All’inizio combattei una battaglia titanica contro l’intrusione di quell’orrido catafalco che avrebbe invaso la sala da pranzo … correvano, e ora più che mai mi sembra che corressero con tempi da primati olimpionici, gli anni ottanta.
Il primo computer arrivò in prestito dall’ufficio; mi fece venire un’ulcera, riflussi gastrici e un principio d’appendicite. Sospettosa, mi ci avvicinai con enorme diffidenza. Un gatto nero balzò e m’invitò a giocare … giochetto cretino ma divertente, solo che dimenticai di cambiare pannolini, preparare cena ….
Bref ! non ero ancora pronta e tornò da dove era venuto.
Tanto ci stava proprio male nella mia sala di Cardano al Campo ed io avevo ben altro da fare !
711, Island Park Drive- Ottawa in questa graziosa casetta dove abitavamo all’inizio dell’ultimo decennio dello scorso secolo, in altre parole i primi del millenovecentonovanta, avevamo una bella family -room, buona per la televisione, i giochi dei bimbi e una nicchia che pareva fatta apposta per un mobiletto con sopra un computer.
Ricordo ancora che il padre dei miei figli nonché mio compagno di avventure lavorò non poco per convincermi dell’utilità, dell’importanza, della necessità di avere un computer in casa.
Come avrebbero potuto progredire gli studi dei nostri pargoli all’epoca rispettivamente in quarta, in seconda elementare e l’ultima, tre volte alla settimana a una specie di asilo-nido, senza un computer casalingo?
Capitolai, così come avevo capitolato quando avevo accettato di seguirlo e trasferire la famiglia in Canada, e nel caso del computer solo perché c’era questa nicchietta pronta ad accoglierlo.
Quel primo vecchio Packard Bell diventò presto il pomo della discordia.
Battaglie feroci tra i fratelli maggiori che se ne disputavano il possesso a colpi alti, bassi, di piede, di ogni genere. Finii per diventare una specie di gendarme del traffico informatico, fino al giorno in cui io pure entrai nella lotta.
Avevo fatto conoscenza con Oilswell e cercavo affannosamente di salire di livello e battere mia figlia, senza peraltro riuscirci, a questo nuovo giochetto.
Rosa dal tarlo del gioco e in preda al desiderio di vincerla, incominciai a cercare di allenarmi di nascosto in ore meno canoniche e riservate ad altri compiti.
Una mattina, dopo aver fatto salire i miei due scolarizzati sullo school-bus che ogni mattina alle 7e 12 passava a recuperarli per condurli a scuola, cedei alla tentazione e accesi il computer.
Dopo tanti anni, mi rivedo ancora seduta in quella stanza, ogni tanto alzarmi per necessità inderogabili e anche per il biberon della colazione della poco più che duenne, del suo pranzo che per mesi consisté in un pita-pizza con pomodoro fresco e mozzarella, seguito da gelato, perché non voleva e non mangiava altro …. Fu una dura lotta sia quella dell’alimentazione, sia quella del gioco e con quest’ultimo la vittoria arrivò con lunghezze di avanzo rispetto al primo e passai il livello che Jen non era ancora riuscita a raggiungere.
Il campanello suonò e pensai al postino, anche se non aveva suonato due volte, ma niente posta, con orrore vidi i miei figli davanti alla porta. Tornavano da scuola, lo school-bus ripartiva, erano quasi le sedici e non mi ero resa conto del tempo che passava.
Ah madre sciagurata! Dovevo redimermi … abbandonai Oilswell … tanto avevo vinto!!!
Da allora non si contano più i computer che sono entrati in casa nostra, non più quella canadese ma questa provenzale:fissi, portatili da spartire, individuali, da sala, computer da camera da letto .
E non si contano più neppure i computer che sono usciti per superati limiti di età dopo onesto e leale servizio, per inefficacia, per indisciplina, per seguire chi usciva da questa casa.
Oramai il parco-macchine di questi ordigni è molto ridotto e semi-proporzionale agli abitanti della casa. Un fisso nell’ufficio del pater e il suo portatile e un fisso nella vecchia camera del mio secondogenito. Quest’ultimo è il mio computer, quello che dopo nuove lotte ho ricominciato a utilizzare e in maniera più scientifica: per tenere i conti, lavorarci per scuola, ridurre le spese postali … e qualche piccola creazione
All’inizio non lo volevo.
Nuovo decennio, nuovo secolo; di ritorno da un viaggio con studenti negli States, Max mi aveva preparato una sorpresa. Mi aveva sistemato un computer tutto per me in quella che era la mia stanza del bricolage per diletto (decoupage, cartonnage ….) e per obbligo (stiratura e rammendo, quest’ultimo a dosi più che omeopatiche).
Inorridii! Questo trofeo che non avevo voluto e che avevo vinto, anzi ereditato, come un tempo, da piccola, gonne e cappotti di mia sorella, non mi piaceva per nulla, ingombrava il mio tavolo da lavoro e oltretutto potevo ben utilizzarlo per quel poco che mi serviva giù da basso nella stanza cosiddetta degli ospiti, dove lo avevo lasciato prima di prendere il volo oltreoceano. E poi ne avevo le scatole piene dei computer che non facevano altro che rubare il tempo. A dimostrazione e conferma delle mie idee ero tornata con un regalino dal messaggio molto freudiano, per il mio compagno di Vita; un blocchetto di post-it su cui era stampato: ”Once I had a life, now I have a computer and a modem”. Eh si avevamo un po’ di vita in comune, ma oramai con computer e internet le serate e i week end avevano cambiato di stile.
