perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 27 novembre 2010

LES OIGNONS DE SIMIANE... BIS

Ça va de soi, autrement dit….
Scontato, che una pagina come questa abbia diritto alla sua doppia versione.
Non sarà una traduzione alla lettera della pagina in francese, ma un adattamento per il mio pubblico italiano, per più che tanti, nonché ovvi, motivi.
Il titolo è la sola cosa che non tradurrò perché non avrebbe senso e tutto il mio ragionamento filosofico e non, evaporerebbe come il vino del risotto.
L’idea di una pagina di ricette di cucina da estirpare dal mio magrissimo ricettario, dove sono arrivate le indicazioni più disparate e a volte anche banali, mi è sorta fin da quando, seduta su una seggiola, con volontà alfieresca, volli sempre volli,fortissimamente volli e,….ottenni il mio blog.
La mia primogenita mi aveva suggerito di allargare il mio limitato orizzonte con uno sguardo allungato oltre la siepe del mio ermo colle schermatico, “insomma-mi aveva detto-viaggia un po’ in rete e guarda come sono gli altri blog, datti da fare”. Ma è notorio che io sia una contemplativa (pigrissimamente, pigra) e il mio viaggio sul net è stato quanto mai ridotto. Mi sono limitata al blog di Katherine Pancol, scrittrice che mi piace e mi diverte e a quello del Cavoletto di Bruxelles, suggerito da mia figlia.
Nella pratica realtà i due blog citati, mi sono serviti a ben poco all’inizio.
Il mio blog si è quasi fatto da solo e con questo non voglio dire che non lo abbia fatto nessuno, sempre che la Nessuno in questione non sia del genere odisseico ( Homerus dixit) o stile il fratello, l’antico I dunno (l’ I don’t know) della sua infanzia. Volevo solo dire che con l’abilità di Jen, con la sua fantasia e la mia ricerca lessicale Glob, il mio blog, così chiamato perché mi illumina d’immenso, ha visto la luce, mi ha fatto accedere a un’altra dimensione, quella che fa volare oltre….
e più in alto e più in là
ora figli dell'immensità
quella in cui si mescolano tutti i colli poetici, da quello ermo di Giacomo a quelli popolati: con i ciliegi di Lucio o con le anime dell’ Edgar Lee di Spoon River,  ove tutti dormono.
Mi estasio in questa nuova dimensione  e non posso far a meno di appropriarmi delle parole del poeta e concludere
 …Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare..
Mi  spiace per voi, ma disgraziatamente,(non certo per me) so nuotare e il naufragio, solo simbolico, non mi impedisce di continuare a dissertare sulla mia pagina culinaria.
I miei soliti dubbi iffiani…
Le ricette di cucina sono un argomento che desta sempre interesse, ma le pagine d’internet ne abbondano al punto che c’è da farne un’indigestione. Io, poi, non sono una  grande cuoca, ho qualche ricetta niente male che riesco a realizzare, ma nulla da far impazzire, anche se qui in Francia godo di una certa stima e considerazione come sfornallatrice.
Stavo per rinunciare all’idea di attrarre pubblico sul mio blog, prendendolo per la gola, quando la mail di Catherine che mi richiedeva la ricetta del risotto mangiato a casa nostra pochi giorni prima, mi ha fatto tornare sui miei propositi.
Vedi bene che una lettrice almeno potrò averla-mi sono detta- potere del provare per credere!
Così con rinnovato entusiasmo mi sono messa alla ricerca di un nome per la mia paginetta culinaria. Parodiando il Cavoletto di Bruxelles, che da non-belga, non mi si addice ho scovato non poche alternative.
Da l’Amaretta di Saronno, scartato come nome, perché io sono dolce, come fa notare sempre la mia amica Marie Claude quando mi chiama S…sucre, zucchero, con ben altri intenti però,(ma non è il caso di specificare), passando per la Focaccia di Recco, troppo ligure, alla Brigidina di Lamporecchio che fa un po’ cheap, e mi fa pensare alla Bridget di mister Darcy.
