La giornata si apre con un mazzolino di mimosa virtuale
che mi arriva verso le 9 del mattino. Come distrazione per compensare l’assenza
di Fidèle all’ora di un nuovo
cappuccino, sola soletta, non è niente male.
Rispedisco immantinente grappoli gialli e tanti auguri
alle mie amichette whatsappatrici. Purtroppo c’è chi rimane fuori, ma le mie
virtù tecnologiche sono, ahimè, limitate.
No whatsapp? No spedisco!
In compenso c’è chi riceve auguri doppi. Sorte e
privilegio dell’amichetta di 43 anni (non è la sua età ma quella della nostra
amicizia, la sua non la svelerei mai così villanamente)e del di lei gentil damo,
che viene festeggiato per ben altre ragioni che non hanno nulla a che vedere
con i festeggiamenti muliebri. L’incauto o previdente(non so decidermi) è venuto
al mondo qualche decennio fa’ in cotanto die….”Per festeggiarti meglio bambina mia!”….
No povero ragazzo non ha nulla del lupo di cappuccetto
rosso! È piuttosto cappuccetto rosso che imperversa, femmina sublime, in
perpetuo movimento, lui è un quieto!
E in ogni caso al tempo del suo primo vagito le donne non
avevano diritto a un giorno di festa a loro dedicato…. Nel momento stesso in
cui depongo la frase, un dubbio mi sorge e cerco conferma nella bibbia wikipedia
che mi smentisce immantinente.
La giornata internazionale della donna ha radici
secolari! Più antiche del mio babbo, il primo woman’s day ufficiale risale al
23 febbraio 1909.
Iniziò a dilagare in Europa ma con l’avvento della
1°guerra mondiale i festeggiamenti furono sospesi nei paesi belligeranti fino
al fatidico 8 marzo 1917.
Copio da Wikipedia…Le celebrazioni furono interrotte dalla prima
guerra mondiale in tutti
i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario
giuliano allora in vigore
in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che
rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni che
portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche
dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella
storia a indicare l'inizio della Rivoluzione
russa di febbraio.
Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne
comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell'apertura del III
congresso dell’Internazionale
comunista, fissò all'8
marzo la « Giornata internazionale dell'operaia ».
In Italia fu celebrato per la prima volta il 12 marzo
1922 sponsorizzato dal Partito Comunista…la marcia su Roma non era ancora
partita…questioni di mesi!
Continuando la lettura capisco il perché della mia
confusione. Avessi dovuto proferire una data, avrei asserito che la
celebrazione risaliva al dopo ’68, e in effetti un 8 marzo 1972 fu
particolarmente colorato a Roma in Campo dei Fiori con la presenza di Jane
Fonda e rivendicazioni di libertà su cartelloni che sciorinavano«Legalizzazione dell'aborto», «Liberazione omosessuale», «Matrimonio = prostituzione
legalizzata», ma non era il 1° festeggiamento, bensì il 50 esimo per l’Italia!
Mimose d’oro? Niente di tutto questo. Le forze dell’ordine
non si intenerirono affatto. Anzi!
…e niente impedì alla polizia di manganellare e
disperdere le manifestanti
La veranda non è ancora invasa dal sole, ma la luce è già
forte, il giallo della foto si staglia netto sullo schermo del mio telefono e
fa pendant con il sole che sta per alzarsi da dietro la collina ma che già
illumina il cielo di un azzurro deciso e intenso.
Penso con rammarico che raggiungeremo la montagna per la
strada più rapida e diretta evitando così l’autostrada della costa, percorsa tante
volte quando il tunnel del monte bianco era chiuso.
Non potrò così annegare lo sguardo nel mare giallo delle
mimose della costa azzurra.
Pia mi conforta assicurandomi che in compenso troverò ad
attendermi un mare bianco e per convincermi della veridicità della sua
affermazione(come se potessi dubitare della sua parola)mi invia una foto dove
bianco della neve e azzurro del cielo formano un affogato alla panna in un
gusto di puffo.
La neve sarà ad attendermi, Pia pure, ma solo per
salutarmi velocemente: la trasferta al mare si impone…
Che idee balzane!
Proprio quando arrivo io!
W le donne, W le mie amichette e i loro dami, agnelli,
lupi e volpini !
Fidèle ti manda un bacio e ti dice che ti vuole tanto bene!!
RépondreSupprimerRieccomi ma adesso la fidèle è stata abbandonata :)
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