Jamais dire jamais….Mai dire mai e non sto parlando di James Bond…
Ovviamente ho più di una ragione, spiegazione e giusta motivazione del mio repentino cambiamento, che ora mi viene rinfacciato e ogni minuto che passo al computer è scandito, sottolineato come un’infamia e sono tacciata di maniaca della tastiera.
I tempi sono cambiati fuori e dentro casa.
Bisogna essere al passo con i tempi, con la tecnologia: i conti sono ora tutti sotto controllo, ben archiviati con Microsoft-Money, e se il conto è in rosso non è colpa di Internet ! vuoi mettere poi quanto sia più semplice preparare i compiti sul computer, cercare testi di attualità su internet, copiarli, incollarli, magari modificarli senza perdere giornate a comprare e leggere quotidiani, a ritagliare e impiastricciarsi di colla o a copiare da fine amanuense? Il tempo ora lo perdo nello zapping da un sito all’altro, a battere con un dito e nel caos stratosferico delle mie mille pagine aperte, dei testi mal salvati e persi, perché per essere onesta, sono una vera turista-fai-da-te dell’ escursionismo in rete ...e il risultato è quello che è!
Quanto alla posta, invece, è un altro discorso: innegabile il vantaggio economico a spedire via etere, certo però che il fascino della carta e della penna è tutt’altra cosa.
I giochini cretini si limitano oramai a qualche solitario, di tipo ragionato, con le carte, giusto per tenere il cervello in azione con le scelte dei movimenti giusti.
Quello che era invece nato in sordina, e così a scappa tempo, era l’uso macchina da scrivere per scomporre, comporre e ricomporre i miei saltuari pensieri e ricordi.
La casa é oramai quieta. Quando dopo una vita di attesa, prima che diventasse un Deserto dei Tartari, mi sono lanciata a incastrare frasi e pensieri, devo riconoscere che non subito ho apprezzato la semplicità e comodità del computer che mi permetteva facili correzioni, preferendo spesso anche per motivi logistici foglio, matita e gomma, che ho continuato con gioia a utilizzare nei miei viaggi in TGV e non solo.
Questo nuovo decennio sta per terminare e una novità informatica non poteva certo mancare nella nostra vita. Max mi ha annunciato la morte del suo portatile e la necessità di acquistarne uno nuovo, che oltre ad essere giovane avrebbe dovuto avere anche il pregio della leggerezza, delle dimensioni ridotte, della facilità di trasporto, della maneggiabilità, tutte qualità più che indispensabili per le sue necessità e occupazioni.
Detto e fatto. Me l’ha annunciato mentre ero in Toscana e al ritorno ho ritrovato tra i conti delle carte di credito, la voce computer nella colonna debiti.
Mi rassicuro... se qualcosa doveva pur cambiare nella sua vita...ha dato la priorità al computer!
Mi rassicuro... se qualcosa doveva pur cambiare nella sua vita...ha dato la priorità al computer!
Sotto lo sguardo prima perplesso e poi atterrito del mio CV(compagno di vita) mi sono premurata di cercar il vecchio portatile fuori uso per destinarlo a riciclaggio ecologico e con estrema sorpresa ho scoperto che era meno fuori uso di quanto pensassi, anzi pur se con la tastiera consunta come i lisi vecchi cappotti del nonno che, rovesciati, trovavano nuova vita, era ben funzionante.
Potevo insomma appropriarmene, avere anch’io infine come tutti in famiglia un portatile tutto mio, poco importa se ereditato e riciclato …. Non ho neppure dovuto rivoltarlo!
Potevo insomma appropriarmene, avere anch’io infine come tutti in famiglia un portatile tutto mio, poco importa se ereditato e riciclato …. Non ho neppure dovuto rivoltarlo!
Tutti i giorni faccio un salto sul tuo sito e oggi ho visto che c'era un nuovo post! Me lo sono letto leccandomi le babines! Questo è uno dei miei preferiti.
RépondreSupprimerE scritto in modo favoloso, tanti ricordi! Viva il pita col pomodoro e la mozzarella!!! hahaha!
Ho trovato un arabo con il pita ieri che abbiamo subito comprato, ed è buffo perche proprio ieri gli raccontavo la storia del pita, pomodoro e mozzarella!!
Ho trovato pure un negozietto italiano dove compro la burrata perche la riceve fresca tutti i Venerdi! :)
Grazie mia fedele lettrice...in un mondo dove fedeltà é sinonimo di optional,la tua presenza quotidiana assume una valenza tutta speciale.
RépondreSupprimerCon te che mi leggi e mi ricerchi quotidianamente,potro' infine mettere a tacere la lingua biforcuta che asserisce che io scrivo solo ed unicamente per ME...e che non interesso a nessuno
keep reading!