo punto da sviluppare un piccolo particolare da aggiungere,che in realtà è stato il punto di partenza di tutta la mia riflessione.
Non sarà sfuggito all’occhio attento della mia lettrice che ho posto l’accento su inizio e fine del Risorgimento, ma non ho trattato il termine nella sua completezza,non ne ho toccato il cuore,il centro,la parte mediana e per una come me che media tutto pare abbastanza strano,tanto più che in medio stat virtus.Nel nostro caso però sarebbe meglio parafrasare in medio stat vicius,anzi per non far venire l’orticaria a Orazio(non quello di cui sopra,ma il suo omonimo di qualche svariato secolo prima)…stat vicium,perché cara la mia prof ,pur senza togliere valenza ai due termini alimentari il vero nocciolo(meno commestibile,ma pur sempre alimento) di tutto risiede in quelle letterine del centro. E qui devo rendere onore e merito al mio ex prof di storia della Fac che nel suo recente intervento in occasione del convegno “l’Envers du risorgimento”ha illuminato la mia mente assopita.
Perché se da una parte è pur vero che alla base di tutto, sommosse e rivoluzioni comprese c’è sempre una nota alimentare,ben lo sanno Renzo con i suoi forni e Marie Antoinette e le sue brioches,qual è in realtà il vero motore del mondo?
Il sesso, c’è poco da fare o da dire. Nulla da eccepire dunque se nel cuore del risorgimento finiamo per fare risaltare il vero fulcro: l’ORGIA!
Abbiamo finalmente in mano tutti gli elementi essenziali ed evidenziato l’effettivo senso del risorgimento, madre, padre, come preferisci,comunque il genitore dell’Italia.
Ovvio che da un simile caos, anzi da un simile “piccolo caos:” cosa ne poteva venir fuori?” Giustappunto solo ed unicamente la nostra Italia
p.s.
Non so se a questo punto posso ancora essere confinata nel POST-MODERNO,o se posso ambire ad un posto nella saggistica
Sono solo spiacente di aver terminato la mia relazione solo e unicamente stasera sabato 27 marzo.
Penso che altrimenti avrei potuto decorosamente e rigorosamente chiudere la conferenza “L’envers du Risorgimento”.
Credo che più ROVESCIO di così non si possa né si potrà trovare.
Lo SCIO bene
p.p.s.
e complimenti alla tua resistenza se mi hai seguito fino in fondo
POISSON d'AVRIL !!!
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