Non vorrei che si facesse confusione tra i nostri diari. Il mio è una cosa seria, serissima … le mie riflessioni non sono basic, terra-terra, spaziano negli orizzonti dello scibile!
Aguzzando il fiuto sono passata a sviscerare la Tartufa di Norcia, troppo scura, quella di Alba, più chiara ma sempre poco flatteur, poco adulatore come soprannome.
Ho fatto una pausa caffè, e pensando a Georges della capsuletta celestiale, ho divagato arrivando all’altro, poeta, cantautore, tradotto da Svampa e da De André.
Georges della spiaggia di Sète e del mercato di Brive-la Gaillarde, dove, … à propos de bottes d’oignon, parlando cioè di mazzi di cipolle, …ho avuto l’intuizione geniale e ho deposto come la gallina nel pollaio, un bel la Cipolla di Tropea, che mi ha entusiasmato perché mi piace Georges e mi piacciono le cipolle, piante dalle mille virtù benefiche. La cipolla di Tropea poi, molto dolce, gode del doppio marchio: DOP Denominazione d’Origine Protetta e IGP Indicazione Geografica Protetta.
 È un po’ unica proprio come me.
Conosciuta in Francia, (il che fa sempre comodo) come Oignon rouge de Tropea Calabre.
Ahi ahi ahi!
E qui cascò l’asino! La cipolla mi gusta, rossa possiamo farla passare come licenza poetica perché io sono bionda, Tropea ancora l’accetto, ma il Calabra è di troppo. Questa esagerata connotazione geografica di una regione che non è la Toscana non può aspirare a un titolo sul mio blog.
Che dispiacere! Con sommo rammarico, rinuncio alla Rossa!
Mi riconcentro su la Toscana e su Cecina, villaggio natale dove un tempo si faceva la lavorazione di altre rosse,le barbabietole. Erano lavorate al vecchio zuccherificio, ma provenivano da altrove.
Niente barbabietole!
Cecina …. i ceci…ah i miei amati legumi, ancor di più apprezzati da quando ho scoperto il loro benefico influsso per domare il colesterolaccio.
Il nome della mia cittadina non deriva però dai ceci, che invece lo danno alla cecina, accento sulla i, o torta di ceci o farinata che dir si voglia.
 Il natio borgo selvaggio era ai tempi di o tempora o mores, un accampamento romano edificato da un certo Aulus (se non erro) Caecina, il nome a lui proveniva da problemi visivi.
 Poveretto ci vedeva poco come me!
Sento che sto partendo su una brutta china, non vorrei mi fosse suggerito un… la Cieca di Sorrento e da qui un più folkloristico …la Cea di Pisa(in virtù dei tempi universitari) con o senza “Forza Buo passa le cee”, con o senza Gatti Mèzzi alla tastiera.
Sento che il momento è giunto di riprendere in mano la barra del timone, riassestare la rotta e giungere in un porto sicuro.
Provenendo da un paese di compromessi, ne faccio anch’io uno,e più che storico, semmai geografico.
Omaggio la terra che mi accoglie, francesizzo la cipolla e cambio pure la varietà, soprattutto ché ne ho trovata una di una specie proprio carina la cipolla rossa chiamata  …rouge de florence "race simiane".
Sicuramente florence, non sarà quella dei Medici, e Simiane non avrà nulla a che vedere con il villaggetto provenzale dove abito,ma devo pur riconoscere che come connubio è azzeccato.
Non scavo più oltre nel passato, non sondo più nelle origini e do vita a “les oignons de Simiane”.
Nella pagina francese, a questo punto seguiva la ricetta del risotto alla milanese, che mi guardo bene dal propinare a un pubblico d’oltralpe, versante italico.
Chi mai vuoi che abbia bisogno dei miei consigli per fare un risottino con lo zafferano in Italia?
Preferisco lasciar correre e lasciare la scelta di una qualche quiche su richiesta.
Nuovo escamotage, sotterfugio, espediente per tentare di adescare pubblico incauto o navigante alla deriva ?
Ai posteri l'ardua sentenza!

2 commentaires:

  1. ...et j'ai retrouvé ma fidèle lectrice de 7h.
    Peut être,ici,elle ne serait pas si fidèle...
    On ne peut pas tout avoir !
    p.s.
    Ma é stato uno splendiso week end

    RépondreSupprimer